12 dicembre: piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anni

12 dicembre 1969: Piazza Fontana.
Una strage lunga quarant’anni

MILANO, TEATRO DAL VERME: PATMOS DI P.P. PASOLINI

Alle 16.30 del 12 dicembre 1969, a Milano, presso la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, esplode nel salone centrale, gremito di clienti impiegati e funzionari, una bomba. Si contano sedici morti e ottantaquattro feriti. Quasi contemporaneamente, altri tre ordigni esplodono a Roma. Alle 16.55 una bomba scoppia nel passaggio sotterraneo della Banca Nazionale del Lavoro che collega le due entrate dell’istituto provocando il ferimento di tredici persone. Le altre due esplosioni avvengono, una alle 17.22 davanti all’Altare della Patria e l’altra alle 17.30, all’ingresso del museo del Risorgimento, con altre quattro persone ferite. Un ultimo ordigno, contenuto in una cassetta metallica portavalori, viene ritrovato inesploso, ancora a Milano, nella filiale della Banca Commerciale Italiana di Piazza della Scala. La sincronizzazione degli attentati, le tecniche e i materiali usati fanno subito comprendere che tutti gli episodi sono da inquadrarsi in un unico disegno cospiratorio, che in seguito sarà chiamato “Strategia della tensione“.

– Cronologia delle indagini e degli avvenimenti legati alla strage
– I documenti raccolti dal “Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa” del quale facevano parte Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli

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11 – 12 dicembre 2009: Iniziative a Milano.
Patmos, di P.P. Pasolini

All’indomani della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969) Pier Paolo Pasolini scriveva Patmos (dal nome dell’isola greca in cui l’Apostolo Giovanni scrisse l’ultimo libro della Bibbia, l’Apocalisse) per esprimere sdegno e orrore. Pasolini chiama qui, con nome e cognome, ciascuna vittima di quella orrenda strage, tracciandone un profilo breve e incisivo, in modo da renderci famigliare la rispettiva figura, vita, abitudini, lavoro.

A partire dal poemetto di Pasolini, prende vita un’orazione laica per voci e megafono. Una proposta essenziale nella forma, spoglia di ogni orpello estetico per ribadire la necessità del teatro a farsi portavoce “civile” delle nostre inquietudini. L’orazione, che fa da Prologo al Concerto per ricordare la strage del ’69, vedrà nel Porticato del Teatro Dal Verme due attori, Carla Chiarelli e Fabrizio Parenti, alle prese con un testo la cui struttura immaginifica della scrittura apocalittica si intreccia con lo stile dell’articolo di cronaca.

Già portato in scena nella suggestiva cornice di Villa Panza di Varese, Patmos ha costituito la prima tappa del progetto “La giostra dell’Apocalisse”, realizzato sempre a Milano da Outis nel 2008 presso la Rotonda di via Besana.

L’orazione ha la durata di 20 minuti, e si rivolge sia agli spettatori che parteciperanno al Concerto successivo, sia ai passanti.

Altre iniziative si svolgeranno al Teatro Grassi e, promosse dalla Cgil milanese, al Teatro Studio: comprenderanno anche la manifestazione commemorativa che partirà da piazza della Scala domani alle ore 15.00. Non vi è notizia ufficiale, almeno finora, della partecipazione ufficiale o ufficiosa di esponenti di Comune e Provincia di Milano e della Regione Lombardia. Elenco qui di seguito le iniziative previste.

Porticato del Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
Venerdì 11 dicembre 2009 | ore 19.15, replica 19.45
Prologo al Concerto per ricordare: “Piazza Fontana 1969-2009”:
Patmos, di Pier Paolo Pasolini

Sala Grande del Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
Venerdì 11 dicembre 2009 | ore 20.30

Teatro Grassi – Via Rovello n. 2 – Milano

Sabato 12 dicembre 2009 | ore 12.00 Museo di Milano – Inaugurazione Mostra fotografica
Via Sant’Andrea n. 6 – Milano

Iniziative della Cgil milanese:
Sabato 12 dicembre 2009 | ore 15.00 Concentramento in piazza della Scala
Sabato 12 dicembre 2009 | ore 15.30 Partenza del corteo per piazza Fontana
Sabato 12 dicembre 2009 | ore 16.30 Piazza Fontana: Deposizione corone e discorsi – “La città si ferma e ascolta”, comunicazione con mezzi audiovisivi in ricordo della strage
Lunedì 14 dicembre 2009 ! Piccolo Teatro – Teatro Studio, via Rivoli 6: “Dall’autunno caldo alla strage di piazza Fontana”, Teatro, Immagini e Musica. Parteciperà il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

