Intermezzo…

Intermezzo…
Fryderyck Chopin, Valzer in do diesis minore op. 64 n. 2
Artur Rubinstein

Artur Rubinstein, famoso pianista polacco naturalizzato americano, nasce a Lodz il 28 Gennaio del 1887,  ultimo di sette fratelli in una  ricca famiglia ebrea. Avendo mostrato già da bambino un naturale talento musicale a otto anni viene accettato al Conservatorio di Varsavia, dove studia con il professor Roziycki. A dieci anni sua madre lo presenta per un’audizione al famoso violinista Joseph Joachim che colpito dall’interpretazione di Mozart di Artur Rubinstein, accetta l’incarico di occuparsi degli studi del ragazzo.

A Berlino dove Artur resta, lontano dalla famiglia che continua a vivere a Lodz, studia con l’allora famoso Heinrich Barth e si perfeziona con il pianista e compositore Ignacy Jan Paderewski grande interprete di di Fryderyk Chopin. A tredici anni,  Artur Rubinstein debutta  alla Beethoven Saal con la Filarmonica di Berlino e prosegue con i concerti in Germania e Polonia, diventando uno tra i migliori conoscitori e interpreti di Chopin, senza trascurare esecuzioni originali e da vero virtuoso di opere di di Mozart  e Schumann, Bach a Beethoven, Liszt e Brahms fino agli autori a lui contemporanei.

Artur Rubinstein ha solo diciannove anni quando viene chiamato a suonare alla Carnegie Hall di New York. L’accoglienza fredda degli americani lo tiene in seguito lontano dalle sale per concerti per quattro anni, durante i quali vive un’esistenza “movimentata”: in alcuni momenti era povero e senza un posto dove dormire, in altri viveva fra l’élite della società.

Nell’estate del 1916 suona in una località balneare della Spagna per sostituire un pianista francese e l’incontro con la musica spagnola è come una magia nella sua lunga carriera concertistica. Artur Rubinstein impara lo spagnolo e inizia a suonare le opere dei compositori spagnoli De Falla, Albéniz e Granados. Il suo stile al pianoforte non era più calmo e controllato, tipico del musicista classico tradizionale, che al massimo si lascia andare a virtuosismi, ma uno sfrenato, libero e selvaggio abbraccio con il pianoforte. Questo appassionato modo di suonare conquista gli spagnoli e attira il vasto pubblico dell’America del Sud dove Artur Rubinstein prosegue con un grandioso tour.

La fama del pianista polacco si diffonde in tutte le nazioni, soprattutto per le sue frequenti apparizioni in pubblico come solista. Nella tournée americana del 1937, suona 17 concerti in nove settimane con le più note orchestre sinfoniche. Tra le sue esecuzioni preferite, le più famose sonate di Beethoven, gli scherzi, le polacche e i notturni di Chopin, le pagine più celebri di Liszt e di Brahms.

La carriera di concertista di Artur Rubinstein si è protratta fino al 1981 (95 anni) quando chiuse la sua attività con un memorabile concerto a Londra dove eseguì per l’ultima volta in pubblico la suggestiva Ballata op. 23 di Fryderyk Chopin, dopo aver portato in giro per il mondo, in innumerevoli ed estenuanti concerti, la musica che amava. L’anno prima avevo avuto il privilegio di ascoltarlo alla Scala di Milano in quello che fu il suo ultimo concerto in Italia: un indimenticabile programma di musica di compositori spagnoli, tra cui la Danza del fuoco di Manuel De Falla, qui di seguito proposta in una suggestiva interpretazione della compagnia di Antonio Gades (El amor brujo di Carlos Saura).


Intermezzo…ultima modifica: 2010-04-21T16:03:00+00:00da paginecorsare
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