Una serata con Roberto Saviano

Una serata con Roberto Saviano

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Un monologo quasi teatrale, una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama “infame” il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: “Don Diana a letto con due donne”. Don Diana, il prete dell’impegno ucciso quindici anni fa di cui “Pagine corsare” ha parlato in un post recente.

Le storie di colpevoli e innocenti si intrecciano con una requisitoria che colpisce duro la stampa locale campana (aberranti i titoli a nove colonne del Corriere di Caserta, che costruiscono l’immagine attraente e distillata d’onore dei boss, a discapito delle vittime inermi) e quella nazionale (che ignora il report di assassini e ricatti giornalieri della criminalità organizzata). “Che tipo di paese se permette tutto questo?”. “Il silenzio è colpevole anche perché non lascia capire”.

E’ stata la serata di Roberto Saviano, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. “Si pensa che l’essere minacciato sia una corona data dalla camorra per un merito ma non è un merito. Non è un merito, cercano di colpire me perché con altri non riescono”. Il silenzio e la diffamazione sono armi terribili in mano alla camorra e l’ordigno adatto per combatterli è quello della parola. E Saviano ha scelto di parlare a lungo e con cruda chiarezza. Lui stesso si è definito una “operazione mediatica”, nata e portata avanti perché si conoscano gli orrori della camorra e si capisca che riguardano tutti. “Questa battaglia non è la mia battaglia ma la battaglia di molti e va anche bene se per una volta succede il miracolo che grandi interessi economici si fondano con l’interesse del paese, che grandi editori di libri, televisivi, si uniscano per combattere la camorra”.

Lo scrittore esemplifica la realtà dei borghi a dominazione camorrista, in cui la morte è un filo rosso che lega un giorno al precedente e al successivo, in una glorificazione del sangue che forma il vivere comune di intere popolazioni. Una violenza in cui vittime e carnefici muoiono in modo simile ma a volte per motivazioni opposte: chi rifiuta il giogo viene eliminato, chi vi gioca anche. Lo scrittore ha parlato anche delle minacce della camorra nei suoi confronti. “Non immaginavo che sarebbe andata così – ha detto. Pensavo che sarebbe durata poco, sono tre anni ed è pesantissimo”. E nel ringraziare “tutte le persone che mi scrivono, nel ringraziare tutti per quello che è stato fatto per me”, cita le parole di Kennedy quando diceva “perdonare sempre dimenticare mai”. “Io – ha detto Saviano – non dimenticherò mai quello che di bene mi è stato fatto”. Ha ringraziato i paesi che lo hanno ospitato, “la Spagna, Parigi, Israele ma non ringrazio chi mi ha rifiutato la casa, gli amici che hanno liquidato la mia causa come se me la fossi cercata”. “Mi dà fastidio l’accusa di essermi arricchito. Sono i lettori che mi danno la possibilità di vivere e pagare gli avvocati”. E ha citato una frase di Biagi: “Sei arrivato davvero quando fanno un falso del tuo libro e ti accusano di plagio, e io ce li ho tutti e due”.

Nella seconda parte del programma Fazio intervista lo scrittore sul suo impegno contro la camorra e su come abbia condizionato la sua vita costringendolo dall’ottobre 2006 a una vita blindata. Saviano poi si confronta in studio con due autori che hanno fatto della scrittura un’arma di militanza, Paul Auster e David Grossman, che hanno discusso con Saviano riconoscendo un valore enorme a Gomorra: “E’ scritto benissimo – ha detto Auster – E’ esploso come una bomba e ha costretto tanta gente in tutto il mondo a guardare dentro il fenomeno camorra. Anche tanti che non ne sapevano nulla o pensavano fosse una cosa locale italiana”. Tramite collegamenti Saviano è  entrato in contatto anche con altri due scrittori che stanno vivendo un caso simile al suo, Misha Glenny e Suketu Mehta.

In conclusione: una serata televisiva degna dell’attenzione che ha ricevuto (oltre quattro milioni e mezzo di spettatori). A dimostrazione che anche il pubblico sa apprezzare trasmissioni di alto e impegnato contenuto culturale e civile. Grazie, Roberto!


