Crozza e le primarie del PD

Maurizio Crozza
e le primarie del PD

L’intervento di Maurizio Crozza all’ultima puntata di Ballarò ha spaziato come sempre su diversi argomenti (prego notare la totale sparizione di quel simulacro di sorriso di Alfano quando finalmente si accorge che Crozza gli sta dando del servo…). Ma l’argomento clou è stato quello riguardante le elezioni primarie in casa PD. Un tema che è di interesse comune poiché, lo si voglia o meno, il Partito democratico è il principale partito di opposizione, almeno sulla carta. E occorrerebbe ovviamente che lo fosse, o lo diventasse, nella realtà dei fatti. E quindi io penso sia interesse comune poter decidere chi designare alla guida di quel partito, partendo dai programmi che ciascun candidato ha elaborato.

Tali primarie si terranno in tutta Italia il 25 ottobre, domenica prossima: si voterà dalle 7 alle 20 in oltre diecimila seggi. Si vota una sola lista. Per votare occorre avere almeno 16 anni ed essere cittadino italiano, oppure cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro Paese con permesso di soggiorno in Italia. Deve essere presentato un documento di identità e la tessera elettorale: per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento di identità. Per cercare il proprio seggio: www.partitodemocratico.it; oppure telefonare al numero 848.88.88.00.

Su questo tema, qui di seguito propongo l’articolo odierno di Eugenio Scalfari su “Repubblica”.

Alle primarie il pugno del partito che non c’è
di Eugenio Scalfari
, la Repubblica” 18 ottobre 2009

Oggi ci occuperemo del Partito democratico. Finora in questi articoli domenicali il tema è stato volutamente trascurato, ma ora è diventato di stringente attualità: domenica prossima, 25 ottobre, ci saranno le primarie che decideranno chi sarà il segretario nazionale del Pd, un evento importante non solo per quel partito ma per l’intera opposizione e anche per il sano funzionamento della democrazia italiana.

Crozza e le primarie del PDultima modifica: 2009-10-18T14:58:33+00:00da paginecorsare
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5 pensieri su “Crozza e le primarie del PD

  1. @ Ferdinand

    Sul fatto che questo Paese abbia bisogno di una dinamica, sana e trasparente, tra maggioranza e opposizione non c’è dubbio. Ma il problema non è, o non è soltanto, una opposizione che pare non funzionare – e dico “pare” perché in effetti, quando sui singoli provvedimenti vi è stato un minimo spazio per svolgere il proprio ruolo in Parlamento le opposizioni (dal Pd all’Idv all’Udc) hanno fatto sentire le loro voci, anche sapendo di non poter competere con “i numeri”. Considera che, in questa legislatura e malgrado i numeri sovrastanti della maggioranza, quando le leggi hanno seguito un corretto iter parlamentare, parecchi sono stati i casi in cui una votazione in aula ha visto prevalere i voti dell’attuale opposizione. Il fatto negativo consiste proprio nello stravolgimento della democrazia parlamentare, così com’è sapientemente disegnata dalla nostra Costituzione, tanto è vero che a tutt’oggi la stragrande maggioranza dei provvedimenti legislativi è preconfezionata dal consiglio dei Ministri, addirittura sotto forma di decreti legge, quadruplicati, a oggi, rispetto a quelli del precedente governo. Così, dall’erosione continua delle norme costituzionali, si prefigura lo stravolgimento della legge fondamentale che regge lo Stato italiano. E mi meraviglia che pochi siano coloro che non solo si allarmino per un tale andazzo, ma che addirittura se ne rendano conto.

    Tu dici “la sinistra non è più in grado di sostenere un’opposizione adeguata”: se per “opposizione adeguata” intendi quella condotta dall’opposizione nel corso dell’ultimo governo Prodi, in cui gli unici argomenti all’ordine del giorno sono stati i presunti brogli elettorali e relativo riconteggio delle schede, nonché l’urgenza di far cadere quel governo magari attraverso l’allettamento ben remunerato di personaggi eletti nel centrosinistra (alcuni dei quali, guarda caso, sono ora nel centrodestra), francamente non saprei che farmene di una simile opposizione. Tutto ciò dovrebbe pur significare qualcosa, anche per il più strenuo sostenitore del governo attuale. Ma dovrebbe significare qualcosa se quello stesso strenuo sostenitore fosse in grado perlomeno di compiere una seria analisi politica e non solo di vestire i panni della più trita tifoseria, una seria analisi che mi sento peraltro di escludere sia in grado di fare il quotidiano palesemente schierato a destra di cui tu consigli la lettura.

