Asilo vietato ai bimbi nn cristiani

Asilo vietato ai bimbi non cristiani

Quanto riportato nell’articolo del “Fatto Quotidiano che segue, conferma quanto scrivevo, domenica scorsa, in un commento al “Blog del Conte”:

«… Tu affermi che in Italia i diritti umani non sono violati. Certo, sulla carta sono tutelati – vedi la Costituzione -, ma soltanto sulla carta, poiché uno dei primi punti dolenti è proprio che la Costituzione è, più o no palesemente, ignorata quando non violata a sua volta: basterebbe pensare a tutti i casi occorsi nel 2009. Esattamente un anno fa l’agenzia dell’Onu (organismo dell’Organizzazione internazionale del lavoro) dichiarava: “È evidente e crescente l’incidenza della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti degli immigrati in Italia. Nel paese persistono razzismo e xenofobia anche verso richiedenti asilo e rifugiati, compresi i Rom. Chiediamo al governo di intervenire efficacemente per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”. Un solo esempio, per chiarire quanto la dichiarazione Onu sia fondata: in mare, da qualche mese sono in atto i respingimenti dei barconi che trasportano migranti. Ma tali respingimenti si effettuano indiscriminatamente, senza mai accertare se su quei barconi vi siano persone che richiedono asilo poiché fuggono da situazioni di guerre, di torture, di totalitarismi. Comportamenti come questi non tutelano un bel niente, la Costituzione è allegramente bypassata, e anche l’Unione Europea si è fatta ripetutamente sentire. Purtroppo senza esito alcuno, com’è d’altronde costume consolidato – e vergognoso – del governo italiano. Occorre anche tener presente che i richiami sopra ricordati non avevano ancora registrato fatti come quelli di Castelvolturno e di Rosarno, forse i più clamorosi, che hanno ampiamente dimostrato in quale misura la Costituzione sia disattesa, se nel Belpaese è possibile trattare gli esseri umani peggio delle bestie. Altro caso è quello della cosiddetta sanatoria, che ha previsto recentemente la regolarizzazione per una sola categoria di lavoratori immigrati (badanti): evidentemente si è preferito che i pizzaioli piuttosto che gli edili o i portinai o quant’altro rimanessero di fatto immigrati senza permesso di soggiorno. E non si capisce proprio in base a quale contorto ragionamento (si fa per dire, perché “ragionamento” è una parola grossa…) sia stato varato un provvedimento del genere… Un buon post, comunque, il tuo, poiché perlomeno suggerisce una riflessione su un problema tanto giusto quanto disatteso. E non solo in Italia, naturalmente».

Al mio commento rispondeva a sua volta “il Conte” sul mio blog:

«… Anche tu come Bruno hai fatto un po’ di confusione riguardo a quello che io volevo mettere in evidenza nel post, non mi sono spiegato bene. Ciò che io volevo mettere in evidenza nel post era la violazione dei diritti umani nel mondo, ma la cosa che mi ha portato ad affermare che in Italia i diritti umani non sono violati è che a nessun italiano e ripeto italiano sono violati i diritti umani. Che l’Italia stia diventando un Paese razzista è un altra cosa, l’Italia viola i diritti umani degli stranieri non degli italiani. La cosa è alquanto grave, ma non era mia intenzione, sottolineare questo aspetto nel mio post, mi riferivo che i diritti degli italiani non sono violati come lo sono quelli degli abitanti della Birmania».

Il problema è che la nostra Costituzione, all’art. 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…”, e non dice affatto che la Repubblica garantisce i diritti umani ai soli cittadini italiani.

Mi auguro soltanto che qualcuno tra i visitatori del mio blog legga con attenzione la Costituzione, legge fondamentale dello Stato: “scoprirà”, credo, molti altri aspetti costituzionali ignorati o disattesi più spesso di quanto si pensi. E siamo un po’ tutti talmente narcotizzati da ritenere possibile che ciascuno di noi, anche il più in buona fede, possa riscrivere una propria, personale Costituzione… Un saluto amichevole al “Conte”.

