Appello per una Manifestazione Nazionale contro la guerra in Libia a Napoli il 16 aprile 2011

Appello per una Manifestazione Nazionale
contro la guerra in Libia a Napoli il 16 aprile
di ”Assemblea napoletana contro la guerra”

 

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L’Italia che a parole ripudia la guerra si è lanciata in una nuova aggressione militare a senso unico, come le precedenti, questa volta contro la Libia che rappresenta la “nostra” quarta sponda. La quinta in vent’anni, la terza nel giro di un decennio in cui si è persa ogni remora nei confronti dell’intervento bellico.

Ma a differenza delle altre occasioni pochi sembrano indignarsi, pochi alzano la voce per gridare che questa, come già altre guerre, ha dei motivi ben precisi: le immense ricchezze del sottosuolo libico, il gas, il petrolio, gli affari delle grandi aziende e della grande finanza. Motivi che stanno causando già centinaia di morti fra i libici, e che ne causeranno ancora di più, appena l’uranio impoverito, sganciato in quantità, comincerà a fare effetto. Motivi che potrebbero portare, come già successo nei Balcani, in Afghanistan o in Iraq, alla devastazione della Libia, alla fine della sua sovranità, all’occupazione militare di un territorio-chiave per controllare e addomesticare tutte le rivolte che stanno agitando il Nord Africa e il mondo arabo.

Come al solito, la prima vittima della guerra è stata la verità: per giustificare l’uso della forza abbiamo visto squadernarsi tutte le retoriche guerrafondaie, nelle varianti di destra e di “sinistra”. Da un ritrovato e sfacciato spirito colonialista (“dobbiamo intervenire perché la Libia è casa nostra”) al ritornello della guerra umanitaria (“dobbiamo proteggere la popolazione contro il tiranno”), passando ovviamente per i cliché razzisti (“dobbiamo intervenire per portare la democrazia ai popoli sottosviluppati”). Soprattutto si è cercato di neutralizzare l’impatto emotivo di una nuova guerra, di farla sparire dalla nostra percezione, di inserirla nel tessuto della quotidianità, parlando di “no-fly zone”, “pattugliamento umanitario”, “sostegno ai ribelli”.

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Dovremmo sapere bene cosa si nasconde dietro questi eufemismi: il profitto delle multinazionali dell’energia, il desiderio delle potenze occidentali di accaparrarsi, anche dopo il disastro nucleare giapponese, risorse preziose in tempo di crisi, la voglia di controllare un pezzo di mondo che si è risvegliato e cerca da sé la sua libertà. Si interviene in Libia proprio come si sono sostenuti fino alla fine i regimi di Ben Alì o Mubarack, o come si appoggia la repressione dei movimenti popolari in Bahrein o nello Yemen… Ancora una volta il “diritto internazionale” si rivela nei fatti solo la legge del più forte.

Giusto otto anni fa, contro analoghe menzogne, eravamo in milioni a scendere in piazza. Oggi il silenzio dei pacifisti e dei movimenti è assordante, mentre la sinistra istituzionale si nasconde dietro ad una risoluzione ONU scritta, come già altre volte, ad uso e consumo di USA, Gran Bretagna e Francia, mentre a spingere per l’intervento ci sono in prima fila il PD ed il Presidente Napolitano… Ad “opporsi” alla guerra c’è solo la destra estrema della Lega, che parla di “invasione dei clandestini”, lascia marcire i profughi a Lampedusa, crea strumentalmente un’emergenza umanitaria, esaspera l’odio contro i più deboli e i “dannati della terra” per rastrellare voti sotto elezioni.

Forse è giunto il momento di riscattare questa vergognosa Italia, che dal baciamano a Gheddafi, il “nostro miglior alleato”, è passata alle bombe, per paura di perdere i propri affari in Libia.

È giunto il momento di dire la nostra, mentre riscrivono la storia del Mediterraneo attraverso le bombe, la violazione dei diritti dei migranti e la continua militarizzazione del nostro e del loro territorio.

È giunto il momento di affermare che non esistono interessi “nazionali”, ma solo gli interessi degli sfruttati e dei dominati di tutto il mondo contro quelli dei dominanti e dei regimi di tutto il mondo.

