Legge criminale per i criminali – BAVAGLIO ANCHE AI BLOG

Legge criminale per i criminali
BAVAGLIO ANCHE AI BLOG

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postit_bavaglio.jpgNon era sufficiente l’impatto della legge bavaglio sulla libertà d’informazione in Italia. Tra i vari articoli della legge ce n’è uno che mette a rischio anche la rete Internet.

Come già raccontato nei mesi scorsi dal “Fatto Quotidiano”, la norma in questione si occupa di “rettifica” e recitava nel testo originale: “Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per qualsiasi sito (blog, forum, pagine web, portali) che non dovessero pubblicare la rettifica, si rischia una multa che può arrivare anche a 12 mila euro. Alcuni esponenti dell’opposizione avevano denunciato questa norma e proposto un emendamento per sostituire alla dicitura “siti informatici” con quella di “giornali informatici”. Ma alla fine in Parlamento le cose sono peggiorate ulteriormente.

Adesso il testo recita “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali telematici” è appunto previsto l’obbligo di rettifica. “Tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxi-emendamento sulle intercettazioni – denunciano Vincenzo Vita e Felice Casson del Pd – ce n’è anche uno devastante per la Rete. Per ciò che attiene alla rettifica, si equiparano i siti informatici ai giornali. Ciò significa rendere la vita impossibile per le migliaia di siti e di blog, che rappresentano un’altra era geologica dei media”.

Il senatore Vita aggiunge: “Si corre il rischio caos: seguendo questa strada blog amatoriali dovranno darsi la stessa organizzazione (direttore responsabile, testata registrata) che hanno portali di news con milioni di lettori. D’altronde il governo non ha nascosto con varie proposte di voler seguire questa strada”. Rimane il passaggio alla Camera, ma la maggioranza ha già annunciato che il provvedimento è ormai “blindato”.

Coloro che con molta supponenza degna dei peggiori “fini” hanno irriso alla notizia quando questo e altri blog la diffusero continuino a deridere, poiché altro è loro fisiologicamente precluso. Il riso abbonda… con quel che segue. E tentino di rileggere le “loro” cose scritte nei “loro” blog: forse riusciranno a capire fino in fondo che cosa sono e che cosa non sono quelle da loro definite affatto elegantemente “cazzate”.

FONTE: Bavaglio anche ai blog, di Federica Mello, “il Fatto Quotidiano” 11 giugno 2010

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Peter Gomez da “il Fatto Quotidiano” dell’11 giugno 2010

In Birmania il regime vieta le videocamere e tiene sotto controllo la Rete. In Cina 40 mila funzionari comunisti si occupano della censura sul Web. Ma, nonostante le molte persone finite in prigione, attraverso Internet riusciamo lo stesso a vedere e sapere ciò che accade. Ebbene, ieri in Italia un esecutivo retto da un premier sedicente liberale ha fatto votare una legge di stampo birmano. Una norma che non impedirà solo la pubblicazione, anche per riassunto, delle intercettazioni non più coperte da segreto. Ma che pure vieterà agli elettori di rivolgersi ai media per diffondere video e file audio da loro registrati.

A legge approvata, se un cittadino vedrà un sindaco o un parlamentare a cena con un boss mafioso e lo immortalerà col telefonino, rischierà la galera. Per questo tipo di riprese, effettuate da non iscritti all’Ordine dei giornalisti, sono previste pene fino ai 4 anni di carcere. Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché la maggioranza dei nominati in Parlamento, terrorizzata dalle indagini sulla corruzione, dimostra di voler togliere agli italiani non solo la libertà di sapere, ma anche quella di dire. Dobbiamo aver paura? No, perché a ulteriore prova di come la Casta viva ormai in una sorta di realtà parallela, il cosiddetto legislatore non ha fatto i conti con la tecnologia.

