8 marzo. Giornata Internazionale della Donna

8 marzo
Giornata Internazionale della Donna

Per l’uomo, senza la donna non c’è paradiso
né in cielo né in terra.
Senza la donna non ci sarebbe il sole,
la luna, l’agricoltura, il fuoco.
Proverbio arabo

(dedicato a Georgia)

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La Giornata Internazionale della Donna rappresenta idealmente la battaglia morale, civile, sociale che le donne di tutto il mondo hanno compiuto e devono continuare a compiere. L’attenzione è rivolta alle donne che nel corso del tempo e nella storia dell’umanità, fino ai giorni nostri, si sono battute e continuano a battersi per il riconoscimento di tutta una serie di diritti.

Voglio qui ricordare in particolare una donna, che è anche una eroina contemporanea, simbolo di libertà e di forza pacifista e democratica: il suo nome è Leyla Zana, una deputata curda condannata a 15 anni di carcere per aver espresso la propria opinione, vincitrice nel 1995 del premio Sakharov per la libertà di pensiero, il riconoscimento che viene consegnato ogni anno, a partire dal 1988 per premiare personalità e organizzazioni che abbiano dedicato la loro vita in difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. Zana è stata accusata di separatismo, per aver affermato il diritto alla sua indentità. Divenuta il simbolo per milioni di donne di tutto il mondo, è cittadina onoraria della città di Roma.

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Le donne non hanno il diritto di parlare, di fare discorsi politici, di svolgere professioni tipicamente maschili, le donne tolgono il lavoro ai padri di famiglia, le donne non sanno guidare,  devono curare la casa, fare i mestieri domestici, devono saper cucire, essere buone mogli per i loro mariti”. Alcuni di questi luoghi comuni sono ancora presenti nella nostra società, malgrado questa si definisce moderna e diversa da tante altre culture, dove la donna è ancora considerata un essere non pensante. Anche sul volto di tante donne italiane c’è un velo che copre le fattezze femminili ed è il velo del maschilismo.

Il mio pensiero è rivolto oggi alle donne che hanno fatto e che continuano a fare della propria vita una battaglia per l’affermazione di diritti e di libertà negate. In particolare:

– alle donne poliziotto, che rischiano la loro vita quotidianamente;

– alle donne insegnanti, che rappresentano una speranza per le nuove generazioni,

– alle donne operaie, che arrivano a sera con la schiena dolorante,

– alle donne sfortunate, che vendono il corpo al peggior offerente,

– alle donne magistrato, che credono ancora nella Giustizia,

– alle donne madri e spose, che vivono senza alcun riconoscimento della collettività,

– alle donne giovani, che allietano l’occhio e lo spirito con la loro freschezza,

– alle donne anziane, che fanno riflettere con la loro saggezza,

– alle donne violate, che subiscono oltraggi di ogni tipo, in casa o fuori,

– a tutte le donne, di qualsiasi nazionalità e fede politica o religiosa, che sorprendono con la loro pazienza, che nutrono con la loro intelligenza, che danno forza con il loro impegno, che consolano con la loro sensibilità, che suscitano speranza, che dispensano generosità, che infondono coraggio, che donano amore.

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Il mio augurio a tutte le donne. A te che leggi. A me che scrivo.

8 marzo. Giornata Internazionale della Donnaultima modifica: 2009-03-08T14:45:00+01:00da paginecorsare
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5 pensieri su “8 marzo. Giornata Internazionale della Donna

  1. Poco fa la mia nipotina acquisita è venuta a casa per portare le mimose alla mia metà.Mi ha fatto una ramanzina perchè diceva che dovevo essere io a farlo prima di lei.Gli ho risposto che mi pare più giusto e più bello vedere lo scambio dei fiori tra due donne per la loro festa.Che noi maschi,recentemente,abbiamo dato il peggio di noi e che non meritiamo alcun invito alla festa.Però,come ho fatto con loro,ti lascio gli auguri perchè so che di questa giornata,al di là delle solite discussioni,tu interpreti il vero significato.Lo hai ben scritto.
    artista1969

  2. «… In realtà, ciò che è nato non muore mai.
    Solo, tramonta.
    Ciò che vale per il sole può valere per le anime.
    Non cessano, scompaiono dalla nostra vista…
    E non dica mai la parola «morto»… Dica «partito».
    Si abitueranno a non credere alle pur rispettabili apparenze.
    A non credere solo agli occhi.»
    Lettera di Anna Maria Ortese
    a Franz Haas, 8 ottobre 1996.

    Anna Maria Ortese, Rapallo, lunedì 9 marzo 1998, h. 21,30…

  3. «I soli che possono amarmi sono coloro che soffrono.
    Se uno davvero soffre sa che nei miei libri può trovarsi.
    Solo persone così possono amarmi. Il mondo? Il mondo è una forza ignota, tremenda, brutale.
    Le creature belle che pure ci sono, noi le conosciamo poco, troppo poco».

    Anna Maria Ortese
    nell’11esimo Anniversario della “partenza”: Rapallo, 9 marzo 1998…

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