Mondo capovolto, di georgiamada

Mondo capovolto
di georgiamada

Ripropongo qui un post molto significativo del 25 gennaio 2011
di Georgiamada con cui mi complimento sinceramente.

* * *

In questi ultimi anni tutto è andato letteralmente a puttane. Tutto è stato rovesciato, capovolto, sporcato e travisato e sembra non essere rimasto più nessuno in grado di rimettere in piedi le parole (espressione e contenuto) nei loro autentici significati.
Se c’è una cosa che mi ha sempre dato fastidio (e fastidio è un eufemismo) è quando la destra iper-liberista (al potere ora in italia) si appropria del linguaggio della sinistra, trasformandone i legittimi diritti, chiesti e ottenuti in passato, in merci liofilizzate da usare e far circolare, a proprio uso e consumo. Ottenere diritti, anche sessuali, e poi vederseli scippare dall’utilizzatore finale, di sempre, e veder commercializzare il tutto ad personam fa letteralmente orrore. Gli esempi da fare sarebbero tantissimi ma oggi parlo dell’ultimo: La frase oscena scritta da Piero Ostellino sul Corriere.
No, non parlo della battutaccia di cui tutti disquisiscono:

“Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia – diciamo così – partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta” (QUI)

frase che poi non è altro che la leggera modernizzazione (aggiungendo la consapevolezza) del vecchio e volgarissimo slogan maschilista: Ogni donna sta seduta sulla propria fortuna e non lo sa, anche se tale sentenza, come la chiama Sofri oggi sulla Repubblica, diventò famosa perché pronunciata in televisione da una donna, da Marta Marzotto che a quanto pare era (o diceva di essere) spregiudicatamente conscia da dove provenisse la sua particolare fortuna di femmina. Marta Marzotto con questa frase sembrò allora aver accettato, in blocco, tutta la filosofia capitalisto-liberista del mondo dove era entrata e dove tutto è, o diventa, merce e tutto ha un prezzo, figuriamoci se da questo totalitarismo reificante e dilagante poteva salvarsi la parte della donna che è l’origine della vita. Pensare così, sia che si sia più o meno consapevoli, vuol dire un’unica cosa, che io come donna riconosco che la mia forza proviene solo da un uomo. Io come donna (cervello mente intelligenza competenze talento ecc.) non esisto e la mia unica scians di farcela nel mondo è la figa-calamita da usare per fare carriera, soldi, o anche solo passare un esame o avere una buona recensione e poi a limite, perché no?, per farmi fare lo sconto al supermercato, per non pagare l’autobus, per andare gratis al cinema e via delirando.
Non mi riferivo dunque a quella battuta ormai vecchia e in disuso, pronunciata ormai solo da qualche vecchio porcone che si finge saggio a suon di proverbi. Mi riferivo a quella frase terribile con cui Ostellino ha cercato di difendersi:

“Io ho solo scritto che una donna dovrebbe essere libera di usare il proprio corpo come crede – «l’utero è mio e me lo gestisco io», l’ antica e legittima rivendicazione femminista della quale ora ci si scorda perché a esserne partecipe è il Caimano – rispondendone solo alla propria coscienza, senza per questo essere marchiata come una puttana. Il mio era un principio liberale; non un invito a darla” (da QUI).