Gli uomini di Berlusconi – unico leader al mondo incapace persino di accendere un computer – non hanno ben capito quale tipo di mostro sia stato da loro partorito. Già a cominciare dalle prossime ore migliaia di file verranno inviati dall’Italia a siti esteri disposti a pubblicarli. Quando e se scatterà l’ora del Bavaglio (la legge è adesso alla Camera) il Web diventerà così la nuova frontiera degli uomini liberi. Ma per orientarsi, spesso sarà necessaria una guida. Anche per questo il nuovo sito de “Il Fatto Quotidiano” verrà alla luce nelle prossime settimane.

Fin da ora ci impegniamo non solo a violare la legge con atti di disobbedienza civile, ma anche a segnalare i link dove trovare quelle che noi consideriamo vere notizie. È inevitabile infatti che, in questo clima da fine impero, sul Web finisca per arrivare di tutto. Pure documenti o immagini (magari in reale violazione della privacy) che mai sul nostro giornale troverebbero spazio. Quindi continueremo a fare il nostro mestiere. Racconteremo i fatti. E in base alla nostra capacità di selezionarli chiederemo di essere giudicati. Non dai tribunali costretti ad applicare le norme Bavaglio. Ma dai lettori.

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Avviso ai naviganti e soprattutto ai paraculi che si scandalizzano perché lo squilibrato attacca la Costituzione. Ragazzi, non c’è più nulla che quell’ometto malato possa fare o dire di nuovo: ha già fatto e detto tutto. Sono 16 anni che fa e dice di tutto. Perché lui è così. Se la legge vieta certi suoi comportamenti, è sbagliata la legge e lui la cambia. Se la Costituzione vieta certe leggi, è sbagliata la Costituzione e lui la cambia. Chi si stupisce dovrebbe spiegarci dove ha vissuto dal 1994 a oggi e perché non ha fatto nulla per fermarlo. Anche la comica finale sulla legge bavaglio, contro la quale strepita financo il Pompiere della Sera, era ampiamente scontata. Tutte le leggi ad personam (siamo a quota 39, contando solo quelle per quella personam) hanno seguito la medesima tecnica, tipica del  racket delle estorsioni. B., per ottenere 10, minaccia 100. Anziché dirgli semplicemente no, con un’opposizione intransigente e irriducibile contro il 10 e contro il 100, il Quirinale, il Pd e ora pure i finiani si mettono a trattare per “limitare i danni”.

Legge criminale per i criminali – BAVAGLIO ANCHE AI BLOGultima modifica: 2010-06-11T12:54:00+00:00da paginecorsare

19 pensieri su “Legge criminale per i criminali – BAVAGLIO ANCHE AI BLOG

  1. Molto bene, Angela, per il post (soprattutto per il tuo finale), che mi è stato segnalato da BRUNO-CORVO.
    Condivido completamente quello che dice Gomez: ” ci impegniamo… a violare la legge con atti di disobbedienza civile”.
    Si deve ignorare la legge, o meglio, conoscerla, per vanificarla con intelligenza ed efficacia.
    Ciao, buona domenica

  2. CIAO ANGELA , STANNO ATTACCANDO IL MIO BLOG SINDACATO E ROCK ?
    .
    VAI A DARE UN OCCHIATA ……… IL FATTO MI E’ STATO SEGNALATO DA NADIA .
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    TOCCHERA’ ANCHE AL CORVO
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    IN SERATA ATTREZZO VESUVIO , IL BLOG CHE HO SU GOOGLE .
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    UN SALUTO .

  3. @ demoskaidemos
    Grazie, Antonio, per la visita e il commento molto graditi. Purtroppo è tutto vero: la legge bavaglio interessa anche i blog, basta che tenti di “farla fuori del vaso” e ti piombano addosso con sanzioni pecuniarie e pure con il carcere. Forse non tutti hanno capito la gravità di un tale provvedimento contro la libertà di stampa e la libertà di esprimere liberamente le proprie opinioni. Non casualmente togliere libertà alla stampa e all’espressione dei cittadini fu anche tra i primi provvedimenti del mai troppo deprecato regime fascista al quale purtroppo alcuni, ancora oggi, si ispirano senza vergogna.

