Perché lo Stato non mi ha difeso?

Ciascuno di noi può anche credere di valere tutto.
Ma da solo non vale nulla.   [Paco Ignacio Taibo II]

 

Proprio mentre sto per postare la lettera di uno studente del liceo Tasso di Roma pubblicata da “Repubblica”, mi arriva un commento dal blog “Voltalacarta” – che a sua volta ha pubblicato la lettera dello studente. Riporto qui di seguito il commento:

«La lettera del ragazzino testimone dei fatti di Piazza Navona inviata a Repubblica ed il titolo che ha scelto “Perchè lo stato non mi ha difeso?”.
«Un ragazzino, come quel “giudice ragazzino” così l’aveva definito il “fattore K” prima che il “ragazzino” in questione venisse ucciso [si riferisce qui al giudice Rosario Livatino, un magistrato ucciso dalla mafia sulla strada da Canicattì – la sua città – verso Agrigento – sede del Tribunale dove lavorava – nel settembre 1990]. Perchè lo Stato non mi ha difeso? La stessa domanda ci si è chiesti ammassati e pestati dentro la scuola Diaz a Genova da chi ci avrebbe potuto e dovuto difendere. Con il G8 di Genova è finito di nuovo tutto, ogni illusione. Eppure il governo ora difende “i suoi ragazzi”, quelli di Blocco studentesco e credo che se ci fosse stato un governo “di sinistra” non avrebbe fatto lo stesso, intendo che forse non avrebbe difeso i “suoi ragazzi” quelli dei centri sociali o anche solo quei semplici ragazzini. Forse sarebbero stati bollati come “estremisti da isolare”. Il fatto che lo stato può non esserti amico è la prima cosa che devono mettersi bene in testa questi dell’onda, come anche capire quando mettersi con le spalle al muro non appena incominciano gli scontri per avere il tempo di capire sino a che punto sei disposto ad arrivare per difendere il tuo futuro, ma che dico il tuo futuro, il tuo presente. Oppure andarsene a casa, fare le valigie. (Giovanna)»

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LA LETTERA – COSI’ SIAMO STATI AGGREDITI

Perché lo Stato non mi ha difeso?

“la Repubblica” 31 ottobre 2008

 Sono uno studente del liceo Tasso che il 29/10/08 si trovava a manifestare a piazza Navona contro la riforma Gelmini, una manifestazione pacifica con cori simpatici assolutamente non violenta quand’ecco che si avvicina un camioncino con musica a tutto volume che vuole raggiungere la testa del corteo, ma non c’è posto per avanzare gli studenti sono troppi non possono smaterializzarsi, allora ecco che la tensione cresce, inizia una discussione con questi nuovi venuti, tutti ventenni di blocco studentesco, capisco che aria tira e mi metto ad osservare la scena in una postazione più defilata anche se mi sembra assurdo che si possa arrivare ad uno scontro violento, siamo ragazzi e ragazze la maggior parte quindicenni, addirittura scolaresche accompagnate dai professori e poi questi cantano “nè rossi nè neri ma liberi pensieri”.

Ma alla fine di questo coro si scatena la violenza, lo squadrismo di questo gruppo di esaltati dichiaratamente neofascisti. I ragazzi di Blocco fanno spuntare manganelli, catene, coltelli, spranghe, un vero e proprio arsenale passato magicamente inosservato alla polizia; é il panico caricano chiunque trovino di fronte, un ragazzo prova a difendersi è circondato da 10 persone e massacrato di botte, chi può si rifugia nei bar, cerca scampo a questa violenza cieca scatenatasi tutt’ad un tratto davanti all’occhio sornione degli agenti.

Con questa prima carica Blocco si assicura la postazione migliore per governare la manifestazione, noi ragazzi siamo confusi, spaventati, il morale è a terra, ci si conta per vedere se un amico è rimasto ferito. Quelle bestie di blocco intonano ironicamente un coro: “siamo tutti studenti”, i più temerari rispondono; “siamo tutti anti-fascisti” e di nuovo parte un’altra carica più feroce che ci sposta ancora più lontano dal centro di piazza navona, ancora feriti, ancora manganellate, ancora quella noncuranza da parte delle forze dell’ordine che mi sconvolge, mi atterrisce, perché in un paese democratico non posso essere difeso? E’ una sensazione stranissima, di smarrimento, lo Stato che avevo sempre creduto dalla mia parte se ne fotte se prendo delle manganellate.
 
Tutto torna alla “normalità”, Blocco ha ottenuto la postazione che voleva ma veniamo a sapere che ragazzi dei centri sociali delle università stanno arrivando, capisco che qui tra poco sarà l’inferno e con i miei amici torno al Tasso dove, inoltre, ci si aspetta un raid di blocco studentesco ma questa è un’altra triste storia di un paese dove i politici fanno passare i partigiani per assassini e i fascisti come vittime.
 
PS. sono venuto a sapere che il governo ha dichiarato che siamo stati noi studenti di sinistra ad aggredire Blocco, bene o noi siamo dei deficienti a non esserci accorti che un gruppo che massacra di botte dei ragazzi innocenti che avevano la colpa di trovarsi lì, lo fa per legittima difesa oppure forse siete voi che tentate di vendere ancora una volta la vostra vergognosa verità al punto di difendere anche lo squadrismo fascista.

(Lettera firmata)

Perché lo Stato non mi ha difeso?ultima modifica: 2008-11-01T11:08:00+01:00da paginecorsare
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3 pensieri su “Perché lo Stato non mi ha difeso?

  1. Navighiamo per gli stessi mari Angela, per questo ti ho incontrato e ne sono felice.
    Buona giornata e grazie.
    Oggi i Santi, domani i Morti, dopodomani sciopero ed il quattro…

    “Ma che dobbiamo fare?”
    “Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
    “Imparare dai morti?”
    “Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
    “Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
    “Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.
    (Elio Vittorini)

  2. ciao angela…
    anch’io ho postato la lettera di quel ragazzo. speriamo che la verità possa uscire fuori. la ricostruzione governtiva falsa non fa altro che confermare che tutto è stato voluto. le ultime parole della lettere sono da leggere e da rileggere e poi da gridare.

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