La ferita… Racconti per le vittime innocenti di camorra

La ferita…
Racconti per le vittime innocenti di camorra
Scritto da Riccardo Brun, Daniela De Crescenzo, Mario Gelardi, Rosario Esposito La Rossa, Ciro Marino, Giuseppe Miale Di Mauro, Angelo Petrella, Peppe Ruggiero, Roberto Russo, Conchita Sannino, Daniele Sanzone e Roberto Saviano.
Prefazione del magistrato Raffaele Cantone.
Postfazione di Don Tonino Palmese
A cura di Mario Gelardi
Con il patrocinio di: LIBERA Campania, Libera Caserta, Coordinamento campano familiari vittime innocenti di criminalità.
I diritti d’autore di questo libro saranno devoluti dagli autori dei racconti, alla cooperativa “Le terre di Don Diana” – Libera Terra Campania.

Editore “Ad est dell’Equatore”, Napoli
Potete ordinare il libro presso la vostra libreria oppure sul sito della casa editrice

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Che cos’è La Ferita
Di Mario Gelardi

cop_laferita_mariogelardi.jpg“La Ferita” è stata un’esperienza teatrale ed umana molto forte. Accanto all’incontro con migliaia di ragazzi della scuole della Campania e successivamente di comunità di ogni parte del paese, l’incontro tra gli autori e soprattutto tra loro e i parenti delle vittime, ha segnato una traccia indelebile nel percorso artistico di ognuno di noi.

Dopo l’esperienza teatrale, ab- biamo pensato di raccogliere in un libro i racconti che gli autori (scrittori, giornalisti, autori teatrali) hanno voluto dedicare alle vittime innocenti di camorra. Vittime che a volte diventano solo nomi in elenchi comme- morativi.

Abbiamo realizzato un lavoro che fosse anche una testimonianza, una documentazione dei fatti tragici avvenuti in questi anni. Perché non si perdesse la memoria di chi non c’è più.

Tra i brani che compongono questo progetto, c’è il discorso di Roberto Saviano fatto a Casal Di principe, un momento lancinante che ha segnato la vita dello scrittore.

Il primo giornalista ucciso dalla camorra Giancarlo Siani è raccontato dall’altrettanto giovane scrittore Angelo Petrella. Annalisa Durante, ragazzina di undici anni coinvolta in un conflitto a fuoco tra due clan rivali, è raccontata dal giovanissimo Rosario Esposito La Rossa che ripercorre anche le vicende collegate alla tragica scomparsa di suo cugino Antonio Landieri.

Ancora i giovani nelle storie narrate da Mario Gelardi, le vite stroncate per sbaglio di Simonetta Lamberti e di Gigi Sequino e Paolo Castaldi. E Don Cesare Boscin, vittima del traffico dei rifiuti tossici, raccontato da Peppe Ruggiero, l’autore del documentario inchiesta “Biutifull cauntri”. Lello Pastore, primo e unico industriale a denunciare il pizzo nella sua città: Giuseppe Miale di Mauro racconta l’incontro con la moglie dell’imprenditore.

Non possiamo dimenticare in questo breve elenco Don Peppino Diana, ucciso dalla camorra nella sua chiesa di Casal di Principe. Ed Ancora, Silvia Ruotolo, Domenico Noviello, Attilio Romanò. La strage di Castel Volturo, raccontata da Riccardo Brun.

Consideriamo “La ferita” una precisa presa di posizione da parte di questi giovani autori, che testimoniano con le loro parole, un allarme che deve restare sempre vivo. Il libro è edito da “Ad Est dell’Equatore” giovane e dinamica realtà editoriale della nostra regione.

Ha detto Roberto Saviano de La ferita:
“Quando mi capitò la prima volta di partecipare a La Ferita mi sembrò di essere capitato in un territorio d’eccezione. Lentamente mi sono accorto che questa ferita diveniva sempre più in grado di infettare il circostante. Infettare un circostante che continuava a volersi vedere sano. E di questa salubrità si voleva invece essere il contrario. Se il presente si definiva sano, di questa integrità volevamo essere malattia. E così mi appassionai all’idea di poter ritornare a ricordarci malati. Parteciparci è un modo per avere parte. Avere parte. E’ quello che sento sempre di dover decidere. La ferita in fondo è questo, è avere una parte. Don Peppino Diana diceva: Non voglio sapere se Dio esiste o no, ma voglio sapere da che parte sta. Ecco noi questo dobbiamo cercare di avere, avere parte. Tutto qui.

La Ferita racconta di uomini e donne che non avevano scelto di contrapporsi a questa idra dalle mille teste che è la camorra, ma che per ragioni casuali o per obbedire a propri principi sono stati costretti a divenire eroi. Mi piace pensare a tutti loro come “eroi per caso”, utilizzando l’affermazione senza alcuna enfasi retorica, ma semplicemente nel suo significato letterale di persone che, per coraggio o abnegazione, si sono imposte all’ammirazione di tutti.

La Ferita vuole cercare di fissare il ricordo, di evitare che i nomi ed il coraggio di questi uomini possano inevitabilmente essere piano piano dimenticati, divenire una sorta di foto sbiadita, lasciata in qualche polveroso cassetto. Il loro ricordo non dovrà essere una sorta di ossequio a un santino ma servire perché pensando al loro sacrificio si possa apprezzare ogni giorno quali siano le conseguenze devastanti che ha lasciato, lascia e purtroppo lascerà ancora sul campo la camorra.

Ai giovani, credo, e agli studenti questo libro potrebbe far compagnia quotidiana perché nelle scelte di tutti i giorni della loro vita capiscano quanto sia importante e necessario decidere, stando dalla parte giusta. Solo così – e lo dico con enfasi solo apparente ma credendo fino in fondo alle parole che scrivo – l’ingiusta morte di tante Simonetta Lamberti, Annalisa Durante, Silvia Ruotolo, Giancarlo Siani, Don Peppino Diana e tanti altri non si trasformerà in una testimonianza inutile.
(dalla prefazione del giudice Raffaele Cantone)

La memoria delle vittime ha un potere straordinario che consiste di far diventare vero un grande paradosso, che mi piace sintetizzarlo attraverso questa espressione: ci sono vivi che puzzano di morte e ci sono morti (come le vittime innocenti delle varie forme di violenza) che profumano di vita. È il ricordo di queste vittime che determina un solo desiderio: vivere per un mondo giusto. (Don Tonino Palese, referente regionale di LIBERA)

ROBERTO SAVIANO SARA’ PRESENTE MERCOLEDI’ 11 NOVEMBRE 2009
NELLO “SPECIALE CHE TEMPO CHE FA”, RAI3, ORE 21,10

La ferita… Racconti per le vittime innocenti di camorraultima modifica: 2009-11-10T15:25:00+01:00da paginecorsare
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