Enzo Baldoni nelle parole dei suoi (tuttora) amici

Enzo Baldoni nelle parole
dei suoi (tuttora) amici

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Quelli che seguono sono messaggi che oggi, 26 agosto 2010,
gli amici di Enzo Baldoni hanno lasciato nella sua lista.
Nel suo blog si possono leggere ancora
le sue corrispondenze da Baghdad.
IL BLOG DI ENZO BALDONI

… è ancora sopra al tavolo, la bottiglia è quasi piena, il tuo posto è lì, manchi solo tu. La famiglia Teckila ti aspetta ancora
Steve, BlackLilith, Lucky

Ogni tanto guardo quelle dieci foto che ho di Enzo. Ci guardiamo negli occhi e per un attimo rivivo tutto quello che ho fatto con lui. A Firenze, a Milano… lavori, risate, pranzi, litigi…  Mi manca essere stanato dai miei letarghi dalle sue parole, al telefono tra uno sbadiglio e l’altro. Ciao Enzo, fammi sapere.
Mauro

Ci manchi, vecchio panzone. Eri la nostra stella polare, un esempio di creatività applicata alla vita, prima ancora che alla pubblicità. Mai banale, spesso provocatorio, sempre carico di un’umanità rara e positiva. La tua morte è stata un pugno allo stomaco per chi, come me, ti voleva bene e t’inseguiva nel tuo anticonformismo chirurgico. Sapevi farti volere bene, perché eri una persona autentica e franca; anche quando dissimulavi quella sensibilità che, invece, apparteneva alle tue cronache sui più deboli e bisognosi d’aiuto. Per pregare e ricordarti non servono le tue spoglie, ma sono lieto che siano comunque tornate in Italia; perché meriti di avere un luogo a te dedicato, per aiutare la memoria di chi non ti ha conosciuto ma seguirà ugualmente il tuo esempio di vita. Ciao, amico panzone: mi manchi.
Alberto

Dopo duemilacentonovanta giorni e lunghe notti dal crimine commesso e concesso dai soliti trafficoni (americani, iracheni, trasteverini e italiani) non possiamo fare altro che continuare a ricordare… e incassare. Che i vari Frattini, Letta, Scelli e il loro corrotto regista supremo non abbiano mosso lo sporco di un mignolo con l’unghia escrescente, andava e va coerentemente a sé. Ma che i vari giullari dell’ex sinistra continuino a starsene lì a guardare dall’altra parte per avallare col loro ghigno silente quel vile ammazzamento, fa semplicemente disperare. Che in sei lunghissimi anni ben due Presidenti della Repubblica non abbiano ricordato Enzo con forti parole e un’Onorificenza istituzionale, la dice lunga su come anche i laici di questo paese si siano ormai appiattiti a imbarazzanti Signorsì. La colpa più cupa e meschina è che con il loro opportunismo hanno prima tradito e poi totalmente abbandonato la moglie, i figli, il babbo, i fratelli di Enzo – forse gli unici protagonisti di quel dramma che si erano comportati con micidiale e cocciuta dignità. Noi amici non possiamo fare altro che raccontare agli studenti, ai giovani colleghi, ai figli, chi era Enzo, il suo generoso nomadismo, la sua infinita curiosità. Possiamo e dobbiamo ripetere in modo ossessivo che la sua eliminazione fisica non era un “doloroso esempio di fatalità”, né un incidente, né quantomeno un colpaccio del destino. Come ormai faccio da sei anni, oggi 26 agosto non lavorerò. Tutti i miei piccoli e grandi pensieri vanno verso la famiglia di Enzo per mitigare appena appena la brutale separazione del loro amatissimo Balenottero giocherellone.
Till

Ciao Enzo, ricordo perfettamente il giorno in cui ci hai lasciati, c’era la luna piena proprio come in questi giorni. Non ho dormito nulla quella notte, incredula seppur consapevole del dramma che ti era capitato e che aveva sorpreso i tuoi familiari come un fulmine a ciel sereno. Ti sarò grata per sempre per quello che hai rappresentato per me nei giorni più bui, sei stato un faro, una luce proprio come la luna che illumina queste ultime notti. Eri un uomo dotato di grande forza e generosità d’animo e mi piace pensarti altrove indaffarato con altri generosi come te a pensare di poter ricostruire il mondo. Un grande abbraccio ai familiari avevate e avete una grande guida. Ciao Enzo
Marzia