Chi si fa pagare in cambio di sesso, chi fa scambio e mercimonio della propria calamita è puttana, poi possiamo discutere se essere puttana, fare marchette, sia o meno un marchio. Questo è altro discorso che non mi interessa affrontare al momento. Ma stravolgere a tal punto la rivoluzionaria rivendicazione femminile scandita nelle strade, l’utero è mio e me lo gestisco io, a tal punto da vederne partecipe oggi, a pieno diritto, il caimano, lo stesso caimano che ha fatto leggi contro le donne, non permette la pillola del giorno dopo e vorrebbe abolire anche la legge che regolamenta l’aborto, è veramente intollerabile.
L’utero non è strumento di scambio, ma di riproduzione della vita. Quando la donna afferma orgogliosa l’utero è mio e me lo gestisco io, fa un atto altamente politico: riprende possesso di qualcosa di cui l’ha fatta depositaria la natura e di cui la storia, per vari motivi, l’ha espropriata: il controllo e la responsabilità sulla vita. L’utero è stato dato a me e io e solo io posso decidere se, quando e con chi diventare madre. STOP. Tutto questo con fighe sul mercato e tariffe da prostitute per il caimano NON ha nulla a che vedere, NULLA. Fighe e tariffe è un mercimonio vecchio come il mondo. E da che mondo è mondo ricchi/e (con potere) hanno comprato, e povere/i (senza potere) si son vendute/i.
Se avessimo voluto fare uno spot, non alla vita, ma alla prostituzione avremmo detto che La figa è mia e me la tariffo io.
Ora considerare la donna non una persona, ma solo una metonimia (o sineddoche come preferite) a cui riferirsi, sia in positivo che in negativo, è un crimine contro l’umnità tutta. Un tempo le donne si dividevano in madonne e puttane. Le madonne erano state create (e imposte) per difendere la purezza della stirpe, la certezza dei figli, i patriarchi per essere certi abbisognavano di donne irreprensibili e su questa necessita (diciamo razzista) si sono sviluppate tutte le società più repressive con i miti orridi della verginità, della dipendenza della donna da un uomo, della inferiorità intellettuale e civile della donna ecc. Oggi con anticoncezionali ed esame del dna questa esigenza non esiste più, siamo state liberate dalle catene, o meglio saremmo state liberate se la loro fantasia, ormai senza lacci e lacciuoli, non si fosse scatenata senza freni nella riduzione unicamente mercificata della parte per il tutto della femmina umana, la madonna è stata spodestata ed è arrivata, non la puttana che era solo l’altra faccia della madonna (e la cui esistenza serviva anche per garantire le famiglie), ma l’escort. Ieri legittimate solo le madonne con gli occhi bassi oggi, al contrario, legittimate (e berlusconi lo ha urlato da isterico anche ieri sera di fronte a un Lerner basito) solo le escort con gli occhi alti, sfrontate ad offrire al mercato quell’unica parte ormai  riconosciuta alla femmina e per cui la domanda non manca mai. Berlusconi come uomo creatore di cultura-spettacolo è l’artefice principale di questa neo cultura reazionaria imperante. Da una parte Tremonti sporca tutta la sinistra da Gramsci a Berlinguer interpretandone il pensiero pro domo sua, dall’altra “intellettuali” neo-sporcaccioni, fra cui spicca Ostellino (ex craxiano), tentano di legittimare teoricamente questa neo-non-cultura predatoria e oscena.
Poi certo che ognuno del proprio corpo fa quello che vuole, ma fuori dalla politica. In politica io (e il potere che mi deve difendere, deve difendere la res pubblica, dall’esecutivo, cioè la magistratura) ho il diritto-dovere di pretendere chiarezza e onore e non mercimonio … (va da se che se il comprato è addirittura un minorenne è un reato e quindi ….). Il palazzo pubblico non può essere un bordello e il mio presidente del consiglio non può essere un lenone o anche solo un utilizzatore finale di dipendenti e candidate. Non può usare il potere, che il Parlamento gli delega, per comprarsi tutto. Se poi il mio delegato (presidente del consiglio) neppure va ai funerali del soldato ucciso in una guerra da lui voluta, solo perché occupato a fare orge con le sue puttane, è chiaro che siamo veramente all’indicibile e che Ostellino farebbe bene a tacere su cose che NON capisce più.
La donna fa del suo corpo quello che vuole, ma non sotto ricatto di Fede che dice o ce la dai oppure niente comparsata come meteorina al tg, niente candidatura ecc.  Non indotta con regali e buste appetitose preparate per abbindolare ragazze precarie e obbiettivamente un po’ tonte.
Un presidente del consiglio utilizzatore finale e deputate, consigliere ecc. mignotte non l’avrei mai immaginato neppure nei miei peggiori incubi politici.
Ostellino da liberale interpreta come libertà conquistata vendersi al drago (anche, o meglio soprattutto, se vergini minorenni)? Io no, io lo vedo (come vedo tutto il resto, Marchionne compreso) un ritorno veloce all’epoca dei super potenti e dei senza diritti con in mezzo niente, e nelle orecchie sento cantare ….

Triste spettacolo, le nostre donne
per noi primizie non han d’amor:
ancora impuberi, sciolte le gonne,
si danno in braccio di lor signor.

Son nostre figlie le prostitute
che muoion tisiche negli ospedal,
le disgraziate si son vendute
per una cena, per un grembial.

Mondo capovolto, di georgiamadaultima modifica: 2011-01-28T17:49:00+00:00da paginecorsare
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2 pensieri su “Mondo capovolto, di georgiamada

  1. Cara Angela, nel baratro dove siamo finiti con berlusconi, siamo al punto che alcune madri, per una ottima sistemazione della propria figlia, speramo che diventi una puttana di alto bordo. Sento che non ne usciamo più, perché questo resterà per lungo tempo nel pensiero di molte persone.
    Per me, da questa situazione, se ne uscirebbe solo con….
    Beh, lo sai come la penso…
    Però, quello che mi indigna ancora di più, è che sono pochi i giovani che si rendono conto che stanno perdendo il loro futuro, e che siamo noi a lottare per loro. Come fanno a non capire che le TV di berlusconi esistono solo per fondere i loro cervelli?
    Certo che chi ha un po’ di saggezza, è obbligato a metterla a disposizione degli altri, e tu sei una maestra per questo; ma anche loro dovrebbero collaborare!
    Antonio.

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