    Bellissima la tua poesia sulla camelia, è tra i miei fiori preferiti, ne ho da quasi vent’anni una sul terrazzo e, anche se in vaso, continua a crescere e a fare una miriade di fiori in primavera: ne ho inserito la foto anche in uno dei miei album fotografici – http://paginecorsare.myblog.it/album/fiori-e-piante/579087198.html

    Un saluto da Angela e buon fine settimana

  4. @ Bruno
    … e lasciali attaccare, se non hanno migliore attività da svolgere. Rimangono in ogni caso i fatti, non i bla bla bla: il decreto intercettazioni è vergognosamente passato al Senato dove è stata posta la solita fiducia. Ora passerà alla Camera e là Fini non riuscirà a bloccare un bel niente, anche perché manca un qualsiasi barlume di volontà politica. E le poltrone sono comode per tutti, a quanto pare. Per “lealtà alla coalizione” sono tutti pronti a votare qualsiasi cosa, anzi a dare la fiducia al governo, qualsiasi merdaccia proponga o metta in atto. E alcuni ci riflettono pure sopra. Ridicoli. Ne parlerà la storia? Mah… Intanto, nessuno impedisce a noi di parlarne, e di condannare provvedimenti del genere che sono veri e propri attentati alla Costituzione, in questo caso all’articolo 21. In altri casi ne hanno violato quanti ne hanno voluto. Non c’è da stupirsi, la sensibilità istituzionale di chi dà degli assassini potenziali agli aquilani è meno che nulla. E pure l’intelligenza… ma chi ha detto che quel “coso” è intelligente? Essere intelligenti vuol dire “capire”, quello è solo furbo, ma prima o poi qualche amica che non guarda in faccia nessuno andrà a trovare anche lui… stanne certo.
    Non ho più trovato da te il link al filmato che ho fatto ieri “Il corvo” con fotogrammi dal film “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini: o io sono incapace di ricerche oppure è stato cancellato. Niente male. Ora ne sto facendo una pagina per il sito pasolini.net, poi la riporterò anche in questo blog.

  5. @ Cristina
    prendi tutto ciò che vuoi e che può essere di tuo interesse. Tutto ciò che commento o che riporto da diverse fonti è sempre a disposizione di chi è interessato all’argomento trattato.
    Buona serata da Angela e un augurio per tua mamma

  6. @ Bruno
    Per la maggior parte del post che hai riportato qui sopra si vedono soltanto righe gialle. Non credo sia solo io a vederlo così: il testo è coperto da righe gialle, se lo selezioni te ne accorgi. Cos’è successo? E dov’è finito il link al filmato che ho fatto ieri sul Corvo in “Uccellacci e uccellini”? Mistero.

    http://www.youtube.com/watch?v=ZBI1E-WVigw

    Ho scritto anche un commento sul mio blog.

  7. OCCHIO , CHE POCO FA LA FOTO DEL POST ERA BIANCA ……….. PUO’ ESSERE UN PROBLEMA DI PIATTAFORMA ……. PERCHE’ ADESSO E’ RITORNATA ……. MA NEL CASO ……
    .
    ADESSO LE SCRITTE SUL MIO POST ……….. SONO SPAZI BIANCHI …….
    .
    STIAMO CALMI …………., QUANDO HO VISTO L’ ANOMALIA SUL TUO BLOG ……… MI SONO AGITATO .
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    E SAI PERCHE’ .
    .
    VEDIAMO .

  8. Carissima Angela,amica mia,il tuo pessimismo è condiviso.Unica nota importante è che il “signor” Fini è stato smascherato alla prova del nove.Finalmente.Non ne potevo più di leggere parole di speranza in un fascista opportunista.Però ti dico pure che si è superato quel limite sopportabile,quella misura decente che impedisce una reazione.In questa palude acquista più senso e dà più orgoglio sentirsi diversi e lontani della massa bovina.Credimi,li vedo pascolare e mi fanno pena perchè sono rimasti vittima del loro stesso “signore”.Uno che li ha sempre buggerati,manipolati,plagiati ed inculati.Solo per questo ha vinto lo slogan “rialzati Italia”.Perchè li ha illusi di poter alzare la schiena mentre adesso li tiene tutti più “proni” di prima.Credimi Angela,l’Italia se lo merita questo mezzo uomo perchè è diventato un mezzo paese.Tutti piegati per essere all’altezza del condottiero.Un abbraccio forte.Intanto resistiamo a questa politica corrotta.La resistenza è la cosa più “onorevole” che c’è in Italia.In passato come adesso.
    artista1969

