Eluana Englaro, una “vita artificiale”

 Eluana Englaro una “vita artificiale”

ovvero: “Il diritto non è l’etica

LaGiustizia.jpg

Nei giorni scorsi ho letto molti articoli giornalistici riguardanti la sentenza di Cassazione che conclude il caso giudiziario di Eluana Englaro. Tali articoli, il più delle volte, riportano svariate dichiarazioni relative a quelle che appaiono, a una prima osservazione, come scomposte reazioni vaticane a questa sentenza definitiva. Li ho scaricati, letti e “studiati”, e lo stesso ho fatto anche con la sentenza della Cassazione.

Sono ripartita da una affermazione contenuta in un post di “rossomoleskine” del 14 novembre scorso (e relativi commenti) – che consiglio a tutti di leggere -, e in particolare da quel suo “il diritto non è l’etica”. Se le parole hanno un senso anche per i non addetti ai lavori, sto notando alcune manipolazioni: quelle soprattutto che “portano confusione…”: ma non di semplici manipolazioni si tratta. L’ipocrisia e le ingerenze vaticane dilagano: non si accontentano di condizionare trasversalmente, oltre ai “sudditi”, deputati, senatori e membri del governo; ora si attivano anche in ambito giuridico. E anche ai più alti livelli. Le segnalo qui di seguito, con qualche commento e una premessa.

Premessa: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”; “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”; “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (Costituzione, rispettivamente agli articoli 7, 101 e 104).

Monsignor Fisichella dichiara che “i giudici si sono dimostrati arroganti” e che la sentenza della Cassazione “è di una gravità assoluta” poiché autorizza l’eutanasia. Mi sono chiesta quale fosse il grado di onestà intellettuale di questo alto prelato ed è meglio che non dichiari quale sia la risposta che mi sono data. E’ sotto gli occhi di tutti che né la Chiesa (Stato monocratico) né gran parte della classe dirigente politica attuale hanno idea di che cosa siano la democrazia e il rispetto delle leggi. Così, utilizzando insulti e denigrazione, si tende a chiudere la bocca a chi “non è in linea”. E in questo caso si tenta di chiudere la bocca alla massima struttura giudicante, fregandosene altamente di considerare quanto sia eversivo un tale comportamento.

A sua volta la Cei richiama “alla loro responsabilità morale quanti si stanno adoperando per porre termine alla sua esistenza”, ipotizzando addirittura l’assassinio nei confronti di Eluana (l’espressione del cardinale Barragan arriva al  truce: “«E’ una mostruosità […] privarla dell’idratazione e dell’alimentazione significa ammazzarla, è una cosa disumana»). Un ramo della giurisdizione che ha operato nel rispetto della Costituzione viene linciato insieme alla libertà di Eluana. A me pare evidente che arroganti siano proprio le alte gerarchie vaticane, e che la gravità assoluta sia quella contenuta nelle loro dichiarazioni che tra l’altro erano state precedute da pressioni inaccettabili esercitate sulla Suprema Corte nei giorni precedenti la sentenza dell’11 novembre scorso (resa nota nella tarda sera del 13 novembre).

Mentre in tutto il mondo i Parlamenti prendono democraticamente le loro decisioni anche su argomenti delicati, l’Italia continua ad avere palle al piede, tra cui quella di una gerarchia ecclesiastica che manifesta esplicitamente di voler esercitare il proprio potere sul popolo italiano attraverso il Parlamento. Quando mi allarmo – e non sono una voce isolata – per gli “elementi di fascismo” già entrati o in fase crescente nel nostro Paese, forse qualche motivata ragione ce l’ho. Quello che vorrei è che la percezione di una simile minaccia fosse più presente nelle coscienze delle persone. A me il fascismo fa realmente paura, perfino più di quanta me ne faccia la delegittimazione – per non dire la sistematica demolizione, diffusa a piene mani dal berlusconismo imperante, a destra e a sinistra – della magistratura.

La situazione reale sul caso di Eluana Englaro è la seguente: il padre-tutore di Eluana, Beppe Englaro, ha chiesto al Tribunale di Milano (tramite sue dichiarazioni, sostenute anche da testimonianze e da una relazione di sicuro valore scientifico che chiarisce la condizione fisica e mentale di Eluana [circostanza quest’ultima che non è stata messa in dubbio neppure dal ricorso della Procura della Corte d’Appello di Milano dopo la sentenza di primo grado favorevole a Englaro – ed è anzi il motivo fondamentale per cui il ricorso della Procura non è stato accolto dalla Cassazione]) “l’autorizzazione a disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale (di Eluana) realizzato mediante alimentazione con sondino nasogastrico”. Il Tribunale di Milano si è espresso positivamente rispetto a tale autorizzazione nel luglio 2008, e in seguito a ciò la Procura d’Appello è ricorsa al giudizio della Cassazione.

