C’è ancora…

C’è ancora…
Ebbene sì, abbiamo ancora una Costituzione,
checché ne dicano Lorsignori.
Il Lodo Alfano NON è costituzionale

Articolo 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 138. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

“La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.

Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in qualunque altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritta il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.

Forse non è ancora caduta la goccia che farà traboccare il vaso della capacità di corrompere di Silvio Berlusconi per tenere in pugno il paese, ma è difficile non pensare che dal compleanno di Noemi in avanti si sia messo su di un piano inclinato (nazionale e internazionale) che lo rende ogni giorno più debole e più ricattabile, politicamente, economicamente, giudiziariamente. Non oggi, non domani, non dopodomani, ma il politico, l’imprenditore, l’uomo Silvio Berlusconi ha talmente tanti scheletri negli armadi dei propri palazzi e delle proprie ville che, per quanto blindato possa apparire in Parlamento il proprio governo, non potrà non cadere. La sentenza sul Lodo Alfano colpisce Berlusconi e lo trasforma oggettivamente in quella che negli Stati Uniti si chiamerebbe anatra zoppa. E’ un’anatra zoppa che potrebbe essere incalzata e abbattuta, domani o comunque presto, probabilmente da una congiura di palazzo.

L’opposizione infatti, quella che conta in Parlamento del Partito Democratico, continua a non battere colpi. Sembra che il proprio elettorato, colpito, sdegnato, offeso nei propri valori dalla vergogna berlusconiana, dal subire l’onta di vedere un paese distrutto nella propria convivenza civile dalla Lega Nord e nei propri valori etici dal Popolo della Libertà, non debba poter trovare una sponda in Parlamento. Solo la Costituzione, ma ben pochi oggi in Parlamento, rappresenta quel ‘senso dello Stato’ nel quale mi permetto di credere che ancora gli elettori di centro-sinistra, quelli che si sono appena ieri indignati per lo scudo fiscale, in assenza di una classe politica dell’opposizione che ha per l’ennesima volta dimostrato di essere di quart’ordine, si riconoscono.

Allo stesso tempo gli altri, IdV, la cosiddetta sinistra radicale, sembrano chiedere oggi le dimissioni del grande corruttore in una pura logica di occupazione di consenso e spazio politico lasciato vuoto dal PD. Per quest’ultimo la centralità del Palazzo, la ritualità congressuale, la strategia per giungere ad un accordo con l’Udc, che appare loro l’unica praticabile per cultura e per numeri nelle prossime elezioni, regionali o politiche, è l’unico riferimento possibile al di là di quelle che sono le aspettative e i bisogni degli elettori.

Stiano attenti però i burocrati del politburo del PD a che il piano inclinato berlusconiano non porti via anche loro. Demonizzate in questi anni le piazze, i girotondi, i grillini, i dipietristi e quant’altro esprimesse il disagio delle persone dabbene dileggiate in nome di una presunta superiore strategia dell’appeasement al grande corruttore. Una strategia tutt’altro che superiore che, dalla bicamerale in avanti, in questi anni al paese non ha risparmiato nulla del peggio berlusconiano e leghista. Una strategia che farà sì che prima o poi saranno anche loro travolti da un popolo di precarizzati, cassintegrati, disoccupati, da una generazione di giovani senza futuro che domanderà loro conto di quale tela tessevano mentre la dignità del paese veniva vilipesa ogni giorno. Saranno accomunati così alla marmaglia dei Gasparri, Bocchino, Cicchitto, Capezzone, Bondi, Gelmini, Brunetta, Tremonti, Calderoli, Maroni in un ‘que se vayan todos’ in stile argentino, accomunati nella sorte con il berlusconismo del quale hanno scelto di rappresentare non l’alternativa ma solo una faccia meno putrida.

Il pronunciamento sul Lodo Alfano lo ha dimostrato. Il paese non ha bisogno, anzi repelle e teme l’agonia del Partito Democratico proprio mentre Umberto Bossi e Silvio Berlusconi minacciano la nostra stessa convivenza civile per dimostrare ‘di che pasta sono fatti’. Il paese ha bisogno di un Partito dei diritti e dei doveri. Il paese ha bisogno di un Partito della Costituzione. Il programma è già stato scritto nel 1946.”

(Gennaro Carotenuto)

Allora, posso presentare l’ultima novità editoriale?

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Documenti, lettere, atti notarili e giudiziari, articoli e interviste: un dossier di controinformazione sulle attività politico-affaristiche di Silvio Berlusconi nel corso degli anni Settanta.
L’Edilnord a capitale “svizzero”, e gli scandali edilizi di “Milano 2” (con il dirottamento degli aerei da Linate). L’acquisizione, grazie all’avvocato Cesare Previti, delle proprietà terriere di Arcore e Cusago dell’eredità Casati Stampa (col soggiorno a villa San Martino dello stalliere mafioso Vittorio Mangano). L’affiliazione alla Loggia segreta P2, e l’attivismo piduista tra politica e affari (col finanziamento della scissione del Msi). La nascita dell’intrico societario Fininvest, tra fiduciarie, prestanome e ingenti capitali opachi, ricostruito dai magistrati antimafia di Palermo.
Le vicende di cui alla documentazione raccolta in questo libro sono state “cancellate” dal regime mediatico berlusconiano fattosi partito politico. La grande stampa ha censurato tutto col silenzio, e nessuna tv italiana si è mai occupata delle faccende documentate in queste pagine.
[Dalla quarta di copertina del libro, disponibile tra il 7 e il 10 ottobre in tutte le librerie d’Italia. La casa editrice informa che seguiranno anche i dossier ANNI OTTANTA, NOVANTA, DUEMILA]
C’è ancora…ultima modifica: 2009-10-07T19:26:00+02:00da paginecorsare
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4 pensieri su “C’è ancora…

  1. Bello il tuo blog, ne ignoravo l’esistenza, meno male che oggi passando in rassegna alcune pagine della comunity o il blog roll mi sono imbattuto su questa foto che mi ha molto incuriosito per cui sono arrivato qui. Complimenti e grazie, mi stai facendo rivivere con le categorie, i post e quello che inserisci uno degli autori che più amo.

  2. Barack Obama ha ricevuto il Nobel della pace, ma per il sacro dovere di un’ informazione pluralista lascio qui un link dedicato ad un personaggio che in questo periodo sta “abbronzato” anch’ egli… ma per motivi non dovuti alla pigmentazione della sua pelle…

    http://silvioperilnobel.sitonline.it/

    Da vedere, negli elenchi a sinistra (strano non li abbiano fatti a destra)

    “Il nostro inno alla pace” e “Tesimonial d’ eccezione”.

  3. Ciao Angela, anch’io esulto per la sentenza che ha dichiarato incostituzionale il lodo Alfano, ma non esulto troppo perchè ci sono quei 6 voti contrari che mi preoccupano molto. Infatti, come è possibile che 6 giudici abbiano avuto il coraggio di ritenere legittima una legge palesemente incostituzionale? Mi fa paura il mancato rispetto della Costituzione proprio da chi ha il compito di tutelarla.
    Ciao, buon fine settimana

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