La solita gag…

La solita gag…

Facoltà di Fisica, Firenze

Ieri, mercoledì, al tg2 delle 13, Berlusconi si è presentato, a fianco della ministra Gelmini “ingessata” come sempre, minacciando gli studenti di dare ordini al ministro dell’Interno perché venissero usate le forze dell’ordine per mettere fine alle manifestazioni in corso. “D’un tratto il barzellettiere si è fatto truce, il parrucchino si è fatto elmo di Scipio e l’imputato di mille processi si è fatto difensore della legalità”, scrive Maria Novella Oppo sull'”Unità”. E prosegue: “Una gag tragica e ridicola che nessuna parodia potrebbe rendere più grottesca. Ottantasettemila insegnanti e decine di comici sul lastrico”.

Oggi la solita smentita del premier, che stavolta mente da Pechino dove si trova in visita: “Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà”. Le proteste continuano negli atenei di tutta Italia. Intanto, chi si fosse perso il “molto semplice avviso ai naviganti”, come l’ha definito lo stesso individuo al tg2 di ieri, potrà rivederlo sul blog di “artista1969 [giuro che non ci siamo messi d’accordo… l’ho scoperto dopo che questo post era già on line e avevo linkato lo stesso filmato dal sito del “Corriere”, ma questo è più rapido da caricare così ho rifatto il link e rispedito il post].

Ieri è stata anche la giornata  dell’ennesima esternazione di Francesco Cossiga, memore delle sue imprese quando, a Roma, vi fu l’assassinio di Giorgiana Masi: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro degli Interni. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Questo è un Paese di cui si possa andare fieri? Questi gli “statisti” di cui possiamo menar vanto?

La solita gag…ultima modifica: 2008-10-23T20:11:00+02:00da paginecorsare
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5 pensieri su “La solita gag…

  1. Cossiga non è meglio di Berlusconi con il suo ironico cinismo radical chic che gli fa dire tutto il possibile e tutto l’impossibile.Uno come lui che ammette di essere colpevole per l’uccisione di Moro ma di affermare subito dopo che lo rifarebbe non merita di rappresentare l’Italia.Ma questo paese oramai è in mano loro e lo tengono in ostaggio fino a quando la storia non farà giustizia.Il “premier” non è commentabile.Non ci sono più parole,nè parolacce per descriverlo.Il suo ammonimento deve aver fatto tremare le “casalinghe di Voghera” che vedevano già i loro figliuoli con le teste rotte dai manganelli.E se le “casalinghe” abbandonano Berlusconi il suo partito “delle pentole” cade impietosamente.Da qui la ritrattazione.
    Resistiamo.
    artista1969

  2. @ convolvolo
    Era abbastanza evidente che con il ritorno di individui inqualificabili saremmo tornati in una fogna: tutti sembrano dimenticare tutto a distanza di qualche anno, quando non di qualche mese… E non perché il governo precedente a quello attuale fosse un granché, ma perlomeno non vi erano state leggi ad personam e non si dovevano registrare quotidianamente dei provvedimenti fatti ad hoc per fregarci meglio: dire che si fosse scontenti della gestione Prodi è un eufemismo, ma siamo né più né meno che caduti dalla famosa “padella” nella famosa “brace”. Contenti, consenzienti. Ha dell’incredibile…
    Altro che fogna!, qui siamo a un passo da un regime totalitario. Quando il cavaliere che è a capo del governo dichiara: “Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, perché io non indietreggerò di un passo”, nel tono e nei contenuti a me ricorda molto un altro cavaliere che negli anni Venti del Novecento rivendicava di essere il mandante dell’assassinio del deputato Giacomo Matteotti (giugno 1924) in un paese già in larga parte sotto narcosi grazie alle leggi che avevano soppresso le libertà di espressione e consentito al regime fascista di consolidarsi. Mussolini poteva dunque impunemente attribuirsi – come fece – la responsabilità di essere il mandante del delitto Matteotti in un Parlamento totalmente assoggettato, con l’opposizione costretta al silenzio (poi vi saranno per i maggiori esponenti di tale opposizione, a partire da Gramsci, la carcerazione e il confino – quello che proprio il premier definì vergognosamente qualche anno fa “vacanze in località amene”), con una magistratura esautorata dai “tribunali speciali” appena costituiti.
    Ebbene, a me pare che oggi una situazione di narcosi collettiva sia già in atto: il consenso nei confronti di questo governo si accresce dopo le iniziative fin qui prese, non una delle quali neppure lontanamente considera la situazione della stragrande maggioranza dei nostri concittadini che vengono impoveriti giorno dopo giorno… E d’altronde tutti i mezzi di comunicazione sono nelle mani di questa “associazione a delinquere”, l’informazione corretta è diventata un optional e chi dissente viene deriso dal “barzellettiere patentato”, oppure criminalizzato dai suoi scagnozzi. In più, in nome della crisi economica mondiale siamo messi a tacere. Sono tutti pronti a definire comunista chi dissente, ma a evocare il comunismo – anzi, ad attuarlo – dopo Alitalia, sono i banchieri e questa melma di governo che copre finanziariamente le loro difficoltà (anche se non dà un euro in più a chi è costretto a vivere con quattrocento-cinquecento euro al mese): la chiamano “socializzazione delle perdite” e a pagarla saranno i nostri figli, e non da soli: lo pagheranno con loro anche i compagni di banco, magari figli di immigrati… Di quegli stessi figli di immigrati per i quali si reclamano “classi separate” come nel Sudafrica dell’apartheid o negli Usa della segregazione razziale (che ebbe fine soltanto negli anni Sessanta…).
    Ho un’età avanzata, e sono angosciata dalla situazione che stiamo vivendo. Ricordo bene gli anni – tra i Cinquanta e gli Ottanta – in cui tutti scendevano in piazza per difendere la democrazia minacciata da provvedimenti impopolari o reazionari dei governi democristiani (poi integrati da un certo Bettino Craxi) che si sono succeduti per oltre quarant’anni. E, oltre a non averci neppure risparmiato la repressione sanguinosa o le vigliaccherie criminali di qualche ministro dell’Interno (tra cui, appunto, il Cossiga degli anni Settanta), sono stati i responsabili dei guasti più profondi che si sono prodotti nei decenni in questo paese. Poi, dall’inizio degli anni Novanta, il buio assoluto sempre accompagnato da autoritarismo e repressione…
    Che oggi si ribellino gli studenti – insieme a professori, presidi e rettori (che sono i più direttamente interessati tra l’altro al continuo taglio di finanziamenti che da dieci anni li perseguita) – costituisce una reale speranza di riuscire a invertire una rotta che finora ha prodotto un concreto e generalizzato impoverimento degli italiani, oltre al degrado ambientale e alla decadenza del livello di preparazione e di cultura del nostro popolo.
    Ti ringrazio del passaggio sul mio blog.
    Buonanotte da Angela

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