Legge bavaglio al voto. Alla faccia di Fini, come volevasi dimostrare…

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La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana.
Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto
una causa e un regime; è libero perché,
nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare,
e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione.
Benito Mussolini

Quel che sta accadendo in Italia è qualcosa che riguarda il mondo intero. Si sta scrivendo una legge che impedisce il lavoro d’indagine, che favorisce le mafie, che imbavaglia la stampa. Confinarla ad una sacrosanta rivendicazione del diritto di cronaca ed accontentarsi di qualche modifica in favore di editori e giornalisti è un errore. Non si tratta solo di mantenere intatta la possibilità di raccontare crimini e malaffare: si tratta prima ancora di non impedire il lavoro di chi indaga. Lasciare la libertà di parola e limitare gli strumenti di lotta al crimine otterrebbe alla fine lo stesso risultato: silenzio. E’ una legge che mette in pericolo il Paese che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto a prezzo di enormi sacrifici. Abbiamo il dovere di conservarlo per chi verrà dopo di noi, il dovere di disobbedire. Fate pure la vostra legge: noi non la rispetteremo. [Concita De Gregorio, direttore de “l’Unità”]. Al termine dell’articolo riportato, una riflessione riguardante Gianfranco Fini e i suoi comportamenti.

Alla fine l’occupazione dell’aula del Senato è scattata veramente. L’hanno fatta i dipietristi, ieri sera, dopo che nel pomeriggio il governo ha posto la fiducia sulle intercettazioni, che si vota oggi. Una mossa, quella del governo, che ha fatto infuriare anche il Pd, anche perché il ministro Vito ha confessato che era stata autorizzata dal Consiglio dei ministri il 25 maggio, due settimane fa, certificando che tutta la discussione di queste settimane è stato solo un balletto inutile. «Berlusconi ha trattato anche i suoi senatori da pagliacci, una vergognosa presa in giro», ha dichiarato il Pd Felice Casson.

«Vergogna, vergogna», hanno ritmato i senatori Pd quando Vito ha ammesso la data del via libera alla fiducia, inciampando: «Il 29 maggio». Ma era un sabato, gli è stato fatto notare. E lui si è corretto: «Il 25 maggio». Giorni e giorni di discussione buttati al vento, Berlusconi ha preteso un testo blindato e l’ha ottenuto: un solo maxi-emendamento che recepisce le piccolissime correzioni ottenute dai finiani e la fiducia. E così ieri sera Di Pietro ha spronato i suoi alla «resistenza contro il dittatore Berlusconi». Al termine del dibattito hanno occupato l’aula, «a oltranza, per impedire l’approvazione di questa porcheria», ha spiegato il capogruppo Felice Belisario. I senatori hanno esposto sui loro banchi delle bandiere tricolori, uno di loro ha fatto partire l’Inno di Mameli dalla suoneria del cellulare. Una notte di occupazione, 4 buste di panini (recuperate da un senatore che ha eluso i commessi d’Aula), difficoltà per raggiungere la toilette, visto che i commessi non possono far rientrare chi lascia l’aula (ma un senatore ha eluso la sorveglianza). Stefano Pedica ha letto in aula il volantino degli agenti del Silp Cgil, le «sei buone ragioni» per dire no al ddl bavaglio. Nel Pd, che pure un paio di settimane fa aveva votato a larga maggioranza per l’occupazione “simbolica” dell’aula, alla fine ha prevalso la moderazione, tanto per cambiare.

Una decisione che ha scontentato i più fieri avversari del ddl-bavaglio, come l’ex prefetto Achille Serra, che sconsolato all’uscita dall’aula ha detto: «Certo che dovevamo fare qualcosa di più, ne ho parlato con vari colleghi ma non erano d’accordo. Oggi è stato superato ogni limite, hanno preso in giro il Parlamento, tutto era deciso dal 25 maggio da uno che prende per i fondelli gli italiani dicendo che non ha poteri. È una vergogna, è la fine del Parlamento, spero che ci faremo sentire». Bersani polemizza con Fini: «Mi chiedo quali miglioramenti abbia trovato nel testo… noi daremo battaglia con tutte le forze che abbiamo». Pd e Idv divisi anche su come proseguire la lotta: i dipietristi vogliono il referendum, il Pd spera nella bocciatura della Corte Costituzionale.

Anna Finocchiaro in aula ha duramente contestato la legittimità di una fiducia autorizzata 15 giorni fa, prima che il testo subisse una raffica di modifiche. E alla riunione dei capigruppo ha chiesto garanzie sull’effettiva autorizzazione. «Il comunicato del Cdm del 25 maggio non parlava di questo tema», ha detto a un imbarazzato Schifani, che in queste settimane si era prodigato per favorire il confronto tra maggioranza e opposizione. Polemiche anche sulle dichiarazioni di Alfano, che il 26 maggio aveva detto che il governo «non ha ragioni per porre la fiducia». E che in un’altra agenzia del 30 maggio dichiarava che l’ipotesi-fiducia «non è mai stata ventilata al Consiglio dei ministri». Ma come? Non l’avevano autorizzata 5 giorni prima? Palazzo Chigi conferma in una nota ufficiale il via libera deciso il 25 maggio, così anche Alfano che attribuisce la fiducia all’ostruzionismo». dell’opposizione. «Ci vuole una faccia tostissima», replicano quelli dell’Idv, e anche il Pd protesta. «Su quale testo hanno autorizzato la fiducia? Vogliamo una riposta», incalza la Finocchiaro. E Giovanni Legnini precisa: «Ostruzionismo? Un’accusa ridicola, oggi in commissione abbiamo avuto solo un’ora e mezza per votare 62 emendamenti. Delle due l’una: o non l’hanno autorizzata il 25 maggio o hanno preso in giro per 20 giorni gli italiani». Dai finiani arriva una sorta di ammissione di impotenza. «Abbiamo fatto quello che potevamo», ammette Bocchino. «Ora la valutazione spetta al Quirinale, alla Corte costituzionale e anche ai cittadini, se ci sarà il referendum». E Bossi: «Spero che questo voto non ci crei troppi problemi con le opposizioni…».

