Elezioni europee

Proporzionale puro e sbarramento.
Così si voterà il prossimo giugno alle elezioni europee


Le norme per i cittadini comunitari
per elezioni europee e elezioni comunali
 
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Lo scorso 23 gennaio si è tenuto a Roma un convegno promosso dai Radicali, nel quale si è richiesto che il governo si impegni a far conoscere per tempo le modalità di votazione alle comunità di cittadini UE presenti in Italia che possono esercitare il loro diritto di voto per le elezioni europee e per le prossime amministrative.

Con questo incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti di numerose associazioni di comunità europee residenti in Italia e al quale sono stati invitati i parlamentari di tutti gli schieramenti politici e i rappresentanti dei consolati e delle ambasciate in Italia degli altri 26 Paesi dell’Unione Europea, si è inteso suggerire al Governo e, in particolare, al Ministro degli Interni, le misure che devono essere adottate per superare tutte le difficoltà burocratiche e di informazione che nelle passate tornate elettorali hanno di fatto escluso dal voto tanti cittadini comunitari.

«In Italia il diritto di voto rimane il più delle volte sulla carta» – ha spiegato al convegno Danuta Wojtaszczyk caporedattrice del quindicinale dei Polacchi in Italia Nasz Swiat edito da Stranieri in Italia. «Fino ad oggi c’è stato poco interesse da parte dei governanti sul tema del voto e sull’integrazione reale degli stranieri. Forse non è un caso che alla richiesta di informazione dei cittadini stranieri che vivono in Italia i media tradizionali non solo non riescono a rispondere, ma tendono ad “inquadrare” l’immigrazione solo come cronaca nera, disagio, o nella migliore delle ipotesi, nelle sue implicazioni economiche e legate al mercato del lavoro. E’ arrivato il momento» – ha concluso la Wojtaszczyk – «che lo stato e i media, come la Rai, non parlino più solo ‘di’ immigrati, ma anche ‘per’ gli immigrati».

Qui di seguito, le norme relative alla legge elettorale europea, nonché quelle per i cittadini comunitari per partecipare, in Italia, alle elezioni europee e alle elezioni amministrative.

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La riforma della legge elettorale per le elezioni europee prevede l’introduzione di una soglia di sbarramento al 4%. Soglia prevista anche nei sistemi elettorali di molti altri Stati membri dell’Ue. In Germania, Polonia e Francia, ad esempio, lo sbarramento è fissato al 5%, mentre per la Svezia e l’Austria è al 4%.

Per il resto, la legge approvata il 3 febbraio 2009 alla Camera dei deputati e che dovrà avere anche il via libera del Senato, non introduce altre modifiche alla legge numero 18 del 1979. Ecco, in sintesi, il sistema elettorale con il quale si voterà il 6-7 giugno 2009 e che servirà ad eleggere il gruppo dei 72 europarlamentari della delegazione italiana a Strasburgo.

Proporzionale puro – Il riparto dei seggi avviene con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati.

Sbarramento – Hanno diritto ad accedere alla ripartizione dei seggi solo le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validiespressi.

Cinque circoscrizioni – Il territorio italiano viene suddiviso in cinque circoscrizioni nelle quali votano i cittadini:

quadrettorosso.jpgItalia nord-occidentale, comprende Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia;

quadrettorosso.jpgItalia nord-orientale, composta da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna;

quadrettorosso.jpgItalia centrale, Lazio, Umbria, Marche e Toscana;

quadrettorosso.jpgItalia meridionale, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria;

quadrettorosso.jpgItalia insulare, composta da Sardegna e Sicilia.

Preferenze Restano le preferenze, nonostante, nella prima ipotesi di riforma il centrodestra avesse tentato di cercare un accordo per l’introduzione delle liste bloccate come per le politiche. L’elettore può esprimere, dunque, non più di tre preferenze nella prima circoscrizione, non più di due nella seconda, terza e quarta e una nella quinta.

Sottoscrizioni – Le liste devono essere sottoscritte da non meno di 30 mila e da non più di 35 mila elettori e i sottoscrittori devono rappresentare almeno il 10% degli elettori di ognuna delle regioni comprese nella circoscrizione. Non devono raccogliere le firme i partiti che abbiano un gruppo parlamentare anche in una sola delle due Camere, le forze che abbiano almeno un europarlamentare e anche le liste con un contrassegno composito, ma contenente il simbolo di un gruppo politico esonerato dalla raccolta. Il governo in Aula ha accolto anche un ordine del giorno del Pd a prima firma Stefano Esposito e che ha tra gli altri firmatari anche Massimo D’Alema che allarga le maglie per la raccolta delle firme per le nuove formazioni politiche. Un documento che impegna il governo in sede di circolare ministeriale nella quale si prevedono gli adempimenti per le varie liste ad “agevolare la presentazione di nuove liste contraddistinte da simboli che rappresentino l’aggregazione di più liste o partiti già esistenti e contribuire a una maggiore semplificazione del sistema politico”. In buona sostanza, ad esempio, se un europarlamentare si ripresenta ma con una lista nuova, che aggrega più forze, quella lista verrebbe esentata dalla raccolta delle firme.