Asilo vietato ai bimbi non cristiani
Regolamento voluto da un sindaco Udc nel mantovano
di Elisabetta Reguitti
il Fatto Quotidiano”, 24 febbraio 2010

A Goito, nel mantovano, c’è un asilo comunale, dunque pubblico, che accetta solo i bimbi di famiglie che professano la religione cristiana. E’ la prima volta dunque che un’amministrazione pubblica (in questo caso comunale) subordina all’ispirazione religiosa l’accesso o meno a un servizio pubblico.

Tutto scritto nell’articolo 1 del nuovo regolamento dell’asilo comunale, che pone come condizione all’iscrizione del proprio figlio l’accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana. Nel dettaglio: che possano essere iscritti solo bambini appartenenti a famiglie che accettano “l’ispirazione cristiana della vita”. Il che significa prima di tutto escludere sicuramente una gran fetta degli immigrati per lo più di religione islamica, indù oppure sikh, vista la massiccia presenza di lavoratori impegnati nelle imprese agricole del mantovano e nel veronese.

Ma non si tratta solo di questo. Il regolamento potrebbe escludere anche molti italiani. La domanda infatti è: che significa una famiglia di “ispirazione cristiana”? I divorziati sono considerati tali? E i genitori separati? Senza contare magari i figli nati da coppie di conviventi. Detto questo, resta il fatto che il nuovo regolamento sia stato approvato a maggioranza dal Consiglio comunale di Goito, il cui sindaco Marchetti ha commentato che “pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo” e di conseguenza non c’è nulla di incostituzionale dal suo punto di vista nell’approvazione di questo regolamento.

Si tratta dunque di una motivazione giustificata dalla tradizione, quella sostenuta dal sindaco. Ancora una volta un’amministrazione locale di centrodestra (sindaco Udc Anita Marchetti appoggiata da Pdl e Lega) si distingue per la creazione di una normativa discriminatoria e soprattutto indirizzata ai bambini.

La minoranza politica dell’amministrazione comunale ha inviato un esposto all’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) chiedendo di fare pressione sul comune affinché questo regolamento non venga applicato. In seconda battuta ci si è
chiesti come un asilo comunale possa comportarsi come se fosse privato, imponendo vincoli alle iscrizioni dei bambini, tanto più se si tratta di orientamento religioso. Un aspetto questo sollevato in aula dagli stessi esponenti d’opposizione, che hanno peraltro sottolineato anche come la Costituzione italiana stabilisca, tra l’altro, che tutti i cittadini
sono uguali davanti alla legge “senza distinzione di religione”.

Ma nonostante questo si moltiplicano i casi di scelte di governo locale che, con la scusa di sostenere qualcuno, escludono altri, in particolare quando si parla di bambini  stranieri: minori nati in Italia da genitori stranieri che però, in base al principio del cosiddetto ius soli, non acquisiscono la cittadinanza italiana per nascita sul territorio
nazionale. Tutto quindi sembra andare nella direzione di un sempre maggiore distinguo tra bambini italiani e stranieri da praticare subito: fin dai primi anni di vita.

E sulla vicenda dell’asilo discriminatorio i parlamentari del Pd Enzo Carra e Emanuele Fiano hanno presentato un’interrogazione al ministro Roberto Maroni. Fiano interviene: “Apprendo incredulo che non potrò mai trasferirmi con la mia famiglia nella cittadina di Goito, in provincia di Mantova, perché se avessi bisogno di far frequentare l’asilo comunale ai miei figli ebrei non potrei. Evidentemente, la storia non è stata maestra di vita per tutti”.

Asilo vietato ai bimbi nn cristianiultima modifica: 2010-02-24T10:59:00+00:00da paginecorsare
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