Per Laura Betti (31 luglio 2004-31 luglio 2009)

Per Laura Betti

(1927-2004)

Laura Betti, quarantacinque anni sul palcoscenico, davanti e anche dietro la cinepresa, una vita dedicata allo spettacolo, da quel lontano 1958 quando esordì come cantante nel varietà di Walter Chiari “Saltimbanchi”. Nata il primo maggio del 1927 a Bologna, aveva esordito nel mondo dello spettacolo come cantante jazz nel 1958. Nel 1959 recitò a Milano nello spettacolo “Giro a vuoto” – dal contenuto singolare con brani ispirati ai testi di letterati celebri come Buzzati, Calvino, Flaiano, Bassani, Moravia, Pasolini – che ottenne un successo tale da entrare nel cartellone della Biennale.

Nel ’55 debuttò in teatro ne Il crogiuolo di Arthur Miller, con la regia di Luchino Visconti; nel suo repertorio giovanile anche Il Cid di Corneille (in coppia con Enrico Maria Salerno) e I sette peccati capitali di Brecht e Weill. Come ultimo atto di fede in Pasolini, riuscì a mettere in scena un recital di poesie e testi pasoliniani dal titolo Una disperata vitalità.

Il suo esordio nel cinema fu nei primi anni sessanta; cominciò allora una lunga carriera che la vide diretta da registi del calibro di Roberto Rossellini, Alessandro Blasetti, André Techiné, Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci.

Uno degli incontri più importanti della sua vita, quello con Pier Paolo Pasolini, avvenne nel 1963 e fu l’inizio di un sodalizio durato dodici anni, fino alla morte del regista e scrittore, e di un affetto, alimentato dalla memoria, che si è conservato per oltre quarant’anni, fino al giorno della sua scomparsa. Con Pasolini recitò ne La ricotta cui seguirono nel 1966 Che cosa sono le nuvole?, l’anno seguente La terra vista dalla luna e, nel 1968, Teorema con il quale la Betti vinse la Coppa Volpi al festival di Venezia. La collaborazione con Pasolini proseguì nel 1972 con I racconti di Canterbury.

Carattere caustico, protagonista di celebri polemiche, folgorante nelle battute, ha scritto numerosi volumi e ha diretto per oltre vent’anni il Fondo Pier Paolo Pasolini. E proprio a Pasolini dedicò nel 2001 il suo ultimo lavoro di regia: il film documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno presentato alla mostra del cinema di Venezia.

Tra le ultime apparizioni sul grande schermo il ruolo di un’esilarante suora guardiana nel film di Mimmo Calopresti La felicità non costa niente.

Nel 2003 il Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna ha acquisito, tramite donazione, tutti i materiali precedentemente raccolti a Roma dal Fondo Pasolini. Presso la Biblioteca della Cineteca di Bologna oggi si conservano più di 1000 volumi e molto altro materiale inerente l’opera di Pasolini.

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Per Laura Betti (31 luglio 2004-31 luglio 2009)ultima modifica: 2009-07-31T13:06:00+00:00da paginecorsare
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