  9. @ Nadia
    Cara Nadia, purtroppo la cattiveria e la volontà di far del male prevalgono, e non da oggi, in questo mondo, triste per molti versi. Io penso che ciò che genera tutto questo è in primo luogo un insopportabile, cieco e sordo egoismo. E secondo me l’egoismo, così come altri sentimenti (e comportamenti) non è così spontaneo, come generalmente si pensa, nel cuore dell’uomo.
    Io penso che ciò che genera tutto questo è in primo luogo un insopportabile, cieco e sordo egoismo. E secondo me l’egoismo, così come altri sentimenti (e comportamenti) non è così spontaneo, come generalmente si pensa, nel cuore dell’uomo. L’ho capito tantissimo tempo fa, quando, seduta sulla panchina di un giardino pubblico, un bambinetto che non conoscevo mi ha teso e offerto il giocattolo che teneva in mano. Gli ho fatto una carezza, gli ho detto grazie e quel visino si è illuminato. E a mia volta ho restituito alle sue mani quel giocattolo. Un piccolo, piccolissimo episodio che si è scolpito nel mio cuore, nella mia mente. E che non ho mai dimenticato.
    Poi c’è stato altro poiché la mia vita ha visto ormai tantissime primavere: ho visto e subìto le tragedie, le miserie e le atrocità della guerra, ho visto e subìto le prevaricazioni, le prepotenze che spesso sono l’unico, terribile patrimonio di chi esercita potere a tutti i livelli. Ho visto la smania di apparire, di contare più del fratello, di invidiare il più bello o il più fortunato. Fino all’odierna aberrazione che suggerisce prepotentemente che si possa contare o avere un ruolo soltanto in funzione di ciò che si possiede, di ciò che si ha.
    E’ una questione di cultura, se per cultura si intende per esempio quella della civiltà contadina: quella di migliaia e migliaia di persone che si riunivano, la sera, al calduccio delle stalle, a scambiarsi racconti ed esperienze di una vita solo apparentemente povera. Povera, forse, di mezzi materiali e ricchissima di sentimenti, di valori legati alla Madre Terra e ai suoi impareggiabili equilibri.
    Ho trovato sempre tanta umana solidarietà (perché la solidarietà, questa sì, è un sentimento umano, un valore dei cuori semplici…) in coloro cui la vita aveva riservato maggiori sacrifici, nessun onore, inesistente fortuna. Ho trovato solidarietà – e amore – in coloro che erano disprezzati, nel rom, nell’emigrato, nello sfruttato, nell’emarginato. A loro devo moltissimo di ciò che della vita ho appreso.
    L’egoismo è indotto nel cuore dell’uomo. E’ frutto di una sorta di educazione perversa, che si radica nel culto della menzogna, del malaffare, dell’ignoranza e dell’insensibilità e che ci viene purtroppo inculcato da falsi maestri che ci avvicinano, che ci parlano da uno schermo televisivo piuttosto che da un blog, che ci condizionano con falsi sorrisi, con falsi discorsi, o con l’ambiguità di chi riduce il proprio pensiero e la propria riflessione a mera adesione a modelli precostituiti e, ancora peggio, a modelli aberranti.
    Maestri o apprendisti stregoni ai quali, lo riconosco, è arduo resistere, perlomeno finché non ne si individui la falsità. E’ frutto della supponenza di chi pretende di imporci le proprie idee. Di chi non sa distinguere. Di chi adotta triti luoghi comuni per esternare vero e proprio disprezzo. Di chi utilizza un linguaggio falsamente bonario e untuoso con l’intento di avvolgerci nelle sue micidiali spire.
    Ecco, tutto ciò – e altro ancora – oggi ci è offerto a piene mani. Ma non ha il profumo inebriante, e innocente, del gesto del bambino di cui più sopra parlavo…