Ma l’interruzione del trattamento non può essere scambiata per un’ipotesi di eutanasia. In effetti, anche in molti blog e anche nei commenti al post di “rossomoleskine” sopra citato, qualcuno ha assimilato all’eutanasia la situazione che si viene a creare con l’esito della vicenda Englaro davanti alla Corte di Cassazione.

Eluana da oltre sedici anni viene tenuta in vita artificialmente (stato vegetativo permanente – è definito nella sentenza – con conseguente incapacità di rapportarsi al mondo esterno). La sentenza di primo grado parla espressamente di “vita artificiale” e la stessa dizione è confermata nella sentenza di Cassazione. Si tratta dunque della “vita artificiale” di una persona alla quale è stato applicato un sondino che immette nel suo organismo sostanze che alimentano e idratano il suo corpo. Cercano di farci credere che cibo e acqua siano la stessa cosa della terapia medica (che può essere legittimamente rifiutata) che deposita una miscela, un “intruglio farmacologico” atto a idratare e alimentare il suo corpo, che passa attraverso un sondino inserito nel naso e che arriva allo stomaco. In ogni caso mi sembra fuori dubbio che Eluana avesse diritto – in base alle leggi già esistenti – di rifiutare un trattamento che le avrebbe assicurato soltanto una vita artificiale. Non riesco sinceramente a vedere cosa c’entri tutto ciò con l’eutanasia, visto che tramite il padre-tutore il Tribunale stesso ha accolto le dichiarazioni in cui è affermata la volontà di Eluana di non sottoporsi a forzature di alcun tipo.

In una vicenda tanto delicata alla fine è intervenuto – per la prima volta nella storia – il Csm, che ha aperto un fascicolo per tutelare la Cassazione dagli insulti e denigrazioni.

Poteva mancare Cossiga? Naturalmente un suo intervento, come sempre eversivo, era d’obbligo, in questa Repubblica che non so più neanche come definire. Eccolo: “io, Francesco Cossiga, già ministro dell’Interno, dichiaro che ho molto più rispetto per i militanti delle Brigate Rosse e di Prima Linea che per i giudici delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione … Mentre i primi per sparare e uccidere si esponevano a essere sparati e uccisi, i detti giudici per uccidere non hanno bisogno di sparare e di esporsi a essere sparati e magari anche uccisi, ma basta che, non con un mefisto o in altro modo nascosti, ma solo sotto le toghe rosse guarnite di ermellino, emanino una sentenza…”.

Riporto alcuni passaggi particolarmente significativi della sentenza della Cassazione (che si richiamano espressamente al decreto del luglio 2008):

– p. 4, è citata la Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina
http://www.coe.int/t/e/legal_affairs/legal_co-operation/bioethics/texts_and_documents/ETS164_Italian.pdf

la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea adottata a Nizza nel 2000
http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf

il codice di deontologia medica del 2006
http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/cmsfile/attach_3819.pdf

la Costituzione
http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm

in particolare l’articolo 2, che tutela e promuove i diritti fondamentali della persona umana, della sua identità e dignità. Sono tra l’altro le leggi in base alle quali buona parte degli Stati d’Europa si sono dati leggi molto avanzate sui temi di cui sto parlando.

– a p. 5 la sentenza cita l’articolo 32 della Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

– a p. 6: “il rifiuto della terapia medico-chirurgica … non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia … esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale”. Appunto, non si capisce perché un paziente non debba poter scegliere una “fine naturale” senza perciò che la sua decisione sia considerata alla stregua di eutanasia, o di suicidio/omicidio assistito.

– a p. 13 la sentenza considera anche “condizioni legittimanti l’istanza del tutore”, cioè che “il tempo di attesa per ritenere irreversibile uno stato vegetativo è orientativamente indicato in mesi tre per un bambino e in un anno per un adulto, mentre la condizione negativa della interessata permaneva invariata da ben sedici anni”.

