Versi sottili come righe di pioggia

Versi sottili come righe di pioggia
di Pier Paolo Pasolini

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Bisogna condannare 
severamente chi 
creda nei buoni sentimenti 
e nelI’innocenza. 

Bisogna condannare 
altrettanto severamente chi 
ami il sottoproletariato 
privo di coscienza di classe. 

Bisogna condannare 
con la massima severità
chi ascolti in sé e esprima 
i sentimenti oscuri e scandalosi. 

Queste parole di condanna 
hanno cominciato a risuonare 
nel cuore degli Anni Cinquanta 
e hanno continuato fino a oggi. 

Frattanto l’innocenza, 
che effettivamente c’era, 
ha cominciato a perdersi 
in corruzioni, abiure e nevrosi. 

Frattanto il sottoproletariato, 
che effettivamente esisteva, 
ha finito col diventare 
una riserva della piccola borghesia. 

Frattanto i sentimenti 
ch’erano per loro natura oscuri 
sono stati investiti 
nel rimpianto delle occasioni perdute. 

Naturalmente, chi condannava 
non si è accorto di tutto ciò: 
egli continua a ridere dell’innocenza, 
a disinteressarsi del sottoproletariato 

e a dichiarare i sentimenti reazionari. 
Continua a andare da casa 
all’ufficio, dall’ufficio a casa, 
oppure a insegnare letteratura: 

è felice del progressismo 
che gli fa sembrare sacrosanto 
il dover insegnare ai domestici 
l’alfabeto delle scuole borghesi. 

È felice del laicismo 
per cui è più che naturale 
che i poveri abbiano casa 
macchina e tutto il resto. 

È felice della razionalità 
che gli fa praticare un antifascismo 
gratificante ed eletto, 
e soprattutto molto popolare. 

Che tutto questo sia banale 
non gli passa neanche per la testa: 
infatti, che sia così o che non sia così,
a lui non viene in tasca niente. 

Parla, qui, un misero e impotente Socrate 
che sa pensare e non filosofare, 
il quale ha tuttavia l’orgoglio 
non solo d’essere intenditore 

(il più esposto e negletto) 
dei cambiamenti storici, ma anche 
di esserne direttamente 
e disperatamente interessato.

da Tutte le poesie, II, Meridani, Milano 2003
Nella foto: Pasolini alla borgata Mandrione 

Versi sottili come righe di pioggiaultima modifica: 2008-10-22T01:06:00+02:00da paginecorsare
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5 pensieri su “Versi sottili come righe di pioggia

  1. Sono quasi sessant’anni di condanna che viene perpetuata da un potere che si alterna ma che si assomiglia.Eppure la colpa è anche della gente,bisogna ammetterlo.Il sogno borghese ha infatuato tutti.Non sono mai stato comunista e neppure posso dire di essere borghese.Se non avessi l’arte nelle mani non saprei proprio dove andare.Un saluto.
    artista1969

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