Senza misericordia

SENZA MISERICORDIA. Come il cardinale Ratzinger è diventato papa Benedetto XVI


Poiché non commento più sul blog “Mixzone-dalai87” in quanto non intendo sollevare polemiche rivelatesi sterili  e che in passato hanno scatenato nei miei confronti quanto di peggio si possa mettere in campo, scrivo ora questa pagina a seguito di altro post inserito nel suo blog da Dalai87. Anzitutto gli esprimo solidarietà per i numerosi tentativi messi in atto da alcuni suoi commentatori per deligittimarne in vari modi il diritto a una libera espressione – sempre legittima anche quando non la si condivida -,  includendo anche veri e propri insulti che Dalai87 ha dovuto sopportare pazientemente.

Pena di morte. Carcere. Frustate. Lavori forzati. Multe. E’ lunga la lista delle pene con cui alcuni paesi puniscono l’omosessualità. In questi giorni vi è stata una ulteriore presa di posizione delle gerarchie vaticane sull’omosessualità: il Vaticano boccia con decisione – all’Onu, in cui ha funzioni di pura “osservazione” -, il progetto di depenalizzazione universale dell’omosessualità. Un’iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell’Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue.

“Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l’adozione di più incisive misure contro queste malattie”. Immagino che il Papa possa sottoscrivere queste parole, anzi la posizione del Vaticano è proprio su questa linea. Peccato che il testo faccia parte dell’atto costitutivo dell’Ufficio centrale per la lotta all’omosessualità e all’aborto, voluto da Heinrich Himmler, comandante della polizia, poi ministro dell’Interno del III Reich.

Qui di seguito riporto la quarta di copertina di un libro recentemente pubblicato che chiarisce molti aspetti della personalità e della “carriera” di Papa Ratzinger. Inoltre, propongo alcuni stralci dai blog di Luca Sofri e di Alessandro Gilioli, oltre a una nota di Roberto Brunelli sulle fiction “papali” e non solo, proposte in tempi recenti dalla prima rete della televisione italiana, tanto per riflettere ulteriormente sul condizionamento esercitato massicciamente da un mezzo  di comunicazione di massa potente qual è la televisione.

 

copertina del libroIL LIBRO: Senza misericordia – Come il cardinale Joseph Ratzinger è diventato papa Benedetto XVI – Discepoli di verità, Kaos edizioni, Milano

I ricordi smemorati, censurati, mistificati di Joseph Ratzinger soldato della Wehrmacht nazista. La venerazione per il cardinale filo-hitleriano Michael von Faulhaber, arcivescovo di Monaco durante il Terzo Reich. La metamorfosi giovanile di don Ratzinger: dal fronte progressista di “Concilium”, a quello conservatore di “Communio”. 1976-77: nove mesi di lotte di potere nella Curia romana per la poltrona di arcivescovo di Monaco (con porpora cardinalizia). All’ombra dell’Opus Dei: l’elezione papale di Wojtyla, e la carica di inquisitore per Ratzinger.

Quasi un quarto di secolo da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede: fulmini sulla Teologia della liberazione, saette contro i teologi progressisti (Leonardo Boff, Edward Schillebeeckx, Charles E. Curran, Pedro Casaldáliga, Raymond Hunthausen, ecc.), e blandizie per gli scismatici ultrareazionari di monsignor Marcel Lefebvre. Diktat, censure, bavagli e il dogma omofobico del Panzerkardinal campione di doppiezza. Caccia grossa allo stregone, monsignor Emmanuel Milingo: scandalo e perdono interessato. L’inchiesta per molestie sessuali a carico del fondatore dei Legionari di Cristo, insabbiata dal prefetto dottrinario. La ghigliottina e il sogno: il vicepapa Ratzinger diventa Benedetto XVI.

Gli autori di questo libro-inchiesta sulla strage del 4 maggio 1998 sono un gruppo di ecclesiastici e laici del Vaticano (“Discepoli di Verità”), i quali hanno ritenuto di non poter più avallare, con il loro silenzio, la “verità” ufficiale confezionata e diffusa dalla Santa Sede. «Ci siamo mossi in quanto credenti, e secondo l’imperativo dell’ottavo Coman- damento», dichiarano infatti.

