BOLOGNA – 2 agosto 1980-2010

BOLOGNA 2 agosto 1980-2010


Bologna ricorda oggi il giorno più nero della sua storia recente. Erano le 10.25 del 2 agosto 1980 quando una bomba squarciò la sala di attesa della stazione, causando la morte di 85 persone e il ferimento di 200. Ma nel giorno del trentennale della strage, nessun ministro sarà presente alla commemorazione.

E’ il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia a rappresentare il governo. Per la prima volta e per di più nel giorno di un anniversario così importante, dunque, nessun rappresentante dell’esecutivo partecipa alla cerimonia in veste ufficiale. Una decisione sconcertante, che nulla ha a che fare con gli abituali fischi al ministro di turno, anche se La Russa provoca dicendo: “Cos’è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta” (il minimo che dovrebbe fare questa specie di ministro sarebbe vergognarsi. Ma è anche vero che “loro” non conoscono vergogna, meno che mai ne conoscono i fascistoni che con lui si esibivano, negli anni settanta, in veste di picchiatori a piazza san Babila a Milano… vero ministro?).

Ma la scusa non regge, quest’anno, infatti, il presidente dell’Associazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, ha chiesto che nessun esponente del Governo parli dal palco (la cerimonia si svolge in mattinata come al solito in piazzale Medaglie d’Oro, davanti alla stazione). Un modo per evitare che nel giorno del ricordo si parli solo di contestazioni. Un invito accolto dal commissario di Bologna, Anna Maria Cancellieri, che ha suddiviso la celebrazione in due momenti: gli interventi pubblici in Comune di prima mattina (dove sarebbe stato accolto l’intervento di un ministro), poi il corteo verso la stazione con l’intervento di Bolognesi (associazione dei famigliari delle vittime) e di due ragazze nate nel 1980 che leggano dal palco i nomi degli ottantacinque morti. Evidentemente il Governo ha deciso di interpretare la nuova cerimonia a modo suo, dando forfait. E da Roma non è arrivata nessuna comunicazione all’Associazione familiari.

La Prefettura di Bologna è stata avvisata e tanto basta ai vertici del Pdl. «Anche da Borsellino non c’era nessuno – commenta Bolognesi – non vorrei che fosse una nuova strategia governativa quella di evitare i momenti delicati. Mi auguro che ci ripensino». Ma il ripensamento non c’è stato. «Non so capacitarmi, sono sconcertato – dice ancora Bolognesi – questo è un governo in fuga: invece di darci le risposte attese ha fatto prima, non viene per niente. Spero che il nostro sconcerto sia quello di tutta Italia».

L’anniversario mostra ancora le ferite per una verità definitiva mai emersa. Una verità che non può più essere negata dietro agli «umilianti silenzi del segreto di Stato». Lo afferma il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, in una lettera inviata allo stesso Bolognesi. «Vogliamo garantire il nostro impegno – assicura Bersani – affinché possa emergere tutta la verità, perché adesso ne abbiamo solo degli spezzoni. Le sentenze per gli esecutori della strage ci sono, ma cosa ci sia stato alle spalle di questa strage e delle altre che hanno colpito il nostro Paese è ancora un punto da indagare e non risolto». Il segretario ricorda che nel 2007 il Parlamento ha approvato una legge sul segreto di Stato, non ancora applicata, che rischia di prolungarne la durata. «Noi siamo contrari – scrive Bersani a Bolognesi – e voglio assicurarti il nostro sostegno nel chiedere che il termine dei 30 anni di segretezza venga rispettato e che tutti i documenti vengano resi pubblici, a partire dal prossimo anno». A garantire l’appoggio ai familiari delle vittime anche il senatore democratico Walter Vitali, ex sindaco di Bologna: «L’assenza del Governo è estremamente grave, un duro colpo ai familiari e alla città».

Non si scompone invece Enzo Raisi, deputato finiano e coordinatore provinciale del Pdl a Bologna. «Qualcuno può pensare a una mancanza di rispetto da parte del Governo – spiega – ma credo sia più una decisione presa nello spirito di evitare polemiche. Tutti hanno capito che il 2 agosto è un appuntamento non tanto per ricordare, ma che serve a minoranze di poco conto per esprimersi con fischi e trombette. Evitarlo è cosa buona e giusta».

