… i francesi ringraziano…

aereo Alitalia

Penso tutti ricordino le polemiche berlusconiane dell’aprile 2008: il politico-affarista-imprenditore-nato, nonché unto e illuminato, Silvio Berlusconi, si contrappose pesantemente, in nome di un nazionalismo degno di miglior causa, alla vendita di Alitalia ad AirFrance-Klm le cui trattative, promosse dal governo guidato da Romano Prodi, erano in fase di avanzata conclusione. E’ trascorso neppure un anno, ed ecco – dopo un «balletto infinito» di «cordata sì-cordata no» da vero e proprio «paese dei cachi» – che l’«Italian Dream» si ripresenta, grazie al «nuovo che continua ad avanzare» (alias Silvio Berlusconi), con il medesimo “profilo”, quello appunto di Air France.

Le condizioni di vendita sono notevolmente peggiorate rispetto a quelle di un anno fa: infatti, il licenziamento dei lavoratori Alitalia è numericamente superiore, il costo per Air France è notevolmente scontato – la stampa francese plaude all’affare condotto in porto dalla propria compagnia di bandiera – e, nei confronti degli italiani, aggiunge il danno alla beffa. Infatti, le perdite accumulate da Alitalia saranno caricate sul groppone di noi contribuenti.

Vignetta di Staino da l'UnitàSarà in tal modo raggiunto il brillante risultato di un aumento delle nostre tasse – già gravate dai più o meno espliciti balzelli già destinatici dalla improvvida can- cellazione totale dell’Ici. Ma a questo si possono tranquillamente sommare altri elementi non meno negativi e preoccupanti: l’aumento della disoccupazione dovuta all’espulsione di molti lavoratori Alitalia; il sensibile incremento dei fondi destinati agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione garantita per sette anni); il ridimensionamento dell’aeroporto di Linate, con il quale vi sarà, oltre ai maggiori disagi per i viaggiatori milanesi, un ulteriore incremento della disoccupazione.

Per essere risultati raggiunti contemporaneamente, ce n’è abbastanza, direi, per tirare una conclusione sulle taumaturgiche capacità imprenditoriali di chi sta nientemeno che al governo del Paese: fantastico imprenditore di Casa Nostra. Come per altri provvedimenti, la maggioranza degli italiani, manco a dirlo, ringrazia. Oltre, naturalmente, ad essere ottimista e a comprare, comprare continuando a riempire imperterrita i centri commerciali e quant’altro. Cornuti e contenti. Che si vuole di più?

 

Grazie Silvio, i francesi ringraziano del buon affare Alitalia

di Elysa Fazzino

“Il Sole 24 Ore”, 13 gennaio 2009

Les Echos«Merci Silvio» titola Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un’acquisizione ben più onerosa per Air France-Klm. Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d’Oltralpe – la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l’essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

Nell’editoriale «Grazie Silvio», François Vidal riassume i vantaggi dell’accordo per Air France-Klm. Avrà accesso prioritario a un serbatoio di oltre 24 milioni di passeggeri, 11 milioni dei quali viaggiatori internazionali. Con Roma Fiumicino, ottiene un nuovo “hub” complementare a Parigi e Amsterdam. Taglia l’erba sotto i piedi di Lufthansa, «che sarebbe stata ben felice di dar vita a una dorsale Berlino-Vienna-Milano». Nella corsa alla supremazia, il gruppo prende anche in contropiede British Airways, che fatica a concludere la sua alleanza con la spagnola Iberia». Inoltre, dal 2013 Air France-Klm potrà aumentare la sua partecipazione in Alitalia e costituire così «un vero insieme paneuropeo integrato».

«Non male per un’operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell’aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell””italianità”. Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France-Klm ha già operato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti e rafforzato dopo la fusione con il suo rivale Air One».

Qualche problema c’è: «Restano, certo, da gestire le relazioni con i sindacati e i particolarismi regionali». Ma nei cinque anni dalla sua creazione il gruppo franco-olandese «ha dimostrato di sapere gestire questo genere di incognite».

Il sito Internet di Les Echos è fitto di commenti e analisi sul «feuilleton» Alitalia. Sulla home page, il giornale sottolinea che entrando in Alitalia Air France-Klm rafforza il suo dispositivo europeo. «Alitalia ridecolla con Air France-Klm come primo azionista».

Con 323 milioni di euro, il gruppo franco-olandese «consolida le sue posizioni»: fa prima di tutto un «investimento difensivo», che a medio termine ha buone chance di diventare un buon affare. Consolidando i legami con Alitalia, prende due piccioni con una fava: difende i suoi interessi commerciali in un mercato chiave e dà un duro colpo alle ambizioni di Lufthansa in Italia.

In un editoriale intitolato «Capitani coraggiosi», Les Echos apprezza la migliore ripartizione dei rischi dell’attuale intesa. «Fare ridecollare la fenice dei cieli europei costerà ai franco-olandesi cinque volte e mezzo di meno nell’Italia di Silvio Berlusconi che in quella di Romano Prodi». È un accordo dove vincono tutti, poiché i «capitani coraggiosi» dell’industria italiana volati in soccorso di Alitalia ottengono, grazie alla fusione con Air One, «una valorizzazione del nuovo insieme superiore del 18% a quella di quattro mesi fa e di nove volte superiore a quella che Air France offriva in marzo». Con il 25% del capitale e tre posti in Cda, Pierre-Henri Gourgeon, il nuovo capo del gruppo, non avrà il timone, ma «allontana Lufthansa da una preda inestimabile». Ma dovrà fare attenzione alle zavorre: «la quota-parte di sei mesi di perdite Alitalia nel 2008 sarebbe bastata ad assorbire la metà dell’utile semestrale di Air France». Che sia «un affare migliore per il gruppo franco-olandese» lo dice anche Yann Derocles, analista di Oddo Securities intervistato da Les Echos. Potrebbe essere un buon affare «anche se non genererà sinergie nuove prima di tre o quattro anni, tenendo conto dei legami già esistenti tra Air France e Alitalia».