 

Dal blog “Wittgenstein” di Luca Sofri

«Ho avuto un paio di conversazioni con amici scandalizzati dello scarso scandalo suscitato dagli ultimi deliri omofobi vaticani: dichiarazioni di ieri di monsignori di cui manco ricordo il nome. Non voglio convincere nessuno ad aderire alla mia amnesia e al mio ottimismo sulla questione: ma vi invito a vedere sotto una luce positiva l’eventualità che a un certo punto le gerarchie cattoliche continuino a dire fesserie di questo genere e nessuno se le fili. Non un titolo, non un articolo, non una risposta. Semplicemente, diremo: “ehi, sono mesi che non sentiamo un vescovo prendersela con gli omosessuali”, e sarà perché nessuno lo ha riferito (sia per noia, che per etica: come quando non si diffondono i proclami dei sequestratori).»


Da dove viene l’omofobia – Dal blog “piovono rane” di Alessandro Gilioli

Chissà se nella sua rinnovata campagna omofoba il Vaticano saprà guardare anche a se stesso, alla sua storia, ai suoi Papi. Curioso, per esempio, il fatto che l’uscita del’arcivescovo Celestino Migliore avvenga in contemporanea con la beatificazione televisiva del buon Paolo VI, uomo dalla sessualità assai travagliata, che i più anziani a Milano ricordano per le regalie – automobili comprese – con cui esprimeva i suoi sentimenti. E poi, andando più a ritroso dei secoli, la storia è piena di pontefici, alcuni dei quali tuttora venerati dalla Chiesa, che pure provavano pulsioni – spesso soddisfatte – verso persone del loro medesimo sesso.

Nell’alto Medioevo, Benedetto IX organizzava festicciole in cui non erano assenti incontri carnali con giovinetti. Quattro secoli dopo, Paolo II – chiamato dal popolino “Nostra Signora Paola” – morì d’infarto nel pieno di un rapporto con un paggio. Il suo successore Sisto IV ebbe per amante il giovanissimo nipote Raffaello Riario. Giulio II fu condannato come sodomita dai suoi stessi successori. Alessandro VI era bisessuale, così come Paolo III. Dell’omosessualità di Leone X è testimone addirittura il Guicciardini. Giulio III ebbe per amante il suo nipote adottivo. Gregorio XV nominò marchese il suo prediletto.

george.jpgE così via. Fino a Joseph Ratzinger, che è certamente uomo casto: e tuttavia – come scrive Angelo Quattrocchi nel suo libro “No, no, no! Ratzy non è gay”, ci si chiede «perché è così omofobo da sempre? Perché si è preso un segretario così bello che lo segue ovunque e gli aggiusta il mantello? Perché ha una dottrina così rigida e una sartoria così garrula, praticamente un coming-out sartoriale?». Insomma, non c’è bisogno di aver passato anni sui libri di psicanalisi per immaginare quanto spesso l’omofobia sia solo la sorella repressa della omosessualità.

 
 
Sulle fiction in tv – “Un papa tira l’altro”, di Roberto Brunelli

Supponiamo che uno straniero guardi (cosa improbabile) la tv italiana. E fosse incappato, ahilui, nella fiction su Paolo VI andata in onda domenica e lunedì su Rai1. Direbbe: ma possibile? Possibile che dopo due o tre sceneggiati su Wojtyla, uno o due sul Giovanni il papa buono e uno su Giovanni Paolo I – chissà che non ne scordiamo qualcuno – oggi si sia deciso di farne uno anche su Paolo VI? Possibile che in Italia sia tutto un profluvio incessante di religione nelle televisioni? È vero, allora, che l’ultima incarnazione della spiritualità in Italia si manifesti principalmente nella saldatura con i mezzi di comunicazione di massa?

Dopodiché, come tutti i suoi predecessori, anche questo pare un Bignami, con un «the best» della vita di Papa Montini che risulta solo un pochino più indigesta dei prodotti sul vecchio Karol, le cui opere e gesta sono, in qualche modo, più «popolari», più conosciute. Ed è anche un piccolo Bignami di storia italiana: c’è l’assoluzione di Pio XII, c’è il caso Moro, qui nella versione compact, ma c’è soprattutto l’ode ininterrotta e vibrante di quello che fu la Balena Bianca, detta amichevolmente Dc. Salvifica e proba, piena di buoni sentimenti e valori, giusto un pochettino annebbiata durante il rapimento del povero Moro. Certo, l’impianto della fiction è poderoso, con tanti filmati d’archivio in bianco e nero e le sontuose scene, ed il protagonista è a suo modo dolcemente granitico, pieno di buoni consigli per tutti (il giovane Wojtyla compreso): il compito del buon Gifuni nel vestire i panni di Paolo VI, meno gioviale del suo predecessore e meno carismatico dei suoi due successori, è assai improbo. Detto questo, anche questa fiction è passata ed il Dio Auditel ha emesso il suo verdetto (Zelig è andato meglio). Ma, come si suol dire in Rai, fatto un Papa se ne fa un altro.

