Stato etico

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Lo Stato etico
e Gianfranco Fini

AdnKronos, 28 marzo 2009

“La società che verrà comporta l’obbligo per le istituzioni di essere laiche”. Lo ha rimarcato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento al congresso del Pdl, ammettendo di sapere che questa “è la questione che può aprire più discordia: mi è capitato già e mi capiterà su quest’argomento di essere in minoranza nel Pdl”.
Fini ha precisato che questo non vuol dire “negare il magistero morale della Chiesa e l’importanza del cattolicesimo per l’identità, né è contraddittorio con la difesa delle radici cristiane come fondamento dell’Europa. La laicità – ha sottolineato Fini – è separazione tra le due sfere”. E’ l’antidoto all’ideologia, ha proseguito, e allora, riferendosi al ddl sul testamento biologico approvato dal Senato, ha concluso: “Siamo proprio sicuri che rispetti quel dovere di laicità? Quando si impongono per legge certe convinzioni, beh sono convinzioni più vicine a uno Stato etico che a uno Stato laico”.
A difendere il testo approvato dal Senato sul testamento biologico è stato dal palco del congresso lo stesso Renato Schifani, che ha ammonito: “La laicità non può trasformarsi in omissione di responsabilità”. “Occorre intervenire quando ci sono dei vuoti normativi da colmare” ha rimarcato la seconda carica dello Stato, ricordando che “quando i senatori si sono occupati dell’argomento è stato perché hanno preso atto di un vuoto legislativo in cui è entrata la magistratura che aveva deciso per conto di Eluana, che doveva morire di fame e di sete”. Sul biotestamento, quindi, “i senatori hanno deciso in libertà di coscienza e una maggioranza del Senato, comprensiva di voti dell’opposizione, ha ritenuto che non costituisse accanimento terapeutico l’idratazione e l’alimentazione e che perciò non possano essere interrotte”.
D’accordo con Fini si è detto al congresso Altero Matteoli. “Fini con coraggio ha aperto un dibattito sullo Stato laico. Condivido totalmente, anche sul testamento biologico” sono state le parole del ministro delle Infrastrutture.
A condividere le dichiarazioni del presidente della Camera anche il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale. “Non posso che esprimere la mia condivisione con l’interpretazione del presidente della Camera – rimarca Marino – a proposito del rischio di avvicinarsi a uno Stato etico con la legge sul testamento biologico”. “Mi rammarico – aggiunge – perché questa posizione è purtroppo minoritaria all’interno del Pdl e, infatti, non vi sono state obiezioni in questo senso durante il dibattito al Senato”. Marino si augura comunque che “alle parole pronunciate oggi dal presidente Fini segua una nuova fase di riflessione che impegnerà nei prossimi mesi la Camera”.
Il presidente della Camera riceve il plauso anche di Rifondazione. ”Fini si avvicina alla verità nel definire il ddl sul biotestamento approvato dal Senato una legge ‘da stato etico’ – afferma il segretario Paolo Ferrero – Finalmente anche nel centrodestra ci si rende conto della follia di un provvedimento veramente da stato etico, indegno di un Paese laico e democratico”.
Anche per Beppino Englaro ”il disegno di legge” sul testamento biologico approvato al Senato ”per com’è concepito è proprio da Stato etico”. ”Il ddl – aggiunge Englaro – più che un’offesa a Eluana è un’offesa alle libertà fondamentali di tutti i cittadini”.
“Quando è iniziata la nostra vicenda io non avevo interlocutori – ricorda ripercorrendo la storia di Eluana – ero come un cane che abbaiava alla luna”. Però, dice Beppino Englaro commentando gli ultimi sviluppi, “la gente ha capito e i politici devono capirlo: questo è importante. Il clima culturale sta cambiando e trovo veramente singolare che il clima culturale nel Paese stia evolvendo così rapidamente; la nostra è una battaglia che va oltre: questo è stato capito dagli italiani”.