    Grazie della tua visita e del tuo commento: mi ricordi molto quel bambino…
    Buona domenica e un abbraccio da Angela

  10. Grazie Angela,
    ho subito immaginato che tu fossi una donna dalla spiccata sensibilità, anche se agguerrita e determinata… un po’ ci assomigliamo, sai?
    Tutto quello che hai detto lo condivido.
    Forse l’unica differenza fra me e te (non l’ho ancora capito) è che io, nonostante politicamente tendo a sinistra per ovvi motivi che condividiamo, ho Fede in Dio. Per molti sembra un’incongruenza, ma non per me.
    Buona domenica anche a te.
    Nadia

  11. Ho letto gli articoli. Poi ho dato un’occhiata ai commenti: spero che le anomalie citate preoccupatamente dal Corvo siano solo una casualità, altrimenti sarebbe gravissimo. L’importante però è tenere i nervi saldi, perché – e questo il B. l’ha imparato bene dalla Lega! – quelli là giocano proprio con la nostra paura e con i nostri nervi!

    Non credo che si debba temere che vengano a bussarci alla porta dei tizi armati e che ci menino, oggi il potere sa farci male anche solo chiudendo un sito o non pubblicando un libro o un articolo! Anzi, quando parliamo di fascismo, quelli là ci ridono dietro proprio perché quella odierna è una violenza che si sta facendo altrettando forte, ma che non è altrettanto visibile, essendo soprattutto mediatica. Ma una volta tolta l’informazione, si fa presto a tornare anche all’altra violenza, dato che tanto nessuno potrà informarci.

    Ma adesso: nervi saldi e furbizia! Non dobbiamo farci zittire, mai! Finché esiste Pagine Corsare, finché esiste la nostra forza di scrivere un modo di reagire c’è. Sono pessimista, ma credo nella forza della parola, di quella parola che, a esempio, è stata – anche tra le mura e le torture di un orribile carcere – la potenza di Gramsci!

    E se ci chiudono i blog, SCRIVEREMO SULLE STRADE SUI MURI SUI PALAZZI DEL POTERE o GRIDEREMOOOOOO, perché questo nessuno potrà impedircelo finché ci sarà sangue nelle vene e fiato nei polmoni!!!

    Un abbraccio e un grazie ad Angela, che ci dà, tra le altre cose, la possibilità di essere qui in questo spazio a confrontarci e a tenerci uniti da un ideale che, dopo secoli, si chiama ancora LIBERTA’ e che mai ci si può permettere – anche avendolo – di non difendere.

    Buona settimana!

  12. @ Nadia
    Mah, imbavagliare i cittadini è certamente un segnale spaventoso, o perlomeno spaventa me che molto ricordo di sessanta-settant’anni fa… E mi spaventa anche l’indifferenza con la quale molti hanno accolto queste ultime normative che imbavagliano molta parte della nostra libertà. Anche l’indifferenza è un segnale, e dei peggiori.
    Cara Nadia, mi fa piacere che ci si ritrovi qualcosa in comune. Però, Religione e Politica secondo me non hanno motivo di essere confuse a vicenda, né di essere “mescolate”, e neppure di costituire una forma di incongruenza: sono due grandissimi aspetti della vita, della sensibilità e della cultura di ciascuno di noi. E a volte può essere, ed è stato per molti, che Credere in Dio sia un valore aggiunto al Credere nell’Uomo. O viceversa. Per altri non è così. Personalmente mi definisco agnostica, e ciò non toglie che tra le figure più alte e ammirevoli che ho sempre nel cuore e i cui insegnamenti mi paiono tra i più degni di essere studiati e seguiti vi sia il Cristo. Tu hai anche una Fede, e io penso che avere fede costituisca una sorta di privilegio. Mi inchino, e ti auguro di conservarla sempre, intatta e salda. E’ certamente una ricchezza in più che possiede la tua anima e la tua mente.
    Un bacione da Angela

  13. @ Artista

    Adesso, alla questione riguardante il ddl intercettazioni si sono affiancate due situazioni non meno preoccupanti. Allora, sarebbe forse necessario qualche sforzo di partecipazione e di analisi in più. Ci provo.

