Alda Merini

Alda Merini
Povera da viva, ricca da morta
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Il 4 novembre 2009 per Alda Merini esequie con il massimo degli onori. Ha avuto funerali di Stato, quello stesso Stato che l’ha lasciata vivere in condizioni di estrema indigenza e povertà. Intanto, agguerrite Case editrici già annunciano pubblicazioni di suoi scritti e di sue poesie inedite con grande tempestività e sicuro successo economico. Così la grande Poeta morta in povertà, riposerà negli agi della ricchezza.

… e malgrado tutto
la mia tomba continua a cantare
anche se mi sono azzoppata
cercando disperatamente
di correrti dietro.

 

Lettere

Rivedo le tue lettere d’amore
Illuminata adesso da un distacco
Senza quasi rancore

L’illusione era forte a sostenerci
Ci reggevamo entrambi negli abbracci
Pregando che durassero gli intenti.
Ci promettevamo il sempre degli amanti
Certi nei nostri spiriti d’Iddii

E hai potuto lasciarmi
E hai potuto intuire un’altra luce
Che seguitasse dopo le mie spalle.

Mi hai suscitato dalle scarse origini
Con richiami di musica divina
Mi hai resa divergenza di dolore
Spazio per la tua vita di ricerca
Per abitarmi il tempo di un errore
E m’hai lasciato solo le tue lettere
Onde io ribevessi la mia assenza.

Vorrei un figlio da te
Che sia una spada lucente
Come un grido d’alta grazia
Che sia pietra
Che sia novello Adamo
Lievito del mio sangue
E che risolva più dolcemente
Questa nostra sete.

Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
Già mando fiori da ogni stanco ramo
E fiorita son tutta
E di ogni vena vo scerpando il mio lutto
Perché genesi sei della mia carne.

Ma il mio cuore è trafitto dall’amore
Ha desiderio di mondarsi in vivo
E perciò dammi un figlio delicato
Un bellissimo vergine viticcio
Da allacciare al mio tronco.

E tu possente padre
Tu olmo ricco d’ogni forza antica
Metterai dolci ombre alle mie luci.

(Alda Merini)

Alda Meriniultima modifica: 2009-11-12T23:35:00+01:00da paginecorsare
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