È giunto il momento di proclamare che i popoli, e lo hanno scritto proprio i tunisini e gli egiziani in rivolta, o si liberano da soli o non si liberano affatto.

Tutto questo lo vogliamo dire chiaro e forte proprio a Napoli, dove è passato il comando dell’operazione ora a guida NATO. Ed è per questo che facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, alle forze politiche e sindacali, a tutti i pacifisti coerenti ed a tutti i cittadini a far crescere in tutta Italia la mobilitazione contro la guerra e costruire insieme una grande manifestazione nazionale proprio a Napoli, sabato 16 aprile 2011.

Una manifestazione che, schierandosi a fianco del popolo libico e di tutte le popolazioni in rivolta dell’area, chieda:

• La fine immediata dei bombardamenti e dell’aggressione militare;
• La fine di ogni ingerenza straniera, compresa l’ipotesi di embargo e di sequestro dei beni libici non meno criminale dell’aggressione militare;
• Il diritto d’asilo per tutti i profughi e i migranti in fuga;
• Il taglio delle spese militari e l’utilizzo di fondi e mezzi per le vere priorità sociali di un’Italia in crisi: casa, lavoro, servizi sociali, reddito garantito, provvedimenti a difesa del territorio e dell’ambiente;

Chiediamo a tutte e tutti di diffondere e sottoscrivere quest’appello, per cercare di costruire insieme una grande e determinata manifestazione contro la guerra!

Nel caso questo appello dovesse incontrare come speriamo il sostegno delle più significative realtà impegnate nella lotta contro la guerra proponiamo di tenere il giorno successivo alla manifestazione, domenica 17 aprile, una Assemblea nazionale del movimento contro la guerra per discutere insieme come proseguire la lotta contro questa infame politica che va a seminare in nome dell’umanità e della democrazia morte e distruzione presso altri popoli, con la vigliacca consapevolezza che questi paesi non hanno nemmeno le armi per potersi difendere adeguatamente di fronte alle micidiali armi di distruzione di massa utilizzate.

ASSEMBLEA NAPOLETANA CONTRO LA GUERRA
Per info, adesioni e contatti: assembleanowar.na@gmail.com – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Adesioni collettive – Napoli e Campania
ANPI Campania
Architettura Preoccupata
Assise di Bagnoli
Associazione Caracol
Associazione Scuola di pace – Napoli
ASHIWA per l’integrazione – Quarto, Napoli
CDUP Ingegneria
COBAS – Campania
Collettivo Area Vesuviana
Collettivo Autorganizzato Universitario
Collettivo Comunista Costiera Amalfitana
Collettivo No Border
Collettivo Politico Fanon
Collettivo Studentesco Cavese – Cava de’ Tirreni (Sa)
Collettivo Studentesco Duca degli Abruzzi – Napoli
Collettivo Studentesco ITIS Giordani
Collettivo Studentesco ISIS Serra
Collettivo Studentesco Labriola
Collettivo Studentesco Righi
Collettivo Studentesco Universitario – Napoli
Collettivo Studentesco Universitario – Salerno
Collettivo SUN (Seconda Università) – Napoli
Collettivo Vocenueva
Comitato Abitanti Materdei – Napoli
Comitato Pace e Disarmo
Comitato Referendario Campano 2sì per l’acqua bene comune
Comitato Campano di Solidarietà con la Palestina
Comitato per la Campagna di Boicottaggio Disinvestimenti e Sanzioni contro Israele
Comunisti Ponticelli
Consulta Giovani – Quarto (Napoli)
Coordinamento II Policlinico
Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua
C.S.A. Asilo Politico – Salerno
C.S.O.A. Officina 99
C.S.O.A. Spartaco – Caserta
C.S.O.A. Tempo Rosso di Pignataro Maggiore – Caserta
Donne in Nero
Federazione Campana C.A.R.C.
Federazione Nazionale Insegnanti – Napoli
FIOM – Campania
Fuj’h Accademia di Belle Arti
Giovani Comunisti – Avvocata
Iskra Area Flegrea
Laboratorio Millepiani – Caserta
Lavoratori tutti dell’Officina della Regione Campania – Napoli
Legambiente Napoli Centro Antico
Libreria e Biblioteca 7 mari – Napoli
Libreria Quarto Stato – Aversa
Lista civica popolare “Quarto è tua”
L.O. Ska
Medicina Democratica Napoli
Movimento Disoccupati Banchi Nuovi
Movimento Disoccupati – Quarto (Napoli)
Movimento in difesa del territorio area vesuviana
Palestra Popolare – Quarto (Napoli)
Partito dei Comunisti Italiani – Napoli
Partito della Rifondazione Comunista – Napoli
Partito della Rifondazione Comunista circolo Avvocata “Karl Marx”
Pax Christi Italia, Punto Pace di Napoli
PMLI – Campania
Radio Vostok – Cava de’ Tirreni
Radiodimassa
Red Link
Sinistra critica – Napoli
Studenti Autorganizzati Campani
Studenti Federico II
Torneo antifascista di calcio a 8 – Quarto (Napoli)
Unione Sindacale di Base – Campania
Unità Comunista
Z.E.R.081 – Zona di Esperienze Ribelli