[Fonte: Andrea Carugati “l’Unità”]

Ancora soltanto poche parole su Gianfranco Fini, poiché mi pare che anche alcuni che si dichiarano “di sinistra” spendano le proprie speranze, accendano le proprie aspettative nei confronti di uno dei personaggi più ambigui della prima e della seconda repubblica; forse anche della terza… E’ un “cane che abbaia ma non morde”, né lo farà mai poiché ha un concetto immarcescibile, come quello di un cane appunto, di che cosa rappresenti un padrone. Lui va oltre poiché non è fedeltà in senso proprio ciò che lo guida, ma piuttosto uno spiccato senso di opportunismo che non l’ha mai abbandonato, da quando i voti del Msi si sommavano, anche non richiesti, a quelli della Dc fino a oggi, quando i suoi voti sono richiesti e concessi e i suoi “ex-colonnelli” sono passati, armi e bagagli, al servizio totale, convinto ed effettivo del “padrone del vapore”. Senza che vergogna li sfiori. Poiché, alla fine, ciò che conta, aldilà delle proteste e delle contrapposizioni di facciata, sono i comportamenti reali. O almeno, questa è la mia profonda convinzione.

Scrive sul “Fatto Quotidiano” oggi Paolo Flores d’Arcais:

È bastato che il padrone alzasse appena la voce e dichiarasse finita la ricreazione degli emendamenti, e la fronda del presidente della Camera ha prontamente smesso di stormire.

La legge-bavaglio, la legge-salvacricca, la legge “golpe strisciante” è ottima e abbondante – giura Fini mettendosi sull’attenti – e perfettamente conforme alle promesse elettorali di legalità. Dice proprio così, senza un residuo di pudore e con evidente sprezzo del ridicolo.

D’ora in avanti l’onorevole Fini ci faccia il piacere – almeno – di non citare più i Tocqueville e le Hannah Arendt con cui si è permesso di accreditare i suoi libri e i suoi discorsi. E meno che mai di citare Borsellino come simbolo della destra che intende realizzare. Abusivamente e a tradimento, come ha ormai ufficializzato. E ci facciano il medesimo piacere, visto che la responsabilità morale e quella politica (per chi ha una morale e per chi politica vuole farla davvero) è personale ancora più della responsabilità giudiziaria, tutti i senatori e i deputati della “fronda” finiana, singolarmente presi, che una volta di più passeranno sotto le forche caudine imposte dal ducetto di Arcore e piegheranno la testa sotto il giogo, arzigogolando e azzeccagarbugliando le più invereconde “trouvailles” per giustificare un ennesimo atto di servilismo che si spiega solo con una parola: viltà.

Viltà contro la Costituzione e le istituzioni della Repubblica, grazie a cui siedono in Parlamento. Viltà contro le loro stesse parole, sparse a bizzeffe nelle scorse settimane in ogni dichiarazione e talk-show, con una solennità pari solo a quella che si dimostra ora improntitudine e inganno, il solito mare tra il dire e il fare, nella più gaglioffa tradizione italiota. Viltà infine anche contro i poliziotti – di cui la destra si presenta sempre come paladina, nel bene e nel male, a prescindere – che vivono questa legge-befana pro-criminali come un insulto e una beffa.

Grazie a tanta viltà, colui che Bossi chiamava Berluscaz può finalmente colpire al cuore la democrazia liberale e realizzare l’architrave del suo disegno totalitario, tra i brindisi dei criminali. Ci sarà almeno una persona – una! – tra i parlamentari finiani, capace di uno scatto di civile dignità, di un NO puro e semplice a questa legge infame? Assai improbabile: salverebbe l’onore, parola-culto della destra ormai evidentemente dimenticata, ma sottoscriverebbe con la firma più solenne – l’azione – tutti i giudizi che avete letto in queste righe.

Legge bavaglio al voto. Alla faccia di Fini, come volevasi dimostrare…ultima modifica: 2010-06-10T12:29:00+00:00da paginecorsare
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3 pensieri su “Legge bavaglio al voto. Alla faccia di Fini, come volevasi dimostrare…

  1. SONO GIA’ PARTITO CON L’ INVITO AL REFERENDUM SUBITO ………….. NON SO’ SE HAI NOTATO ………. SIA SUL CORVO CHE SU SINDACATOEROCK , IL QUALE ANCHE SE TEMPORANEAMENTE FERMO , FA ANCORA 250 VISITE GIORNALIERE ……… ADESSO FARO’ ANCHE UN POST SU VESUVIO …….. UN BLOG SATELLITE SU ALTRA PIATTAFORMA E INIZIO LA BATTAGLIA SU FACEBOOK .
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    DUE GIORNI FA HO LASCIATO UN COMMENTO SUL BLOG DI ENRICO , DOVE DICEVO CHE QUESTA L’ ENNESIMA PORCATA SAREBBE PASSATA CON IL VOTO DEI FINIANI ………. ANNUNCIANDO IL MIO IMPEGNO PER IL REFERENDUM ABBROGATIVO ……… QUALCUNO E’ ANDATO VIA SORRIDENDO .
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    ADESO VADO A LEGGERE IL TUO POST ………. A DOPO .

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