– La Cassazione – dopo avere ripercorso tutte le tappe già ampiamente considerate dalla sentenza di luglio e dal ricorso della Procura d’Appello ripetutamente citate nella propria sentenza –  ha concluso dichiarando inammissibile il ricorso poiché, oltre a tutte le altre motivazioni, il Procuratore generale presso la Corte di Milano con Eluana non deve tutelare un interesse generale, ma solo il caso umano, giudiziario e clinico di una singola persona.

Non mi dilungo sui pareri dei parlamentari di tutte le parti politiche. La richiesta ripetuta più di frequente è stata quella di legiferare subito su “un testo che regoli la fine della vita”. Eppure una soluzione a problemi del genere era già stata elaborata: l’anno scorso al Senato era “a metà strada” (cioè approvata da quel ramo del Parlamento) una legge sul “testamento biologico” il cui primo firmatario era Ignazio Marino, che seguii molto sui giornali e in tv, senatore del Pd e cattolico praticante. Poi detta legge è stata messa a “dormire” in qualche cassetto. Marino (che è tra l’altro medico e ricercatore stimatissimo e di grande esperienza) ha dichiarato ieri: “La decisione di sospendere tutte le terapie a una persona che si trova in uno stato vegetativo persistente non significa certo commettere un omicidio, ma semplicemente prendere atto del fatto che non c’è più nulla da fare e non vi è una ragionevole speranza di recupero dell’integrità intellettiva, come hanno riconosciuto i medici“.

C’è anche chi sostiene che il vuoto legislativo in realtà non esiste – per esempio Mario Riccio, il medico anestesista che sospese la ventilazione a Piergiorgio Welby – e che tutte le voci che si levano in questi giorni da esponenti della maggioranza di governo tendono ad avere una legge che andrà contro la volontà del paziente, che impedirà quindi di esercitare il diritto alla autodeterminazione. “Quando si traducono i principi etici in legge”, ha dichiarato Riccio, questa legge deve permettere a chiunque di esercitare il proprio diritto. La persona deve essere rispettata”. Mi associo. Mario Riccio è stato tra l’altro denunciato nel 2007: a Roma il giudice dell’udienza preliminare ha prosciolto il medico anestesista dall’accusa di ‘omicidio del consenziente’, per aver interrotto la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire. Con la sentenza è stato dichiarato in sostanza che Welby aveva il diritto di chiedere l’interruzione della ventilazione meccanica e che il medico aveva il dovere di assecondare la sua richiesta. Perciò la magistratura ha ordinato il “non luogo a procedere” nei confronti del medico.

Da tempo le leggi sono utilizzate per mortificare la libertà della persona, una per tutti la legge 40 sulla fecondazione assistita (anche lì il condizionamento di alti prelati vaticani ebbe un ruolo determinante per far fallire un referendum popolare e negare la libertà della persona assicurata dalla Costituzione).

Anziché discutere sul merito nelle aule parlamentari, le leggi sono diventate un compromesso politico fra le parti, e mentre la destra avanza liquidando progressivamente il ruolo stesso del Parlamento, l’opposizione continua a confondere dialettica democratica e compromesso. O peggio. Sul caso di Eluana non vi è stata alcuna dichiarazione del segretario del maggior partito di opposizione”, Veltroni. E questo lo considero una vergogna perché oltretutto aumenta la confusione che già regna sovrana. Del Pd è tra l’altro la senatrice Paola Binetti che guida un gruppo di 5 parlamentari cattolici integralisti, ed è comprensibile come Veltroni sia stato in evidente difficoltà a prendere una qualsiasi posizione. Poiché Veltroni ha un ruolo dirigente, i suoi silenzi non sono in alcun modo giustificabili. Così, tra aule parlamentari nelle quali si respira sempre più spesso un’aria da “mercato rionale del sabato” o di “sagra della porchetta” e una maggioranza che pare impegnata a far tornare indietro l’intero Paese, il disorientamento è sempre più percepibile. Si parla tanto di Obama eletto alla presidenza del Stati Uniti d’America. Ma il programma e la personalità di Obama sono tali che non sarebbe stato accettato nemmeno come candidato di minoranza dalla segreteria del Pd… altro che clonare gli slogan del “si può fare”… Di “cambiamenti neppure l’ombra…

Dicevo che si è dovuto mobilitare il Consiglio superiore della Magistratura di fronte al dilagare dell’atteggiamento nei confronti della Cassazione di tanta parte delle istituzioni repubblicane, nonché della pesante ingerenza di un altro Stato, il Vaticano. “Stiamo predisponendo una pratica a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e per la prima volta dell’operato delle Sezioni Unite della Cassazione”, ha detto il consigliere Mario Fresa. L’Associazione nazionale magistrati chiede rispetto per la sentenza. “La Cassazione è un’istituzione fondamentale del sistema giudiziario italiano cui spetta l’alto compito di garantire l’uniforme applicazione della legge. Le decisioni giudiziarie possono essere oggetto di critica anche aspra ma non scendere al livello dell’insulto o della denigrazione” dichiarano Luca Palamara e Giuseppe Cascini, presidente e segretario dell’Anm.