Adesioni collettive – Nazionale
ALBA inFormazione, Periodico per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli
Ambiente Web e Spazio Radio, Roma
Associazione La Kasbah Onlus – Cosenza
Associazione Solidarietà Proletaria
C.S.A. Vittoria – Milano
CAIL – Collettivo Autorganizzato dell’Accademia di Belle Arti, Palermo
Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos – Firenze
Casa della Pace – Roma
Circolo “G. Impastato” PRC – Federazione della Sinistra – Castelvetrano (TP)
Circolo Intrnazionalista – Torino
Collettivo 20 luglio – Palermo
Collettivo Lavori In Corso – Roma Tor Vergata
Collettivo Malefimmine – Palermo
Collettivo P2*occupata – Cosenza
Collettivo Politico di Scienze Politiche – Firenze
Collettivo Politico Militanz (Cosenza)
Collettivo Studenti Scuola Pubblica – Vicenza
Collettivo UniRC (Reggio Calabria)
Comitato Antirazzista – Cobas Palermo
Comitato “Con la Palestina nel cuore” – Roma
Comitato lavoratori contro la guerra di Como
Comunisti Sinistra Popolare
Coordinamento No Hub Militare – Pisa
CPA FiSud – Firenze
Fondo Comunista – Firenze
Forum Palestina
Giovani Comunisti
Ism (International Solidarity Movement) – Italia
L.S.A. Assalto – Cosenza
Partito Comunista dei Lavoratori
Partito dei Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra
Piattaforma Comunista
Proletari comunisti
Red Block – Palermo
Redazione di “Forum Insegnanti”
Redazione di “Fuoriregistro”
Red-Net, Rete delle Realtà Studentesche Autorganizzate
Resistenza Universitaria – Roma, la Sapienza
Rete dei comunisti
Rete Nazionale Disarmiamoli
Rete NOI
Rete Studenti medi Fiorentini – Firenze
Rete dei collettivi studenteschi – Palermo
Sin.Base – Genova
SLAI COBAS
Statunitensi contro la Guerra – Firenze
Studenti Comunisti – Bologna
Un Ponte per…
Usb Scuola – Reggio Emilia