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30 marzo 2009
Al Senato il voto
sul “testamento biologico”

Questo voto, che è un insulto alla Costituzione e all’Italia migliore, ripropone il riesame di alcuni termini che sono entrati in un cattivo uso della politica e del linguaggio, come teodem e teocon. Facciamo qualche fatica ad usarli in modo alternativo, come si vede spesso fare da certa stampa, o nel senso di un teocon peggiorativo di teodem pur nel quadro italiano, come si sente fare da certe persone.
Teodem è la denominazione italiana del fanatico integralista cattolico che appoggia qualunque dichiarazione o accenno di dichiarazione reazionaria e oscurantista di Ratzinger e della CEI.
Teocon è la denominazione statunitense, riferita all’integralismo protestante che ha appoggiato le guerre aggressive di Bush per odio all’Islam. Ma In Italia i due termini stanno diventando ambivalenti.
Sono chiamati teodem certi integralisti della Margherita tuttora presenti, non si sa a che titolo, nel Pd (ma certo se ci stanno persone come Calearo e Colaninno!), caratterizzati da un esaltato attivismo sui temi etici concernenti la libera scelta individuale: rifiuto del divorzio, dell’aborto, dei contraccettivi, della ricerca sulle staminali embrionali, della fecondazione assistita, delle coppie di fatto, omofobi fino al punto da appoggiare l’attacco della Chiesa all’ONU sulla condanna ai paesi che impiccano gli omosessuali o discriminano i disabili, ginofobi e tesi a mantenere le donne in uno stato di sudditanza all’interno della Chiesa e dello Stato, antievoluzionisti, creazionisti e altri orrori.
Del gruppo di teodem nel Pd fanno parte Luigi Bobba, Paola Binetti, Enzo Carra, Marco Calgaro e Donato Mosella, Benedetto Adragna, Emanuela Baio Dossi, Egidio Banti, Dorina Bianchi, Cristina De Luca, Luigi Lusi e Antonino Papania, tutti molto vicini a Rutelli. Perché non stiano nel Pdl o nell’Udc è un mistero. Perché Veltroni abbia voluto espungere i radicali estremisti di sinistra ma accogliere i fanatici di destra è un altro mistero. Sembra che il termine teodem sia stato creato da Luigi Bobba, senatore ed ex presidente delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani.
Il termine teocon sembra esserne un peggiorativo, anche se è difficile immaginare qualcosa di peggio. Teocon viene da Theoconservative, conservatorismo religioso statunitense, che negli USA non si riferisce al mondo cattolico bensì a quello protestante, e in particolare alla spaventosa politica estera dell’amministrazione repubblicana, in quanto i suoi cultori hanno avallato tutte le guerre aggressive e devastanti di Bush e tutto il radicale e spietato neoliberismo che ha portato l’intero pianeta alla presente crisi economica di valori e di capitali.
La posizione teocon ha mostrato in USA la faccia più bieca del fanatismo religioso, quella che discende direttamente dal Ku Klux Klan e dall’eterna destra americana, bigotta, razzista e nazionalista, attivandosi orrendamente nelle guerre assassine in Medio Oriente con uno spirito territoriale di difesa etnica, culturale e fideistica non dissimile dal fanatismo ariano del nazismo.
In Italia i teodem hanno analogamente difeso con ogni serie di menzogne e smaccata propaganda sui media la politica estera di appoggio alla CIA e alla disastrosa guerra al Medio Oriente in appoggio alle truppe americane nell’occupazione dell’Afghanistan e dell’Irak.
Teodem e teocon attaccano ora le scelte personali e intime del cittadino italiano, negandogli un diritto che appartiene alle libertà fondamentali dell’uomo.
E col testamento biologico che impone il coma vegetativo sferrano un’ulteriore ferita all’habeas corpus, già messo in crisi dalla mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura, dall’assoluzione di fatto dell’assassinio di Stato, dal dominio incontrastato delle mafie assassine, dalla reintroduzione col Trattato di Lisbona della pena di morte.
Con l’orrendo e perverso testamento biologico che impone il coma vegetativo, il tessuto precario della difesa della vita umana viene ulteriormente aggredito, mentre l’integralismo sferra un ulteriore colpo alla Costituzione, negando di fatto l’art. 32, che è uno dei capisaldi del nostro sistema democratico.
Il termine teocon viene usato anche in Italia per movimenti cattolici violenti di destra come Comunione e Liberazione (che troviamo nel mercato dei posti di lavoro e nelle peggiori spartizioni di fondi pubblici della politica e della sanità lombarda o nello scandalo sui fondi europei per la Calabria), i Legionari di Cristo (di cui con Antonio Fazio abbiamo misurato i nefasti effetti sulla corruzione finanziaria e bancaria) e l’Opus Dei (che similmente alla P2 domina le posizioni di comando, anzi potremmo ipotizzare che con la P2 l’Opus dei abbia trovato forme di spartizione condivise, contro l’antica inimicizia che da sempre ha opposto la Chiesa alla Massoneria).
Il termine teocon è stato riferito a personaggi come Pera, Ferrara o la Fallaci, che hanno usato i segni cristiani in senso xenofobo, per una affermazione oppositiva dei valori cristiani che ha resuscitato l’odio islamofobo delle crociate.
Paradossalmente sia Ferrara che la Fallaci si sono dichiarati atei. L’odio anti-islamico è servito loro solo come pretesto per una ferocia in cui è arduo rinvenire valori cristiani, mancando qualsiasi fondamento religioso o etico. Evidentemente tali personaggi ritengono che il cristianesimo sia il loro background di diritto solo in quanto la Chiesa è una grande potenza materiale ed economica a cui appoggiarsi per trarne benefici, un potere che di spirituale o religioso non ha più niente ma che rappresenta tuttavia una forza politica ed economica che deve essere conservata e rafforzata in senso negativo e antievangelico, anche e specialmente con le guerre o la persecuzione dei migranti, in un concetto chiuso, proprietario e dispotico della propria cultura, intesa non come valore ma come possesso. La storia insegna che questa unione di poteri ha sempre connotato i peggiori Stati dittatoriali della destra nera, da Franco a Pinochet.