Ciao Enzo, stamattina guardavo Alice correre sulla spiaggia. Ormai ha 5 anni e mezzo ed è bellissima. Spesso, sai, mi tornano in mente le tue parole di qualche sera prima della tua partenza (Chiara era incinta da pochi mesi) quando mi dicesti sii felice, sarà la cosa più bella che potrai fare nella tua vita. E io – cinico – a dirti si vabbè ma i viaggi, il lavoro… Invece è proprio così. Avevi ragione come sempre. Ti abbraccio. Mi manchi. Un bacino da Alice
Maurizio

Caro Enzo, dopo che ci hai lasciato ho scritto nella nostra lista che avevi sfidato la morte e l’avevi sconfitta. Ne sono sempre più convinto e ti sento ancora più vicino. Un abbraccio a braccia larghissime (ma non potevi dimagrire un po’, panzone?)
Angelo

C’è un posto vuoto, qui, eppure il tuo spirito non muore. Il tuo carisma brilla ancora e illumina le guerre ingiuste, i silenzi colpevoli e una politica vigliacca.
Drugo

La sera prima di partire ti avevo raccontato di quello che mi stava succedendo sul lavoro. Ti arrabbiasti moltissimo e mi mandasti via mail un pezzo del libro di Marguerite Yourcenar “L’opera al nero”. “Ho la mia dose di ambizione come gli altri, ma se un potente del giorno ci rifiuta un brevetto o una pensione, che gioia lasciar l’anticamera senza dover ringraziare Monsignore e andar liberamente per le vie colle mani nelle tasche vuote… Ho goduto molto: ringrazio l’Eterno perché ogni anno porta il suo contingente di ragazze nubili e ogni autunno il vino; talvolta dico tra me e me che ho avuto la buona vita di un cane al sole con varie risse e qualche osso da rodere.” Con rabbia ne feci un quadro, su un cartone, quasi una stele. Partii per Atene per vedere le Olimpiadi. Lì nel caos seppi che ti avevano rapito. Cercavo notizie disperatamente, ma arrivava solo “Libero”, con tutta quella schifezza su di te. Mi chiamò mia figlia dicendo che ti avevano ucciso. Non sapevo come piangere. Tornata a Roma, in mezzo al mio salotto, c’era il quadro, con le parole che erano diventate tue per davvero. Da quel giorno sono diventate anche mie.
Patrizia

Ciao Enzo, un altro anno passato a pensarti e rimpiangerti e sacramentare contro chi continua a tenerti lontano ma non riusciranno a farti dimenticare… mi spiace non sapere dove venire a salutarti con un fiore e due chiacchiere; un grande abbraccio a tutti i Baldoni.
Tiziana

Dearest Friends and Beloved of Enzo Baldoni, We here in Timor-Leste continue to mourn the loss of a dear friend and extraordinary man. I personally will always cherish the dear memories I carry of the times I spent in Enzo’s company, and of the profound sense of solidarity and friendship he shared with us as a people and as people – something which went far beyond politics and a cold, professional interest in the fate of a new nation as it struggled, back in 1999, to assert its right to exist. Viva Timor-Leste! Viva Enzo Baldoni!
Un abbraccio,
Kirsty Sword Gusmao
(wife of the Prime Minister of the Democratic Republic of Timor-Leste)

Quanto tempo è trascorso.
Quanti anni sprecati.
Non sei stato una semplice emozione.
Siamo ancora tutti qui, per te.
Pieni di dolore ma anche di vergogna.
Per quest’Italia imbarbarita e smemorata.
Spesso mi chiedo: “Ne valeva la pena?”
Ma senza gli esempi come il tuo,
che squallido, sterile deserto
sarebbe il nostro povero mondo…
Fra poco uscirò, il sole è ancora caldo, me ne andrò solo al parco urbano a camminare per un’oretta,
fammi compagnia, come sempre.
Giovanni