Adesioni individuali
Albanesi Mario
Alunni Gualtiero
Amato Pierandrea, docente all’Università di Messina
Ambrosi Luigi, Milano
Anna Luigi
Antitomaso Cosimo
Anziano Arianna, docente
Aragno Giuseppe, professore
Arzarello Flavio, coordinatore nazionale Fgci
Aversano Antonio
Balsamo Maurizio, docente
Bardelli Federico
Bellingreri Marta, Di.A.Ri.A., Palermo
Calderoni Domenico RSU FIALTEL SSC srl
Carapella Tullio
Carlo Antonio, docente Università di Salerno
Casolaro Tonino – Caserta
Casuccio Francesco, informatico – Caserta
Cirillo Gino Giovinazzo – Bari
Colantuono Gaetano, ricercatore storico
Condotta Pierluigi, insegnante
Correggia Marinella – Torri in Sabina (Rieti)
Cortese Daniela, RSU T.I. Sparkle
Cremaschi Giorgio, segreteria nazionale FIOM
De Angelis Giacomo, Coordinatore provinciale del Pdci Napoli
De Galizio Antonietta
Del Pinto Pierluigi, pensionato – Roma
De Magistris Luigi, Eurodeputato IDV e candidato sindaco di Napoli
Di Marco Giuseppe Antonio, docente all’Università Federico II, Napoli
Donato Maurizio, docente università di Teramo
Elmo Pina
Esposito Giuseppe, delegato RSU dell’Officina Regione Campania di Napoli
Farolfi Alessandro, pensionato INPDAP ex dipendente della sanità pubblica – Bologna
Fatica Michele, storico e presidente della Fondazione Amadeo Bordiga
Ferrazzano Elsa Maria – Caiazzo (Caserta)
Fierro Paolo, Medicina Democratica
Florio Tullio, impiegato e coordinatore ASHIWA per l’integrazione, Quarto (Napoli)
Gallo Gianni, Caserta
Gemma Mauro, direttore dell’Ernesto on-line
Gherenzé Carlo, Dirigente SLAI-COBAS A.O. Monaldi (Napoli)
Ginatempo Nella
Grimaldi Fulvio, giornalista
Lepore Dante, Associazione Pon-sin-mor Torino
Lepore Simone, PhD in Geofisica, Napoli
Lipparini Floriana
Lo Cascio Federico
Lubrano Eduardo, impiegato
Luzi Stefano
Manduca Paola, Prof. Genetics DIBIO, University of Genoa, Italy
Manes Sergio
Mauriello Antonio, impiegato
Melandri Annalisa, attivista per la difesa dei diritti umani
Ortale Claudio, capogruppo PRC-FdS Municipio Roma 19
Pace Salvatore, preside liceo Pansini – Napoli
Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano
Pesce Ferdinando – Torri in Sabina (Rieti)
Petrillo Antonello, professore all’Università degli studi S.O. Benincasa (Na)
Piccoli Guido, giornalista
Piccolo Raffaele
Rizzo Marco, Segretario Nazionale Comunisti Sinistra Popolare
Ruotolo Francesco, giornalista
Salvio Consiglia
Selmi Daniele, Assessore alla Cultura Comune di Torre de’ Roveri (BG)
Sirigatti Umberto
Stefanino Maria Antonia
Taddeo Roberto
Tropé Couvin Elisabetta, impiegata
Vitale Maria
Zasso Achille – Milano

Artisti, gruppi musicali e teatrali
Bisca, gruppo musicale
Carnelutti Valentina, attrice
Fusco Mimmo, musicista
Maglietta Sergio, musicista, Bisca
Pavolini Lorenzo, scrittore
Pepi Titti, insegnante e attrice
Punkreas, gruppo musicale
Santamaria Claudio, attore
Sepe Daniele, musicista
Storti Bebo, regista e attore

Appello per una Manifestazione Nazionale contro la guerra in Libia a Napoli il 16 aprile 2011ultima modifica: 2011-04-12T23:46:00+00:00da paginecorsare

3 pensieri su “Appello per una Manifestazione Nazionale contro la guerra in Libia a Napoli il 16 aprile 2011

  1. VORREI CHIEDERE DI INOLTRARE IL PROGRAMMA DELLA MARCIA CHE ALLEGO.
    Il mio Paese di origine la Costa d’Avorio ha vissuto la crisi seguente:
    Dal 28 novembre 2010 al 16 aprile 2011, la nazione disponeva di due presidenti!!!
    Al Presidente uscente (Laurent Gbagbo)che contestava la regolarità delle elezioni, in seguito a numerosi brogli avvenuti in alcuni seggi, la Corte costituzionale del paese lo dichiarava il solo vincitore della consultazione, dopo l’annullamento dei risultati nei seggi dove si sono verificate le irregolarità.
    Il suo sfidante, appoggiato dalla comunità internazionale e soprattutto dalla Francia (Alassane Ouattara), è stato proclamato vincitore dalla Commissione Elettorale Indipendente.
    Per capire meglio la situazione, bisogna risalire al colpo di stato che Laurent Gbagbo subì nel 2002, due anni dopo il suo regolare accesso al potere.
    Questa elezione che doveva mettere fine a otto anni di crisi (dal 2002 al 2010), non si è svolta in modo corretto su tutto il territorio; nella parte nord del Paese, feudo dei ribelli armati (vicini a Ouattara), tutti pensavamo che questi saccheggiatori avessero deposto le armi. Invece no. Durante il secondo turno delle elezioni presidenziali, se nel sud del Paese, dove lo stato funziona regolarmente, tutti i cittadini (sostenitori di entrambi i candidati) hanno potuto votare pacificamente, nella parte nord i ribelli fedeli a Ouattara, hanno malmenato tutti quelli che avrebbero potuto esprimere il loro voto a favore di Gbagbo. Non solo: le urne, prima ancora dell’apertura dei seggi, furono riempite di schede di Ouattara al punto che, durante lo spoglio, le sue schede estratte superavano di gran lunga il numero degli iscritti nelle liste!
    Alcuni giornalisti italiani hanno sostenuto:

    -Estratto dall’articolo di Giovanni Serafini pubblicato sul quotidiano “il Giorno” di mercoledì 13 aprile 2011: Gli uomini della forza francese non si sono limitati a proteggere i cittadini europei e americani residenti in Costa d’avorio, ma si sono attivati per provocare la caduta di Laurent Gbagbo. Di fatto, sono stati loro ad espugnare la residenza bunker, approfittando del mandato Onu.

    Estratto dal quotidiano “il Manifesto” di martedì 12 aprile 2011: In Francia, molti intelletuali africani hanno organizzato petizioni internazionali per denunciare l’imperialismo francese in Costa d’Avorio…Ora Alassane Ouattara dovrà ricompensare i suoi sostenitori all’interno come all’estero e guardarsi dalle molte insidie di quelli che gli hanno spianato la strada a livello elettorale e militare.

    Il 16 aprile e il 14 maggio 2011, i miei connazionali ed io, abbiamo organizzato una marcia contro il ruolo di gendarme svolto dalla Francia. Purtroppo, non hanno partecipato né i partiti politici né le associazioni italiane.
    Abbiamo in programma altre due iniziative, per denunciare i bombardamenti che la Francia aveva messo in atto (tramite le risoluzione 1975 dell’Onu) uccidendo tanti civili e per richiedere la liberazione di Laurent Gbagbo, assegnato agli arresti domiciliari e già sentito da un giudice senza avvocato!!
    CHIEDO CORTESEMENTE DI INOLTRARE IL PROGRAMMA DELLA MARCIA CHE TI ALLEGO E DI INVITARE TUTTI A PARTECIPARVI. NON E’ OBBLIGATORIA UNA ADESIONE UFFICIALE, MA SE UNA PERSONA RITIENE CHE LA LOTTA DEL SOCIALISTA LAURENT GBAGBO SIA STATA FONDAMENTALE PER IL BENESSERE DEL SUO POPOLO, PUO’ AGGREGARSI A NOI (il suo programma prevedeva la scuola gratuita, nel 2001 i manuali scolastici furono distribuiti ai bambini della prima elementare, nel 2002 anche a quelli della seconda elementare; il provvedimento fu sospeso in quanto queste risorse finanziarie furono destinate ad armare l’esercito, per fronteggiare la ribellione armata del settembre 2002 e l’assistenza sanitaria di base)

    NB. Nel 2005, alla scadenza naturale del mandato di Laurent Gbagbo, le elezioni non furono organizzate per le seguenti problematiche:
    -durante il tentativo di colpo di stato del 2002, nel nord, i ribelli devastarono abitazioni, uffici delle amministrazioni locali (comuni, prefetture e sotto prefetture) distruggendone la documentazione anagrafica, così da rendendere impossibile l’identificazione di alcuni cittadini. Perciò ci sono voluti ben cinque anni, fino all’ ottobre 2010 per ricostruire l’identificazione delle persone, il censimento e la composizione delle liste elettorali…Durante questo periodo, l’ONU, in accordo con tutte le parti in conflitto, autorizzò Laurent Gbagbo a rimanere al potere per gestire gli affari correnti dello stato.
    -i ribelli, dapprima si sono sempre rifiutati di disarmare il loro esercito fino a far credere, alcuni mesi prima della consultazione elettorale di averlo fatto!!!

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