    1. manovra economica
    La discussione parlamentare si è sovrapposta a quella sul ddl intercettazioni poiché è evidente quanto sia prioritaria. E anche, quanto sia inadeguata a risolvere un qualsiasi problema, anche perché non prevede al suo interno alcun elemento che possa dare fiato al rilancio del paese, alla sua crescita. Leggo proprio oggi delle “spese sfondate” da parte della presidenza del consiglio – un miliardo e mezzo – di cui la ministra Brambilla è riuscita a spendere ventiquattro volte il suo bilancio preventivo, la ministra Carfagna cinque volte, Brunetta otto volte; la Protezione civile (Bertolaso) 141 milioni contro 63 previsti (+125%), e poi Giovanardi con le politiche antidroga (+43%) e perfino il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta ha aumentato del 54% le proprie spese. Ecco, questi dati “parlano da soli” sulla mancanza di volontà di ridurre la spesa pubblica governativa, un andazzo che con i governi di centrodestra ha sempre dato risultati del genere, anzi perfino peggiori di questi, specie se si considera il continuo lievitare del debito pubblico, cosa che non avveniva con i governi – purtroppo più brevi – del vituperato centrosinistra (anzi, quelli riuscivano a operarne riduzioni…). L’attuale manovra non fa altro che colpire ciò che invece riguarda i cittadini: scuola, sanità, pubblico impiego, ricerca, cultura in primo luogo. Soltanto la Cgil, con lo sciopero generale di ieri, ha fatto sentire la propria voce fortemente discorde rispetto alla linea che si va delineando, malgrado un’opposizione decisa (malgrado l’inferiorità numerica che nessuno tiene in considerazione) che con Di Pietro è arrivata anche all’ostruzionismo. Anche sul piano sindacale occorrerebbero dei distinguo e non stupidissimi esercizi di qualunquismo, evidenti quando si buttano nel cesso tutti quanti indiscriminatamente. Lo stesso avviene sul piano politico: dire che “sono tutti uguali” non corrisponde a una informazione perlomeno decente, né a diffondere opinioni ragionate e ragionevoli. Vuol dire soltanto parlare per frasi fatte, riflettendo sul nulla, del nulla e per nulla. Riflettere vuol dire analizzare, e dall’analisi trarre conclusioni sensate, non parlare per stereotipi. Obiettivamente, le conclusioni non possono ridursi a quel “sono tutti uguali”. Perché in questo paese, anche ai vertici, c’è una marea di ladri e truffatori, è vero. Ma c’è anche una marea di persone oneste (tutti i milioni, per esempio, che vivono del loro lavoro, battagliando giorno per giorno e pagando le tasse fino all’ultimo euro; o, per fare un altro esempio, tutti coloro che si dedicano al volontariato o all’assistenza delle persone che ne hanno bisogno).