Stato eticoultima modifica: 2009-03-30T12:38:00+02:00da paginecorsare
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2 pensieri su “Stato etico

  1. Ciao Angela. Quello che mi sembra “surreale” è che l’esponente di un partito di destra come Fini, debba ricordare alla maggioranza di governo quali siano i princìpi che dovrebbero ispirare il legislatore, nel regolamentare la vita dei cittadini. Non ci sto capendo più nulla. O meglio, ho talmente tanti timori sul “fine” ultimo dell’accoppiata Berlusconi-Fini che mi rifiuto di credere ai miei stessi pensieri. Intanto, con il testamento biologico, se va avanti così ci stanno rifilando l’ennesima fregatura. Con buona pace di chi gridava all’assassino, nel corso di discussioni di recente memoria.

    Ti auguro una buona serata.

  2. Il pensiero del Presidente Fini su Stato laico e stato etico

    Secondo una famosa definizione del Prof. Giorgio Del Vecchio, “il diritto è il complesso delle norme che regolano tutti i possibili rapporti umani intercorrenti tra i soggetti di una collettività, secondo un principio etico che le determina, escludendone l’impedimento”. Se il Presidente della Camera avesse ricordato questa definizione, certamente non avrebbe mai detto, con riferimento al disegno di legge all’esame delle Camere sul c.d. testamento biologico, che il nostro stato si avvicina di più ad uno stato etico che non ad uno stato laico: alla luce della definizione sopra ricordata, parlare di “stato etico” non ha, infatti, alcun senso, se non si ipotizza che uno stato possa, nell’esercizio del potere legislativo, prescindere dalla valutazione di principi etici. Forse l’On. Fini voleva alludere alla figura di “stato confessionale” che ricorre (e chiaramente non è il nostro caso) quando è l’ordinamento a dar luogo ad una vera “professione di fede”, nel senso che informa la sua organizzazione ai principi di una determinata religione.
    Invero, non può dimenticarsi che il diritto positivo non dovrebbe mai prescindere da quel complesso di regole, definite “diritto naturale” (universalmente riconosciuto) che, rivelate direttamente dalla ragione ed informate alla natura dell’uomo, hanno carattere universale e non particolare, come i singoli diritti costituiti: rappresentando la perfetta giustizia, tali regole, pur essendo solo un concetto speculativo e non già un diritto vero e proprio, costituiscono pur sempre l’ideale del giusto e formano, di conseguenza, il modello a cui ogni legislazione positiva dovrebbe ispirarsi, soprattutto nella difesa delle posizioni dei soggetti più deboli ed indifesi.
    Sul più ampio problema dei rapporti tra Stato e Chiesa, rimando chi legge queste brevi note ad un mio articolo dal titolo: “Stato e Chiesa: indebita ingerenza della Chiesa nella politica italiana?”, presente nel mio blog http://www.eclissideivaloricristiani.blogspot.com . Federico Pellettieri

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