Sanremo, ovvero lo specchio di questa Italia

Sanremo, ovvero
lo specchio di questa Italia

E’ stata davvero movimentata l’eliminazione degli artisti che ha portato alla selezione dei tre finalisti del sessantesimo festival della canzone italiana di Sanremo. La protesta dell’orchestra di Sanremo ha avuto dell’incredibile, è bastato che partisse il clip di Malika Ayane per scatenare un vero boato tra gli orchestrali: segni di pollice verso, di palese incredulità che partono dai volinisti per arrivare alle percussioni. Uno degli orchestrali attira l’attenzione del direttore e chiede di poter rendere pubblico il voto. Mentre il notaio verifica la possibilità di permettere all’orchesta di esprimersi, viene annunciata l’eliminazione di Noemi: è ufficiale quindi l’arrivo in finale di Pupo e di Emanuele Filiberto. Alla notizia l’orchestra non aspetta più e scatena la protesta: spartiti appallottolati e lanciati verso la Clerici ricoprono il palco.

“Una cosa mai vista” ha commentato in diretta Antonella Clerici, mentre il pubblico in sala – appena uditi i nomi dei tre finalisti – è esploso in un “Vergogna-Vergogna” e addirittura in un “Venduti-Venduti” e ha sganciato una bordata di fischi all’indirizzo del palco dell’Ariston (o forse del pubblico a casa?). La Clerici difende il televoto, ma gli animi non si rasserenano e anzi si rinfocolano all’udire il nome di Pupo e di Emanuele Filiberto tra i finalisti.

A parte la protesta degli orchestrali, che a me è parsa prevista e creata ad arte, il tutto mi ha dato ancora una volta l’idea di cosa sia diventato questo nostro Paese. Un po’ come se Sanremo fosse lo specchio di tutto ciò che non funziona in Italia. Ci mancava soltanto la nostalgia monarchica… che schifo!

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Sanremo, ovvero lo specchio di questa Italiaultima modifica: 2010-02-20T23:45:00+00:00da paginecorsare
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