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L’esito della strage è stato di ottantacinque morti e duecento feriti, cittadini ignari di quello che stava loro accadendo, cittadini traditi da chi doveva per ruolo istituzionale e morale vegliare su di loro nella giustizia, nei servizi segreti e nella stampa. Furono condannati gli autori materiali della strage fascista: Luigi Ciavardini, Francesca Mambro, Valerio Fioravanti. E condannati per depistaggio l’ex capo della P2 Licio Gelli, due ufficiali del Sismi e Francesco Pazienza. Ma per quanto si riferisce ai mandanti non si è potuto arrivare finora a condanne giudiziarie. Anche se fu indicato in modo ossessivo il piano di “rinascita democratica” il documento politico della loggia massonica P2 coinvolta ai massimi livelli, come si è detto, negli innumerevoli depistaggi che hanno segnato le indagini sulla strage (ne fa cenno il filmato qui di seguito). “La loggia massonica P2 (dichiarata fuorilegge e sciolta dopo l’inchiesta della Commissione Anselmi – che vietò altresì la costituzione di associazioni segrete) aveva tra i suoi iscritti ministri, deputati, direttori dei servizi segreti, vertici delle forze armate e della polizia, giudici e imprenditori in grado di condizionare pesantemente la vita politica italiana”, questo disse l’anno scorso alla manifestazione commemorativa a Bologna il presidente dell’Associazione famigliari delle vittime. E aggiungo: l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era un affiliato – tessera 1816 – alla loggia massonica P2.


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BOLOGNA – 2 agosto 1980-2010ultima modifica: 2010-08-02T00:20:00+00:00da paginecorsare
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9 pensieri su “BOLOGNA – 2 agosto 1980-2010

  1. Quanta amarezza. Quanta. Io non sapevo neppure cosa fosse la strage di Bologna: in questi mi sono informato un poco, per capire cos’era. E quando ho sentito la notizia dell’assenza di rappresentanti del governo mi sono scandalizzato più di sempre. Sono cose che addolorano e logorano. Una notizia che non avrei mai voluto sentire. Su facebook ho scritto brevemente tutto ciò che ho in potere di dire al riguardo: “(Paolo Steffan)
    commemora la strage di Bologna e si vergogna, forse mai come oggi, di un governo che, per la prima volta nella storia contemporanea, vuole disinnescarne la memoria, facendosi così complice, ancora una volta, dei più gravi delitti del dopoguerra!”. Una saluto, amaramente.

  2. Avevo un amico ferroviere che per servizio si trovava là quel maledetto giorno. Incominciò a parlarmi di cosa aveva visto, ma quando mi accorsi che non poteva trattenere le lacrime, lo fermai. Quello che è successo, è già orrendo per chi non c’era, figurimoci per chi fosse stato presente.

    “Segreto di Stato”. Ma che vuol dire? Io capisco il segreto che ci deve essere durante delle indagini, per non mettere in allarme e far fuggire altri delinquenti, ma “Segreto di Stato”, mi suona come se mia moglie ed io avessimo cinque figli, ed io dicessi a tutti loro: è successa una cosa nella nostra famiglia, ma per il bene della famiglia stessa, non posso dire niente!
    La prima cosa che mi sentirei dire sarebbe: ma per chi ci hai preso, per delle galline, che le dai da mangiare quando vuoi, che le rinchiudi quando vuoi, ecc.? Facciamo tutti parte della stessa famiglia, e dobbiamo sapere le cose che ci riguardano! Se qualcuno di noi si fosse comportato male, lo dobbiamo sapere per decidere insieme il da farsi.
    Invece per i governi, abituati a considerare il popolo come galline, quando sono responsabili, ci appioppano il “Segreto di Stato”, e sono tranquilli per 30 anni… per ora… ma di questi tempi, sembra che 30 anni siano troppo pochi, e quindi pensano che posticipare l’apertuta dei “segreti”, sia più favorevole. Ciò significa darci credito; in fondo ci viene dimostrato che da galline, siamo promossi a tacchini, e questo è già qualcosa. Certo che da qui a considerarci cani, la strada è molto lunga, ma se dimostriamo più intelligenza dei tacchini, abbiamo buone speranze.

    Rimango sempre dell’idea delle mazze da baseball, e penso che a te, Angela, è rimasta impressa la figura del neonato con il bastone di plastica, l’anziano che con la sua mazza si aiuta a camminare ed io che sbaglio continuamente a gettare berlusconi e andreotti sul camion centinato…
    Antonio.