Da uno dei commenti al blog di Brunelli: «magari ci fosse solo una sciorinatura di papi… e padre pio e madre teresa… e S.Francesco e S.Giovanni Bosco, il beato medico Moscati e don Luca e don Matteo… il problema è che la religione interessa quando fa spettacolo ma questa religione non fa avanzare di un millimetro la coscienza, per cui siamo ancora al medioevo a non saper distinguere tra stato e chiesa , tra religione e politica, tra laicità e professione di fede, tra impegno di fede e impegno politico in una formazione progressista».

Senza misericordiaultima modifica: 2008-12-04T17:50:00+01:00da paginecorsare
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9 pensieri su “Senza misericordia

  1. Sull’argomento del tuo post ci sarebbero fiumi di inchiostro da scrivere e soprattutto tempo a disposizione che ultimamente mi scarseggia come l’acqua nel deserto. Quindi mi riservo fin da ora di farlo, cercando per quanto possibile di essere sintetica, al momento più opportuno e soprattutto quando, ahimè, potrò.
    Angela, fai la brava dai. Se no….VAI ALL’INFERNO ! Uah ah ah ! Che ci tocca sentire, Dio mio.

    Un abbraccione stretto.

  2. Che bel post. Ah no, mi correggo, qualcuno dirà che è viziato dall’anticlericalismo e dal copia e incolla (peccati capitali), quindi non è valido e tutto ciò che ci è scritto dentro, nel merito, non si commenta (come . ci potrà insegnare, vizi di forma insanabili che annullano tutto il pensiero). Di sillogismo in sillogismo, direi che è proprio un brutto post. Noi ce le cantiamo e suoniamo da soli, vero Angela? Va be’, vorrà dire che canteremo, almeno noi, contenti.
    Buona giornata!

  3. Come al solito è un piacere leggerti!!! Anche io ho notato alcuni commenti, come dire, “eccessivi” sul blog del Dalai. Ho anche espresso solidarietà allo stesso, condividendo il suo scritto nella “sostanza” più che nella forma! Il tuo post, penso proprio che renda giustizia ad un senso di “verità” che molti hanno perso (o fanno finta?. Comincio a notare che in molti si scagliano contro l’integralismo “islamico” e non si rendono conto del proprio integralismo. Ancor peggio, troppa gente è depositaria di “verità” che non hanno nessun collegamento con la nostra storia. Quella stessa storia che, però, vorrebbero che una costituzione “laica” ricordasse! Chi ci capisce è bravo!!!!!

    Ti ringrazio, inoltre, per l’approfondimento che hai voluto lasciare al mio post sulla legge “ammazza blog”. In particolare, mi è sembrato importantissimo e azzeccatissimo (vedi riferimenti sopra detti) l’inciso che tu hai fatto sulla necessità di “documentare” ciò che si scrive. Non ho capito se vuoi pubblicarlo anche sul tuo blog. Se così NON fosse ti chiedo se posso farlo io, naturalmente citando te come “autrice” dello stesso. Mi sembra troppo interessante per lasciarlo nei “commenti”.

    Ne approfitto per augurarti un tranquillo fine settimana (che poi è anche più lungo… bellissimo!!!) Ciao

  4. NOTIZIA DI OGGI , TREMONTI VOLEVA TAGLIARE 360 milioni AI FONDI PER LA SCUOLA PRIVATA , QUELLA GESTITA DAL CLERO .
    IL CLERO HA SOLO FATTO UN ACCENNO DI PROTESTA E IL GOVERNO HA SUBITO FATTO MARCIA INDIETRO .
    GLI STUDENTI STANNO MANIFESTANDO PER IMPEDIRE I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA , MA IL GOVERNO TIENE DURO .
    IL POTERE , IL VERO POTERE , QUELLO CHE LASCIA CONDANNARE A MORTE I GAY .

