Pier Paolo Pasolini, “Lettere luterane”, 1976

Pier Paolo Pasolini
Lettere luterane, 1976

(pubblicazione postuma)

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Il volume postumo Lettere luterane si presenta come la parte finale e conclusiva degli Scritti corsari: raccoglie infatti gli articoli originariamente pubblicati sul “Corriere della Sera” e sul “Il Mondo” che vanno dal marzo 1975 all’ottobre dello stesso anno. Partendo dall’analisi delle mutazioni culturali, Pasolini rintracciava i segni di un inarrestabile degrado: la crisi dei valori umanistici e popolari; le lusinghe del consumismo, più forte e corruttore di qualsiasi altro potere; le distruzioni operate dalla classe politica; una invincibile e generalizzata “ansia di conformismo”; le mistificazioni di certi intellettuali autoproclamatisi progressisti. Non è vero che la Storia va sempre avanti: l’individuo e la società possono regredire. Come si potrebbe d’altronde definire la realtà che oggi stiamo vivendo se non un vero e proprio regresso, civile, politico, culturale?

Pier Paolo Pasolini, “Lettere luterane”, 1976ultima modifica: 2009-09-26T17:00:00+02:00da paginecorsare
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4 pensieri su “Pier Paolo Pasolini, “Lettere luterane”, 1976

  1. Sembra di leggere me! Lo senti com’è attuale, universale, senza tempo? E’ quello che cerco di dimostrare, e lui l’aveva capito in anticipo su tutti. La funzione educativa che lasciamo agire senza saperlo: diversamente da parenti e pedagoghi il resto dell’ambiente, che è lì e non desidera insegnarti, insegna solo con il suo esserci e tu l’apprendi senza saperlo. In un modo o nell’altro, nel tuo agire, ne terrai conto, o per accettarlo o per…rifiutarlo.
    Se molti smettessero le prevenzioni su Pasolini, e riiniziassero a leggerlo…ma per questi è solo un intellettuale di parte.
    :)bye

  2. Il post probabilmente è troppo generalista, anche se guardando il video si capiscono i riferimenti. Ultimamente non sto seguendo moltissimo le diatribbe politiche tra maggioranza ed opposizione, trovandole completamente costruite e prive di contenuti, ma mi è rimasto quell’anti-italiani che si sono rinfacciati a vicenda… a questo punto mi son detto forse è meglio essere anti-itagliani cioè contro di voi, entrambi, contro il vostro perbenismo, incoerenza, ipocrisia… e perseguire la mia strada forse troppo ideologica ma sicuramente + coerente e per nulla ipocrita. L’italiano è troppo conformista e allineato ormai, chi cerca di rompere questo appiattimento diventa quasi un terrorista, e questo porta ad essere costretti sempre + a cercare di alzare la voce, fin quando probabilmente si alzerà sempre più il livello del conflitto (che se anche nascosto molto bene, già c’è) e la storia credo abbia già detto dove la rabbia e la repressione possono portare. (Mi riferisco agli anni ’70)
    A presto e grazie
    Ciao

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