José Saramago

José Saramago

saramago_280xFree.jpgLo scrittore portoghese e premio Nobel José Saramago è morto oggi attorno alle 13.45 nella sua casa a Lanzarote, nelle Isole Canarie, a causa di una leucemia cronica. Al suo capezzale c’era la moglie, Pilar del Rio. Aveva passato una notte tranquilla e fatto colazione. Poi si è sentito male. Vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Uno scrittore scomodo

José Saramago era nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. Il suo primo romanzo in stile realista, Terra del peccato,  è del 1947. Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista che, sotto il regime di Salazar opera in clandestinità. Negli anni sessanta diventa uno dei critici più seguiti del Paese e nel ’66 pubblica la sua prima raccolta di poesie, I poemi possibili. Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al ’73 curatore del supplemento culturale del “Diario de Lisboa”.

Sino a metà anni ’70 vive un periodo di formazione e pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi, ma è solo dopo la Rivoluzione dei Garofani che pian piano nasce un Saramago diverso (vice direttore del quotidiano “Diario de Noticias” nel ’75 e quindi scrittore a tempo pieno) che libera la narrativa portoghese dalle radici del passato.

Nel 1998 vince il premio Nobel per la Letteratura.

Tra le sue opere più conosciute e amate dal pubblico di tutto il mondo vanno annoverate: Una terra chiamata Alentejo (1980), Memoriale del convento (1982), L’anno della morte di Ricardo Reis (1984), La zattera di pietra (1986), Storia dell’assedio di Lisbona (1989), Il Vangelo secondo Gesù Cristo (1992), Cecità (1995), Il viaggio dell’elefante (2008).

Nel 2008 su suggerimento della moglie, Pilar del Río, dà vita a un blog  [qui il link alla versione iin italiano] in cui quotidianamente propone riflessioni con uno stile tagliente e incisivo.

Questi scritti sono stati raccolti in volume nel Quaderno (2009), pubblicati in Italia per la prima volta da un editore diverso (Bollati Boringhieri) da quello che ha dato alle stampe tutte le opere di Saramago (Einaudi). Quest’ultimo (proprietà Mondadori), infatti, fino allora editore di tutti gli scritti di Saramago rifiuta la pubblicazione poiché tra gli scritti di Quaderno vi sono pagine fortemente critiche nei confronti di Silvio Berlusconi. Tra le più recenti fatiche vi sono Caino (2010), in cui Saramago torna a occuparsi di testi sacri e di religione col consueto spirito critico e Quaderni di Lanzarote (2010).

E’ stato uno dei sostenitori dell’iberismo, il movimento che propugna l’unificazione di Spagna e Portogallo, i due Paesi della penisola iberica, cui dedica anche il romanzo La zattera di pietra. Per le sue posizioni sul conflitto in Medio Oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il Memoriale, ma soprattutto per il suo Vangelo e il testo teatrale La seconda vita di Francesco d’Assisi ha subito gli attacchi del Vaticano.

[Fonti: http://www.rainews24.rai.it/http://www.scrittoriperunanno.rai.it/ ]

Qui di seguito propongo un brano dal Quaderno di José Saramago. Inoltre, l’intervista di Serena Dandini in “Parla con me” dell’ottobre 2009.

Da: Il quaderno di Saramago

7 dicembre 2009 – “NO B-day”

Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto:“Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

QUI lo stesso brano in portoghese

Una splendida foto di Saramago sul blog “Georgiamada”

José Saramago:
“no”   “rispetto”   “bontà”
tre parole chiave che ci aiutano a capire
gli anni che viviamo
“la Repubblica”, 18 giugno 2010

Serena Dandini intervista José Saramago
16 ottobre 2009


José Saramagoultima modifica: 2010-06-18T16:48:00+00:00da paginecorsare
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