    CIAO BRUNO710

    Ps. mi avevi incuriosito con la canzone del nano , sono riuscito a trovarla , è l’ ultimo brano del mio nuovo post .

  5. ciao angela… che giornate!!!
    non immaginavo tutto questo, nella mia “ingenuità” (termine che mi hanno affibiato, oltre a troppo giovane e cuore arido e pieno d’odio). Io vado come al solito oltre ciò, non mi soffermo su queste sciocchezze e ho continuato il dialogo… mi dispiace solo che non ho avuto tempo per via del lavoro… tempo che non mi permette di leggere il tuo post oggi, ma lo farò domani ringranziandoti ancora (ormai mi sembra di cadere nello sdolcinamento puro ringraziandoti sempre, IO RAGAZZO DAL CUORE ARIDO)

  6. Cara Angela,mi manca molto passare da qui e leggere i tuoi post.Lo faccio ogni tanto di corsa perchè il lavoro di questi giorni è frenetico e capisco che da te non si può commentare senza entrare in merito agli argomenti.Come si fa in altri blog in cui i post “non fanno testo”.Ho letto le polemiche intorno all’argomento “papale” e le eresie dette in proposito proprio da chi crede di difende la chiesa con atteggiamenti più estremi dell’estremismo religioso che vorrebbe criticare.Ignoranza faziosa.Mi spiace per chi si ostina a sperare nel dialogo con gente a cui non servono nemmeno i paraocchi tanto non son capaci di vedere le cose come stanno.
    Per quanto mi riguarda,stiamo cercando di aiutare la nostra città con diverse iniziative.Una è stata proprio ieri e le tammorre hanno battuto il tempo della voglia di cambiare.E’ tempo!
    Un abbraccio.
    artista1969

  7. Personalmente ho un’opinione così bassa dell’Onu e delle varie risoluzioni con le quali l’Occidente tenta di riciclare la propria fedina morale con buone azioni a costo zero, che la chiusura mentale delle gerarchie vaticane si impone quasi come una lezione di coerenza di fronte a tante solenni dichiarazioni che disattendono, puntualmente, ciò che si propongono di affermare. A me dispiace soltanto per tutti quei cattolici, e sono tanti, che sentono pronunciare dalla loro più alta guida spirituale vecchi discorsi da politicante democristiano che nulla hanno a che vedere col cristianesimo ma che servono soltanto, in ultima istanza, a dare un senso al Vaticano come istituzione e a svuotare di senso la Chiesa come comunità, che da sempre è il più grande e tenace avversario politico della politica clericale. Per fortuna di tutti, la Chiesa è altro dal Vaticano; ma, per sfortuna della Chiesa, il Vaticano vorrebbe essere il portavoce di tutti. E i primi a rimetterci sono proprio i cristiani, che vedono strapparsi dalle mani la propria religione solo per vedere Cristo gettato in parlamento a far da balia a un potere politico ormai del tutto delegittimato di qualunque autorità dialettica. La politica non sa più parlare per conto suo? E allora prende a prestito le parole di Cristo, che tanto sono buone per tutte le stagioni. Però, stranamente, la stagione della Teologia della Liberazione è stata sempre molto più breve e tempestosa di quelle, assai più lunghe e tranquille, delle teologie reazionarie degli ultimi decenni. Io spero nei cristiani, che salvino quanto c’è di buono nel cristianesimo, cioè, innanzitutto, quel senso di misericordia e di giustizia universale, di uguaglianza e di dignità umana che in questo papa, e in altri prima di lui, deficitano alquanto. Ma questo è un problema politico, non religioso, che i cristiani devono saper affrontare con religiosa determinazione, non con l’accondiscenza e l’approvazione politica nei confronti di qualunque idiozia esca dalla bocca delle gerarchie ecclesiastiche. Un cristianesimo rinnovato politicamente per mezzo di una presa di coscienza spirituale sarebbe certamente preferibile a quello che si è avuto fino ad ora, ovverosia un cristianesimo trasformato nel suo contenuto spirituale per mezzo di meri interessi politici. Vabbè, poi saran pure problemi dei cristiani. Tanti di loro, però, secondo me non hanno il papa che si meritano.
    Ciao e complimenti per i post, è sempre un piacere leggerti. Buon fine settimana

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