  3. X ANGELA .
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    CHE SIA NICHI VENDOLA O CHI ALTRO VUOLE FARLO , CHE CI SIA UNA CRISI DI GOVERO NELL’ IMMEDIATO ………………. O NO , ADESSO SERVE LAVORARE PER TROVARE CHI RIESCE A SINTETIZZARE I BISOGNI DEL NOSTRO POPOLO ……………. QUELLI VERI .
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    IO NON SO SE LA CRISI TROVERA’ UNO SBOCCO , PUO’ ANCHE RESTARE STRATEGICAMENTE ALLO STATO EMBRIONALE , NON VEDO MOLTI INTERESSI A CONCRETIZZARLA ……………. ALMENO NON ADESSO , MA CIO’ NONOSTANTE …………….. ADESSO BISOGNA PREPARARSI IN FRETTA A REALIZZARE UNA VERA ALTERNATIVA DI GOVERNO .
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    UNA SOLA CONDIZIONE POTREBBE INNESCARE LA MICCIA DELLA CRISI DI GOVERNO ………………. , SE FINI RIUSCISSE A REALIZZARE UN CONSIDEREVOLE ESODO DI DEPUTATI E SENATORI , CHE DALLE MANI DEL CAVALIERE ALLE SUE , CON I RELATIVI VOTI ……………………. IN QUESTO CASO , FINI NON ESITEREBBE .
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    QUELLA DI FINI E’ UNA LOTTA PER LA MASSIMA POLTRONA …………….. E’ PIU’ CHE EVIDENTE ……. A CHI VUOLE VEDERE , E’ CHIARO .
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    IN QUESTO MOMENTO PENSARE ALLE ELEZIONI E’ PIU’ CHE RAGIONEVOLE ………… E’ QUASI INDISPENSABILE , NEI PROSSIMI MESI L’ ONDA LUNGA DELLA CRISI , FARA’ VEDERE IL SUO POTERE DEVASTANTE ……………….. PER MOLTI LAVORATORI , STA PER CHIUDERSI IL CICLO DI CASSA INTEGRAZIONE E LA PROSPETTIVA E’ LA DISOCCUPAZIONE , VISTO CHE NON RIENTRERANNO NEI LORO POSTI DI LAVORO . NECESSITA AVERE UN GOVERNO CHE FINALMENTE SI OCCUPA DI LAVORO E SVILUPPO , CHE GUARDI LA POLITICA , DALL’ OTTICA DEI BISOGNI REALI E NON , DA QUELLA DELLA SALVAGUARDIA DEI PRIVILEGI E DEGLI INTERESSI DI CASTA .
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    CRISI DI GOVERNO SUBITO , AL MASSIMO IN AUTUNNO , GOVERNO A TEMPO PER REALIZZARE LE FUNZIONI ORDINARIE , UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE ED IN PRIMAVERA , LE ELEZIONI ………………….. QUESTA E’ L’ UNICA VIA SENSATA E PRATICABILE .
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    UN GRANDE ABBRACCIO .

