Il razzismo è…

Il razzismo è…

Il razzismo è fratello del fascismo.
Stesso sangue e stessa gente.
Il razzismo è fratello del leghismo.
Stesso sangue e stessa gente.
Il razzismo è fratello dell’ignoranza.
Stesso sangue e stessa gente.
Attenzione a queste genti, che come gli untori
cercano di contagiarci.
Il razzismo in tempi come questi è facile prenderlo.
Un licenziamento, una casa che non si trova,
un salario ridotto e subito ti puoi contagiare di razzismo.
Per non diventare razzisti basta avere sempre in testa
che siamo esseri umani e che siamo figli di un’unica razza.
Quella umana.
Un antidoto al razzismo è una sana cultura di classe.
Il mondo non è diviso in razze, ma in classi sociali.
Quando si capiscono bene questi principi, addio al razzismo.
Possiamo andare tranquilli che mai ci influenzeranno
con le loro idee balorde!
Quindi per essere sani e non ammalarci di razzismo
ripassate ogni giorno un’opera di Marx e di Engels.

13 ottobre 2009, Maurizio Mariani

*  *  *

Tutti i volti del razzismo
di Angelo Mastrandrea
“il manifesto” 13 ottobre 2009

Ciò che spaventa di più in un’Italia che pare aver perso ogni inibizione nei confronti del tabù razzista non è tanto la frequenza con cui esso si manifesta, quanto l’assuefazione dell’opinione pubblica e in qualche caso la condiscendenza che lascia campo libero alle aggressioni a chiunque sia percepito come «diverso». Ultima quella di domenica ai danni di una coppia gay a Roma, in pieno giorno, all’indomani della manifestazione nazionale contro l’omofobia. Non muta il nostro giudizio, semmai rafforza la nostra rabbia il fatto che uno dei due aggrediti, Massimo Fusillo, è un nostro collaboratore. A Massimo Fusillo, al suo compagno e a chiunque – uomo, donna, gay, migrante – sia vittima della violenza razzista contro ogni forma di presunta devianza va la solidarietà attiva di tutto il collettivo del manifesto.

L’escalation di violenze è intollerabile, non solo quando a sparare e uccidere sono i killer della camorra, come accadde un anno fa a Castelvolturno, o ad accoltellare sono ragazzotti affascinati dall’estrema destra, ma anche quando a picchiare sono squadrette di «sceriffi» al soldo del Comune a caccia dell’Emmanuel Bonsu o della prostituta di turno; o i vigili urbani che, nella Milano che costruisce l’Expo, in nome della sicurezza vanno a caccia di clandestini a bordo di sinistri bus con le sbarre; o ancora la Guardia di finanza che mette a soqquadro un intero quartiere di Roma, il Pigneto, per «rastrellare» un pugno di senegalesi in una stramba operazione anti-contraffazione, come una settimana fa a Roma.

C’è chi soffia sul fuoco, attizzando gli istinti bestiali del paese. Come fa Renato Farina sul Giornale: «A lume di buon senso – arriva a scrivere – quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?».

Sabato prossimo, proprio nella capitale sfilerà un corteo nel nome di Jerry Masslo, un giovane rifugiato africano ucciso nel 1989 a Villa Literno, ai primordi del fenomeno immigratorio nel nostro paese. Dall’onda emozionale suscitata dal caso furono partorite una grande manifestazione antirazzista e in seguito una legge, la prima, che provava a regolare l’immigrazione, che prese il nome dell’allora ministro della Giustizia Claudio Martelli. Alcune leggi sono passate da allora sotto i ponti e il securitarismo ha definitivamente preso il sopravvento sull’accoglienza. Così, questa volta nel mirino ci saranno il «pacchetto sicurezza» e le sue svariate derive locali, i respingimenti in mare senza verifica del diritto d’asilo e la chiusura dei Cie, un problema europeo e non solo italiano.

A differenza di vent’anni fa, il movimento antirazzista è molto più isolato di allora, e non solo per la mancanza di sponde politiche. Proviamo a farlo sentire meno solo. Nel suo picco, il manifesto farà la sua parte e, naturalmente, sabato sarà in piazza.

Il razzismo è…ultima modifica: 2009-11-13T15:42:00+01:00da paginecorsare
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