    Quanto alle divisioni interne al Pd, si dovrebbe rilevare, quanto meno leggendo i programmi dei tre candidati alla segreteria, che non vi sono scostamenti talmente radicali da renderli incompatibili tra loro. Certo, le singole esperienze sono differenti, e le componenti all’interno di quel partito sono di origini diverse: di ciò occorre tener conto, così come si deve considerare lo sforzo compiuto finora per il superamento delle diversità originarie. Ma un partito, almeno per me, dovrebbe essere proprio il luogo in cui si discute, in cui si ricerca pazientemente una linea comune attraverso il libero confronto delle posizioni. Certamente non può essere una sorta di azienda anomala in cui vi sia il mito del capo, al quale tutti debbano indiscussa obbedienza e sottomissione, e nel quale ciascuno sia sempre pronto a farsi tappetino, approvando qualsiasi schifezza – anche ad personam -, ed apprezzando entusiasticamente la barzelletta piuttosto che l’avventura (pericolosamente) galante. Questo secondo me, naturalmente.

    Un’ultima riflessione: in Italia e in democrazia, i partiti politici, piccoli e grandi, fuori e dentro il Parlamento, si sono dati statuti, spesso imperfetti, ancor più spesso riveduti e corretti. In base a tali norme effettuano periodicamente i loro congressi, nei quali eleggono i propri organismi dirigenti e indicano le linee di massima che contraddistingueranno la loro azione nell’immediato futuro. Dal 25 ottobre si celebrerà, appunto, il congresso del Partito democratico. Non è dato sapere, pressoché dopo un ventennio, quando si terrà il primo, vero congresso democratico del partito attualmente al governo. Anche questo vorrà pur dire qualcosa, o no?

  2. ciao Angela
    non ho letto l’articolo di Scalfari ma ora lo faccio e semmai commento. Intanto ti voglio dire una cosa: quell’ingenuo idealismo di credere che la sinistra o il centro sinistra rappresentassero un insieme di cose nelle quali credevi e alle quali aspiravi è tramontato da un pezzo (almeno in me). In chi ancora ci crede consiglio l’utilizzo di caffeina pura. E’ nella verifica quotidiana di quello che fa l’amministrazione locale(in questo caso di centro-sinistra) della tua città che puoi scovare quello che c’è dietro le belle parole. E quello che vedo nella mia città non ha riferimento con quanto si dice, è amorfo come lo è l’ipocrisia, è la conformazione al dover essere ma con il cinismo di essere come gli altri. E’ qui che il CS perde voti, nella verifica quotidiana a te più vicina. Poi dopo ci sono le grandi battaglie, i lodi, le riforme di ampio respiro, bei paroloni, intanto io verifico lo scollamento tra ciò che si dice (a voce spiegata) e ciò che si fa, e lo noto anche nell’opposizione (che nella mia città è il governo). Sarebbe ora di abbandonare il carattere messianico della propria missione politica e rendersi più trasparenti, oppure lasciare il posto a chi quelle idealità ce le ha davvero e vuole anche metterle in pratica, ma non sono questi politici. Se poi mi dici, va bè ma è il meno peggio ti dico: se nell’orto la pianta che dà frutto stenta, soffocata dalle erbacce, togli tutto e ripianta, altrimenti rischi di investire tante risorse in una pianta che non darà mai frutto.
    Ti lascio con un sorriso, perchè il mio commento non è certamente critico con te.
    :)bye

  3. Ciao Angela e buon pomeriggio. Be’, leggere questo articolo, toglie un gran peso dall’anima. Questi giorni, seguendo le schermaglie interne al PD in vista delle primarie, si è indotti a pensare che il cambiamento tanto sospirato non ci sarà mai. Però, per esempio, apprendere che il ferraginoso sistema messo su per votare non dovrebbe scavalcare la “volontà” espressa dagli elettori, come inizialmente sembrava, grazie ad “accordi” citati nell’articolo, mi sembra un bel passo avanti.

    Sul “programma” invece, ho l’impressione che non vi sia un’adeguata diffusione dello stesso tant’è che da più parti (in genere la parte avversa ma non solo) si afferma che “manca l’alternativa ma soprattutto mancano i programmi politici per un governo che dovrebbe sostituire quello attualmente in carica.”

    Forse, la responsabilità è della cattiva informazione dei media… ma anche cercando in rete si fa fatica a leggere qualcosa di “concreto”. Considerato che in rete, da quello che ho sentito pochi giorni fa, ci va si e no il 50% della popolazione… be’, il PD dovrebbe trovare subito sistemi adeguati per diffondere in maniera diffusa il suo programma e dimostrare che l’alternativa c’è ed attende solamente di essere chiamata a governare.

    Comunque, questo articolo credo sia una ottima risposta a chi, ripeto soprattutto la parte avversa, va dicendo che alternative oggi no ve ne sono. Mi impegno a diffondere anche io questo articolo.

    Buona serata e ciao!!!

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