E’ un paese davvero strano il nostro

E’ un paese davvero strano il nostro
di Marco Bazzoni *

lavoro pericoloso

E’ un paese davvero strano il nostro:
in un solo giorno sono morti otto lavoratori (Venerdì 17 ottobre 2008), ma i sindacati confederali non si sono sentiti in dovere di proclamare uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma.
20 giorni fa, fra Giovedì 2 e Venerdì 3 ottobre 2008, sono morti 12 lavoratori, ripeto, 12 lavoratori, la risposta dei sindacati è stata un’ora di sciopero….

E’ un paese davvero strano il nostro:
L’Inail dirama i dati (peraltro provvisori) sugli infortuni mortali per l’anno 2007, 1210 morti, con un calo del 10%, e da più parti si grida al miracolo.
Nessuno si ricorda invece, che per l’anno 2006, l’Inail ha aggiornato questi dati per ben 2 volte, all’inizio aveva detto 1250 morti, poi è passata a 1302, e infine a Gennaio 2008 a 1341 morti.

E’ un paese davvero strano il nostro:
Il 25 novembre del 2006, quattro operai muoiono carbonizzati in una esplosione all’Umbria Olii di Campello sul Clitunno, e il titolare della ditta chiede ben 35 milioni di euro di risarcimento danni ai familiari delle vittime.

E’ una paese davvero strano il nostro:
Un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonché macchinista di Trenitalia  (Dante De Angelis) denuncia l’insicurezza sul lavoro della sua azienda (treni Etr che si spezzavano, e scarsa manutenzione), facendo quindi il suo dovere di rappresentante, e tutelando anche viaggiatori, e l’azienda che fa? Invece di dargli un premio o di dirgli bravo, lo licenzia…

E’ un paese davvero strano il nostro:
Dopo i tanti morti sul lavoro, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, annuncia un piano straordinario per la sicurezza sul lavoro, e intanto il suo governo continua a smontare pezzo per pezzo il Dlgs 81 del 9 Aprile del 2008 (Testo Unico per la sicurezza sul lavoro), rendendolo di fatto inoperativo, o poco funzionale.

E’ un paese davvero strano il nostro:
Il Senato approva un ordine del giorno, a firma del vicepresidente dei senatori del Pdl, Oreste Tofani, che impegna il governo ad assumere iniziative volte a prevedere che a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado siano previsti percorsi didattici per la promozione di una corretta cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ma il Decreto legge 133, detto Decreto Gelmini, prevede forti tagli per la scuola….

E’ un paese davvero strano il nostro:
Il Governo Berlusconi sta limitando l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, rendendo praticamente impossibile scioperare nei servizi di pubblica utilità, con l’art 37 bis, del ddl 1441 quater, ha previsto che da Luglio 2009, che 60 mila precari invece di essere stabilizzati siano licenziati, e il sindacato sta a guardare.

E’ un paese davvero strano il nostro:
in un comunicato stampa l’Inail dice che l’impennata di 1341 morti sul lavoro nel 2006, dopo 5 anni di flessione continua, è da considerarsi esclusivamente come un fatto accidentale, e nessuno dice niente…
Dovrebbero avere più rispetto per i morti sul lavoro, sono persone in carne ed ossa quelle che sono morte, non dei semplici e freddi numeri.

E’ un paese davvero strano il nostro:
è un bollettino di guerra continuo, e da più parti si grida a gran voce che devono essere aumentati i controlli per la sicurezza, ma chi di dovere non fa nulla per sbloccare le assunzioni dei tecnici della prevenzione delle Asl, che sono quelli deputati a controllare la sicurezza nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro, ma che a causa del personale ispettivo scarsissimo e i milioni di aziende da controllare , sono in grossa difficoltà.

E’ un paese davvero strano il nostro:
Il 12 Ottobre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della 58esima giornata delle vittime del lavoro, lancia un forte appello a tenere viva l’attenzione al fenomeno delle morti sul lavoro, che è rivolto  principalmente ai mezzi d’informazione, ma il messaggio non viene raccolto, o perlomeno lo è solo in parte.

E’ un paese davvero strano il nostro:
Il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta, dice che il 50% degli infortuni mortali avviene in itinere, cioè ne tratto casa/lavoro-lavoro/casa, quindi fuori dalle imprese, e che se leviamo quelli, abbiamo meno infortuni mortali che in Francia e Germania, ma si dimentica di dire che gli infortuni in itinere sono molti meno (nel 2007 sono stati 24,5%), e che comunque sia sono sempre infortuni mortali sul lavoro, perché un lavoratore non va a divertirsi, ma va al lavoro o torna dal lavoro. E’ troppo facile lavarsene la coscienza così…

* Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, “Aprile on line”, 26 ottobre 2008.

E’ un paese davvero strano il nostroultima modifica: 2008-10-27T13:38:00+01:00da paginecorsare
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6 pensieri su “E’ un paese davvero strano il nostro

  1. Parole sacrosante.

    Lo spettacolo lo abbiamo fatto a Firenze, in un piccolo teatro di 200 posti (esauriti). Dovrebbero esserci delle repliche più avanti, ma non credo che usciremo (per ora) dalla provincia. Le foto sono fatte da una professionista, e si vede. Ne ho messe solo alcune perchè ce ne sarebbero state molte di più.
    Buona serata!

  2. Le morti sul lavoro sono quotidiane e spesso neanche salgono tutte agli onori della cronaca. Ho trattato casi di persone morte per non aver esse stesse osservato gli obblighi di sicurezza ed utilizzato le attrezzature datoriali a ciò preposte. Ed ho trattato casi di persone che sono morte per la negligenza dei datori di lavoro.
    A questi vanno aggiunti tutti quei casi in cui la sicurezza sul lavoro non è nei termini di decessi o vita, ma di qualità della vita del lavoratore sul posto di lavoro.
    E’ difficile, molto, parlare di questi argomenti. Almeno per me, nonostante fosse il mio pane quotidiano.
    E’ difficile perchè non è un problema di legislazione. Quando sento i sindacati che alzano la voce per gridare la necessità di legislazione più pressante, quando sento di aumentare le sanzioni anche penali per i datori di lavoro inadempienti, un po’ mi viene da ridere.
    Il problema credo stia, più che nella prevenzione che pure tanto si sbandiera, nella cultura tutta nostra, tutta italiana di avere le regole e non rispettarle.
    E la legge, ahimé, può solo dare regole ad una società e su di esse tentare di reggerla.
    IL resto dobbiamo farlo noi. E quì sta il bello. Anzi, il brutto.

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