Chi si ribella rumorosamente all’applicazione della Costituzione per Eluana Englaro ora invoca a gran voce una legge contro il testamento biologico, con due  obiettivi: vanificare la volontà del malato sottomettendolo al potere assoluto delle strutture sanitarie; impedire  l’interruzione dell’alimentazione artificiale, così da ingrossare le fila di quell’esercito di corpi senza coscienza né volontà che fruttano  profitti sempre più consistenti alle cosiddette “cliniche  specializzate”.

Lo “scandalo”, che fa paura al Vaticano e agli integralisti, è  quello di un’opinione pubblica che sta per la stragrande maggioranza  dalla parte di Beppino Englaro, come lo è stata – cattolici inclusi –  dalla parte di Piero Welby, per il testamento biologico e per la  legalizzazione dell’eutanasia, e altresì quando si discusse (trent’anni fa in Parlamento si usava ancora discutere…), e si votò al referendum, per il divorzio e per l’aborto.

Ben altra stagione politica era stata quella dell’approvazione delle leggi sul divorzio e sull’aborto. Anche in quei casi, l’argomento più rispettoso delle convinzioni anche religiose di tanta parte del popolo italiano, era che non si trattasse di imporre delle decisioni che potevano essere non condivise proprio per motivi etici, morali, religiosi, ma che – per il dovuto rispetto assegnato dalle leggi ai diritti delle persone – era indispensabile che ciascuno di noi non negasse ad altri di prendere decisioni libere e autonome. Su questi temi fui ampiamente impegnata negli anni Settanta nella campagna elettorale e referendaria. Eppure, personalmente, non avrei fatto mai una scelta come quella di abortire.

La Chiesa: con la progressiva trasformazione del nostro Paese da agricolo a industriale la Chiesa ha progressivamente diminuito il suo potere di “controllo delle coscienze”. E’ una constatazione, non solo una osservazione. Lo dimostrano il progressivo calo delle vocazioni sacerdotali e delle comunità e ordini religiosi di cui il papa in persona ha avuto di che lagnarsi, le vicende legate alla denuncia della pedofilia in ambito religioso, la macroscopica diminuzione di fedeli presenti alle funzioni domenicali, la scelta di contrarre matrimoni civili e non religiosi o addirittura quella di abbracciare una libera convivenza, e perfino l’aumento delle famiglie che chiedono per i loro figli l’esenzione, a scuola, dall’ora di religione. Negli ultimi tempi ho assistito anche a casi di famiglie che non richiedevano la cerimonia funebre religiosa per i loro congiunti deceduti. Nel più generale degrado che si è man mano instaurato nelle nostre città e paesi, la Chiesa non ha potuto dunque fare altro che registrare continue battute d’arresto, quando non una regressione delle adesioni e del consenso. E non è stato sufficiente neppure l’avvento di un papa stimato e amato come Giovanni XXIII per riequilibrare la situazione.

Personalmente faccio parte di quell’ampia schiera di persone che, essendo stata inserita dalla mia famiglia, in maniera coatta, in un cosiddetto educandato-scuola di religiose non solo ha ricevuto una educazione cattolica (per cui sa almeno di che cosa parla – ma questo avrei potuto impararlo, forse meglio, da buoni libri), ma ha potuto osservare molto da vicino quanta ipocrisia vi fosse in quei metodi educativi e in una vera e propria condizione ideologica che considero sostanzialmente sopraffattoria, almeno quanto lo sono le ideologie che si ispirano in qualche modo al fideismo.