Il tuo:
un viso che non si sbiadisce nel tempo
un pensiero che non si perde nel marasma di tutti i giorni
un esempio che ci è stato donato per illuminarci il cammino
un ricordo che sopravvive fortemente e dà speranza
un coraggio che ci guida
un invito a guardare sempre il cielo e ad amare la terra
Sei sempre con noi, Enzo
. Ciao. Un abbraccio.
Angela

Quanto ci manca la sua intelligenza e disponibilità in questi strani tempi…
Antonino

La tua penna mi ha rapita che eri lontano. Mi ha segnata, come un dono inatteso e senza ragioni. Avrei voluto parlarti, farmi ammaliare e prendere in giro, come sapevi. Ciao Enzo. Sei qui.
Arianna

E’ di nuovo il 26 Agosto, ho perso il numero degli anni. Enzo aveva un cliente in Veneto, si fermava in un hotel di Abano prima del meeting del mattino successivo. Mi invitò in piscina alle terme, “portati un asciugamano che facciamo due chiacchiere” ma quel giorno non ci potevo proprio essere. Ho ancora il magone. Poi la partenza. Me la sono sempre tenuta dentro, in silenzio, ma c’è una grande assenza dentro di me. Stasera guardavo i giochi dell’acqua, annaffiando i vasi. Pensavo. Vado a rileggermi le tue mail a volte. Mi sembri più vicino. Mi sembra ancora impossibile.
Lionello

Ciao a tutti. Io non conoscevo Enzo prima della sua morte. L’ho conosciuto nelle cronache di quei giorni e con Diario. Sono di Abano Terme, so che conosceva la mia città e quindi da qui gli io invio un saluto. Sono una giornalista, prima pubblicista, poi professionista: con lui hanno rimarcato che c’è una differenza. Non era vero: volevano solo liquidarlo come fosse un giornalista di serie B. La sola differenza è sul come si interpreta questa professione. Lui ha lasciato un esempio: quello di voler raccontare con la perizia del cronista. Io mi auguro che in sua memoria molti amino questo mestiere e, soprattutto, lo rendano migliore di ciò che sta diventando.
Irene

Ti penso da questo paese dove è impossibile dimenticare. Vicina alla tua d’origine che oggi si è raccolta nella chiesa di Preci. Padre Carmelo ha saputo trovare nuove parole per te e per i presenti (sono 5 anni che s’impegna!). Niente niente che avessi trovato il sistema per non farti dimenticare?
Gloria

Ricordo bene quei giorni terribili dell’agosto di sei anni fa, giorni di ansia e di angoscia: avevo preso il tesserino da pubblicista da pochissime settimane. Ma ricordo ancor di più le chiacchierate fatte al telefono, diventate poi le “Cartoline da Baghdad”. E’ stato un onore e un piacere parlare con te e tramandare le tue parole, la tua visione del mondo, di quell’Iraq di cui dicevi che era un casino (e figuriamoci oggi). E ricordo bene anche la mia iscrizione alla Zonker list, anni e anni prima. Ero Il Malva, e tu una volta, in una mail, mi salutasti dicendo “Il Malva, vecchia troia, come stai?”. Ne avrei un sacco di cose da raccontarti… Ciao, Enzo.
Il Malva (o la vecchia troia!)

Mi manchi Enzo. Ti ricordo con la stima e il rispetto di sempre e tanto affetto. Un abbraccio forte ai tuoi famigliari.
Matteo