Eleggibilità – Per essere eletti bisogna aver compiuto almeno 25 anni.

Rimborso elettorale – Ha diritto al rimborso elettorale solo chi ha almeno un elettoe, dunque chi ha superato lo sbarramento del 4%. L’emendamento dell’ex tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, che chiedeva che questo diritto, come alle politiche, fosse esteso anche a chi raggiungeva almeno l’1% dei consensi è stato dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera.

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Le norme per i cittadini comunitari

Elezioni del Parlamento europeo (Unione Europea). Informazioni sul diritto comunitario. Diritto di voto e di eleggibilità (in Italia) alle elezioni per il Parlamento Europeo. Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni nei Comuni italiani di residenza

Chi può esercitare questi diritti

I cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non possiedono la cittadinanza possiedono il diritto di voto e di eleggibilità al Parlamento europeo.

Come agisce l’Unione Europea 

La direttiva 93/109/CE del Consiglio europeo, del 6 dicembre 1993, stabilisce le modalità per l’esercizio di questi diritti. Le sue disposizioni fanno salve le disposizioni di ciascuno Stato membro in materia di requisiti per l’esercizio del diritto di voto e di eleggibilità da parte dei propri cittadini in occasione dell’elezione dei rappresentanti di tale stato al Parlamento europeo, anche se tali persone risiedono al di fuori del territorio elettorale dello stato in questione.

I requisiti richiesti per essere titolari del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni europee nello Stato membro di residenza sono 

quadrettorosso.jpgla cittadinanza dell’Unione;

quadrettorosso.jpgla residenza nello Stato membro ove si trova il luogo di voto o di candidatura;

quadrettorosso.jpgla conformità alle disposizioni dello Stato di residenza in materia di diritto di voto e di eleggibilità, applicabili ai cittadini di tale Stato (principio di uguaglianza tra elettori nazionali e comunitari).

 

Spetta a ogni Stato membro indicare, se necessario, quali sono le persone che devono essere considerate come i propri cittadini.

Divieto di doppio voto e di doppia candidatura

L’elettore comunitario può essere iscritto nelle liste elettorali dello Stato membro di residenza solo se ne ha preventivamente manifestato la volontà. L’elettore che opta per il diritto di voto nello Stato membro di residenza rinuncia ad esercitare il proprio diritto di voto nello stato d’origine. Negli Stati membri in cui il voto è obbligatorio, gli elettori comunitari che si sono iscritti nelle liste elettorali del proprio Stato di residenza sono soggetti a questo obbligo.

Per quanto concerne l’ineleggibilità

Il principio in vigore è quello del cumulo dei regimi di ineleggibilità dello Stato membro di residenza e dello Stato membro d’origine; la prova della condizione di eleggibilità deve essere prodotta in occasione del deposito della candidatura e fornita dallo Stato membro d’origine.

Incapacità elettorale 

Lo Stato membro di residenza è libero, a propria discrezione, di tenere conto o meno di una perdita del diritto di voto intervenuta nello Stato membro d’origine.

Iscrizione nelle liste elettorali 

Gli elettori UE devono produrre dei documenti a sostegno della propria domanda di iscrizione, alle stesse condizioni degli elettori nazionali. Prove supplementari possono essere richieste dagli Stati membri. In caso di rifiuto di iscrizione nelle liste elettorali o di rifiuto della candidatura di un cittadino comunitario è previsto un mezzo di ricorso. 

Sono state previste disposizioni derogatorie e transitorie, basate sul criterio della durata della residenza

quadrettorosso.jpgA favore di ogni Stato membro in cui la percentuale di cittadini di altri Stati membri che risiedono sul suo territorio e che hanno raggiunto l’età per essere elettori superi il 20% del suo elettorato;

quadrettorosso.jpga favore degli Stati membri che hanno concesso ai cittadini di altri Stati membri che risiedono sul loro territorio il diritto di voto al Parlamento nazionale;

quadrettorosso.jpga favore dei cittadini dell’Unione che beneficiano già del diritto di voto al Parlamento europeo nello Stato di residenza. 

Riferimenti

Direttiva 93/109/CE del Consiglio europeo, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini.

Comunicazione della Commissione sull’applicazione della direttiva 93/109/CE in occasione delle elezioni del Parlamento europeo del giugno 1999. COM(2000)843 def. Del 18.12.2000.

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Il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia

Chi può votare ed essere eletto?

Sono elettori tutti i cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, residenti in Italia che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e che godono in Italia e nel loro paese di origine del diritto di voto. 

I cittadini dell’Unione residenti in Italia sono eleggibili alla carica di consigliere comunale e circoscrizionale.

A quali elezioni si può partecipare?

I cittadini dell’Unione residenti in Italia possono partecipare alle elezioni dei sindaci, del consiglio comunale e dei consigli circoscrizionali del luogo di residenza. 

Cosa fare per votare 

Coloro che intendono votare devono presentare al sindaco del Comune di residenza, entro e non oltre il trentacinquesimo giorno anteriore alla data fissata per la votazione, una domanda di iscrizione nell’apposita lista aggiunta, istituita presso il Comune.