In quel collegio avevo imparato la finzione, la delazione, la discriminazione, la punizione, la circonvenzione. Lo shock è stato tale che, uscita nei primi anni Cinquanta da tale situazione e nell’impatto con un mondo reale che ancora soffriva degli esiti di un tragico dopoguerra, ho totalmente smesso di avere un qualsiasi grado di  stima e di fiducia nelle strutture chiuse, gerarchizzate, condizionanti della Chiesa cattolica. Quando ti inculcano, tra l’altro, concetti che non riuscirai più a dimenticare, quali il principio che gli ebrei siano stati il popolo che aveva ucciso Gesù Cristo, ecco, fai fatica poi – quando prendi coscienza di ciò che una cosa del genere significa realmente – a credere che queste persone, che fanno professione di religiosità, possano essere un tuo punto di riferimento, tanto meno credibile. Posso dire che “le ho conosciute bene”, queste persone, e che conoscendole le evito accuratamente poiché so quali guasti siano in grado di produrre.

VEDI ANCHE:

La sentenza integrale della Corte di Cassazione      
Lasciamo che Eluana riposi in pace, documento di “Noi siamo Chiesa”

Eluana Englaro, una “vita artificiale”ultima modifica: 2008-11-24T14:20:00+01:00da paginecorsare
Reposta per primo quest’articolo

8 pensieri su “Eluana Englaro, una “vita artificiale”

  1. L’ arroganza e’ quando altre persone si sentono in diritto di giudicare quello che e’ giusto e quello che e’ sbagliato. L’ arroganza e’ puntare il dito, l’ arroganza e’ la certezza che i propri principi siano superiori a tutto e a tutti. Il dubbio credo sia la nostra vera salvezza. Eluana e’ il caso simbolo di quanto sia ipocrita la nostra societa’.

    Un saluto.

  2. Onorata del richiamo al mio post di giorni fa. Sulla vicenda come sai abbiamo conversato anche in privato, scambiando opinioni.
    Mi dilungherei ripetendomi, e non ne ho intenzione.

    Aggiungo che forse non si è capito che Eluana ha espresso il suo consenso tempo fa a sottrarsi alle cure. Lo ha espresso a vent’anni, E CIO NON TOGLIE VALORE AL SUO CONSENSO. Non lo declassa, non lo destabilizza. Non lo elimina.
    La legge consente di scegliere tra curarsi o non curarsi. lei ha scelto di no.
    Non c’è altro da aggiungere.
    A te un saluto affettuoso e di stima come sempre. Baci tanti

  3. Tranquilla, la peste era soltanto per i miei concittadini che non hanno alzato il culo per fare pochi chilometri o, addirittura, pochi metri. Pensare che delle sei (6) persone che sono venute quasi esclusivamente per le mie poesie, ben quattro sono arrivate da fuori Firenze, la dice lunga su quanto possa contare sugli “amici” casalinghi….
    Grazie per il pensiero e a presto!

  4. Ciao Paginecorsare! Se potessi, ti farei sentire il lungo appplauso che ho dedicato al tuo post. Leggere qualcosa che abbia un senso; che sia ampiamente argomentato e documentato; che trovi riscontri oggettivi con la realtà; è qualcosa di veramente raro ai giorni nostri. Condivido in pieno i suoi contenuti, così ricchi. Ho avuto modo di esprimere su altri post il mio parere sulla faccenda di Eluana e, a quelli decisamente “contro”, ho fatto notare come si sia, in questa faccenda, su un campo veramente delicato. Ho anche fatto notare che, al di là di certe argomentazioni, sarebbe stato opportuno cercare di capire la “situazione” di un padre che certamente non chiede ciò per cui sta “lottando” a cuor leggero. Un padre che ha visto la figlia, il frutto ed il progetto della sua vita, spegnersi definitivamente e non essere più capace di interagire con quella vita che lui gli aveva donato. Deve essere un’esperienza drammatica e orribile. E, invece, tutti giù a condannare… invece di capire. E, allora, ben venga il tuo post.

  5. Ciao , forse adesso riesco a radiografare il tuo pensiero .
    Questo non dipendeva da te , ma era un mio deficit .

    Dire che sono d’accordo con le tue considerazioni sul caso Eluana e’ quasi banale .