Le FigaroTrionfalistico Le Figaro: «Air France, numero uno incontestato d’Europa», titola il quotidiano sulla home page del suo sito. Con l’ingresso in Alitalia, «la compagnia francese distanzia Lufthansa e British Airways». Air France-Klm prende Alitalia «sotto la sua ala» e ottiene una «bella vittoria». Jean-Cyril Spinetta ha fatto il suo ultimo grande colpo alla guida della compagnia. Tenace, ha vinto «una scommessa che sembrava insensata». Titoli di cronaca e notizie Afp sui siti di Le Monde e Libération: «Air France-Klm rileva il 25% del capitale di Alitalia». Il gruppo franco-olandese «chiude un feuilleton che dura da un anno». Notizie d’agenzia anche sui siti spagnoli di El Mundo e El Pais.

Il Financial Times constata che «l’inglorioso pasticcio» («imbroglio» è la parola usata, entrata nell’inglese) giunge finalmente al termine. Il rilancio di Alitalia «dovrebbe essere un evento completamente felice per tutti. Tristemente, non lo è», commenta il quotidiano economico e finanziario britannico. Ecco perché: lo scorso marzo Air France offrì 140 milioni di euro per un takeover nel quale si sarebbe accollata anche 1,2 miliardi di debiti. Ma Berlusconi bloccò quell’accordo per motivi «patriottici». In dicembre, un consorzio italiano ha pagato 427 milioni di euro per i pezzi di Alitalia che andavano bene, combinandoli con Air One. Ora, l’accordo con Air France valuta la stessa compagnia 1,2 miliardi di euro. «Bel lavoro: in meno di un mese il consorzio ha triplicato il valore del suo investimento». Quanto ad Air France, le sinergie attese rappresentano circa 280 milioni di euro all’anno. La sua parte di quei risparmi, tassati e capitalizzati, «coprono abbondantemente il costo della sua quota».

Ma l’Italia mantiene “italiana” la sua compagnia aerea, allo steso modo in cui Swiss Air, di proprieta di Lufthansa, è “svizzera”». Inoltre, la fusione tra Alitalia e Air One ha come risultato un mercato interno meno competitivo e tariffe aeree più alte. L’Italia resta con 600 milioni di debito «che non esisterebbe se Berlusconi avesse autorizzato l’accordo Air France». «Il prezzo del patriottismo» ricade sulle tasche degli italiani.

Nelle ampie cronache riportate sul suo sito, il Financial Times ricorda che mesi fa Air France-Klm diceva che per salvare Alitalia ci voleva un esorcista. In un certo senso, «l’esorcista è stato Berlusconi». Ha dovuto superare le dure resistenze degli alleati del Nord che volevano Lufthansa, considerata più adatta a riempire gli slot lasciati liberi da Alitalia all’ impopolare aeroporto di Malpensa». Alla fine, l’accordo è «molto peggiore per gli italiani. «Ora che ha perso la battaglia per Alitalia, Lufthansa guarda di nuovo a Sas, la compagnia scandinava», osserva il Financial Times.

Il Wall Street Journal fa notare che ora la nuova Alitalia deve combattere con le rivali low-cost, oltre che con Lufthansa. In un pezzo dal titolo «La nuova Alitalia vola in cieli affollati», il quotidiano finanziario newyorchese sottolinea che le rotte domestiche redditizie come la Milano-Roma sono parte essenziale del piano di Alitalia per arrivare al pareggio. Ma mantenere la sua quota di mercato potrebbe essere difficile, tanto più che varie compagnie low-cost (Ryan Air e Easy Jet in particolare) hanno approfittato del declino di Alitalia per rafforzare le proprie posizioni in Italia. E Lufthansa sta per lanciare la sua filiale italiana a Malpensa. Numerosi siti americani riportano le notizie Ap sulle novità Alitalia. Ma non solo. Il New York Times titola «Alitalia vende una quota e fa il suo ritorno» e cita analisti secondo i quali il valore della quota Air France-Klm dipenderà dall’abilità di Alitalia di ottenere la cooperazione dei sindacati. «Alitalia si leva in volo, ma il contribuente italiano paga la maggior parte del costo» scrive nella rubrica “Breakingviews.com” l’International Herald Tribune, osservando tra l’altro che il mercato sarò meno competitivo dopo la fusione tra Alitalia e Air One. «Si dice che i Paesi hanno i leader che si meritano. L’Italia potrebbe avere anche la compagnia aerea che si merita».

… i francesi ringraziano…ultima modifica: 2009-01-13T18:28:00+01:00da paginecorsare
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4 pensieri su “… i francesi ringraziano…

  1. non ci crederai… aprendo il tuo blog si è aperta una pagina pubblicitaria di Air France :)))) W l’italianità
    In questi giorni, ho discusso di resistenza e di revisionismo fascista, in qualche blog e alla fine queste cose mi sfuggono. Io non riesco a capire come ci sia ancora qualcuno in italia a poter sostenere che questo è stato un affare… eppure ci sono!!!
    ciao

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