Nella domanda devono essere espressamente dichiarati: 

quadrettorosso.jpgla cittadinanza;

quadrettorosso.jpg l’attuale residenza nonché l’indirizzo nello Stato membro di origine; 

quadrettorosso.jpg la richiesta di iscrizione nell’anagrafe della popolazione, sempreché non sia già iscritto; 

quadrettorosso.jpg la richiesta di conseguente iscrizione nella lista elettorale dei cittadini dell’Unione europea per le comunali.

Alla domanda deve essere allegata dichiarazione sostitutiva di documento d’identità valido. 

Gli elettori iscritti nella lista aggiunta, votano presso il seggio nella cui circoscrizione resiedono. 

L’iscrizione nella lista aggiunta rimane valida sino alla richiesta di cancellazione da parte dell’interessato oppuro sino alla cancellazione d’ufficio.

Entro il 5° giorno antecedente a quello fissato per le elezioni, il sindaco deve avere provveduto alla consegna al domicilio di ciascun elettore del certificato d’iscrizione nelle liste elettorali. Gli elettori, nei tre giorni precedenti la elezioni possono personalmente ritirare presso l’Ufficio comunale i certificati di iscrizione nella lista, qualora non li abbiano ricevuti.

Le liste elettorali sono sottoposte a due revisioni semestrali. Entro l’11 aprile e l’11 ottobre di ciascun anno il sindaco invita i cittadini a prendere visione delle liste elettorali, con manifesto affisso all’albo comunale e, entro 10 giorni, a ricorrere presso la commissione elettorale circondariale contro un diniego di iscrizione, erronea iscrizione o omessa cancellazione. Nei 10 giorni successivi all’approvazione definitiva delle liste elettorali, il sindaco notifica le decisioni della commissione elettorale ai cittadini comunitari che hanno richiesto l’iscrizione nelle liste aggiunte ed invia, in occasione delle consultazioni, il certificato elettorale.

Coloro che sono cancellati dalle liste, la cui domanda di iscrizione non sia stata accolta o sia stata erroneamente effettuata possono impugnare la decisioni della commissione elettorale circondariale con semplice ricorso davanti alla Corte di appello territorialmente competente. Il presidente della Corte fissa con decreto il giorno in cui avrà luogo l’udienza di discussione della causa, in via d’urgenza. Sotto pena di nullità, l’interessato deve provvedere a notificare il decreto ed il ricorso alla commissione elettorale circondariale ed in seguito depositare lo stesso presso la cancelleria della Corte d’appello competente insieme ai relativi documenti. La sentenza della Corte di appello può essere impugnata col ricorso in Cassazione. 

Cosa fare per presentare la propria candidatura 

I cittadini dell’Unione possono presentare la propria candidatura alla carica di consigliere comunale con la possibilità di essere nominati componenti della giunta del Comune. È esclusa la candidatura alle cariche di sindaco e la nomina a vice-sindaco. 

Le liste dei candidati, sottoscritte da un numero di elettori che varia in base alla popolazione del Comune, debbono essere presentate presso la segreteria del Comune stesso tra il 29°ed il 30° giorno antecedente alle elezioni. Ciascun candidato cittadino di altro Stato dell’Unione Europea deve presentare all’atto di deposito della propria candidatura, una dichiarazione che indichi: 

quadrettorosso.jpgil nome ed il cognome;

quadrettorosso.jpgla cittadinanza e l’attuale residenza in Italia e l’indirizzo nello Stato membro di origine;

Debbono essere allegati a tale dichiarazione 

Un certificato, rilasciato dall’autorità competente dello Stato di origine attestante il godimento dell’elettorato passivo o che non risulta che egli sia decaduto da tale diritto.

Qualora non siano ancora stati iscritti, un attestato del Comune circa l’avvenuta presentazione della domande del candidato di iscrizione nelle liste elettorali aggiunte entro i termini prescritti.

Come tutti i candidati italiani, i cittadini comunitari sono tenuti a presentare una dichiarazione autenticata di accettazione della candidatura contenente la dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall’articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n° 55.

La Commissione elettorale circondariale procede, immediatamente dopo la presentazione delle liste, all’esame di legittimità delle medesime ed informa l’interessato della decisione relativa all’ammissibilità della candidatura. In caso di ricusazione della candidatura, l’interessato beneficia della stessa tutela accordata ai candidati italiani. Entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti, chiunque ne abbia interesse, può ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale avverso le decisioni della Commissione Elettorale Circondariale.

Per ulteriori informazioni 

Rivolgersi al comune di residenza oppure al Ministero dell’Interno, Direzione centrale per i servizi elettorali, Roma – Tel: 06.46525952 e 46537244 Fax: 06/4883756 

Riferimenti legislativi in Italia

Decreto legislativo 12 aprile 1996 n°197 recante attuazione della direttiva 94/80 concernente le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell’Unione europea che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza.

quadrettorosso.jpgFonti: quotidiani nazionali (Repubblica, Corsera, Unità, Messaggero, Mattino, La Stampa, Il Sole 24 Ore); Unione Europea

Elezioni europeeultima modifica: 2009-02-05T02:48:00+01:00da paginecorsare
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