    Per quanto mi riguarda , sull’eutanasia non sò esprimermi , molte volte ho pensato a questo e tutte le volte mi sono dato , con tremenda sofferenza interiore , risposte diverse .
    Ma il caso in questione non può in nessun modo , da qualsiasi angolazione si guarda , considerare eutanasia .
    Vedi , io sono uno che cerca di dire poco , anche se forse avrei da dire , cerco di non condizionare troppo il pensiero altrui .
    Nel caso specifico , intendo dilungarmi su due aspetti del tuo post .
    Il caso Eluana sotto l’ aspetto prettamente clinico , si traduce in una serie di dati statistici raccolti testando tecniche più o meno scientifiche .
    Per quanto riguarda il CLERO , mi limito a dire che questi signori hanno scoperto la formula del vero potere e lo esercitano da oltre 2000 anni , sono dei veterani .
    La chiesa cattolica è uno stato negli stati , vanta l’armata più potente del globo , anche se i sui soldati non portano con se armi da fuoco , posseggono armi ancora peggiori , armi in grado di condizionare le scelte dei governi di molte nazioni
    La religione è l’oppio dei popoli
    DICEVA
    ed aveva ragione , ma solo in parte .
    L’ ecclesiastico , per mia convinzione , è il primo a non credere .
    Quando tu citi il caso America evidenzi il fatto che esistono ecclesiastici che sono dei farabutti , quindi in netta contraddizione con quella che loro chiamano fede.
    Del resto il caso America è il solo ad essere stato denunciato , ma il marcio è molto più ampio , molti non dicono , altri nascondono e occultano .
    La chiesa cattolica ha per secoli praticato una politica guerrafondaia e colonizzatrice , ed ancora oggi persegue tali ambizioni .
    Per chiudere ti porgo una domanda , se il governo americano minacciasse in qualche modo gli interessi vaticani , il popolo cattolico americano cosa farebbe ?
    Se questo accadesse in Francia ?
    Oppure in Germania ?
    In Spagna ?
    ecc….
    La chiesa cattolica è uno stato forte ed esercita il suo potere anche su questioni puramente di principio , al fine di testare ed affermare la sua capacità di influenzare .
    Per quello che penso , ti dico di non sperare in uno scollamento duraturo dell’ uomo dalla fede cattolica , questi signori sono dei furbacchioni , hanno inventato l’ indulgenza , una sorta di sconto di pena che serve a guadagnarsi il paradiso , sapendo che chi si avvicina all’ora ,ha paura , quindi ricasca .
    Quello che tu vedi come allontanamento dalla fede sono dinamiche di gruppo , fenomeni di condizionamento emulativo transitorio , destinati ad avere un tempo limitato e a non lasciare traccia .

    IO SONO UN EX CHIERICHETTO , SONO STATO ISTRITO , PER SVARIATI ANNI IN SCUOLE GESTITE DAI GESUITI .

    SONO RIUSCITO A RESISTERE .

    IO SONO ANTICLERICALE , non che mi diano fastidio , solo non li condivido .

    SCUSA PER IL TEMPO , NON BADARE ALL’ORTOGRAFIA , NESSUNO è PERFETTO .

    TI SALUTO CON AMICIZIA

    BRUNO710

  6. l’ingerenza del Vaticano condizionerà sempre le scelte dell’Italia.E’ uno dei fattori che ne limitano lo sviluppo.Purtroppo di questa triste storia mi sento di dire ben poco e di sperare molto,che lascino libera questa ragazza di morire in quella Santa Pace che predicano così tanto.
    artista1969

  7. Angela dai, facciamo i commenti in due parti con relativi argomenti ! (rido)

    1° parte seria :

    Il post l’ho stampato e dato ieri sera a mio marito. Appena ho un attimo, forse stasera, lo riscrivo su carta. L’ha letto e s’è messo le mani nei capelli. Dice che secondo lui sarei matta se penso che lui stesso faccia una cosa del genere su mia richiesta. Io gli ho risposto soltanto che dio mio, se dovessi mai esistere, esistere e non vivere, esistere come le cose, non sono disposta a sottostare a questa esistenza. E’ alla vita che voglio sottostare, non all’esistenza.
    Sunto : s’è messo a piangere (cioè dico, non ho considerato forse che lui è davvero molto, molto, molto piu sensibile ed emozionale di me su alcune cose della vita). Finale : dice che non lo farà mai.
    Io : allora chiederò il divorzio.
    1 a 1 palla al centro.

    2° parte scema :

    Vedi, cara. La donzelletta è troia per natura, solo che le piace di figurarsi appunto, donzelletta. Con la scusa delle rose e delle viole fa finta di tornarsene a casa. in realtà, quella, si reca dagli spasimanti ! E sai quanti ne ha ? Uff !!! E che te lo dico a fare !!! (rido)

    Un abbraccio Angela.
    E’ cosi che il blog diventa il terreno di conoscenza, di scambio di opinioni, di scherzo e giovialità. Oddio, a volte anche di trivialità eh. Ma cerchiamo di contenerci (rido). Bisous

Lascia un commento