    2. decreto intercettazioni
    La tendenza (e la volontà di SB in persona), se ce la faranno a varare la manovra finanziaria in tempi brevi, è quella di metterlo, subito dopo, in discussione alla Camera. Qui, innegabilmente, “gioca” l’influenza di Fini, che occorre ricordare è un uomo del Pdl, addirittura il co-fondatore (dopo aver dichiarato ai quattro venti che in quella pagliacciata – il Pdl – non sarebbe mai entrato). Fini è uomo di destra (magari con la faccia meno feroce della destra berlusconiana/cicchittiana, ma sempre – e da sempre – di destra). Un “fascista in doppiopetto” come è stato efficacemente, e in modo illuminante, definito in qualche libro finalmente non agiografico. Che poi la sua faccia sia “meno feroce” è tutto da dimostrare se è vero come è vero che insieme a Bossi è l’estensore di quell’obbrobrio che è la legge sull’immigrazione. E che i suoi “fedelissimi” hanno votato tutto, ma proprio tutto, compresa la quarantina di leggi ad personam (costituzionali e anticostituzionali che fossero), e il pacchetto sicurezza comprendente norme decisamente razziste. E questi sono fatti, non esercizi da parolai, di destra o di sinistra che siano. Il fatto che Fini sia “istituzionalmente corretto” (che non è altro che suo preciso dovere) non autorizza ad assumerne acriticamente le posizioni. Siamo tutti talmente assuefatti alla scorrettezza istituzionale (vedi l’ultimo gravissimo episodio della nomina a ministro di un ex galeotto come Brancher) da ritenerla ormai “la norma”, e tanto piacevolmente stupiti dalla cosiddetta correttezza di Fini da pensare che possa essere il “salvatore della patria”? Ma mi facciano il piacere… come diceva il principe De Curtis. Fini è presidente della Camera e ha anche una pedina nella Commissione giustizia, che, di suo, ha già provveduto ad allungare i tempi di lavoro della Commissione stessa. Ciò non toglie che se anche il ddl dovesse andare in discussione alla Camera in settembre, qualsiasi schifezza esca (compresa quella di ricorrere alla “fiducia”) gli uomini di Fini la voterebbero. O no?

    3. la lezione dei lavoratori di Pomigliano
    Non mi ha sorpreso più di tanto l’atteggiamento di Marchionne dopo l’esito del referendum Da quando il mondo è stato industrializzato, e poi globalizzato, il gioco del padronato è stato sempre lo stesso. In questo caso, poi, Marchionne (che è anche giocatore di poker) ha tentato molto abilmente un bluff che ha avuto per lui, sia pure non totalmente, un esito altamente negativo e controproducente. Per mia forma mentale sono sempre “dalla parte dei lavoratori”. So perfettamente che tentare di dividerli e ricattarli sono miserabili armi a cui i padroni (perfino i più illuminati com’erano, ai tempi, Olivetti, Pirelli o Feltrinelli) non sapranno mai rinunciare. E i lavoratori occorre anche provocarli e, in ultima battura diffamarli, quanto meno per mostrare all’opinione pubblica come e quanto siano “fetenti”. Così si sono sprecate le insinuazioni sui lavoratori di Pomigliano. E c’è chi si è sentito in dovere di capirne di più, di verificare se fossero vere le dicerie: si vergognino. E’ la stessa operazione che si fa per addossare la responsabilità di una “morte bianca” allo stesso lavoratore che ne è rimasto vittima. Come se non si sapesse che nei cantieri e nelle fabbriche il controllo sui lavoratori è continuo, costante, invasivo: i lavoratori erano schedati negli anni cinquanta (quando un licenziamento avveniva soltanto perché un operaio aveva in tasca “l’Unità”) e sono schedati tuttora. In barba a tutti gli Statuti dei Lavoratori che si possono scrivere o tentare di cancellare. E i cosiddetti sistemi di sicurezza spesso sono obsoleti, se non assenti del tutto. Ma quando un lavoratore sciopera per difendere i propri diritti con l’unico mezzo che si ritrova a disposizione, occorre – per i padroni – dire che è un lavativo o un assenteista; quando muore, che era uno disattento o che rifiutava le protezioni. E a Pomigliano, il plebiscito pro-Fiat è fallito: troppi operai, « quelli che devono faticare in turni crescenti e pause calanti, ha detto no. Nonostante il clima di intimidazione e il ricatto. E’ un fatto clamoroso che conferma il valore della scelta della Fiom di non firmare. Ora è più forte la difesa del Contratto nazionale, dei diritti e della Costituzione. Il coraggio dei tanti operai che hanno rifiutato il ricatto Fiat si trasmette a noi e a tutto il mondo del lavoro per continuare. Il diritto al lavoro e i diritti del lavoro non possono, non devono essere posti in alternativa tra loro. [Giorgio Cremaschi] »

    Ciao, caro Salvatore, e scusa la lunghezza…

    Buona domenica da Angela

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