Quasi un testamento, di Pier Paolo Pasolini

Quasi un testamento
di Pier Paolo Pasolini
in Saggi sulla politica e sulla società
Meridiani Mondadori, Milano 1999
(pubblicato da “Gente” il 17 novembre 1975)

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Era stato lo stesso Pier Paolo Pasolini a definire un «testamento spirituale-intellettuale» le riflessioni e osservazioni che aveva fatto nel corso di una serie di incontri con il giornalista inglese Peter Dragadze. «Per noi stranieri» racconta Dragadze, «Pasolini era un personaggio che rappresentava un‘Italia sconosciuta. I giornali e le riviste anglosassoni per cui lavoravo mi chiedevano spesso interviste con Pasolini, ma poi finivano col pubblicarle raramente perché le sue dichiarazioni e il suo stile risultavano difficilmente traducibili. Ciò nonostante, e benché io non condividessi molti dei suoi atteggiamenti  politici e personali, continuavo a vederlo di tanto in tanto, anche perché avevo sempre amato la sua poesia. Questi incontri, ai quali partecipava anche mia moglie, avvenivano nel suo appartamento all’Eur, nelle trattorie di Campo dei Fiori e di piazza Farnese o sul set dei suoi film. Nei sei anni della nostra amicizia, Pasolini aveva preso l’abitudine di chiamarmi “rompiscatole” perché continuavo a fargli domande per interviste che raramente vedevano la luce. Nell’ultimo dei nostri incontri gli sottoposi tutti gli appunti che avevo raccolto e che volevo utilizzare per un ampio servizio dedicato alla sua vita e alla sua opera. Ebbene, Pasolini prese i fogli, li riordinò, li riscrisse a macchina, aggiunse qua e là correzioni di suo pugno; e al momento di restituirmi il tutto, mi disse ridendo: “Questo è quasi un testamento spirituale-intellettuale. Se dovesse succedere qualcosa, Dragadze, lo tiri fuori. Credo che a qualcuno potrebbe interessare”.»

Quasi un testamento, di Pier Paolo Pasoliniultima modifica: 2009-09-27T19:42:00+00:00da paginecorsare
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3 pensieri su “Quasi un testamento, di Pier Paolo Pasolini

  1. Ciao Angela e buon inizio di settimana a te. Spesso mi sono chiesto perché questi scritti fossero definiti “pagine corsare”. Oggi ho potuto soddisfare anche questa curiosità!! Bella lettura, è proprio un concentrato del pensiero di Pasolini!! Chissà come doveva sentirsi quando lo formulò… visto che lo definì quasi un testamento.

    Ti auguro una buona giornata e ciao.

  2. … “il «contrario» della religione non è il comunismo (che, benché abbia preso dalla tradizione borghese lo spirito laico e positivistico, è in fondo molto religioso); ma il «contrario» della religione è il capitalismo (spietato, crudele, cinico, puramente materialistico, causa di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, culla del culto del potere, covo orrendo del razzismo)”.Se il sinistrume che ci ritroviamo adesso avesse tratto insegnamento da questa grande e semplice saggezza,questo paese sarebbe stato migliore e non ostaggio.Al contrario,i rappresentanti ,indegni, dei poveri si sono omologati al sistema causando lo stato paludoso che ci affligge.Di oggi la notizia che lo scudo fiscale è passato alla camera per l’assenza dei cari “capintesta” del PD.Potevano fermarlo e invece hanno permesso il passaggio di questa porcata.Che Pasolini li fulmini!
    Un saluto affettuoso.
    artisa1969

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