Prima di morire Enzo lasciò scritto sul suo blog:” Mettiamola così, nelle prossime 24 ore ho la possibilità abbastanza concreta di crepare. Ovviamente non succederà, ma se dovesse succedere, sappiate che sono morto felice, facendo quello che più mi piace al mondo, viaggiare in paesi che non hanno mai visto un turista prima di me.” Era il 10/02/2005, quando partendo da questa “frase d’apertura” scrissi per un sito che oggi ahimè non è più attivo un articolo dal titolo “Enzo Baldoni, l’ultimo sogno”. Il sogno del giornalista era quello di “regalare” a Mohammed Ali Sarhan un paio di gambe nuove, si perché le sue le aveva perse durante un bombardamento. E c’è riuscito. Oggi siamo travolti da immagini mediatiche senza filtro di censura. Prendiamo per buono tutto quello che il tubo catodico e la carta stampata ci somministrano e crediamo che se lo dicono loro, corrisponde a verità e nemmeno sentiamo la necessità di “toccare con naso” quanto si muove intorno a noi. La certezza è, che abbiamo perso il desiderio di conoscere, l’indiscrezione di sapere, il riscontro con la realtà. Sono molte le persone che osservano la vita ai bordi del campo e se è vero che ognuno di noi è qualcosa di unico e di speciale, perché non correre ogni tanto qualche rischio? Per imparare il senso di conoscenza, occorre essere liberi e per questo ci vuole coraggio, perché la curiosità a volte ci mette di fronte a condizioni sgraziate e non sempre l’individuo è pronto ad ammettere le sue responsabilità. In queste circostanze non è il caso di crearsi alibi, a giustificare l’assurdità umana, ci pensano i mass media, il nostro male è l’incapacità e lo scarso desiderio di cognizione. Pochi mesi dopo la scomparsa di Enzo ho letto di tutto: chi con l’attenuante di proclamarsi “LIBERO” ha fomentato ipocrisia a pagamento, e chi per “FEDE” verso chi lo ha fregiato del titolo di DIRETTORE, ha ammiccato lo sguardo davanti la telecamera, dopo un rivoltante duetto televisivo. E’ troppo semplice strofinarsi le cipolle davanti gli occhi, esprimere poi, parole di cordoglio. Per chi fa il giornalista la morte peggiore è quella della restrizione: sai, vedi, ma non puoi raccontare. Enzo non è mai mancato all’appuntamento con la notizia. Ho compassione per quegli uomini in giacca e cravatta, che per il solo gusto di schizzare sentenze, mostrano sui loro quotidiani la montatura della verità… ricordate l’articolo con tanto di fotografia?… “IL PACIFISTA CON IL KALASHNIKOV”. Enzo Baldoni da semigiornalista come qualcuno lo ha definito, usciva dai suoi modesti problemi ed entrava nei problemi degli altri. Raccoglieva la vita attraverso le storie della gente. A noi rimandava non solo il riverbero di una miccia accesa, ma il dolore di un popolo la rivincita di un’esistenza. E’ vero ha preferito cedere all’impulso delle proprie passioni insane per l’Iraq, piuttosto che adattarsi al senso comune. Ma chi è oggi che si adatta al senso comune se non quei giornalisti servizievoli che si mettono al favore di editori che non sono solo industriali della stampa, ma grandi potenze economiche e politiche? Beh non era il caso di Enzo Baldoni. Con affetto.
Fabi.lux

Pur avendoti solo conosciuto tramite la lista “EnzoB” … il tuo ricordo affiora spesso nei miei pensieri! Grazie per quanto ho potuto leggere grazie a te. Ciao EnzoB!
Erika

“Per raro che sia un vero amore, lo è ancora meno della vera amicizia” (F. de La Rochefocauld). Ciao Enzo.
Franco

A volte penso a quello che diresti o faresti in questa Italia, in fondo cambiata parecchio da quando te ne sei andato via… e mi vien da pensare “meno male che Enzo non vede tutto questo”. Ma la tua umanità, la tua allegria e la tua intelligenza servirebbero tanto ora. Grazie per tutto quello che ci hai dato e per tutto quello che ci hai lasciato!! Impossibile dimenticarti. Ti penso spesso e con tanto affetto.
Anna

Qui la pagina che gli avevo dedicato un anno fa
Qui il ricordo di un suo amico, Till Neuburg, un anno fa
Qui il ricordo di Riccardo Orioles, 26 agosto 2008

Enzo Baldoni nelle parole dei suoi (tuttora) amiciultima modifica: 2010-08-26T23:43:00+00:00da paginecorsare
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