25 marzo con Roberto Saviano
In due filmati i contenuti della serata



Una serata con Roberto Savianoultima modifica: 2009-03-26T13:39:00+01:00da paginecorsare
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5 pensieri su “Una serata con Roberto Saviano

  1. Proprio ieri, in un altro blog, leggevo un dettaglito resoconto della campagna “diffamatoria” condotta dal Corriere di Caserta (e non solo) nei confronti d Saviano. Al riguardo commentavo che lo scrittore, aveva colpito nel segno, considerata la violenza degli attacchi a cui è sottoposto. Non è consolante, soprattutto per Saviano. Tuttavia, dimostra che la sua denuncia è drammaticamente vera e, a questo punto, solo chi non vuol credere non crede. Detto questo, mi riallaccio al commento lasciato da me: ciò che sta accadendo oggi va denunciato, argomentando con il maggior numero di dettagli reali e concreti le nostre denunce. Attraverso un blog come, e soprattutto, nella vita reale. Mi sto’ rendendo conto che aumentano, intorno a me, le persone che pur avendo “appoggiato” questo Governo, cominciano a nutrire profondi dubbi. Magari non lo confessano apertamente, tuttavia davanti all’evidenza dei fatti…. tacciono. E sto parlando della mia vita “sociale” reale. Oppure, come è successo a me ricevendo alcuni commenti, ti rispondono “fischi per fiaschi”. Quale migliore dimostrazione che stai “colpendo” le loro certezze?

    Bisogna denunciare, sempre di più e con forza. Non possono toglierci la nostra libertà ed i diritti che i nostri padri hanno conquistato, anche con il sangue. Piuttosto…. lascio questo Paese!!

    Ti auguro una buona serata.

  2. L’abbiamo visto insieme, sono rimasta incollata davanti al televisore ed ho avuto un brivido quando Grossman ha messo una mano sulla spalla di Saviano in segno di approvazione ma soprattutto di sostegno. E quell’apprendere una lezione di giornalismo, espresso da Fazio, ha suscitato una grande emozione. Ci vuole umiltà nella vita. Unita a capacità e coraggio. Grazie Roberto, sottoscrivo.
    Un bacio Angela.

  3. CIAO ANGELA , IO TI PARLO DAL VENTRE DI PARTENOPE , IO SONO FIGLIO DI PARTENOPE , ORGOGLIOSO E FIERO , PERO’ , ANCHE STUFO DI IPOCRISIE E DI MENSOGNE .
    .
    IO HO LETTO GOMORRA , FORSE PER PRIMO , IN OGNI CASO SUBITO , ED HO TROVATO IN QUEL LIBBRO NIENTE DI NUOVO , L’ UNICO DATO CHE HO RILEVATO E’ CHE IL GRANDE ROBERTO HA AVUTO IL CORAGGIO DI ” URLARE ” COSE CHE NEI PALAZZI SAPEVANO GIA’ .
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    CIO’ CHE RACCONTA ROBERTO , ALTRO NON E’ CHE QUELLA CHE QUALCHE DECENNIO FA’ , SI CHIAMAVA “QUESTIONE MERIDIONALE “, CHE IO HO SEMPRE CHIAMATO OCCUPAZIONE “DEMOCRATICA” DEL REGNO DELLE DUE SICILIE .
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    IL NORD , “IO NON SONO RAZZISTA NEI CONFRONTI DEL NORD” , PERO’ LA STORIA DICE CHE IL NORD HA RESO IL SUD ITALIA SCHIAVO ASSOGGETTATO AL SUO DOMINIO .
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    VEDI , POTREI PARLARTI PER ORE DELLA QUESTINE MERIDIONALE , E DEL PERCHE’ IL POTERE POLITICO HA PERMESSO MAFIA , CAMORRA E DRANGHETA ( SECONDO ME , E SONO SICURO DI NON DIVERGERE TROPPO DALLA REALTA’ ), MA NON VOGLIO ANNOIARTI TROPPO .
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    SE VUOI POSSO APPROFONDIRE E ARGOMENTARE , FACENDO UN POST SUL MIO BLOG , AL FINE DI CHIARIRE CIO’ CHE DICO .
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    SAI , UN MIO AVO , FORSE SI CHIAMAVA MASANIELLO .
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    UN SALUTO , ORGOGLIOSO , DAL VENTRE DELLA SIRENA PARTENOPE , DA BRUNO710

  4. Ciao Angela,
    è stata una trasmissione interessantissima, l’ho vista anche io che non guardo mai la televisione.
    Dovrebbero essere questi, e altri come questi, i programmi da trasmettere, se si vuole utilizzare il mezzo televisivo come uno strumento al servizio della società civile, al servizio della crescita morale e culturale.
    Purtroppo chissà quando verrà mandata in onda una trasmissione simile.
    Sul sito http://www.sosteniamosaviano.org/ è possibile sottoscrivere una lettera a sostegno di Saviano. Molti l’hanno firmata in occasione di questo evento televisivo, si notano dei picchi di firme in altre date, probabilmente in occasione di altri eventi. Accogliamo il giusto desiderio di Saviano di sentirsi apprezzato per quello che fa.
    Un caro saluto
    Flavio

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