  4. BOLOGNA 1980 , HO UN RICORDO MOLTO PRECISO DI QUEL GIORNO ………..
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    NEL 1980 IO LAVORAVO E MIA MOGLIE FACEVA L’ UNIVERSITA’ A PARMA , ERAVAMO GIOVANI E CON POCHI SOLDI , ADESSO NON SIAMO PIU’ TANTO GIOVANI , MA IN COMPENSO ABBIAMO SEMPRE POCHI SOLDI .
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    IL PRIMO AGOSTO ERA L’ ULTIMO GIORNO DI LAVORO …………… FINALMENTE UN MESE DI VACANZA DA PASSARE IN FAMIGLIA …….. A NAPOLI . AVEVAMO PREPARATO TUTTO PER PARTIRE IL GIORNO SEGUENTE ……… IL SABATO , PER NON PERDERE NEANCHE UN GIORNO DI FERIE ………. , LA MACCHINA NON ERA STATA REVISIONATA , ED ESSENDO UN PO VECCHIOTTA , AVEVAMO DECISO DI ANDARE GIU CON IL TRENO ……… .
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    QUALCOSA CHE ADESSO NON RICORDO ANDO’ STORTO E FUMMO COSTRETTI A RIMANDARE LA PARTENZA A DOMENICA 3 AGOSTO …………
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    RARAMENTE SEGUIVO LE NOTIZIE ……… E SOLO A PRANZO SAPEMMO COSA ERA ACCADUTO .
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    UNA BOMBA ALLA STAZIONE DI BOLOGNA ?
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    MA, PROPRIO ALL’ ORA CHE SICURAMENTE ERAVAMO LI PER CAMBIARE TRENO ………
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    E SICURAMENTE UN CAFFE’ E UNA SIGARETTA , NON SAREBBE MANCATA ……..
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    CAVOLO , MA IN QUANTI SONO MORTI ?
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    MA ADESSO SI POTRA’ PARTIRE ?
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    DAI , ANDIAMO ALLA STAZIONE A CHIEDERE NOTIZIE E MAGARI ………. PRENOTIAMO PER UN TRENO DIRETTO ……
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    DOMENICA TRE AGOSTO PRENDEMMO IL TRENO , MI ASPETTAVO DI VEDERE UN GRANDE DISASTRO , DOPO MODENA IL TRENO ANDAVA VELOCE …. DA LONTANO SI VEDEVA LA CATTEDRALE SULLA COLLINA , IL TRENO INIZIO’ A FRENARE E MOLTO LENTAMENTE ENTRO’ NELLA STAZIONE DI BOLOGNA ……..
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    IO A BOLOGNA HO FATTO IL MILITARE E NON SOLO , AMAVO E AMO ANCORA QUELLA CITTA’ , LA CONOSCO COME LE MIE TASCHE ….. LA ZONA DELLA STAZIONE ……… VIALE DELL’ INDIPENDENZA …….. PIAZZA MAGGIORE , VIA ZAMBRONI , LA CITTADELLA UNIVERSITARIA , IL BAR DEL PICCOLO …….
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    LA SECONDA CLASSE ERA IN CODA , A TRENO QUASI FERMO MI RITROVAI CON IL FINESTRINO PROPRIO DAVANTI ALL’ ALA DELLA STAZIONE DISTRUTTA ………………….
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    NON IMMAGINAVO TANTO , MI SI RIEMPIRONO SUBITO GLI OCCHI DI LACRIME ……… NON ERA POSSIBILE PENSARE TANTO , LE IMMAGINI TELEVISIVE NON RIUSCIVANO A DARE IL VERO SENSO DI CIO’ CHE ERA ACCADUTO ……..L’ INTERA CITTA’ , SEMBRAVA DISTRUTTA DA UN BOMBARDAMENTO AEREO ……….
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    SONO STATO A GUARDARE PER 15 MINUTI CIRCA , SENZA PARLARE ……….
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    ADESSO SPESSO VADO A BOLOGNA , MODENA E A PARMA , DOVE VIVE UNA PARTE DELLA MIA FAMIGLIA ……. E TUTTE LE VOLTE CHE VADO ……… RICORDO , QUELL’ IMMAGINE NON SI E’ MAI CANCELLATA .
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    IL SEGRETO DI STATO SERVE PER COPRIRE LE RESPONSABILITA’ POLITICHE ……………….LA CASTA CHE DIFENDE SE STESSA .
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    GRAZIE ANGELA PER QUESTO POST .
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    UN ABBACCIO .

  5. Ciao Bruno,
    ho rivisto in questi giorni molti filmati sulla strage di Bologna e mi hanno riportato alla memoria le trasmissioni televisive, soprattutto quella che in diretta seguiva le azioni di tutti coloro che partecipavano ai soccorsi. Poi vi fu l’arrivo di Pertini, allora presidente della Repubblica: con voce spezzata dall’emozione si riferì in particolare ai bambini morti nell’attentato. Con mia sorella, la nostra anziana madre e mio figlio allora diciannovenne andammo a Bologna in auto per i funerali. Malgrado avessi vissuto direttamente tutte le manifestazioni degli anni settanta a Milano, non avevo mai visto tanta partecipazione come quella a Bologna in quella tremenda e indimenticabile occasione. Una presenza da togliere il fiato… perlomeno come quella per piazza Fontana, forse ancor più sconvolgente poiché si trattava della prima testimonianza dell’attività stragista che per anni avrebbe insanguinato molte parti del nostro Paese. Poi, oltre vent’anni dopo iniziai a frequentare la stazione centrale di Bologna regolarmente: a Bologna era stato trasferito infatti l’archivio-Pasolini e spesso raggiungevo in treno la Cineteca per seguire iniziative sullo scrittore-regista. Decine di viaggi in cui mai una volta ho scordato di tornare a fissare quell’orologio fermo alle 10,25…
    Un ricordo molto toccante, il tuo. Ti ringrazio.
    Un abbraccio da Angela

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