Piccolo Teatro di Milano, Teatro Grassi:
Sabato 12 dicembre 2009 | ore 18.30 Riapertura della sede storica di Via Rovello:
Il Piccolo Teatro di Milano per le vittime di Piazza Fontana.
Quarant’anni dopo

“Considerate questa città” – antologia di letture, da Eschilo a Simone
Weil a cura di Marco Rampoldi, da un’idea di Luca Ronconi
“Vittime” – anteprima nazionale del film documentario di
Giovanna Gagliardo realizzato su iniziativa di AIVITER, MIBAC,
Rai Cinema, Rai Teche – produzione OffSide
Ingresso libero, prenotazione obbligatoria. Piccolo Teatro – Teatro Grassi, via Rovello 2

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Aspettative e chiavi di lettura del quaderno “Piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anni”.
Parzialmente tratto da: “Il Pane e le Rose

piazzafontana_corsera.jpgLa prima presentazione pubblica del Quaderno di Contropiano “Piazza Fontana, una strage lunga quarant’anni” svoltasi a Roma il 3 dicembre 2009, ha visto non solo una sala piena di gente e di aspettative, ma ha confermato la pregnanza del lavoro di ricostruzione storica e di attualizzazione politica che il contributo della redazione di Contropiano e della Libreria Quarto Stato ha voluto dare alla ricorrenza dei quaranta anni dalla Strage di Stato del 12 dicembre 1969.

Coordinata dal direttore di Radio Città Aperta, Marco Santopadre, la discussione – dopo l’esposizione fatta dai due autori: Ernesto Rascato e Sergio Cararo – ha visto l’inaspettata e straordinaria testimonianza di Pasquale Valitutti, il compagno anarchico che fu l’ultimo a vedere vivo Giuseppe Pinelli nei locali della Questura di Milano […] Sono seguiti gli interventi di altri protagonisti dell’inchiesta sulla strage del 12 dicembre come Roberto Mander (autore anche di un contributo sul Quaderno) e Roberto Gargamelli. Entrambi ci hanno tenuto a respingere chiavi di lettura che stanno affiorando negli ultimi mesi e che tentano nuovamente di affidare agli anarchici parte della responsabilità sulla strage in piazza Fontana.

La parte delle testimonianze è stata interrotta dalla suggestiva lettura del testo di Pierpaolo Pasolini del novembre 1974 sulle stragi realizzata con grande efficacia dall’attore romano Marco Carlaccini. Quel “Io so i nomi di chi ha compiuto le stragi” con cui Pasolini annunciava negli Scritti Corsari del ‘74 le possibilità e al tempo stesso la rinuncia degli intellettuali di portare a galla la verità, rimane uno dei documenti più belli e significativi di una intera e drammatica epoca storica, una voce potente che non a caso fu spenta attraverso una morte violenta.

Nel dibattito sono poi intervenuti a commento del quaderno Stefania Limiti (autrice del recente libro “L’Anello della Repubblica” sul servizio segreto più segreto messo in piedi nel dopoguerra per le operazioni “sporche”), Francesco Piccioni, Peppe Mattina (ha ricostruito i passaggi che portarono all’avvio della controinchiesta che produsse lo storico libro “La Strage di Stato” ed ha ricordato le mille incongruenze della pista anarchica su cui gli apparati dello stato cercarono di orientare da subito le indagini e la gestione politica della strage di piazza Fontana).

La continuità nella logica della guerra di bassa intensità

La chiave di lettura avanzata dagli autori rispetto ai fatti storici e alle loro conseguenze sulla lotta e la vita politica nel nostro paese della “Guerra di bassa intensità” scatenata alla fine degli anni Sessanta contro i movimenti e la sinistra con le strategia delle stragi, è partita da due tesi fondamentali: la verità giudiziaria sulla strage di Piazza Fontana è ormai depotenziata da ogni possibile conclusione coerente mentre è possibile, doveroso e necessario praticare il terreno della verità storica e politica che restituisca il senso della realtà a quanto accaduto. Non solo. C’è una estensione della tesi degli autori, i quali affermano perentoriamente la linea della continuità ideologica, politica, morale tra la rete degli “uomini neri” che concepì e realizzò la strategia delle stragi e della guerra di bassa intensità con il blocco reazionario che oggi gestisce il potere nel nostro paese. E’ altrimenti difficile spiegarsi la brutalità della repressione in piazza delle manifestazioni del luglio 2001 a Genova, l’odio di classe e l’anticomunismo viscerale che ispira le azioni del governo in carica, il clima di vendetta che permea quelle forze che da decenni impediscono con campagne di criminalizzazione politica, mediatica e giudiziaria ogni tentativo di spiegare storicamente il conflitto di classe degli anni ’70. La “beatificazione” e la cooptazione e dei neofascisti in tutti gli ambiti interni o collaterali alle forze di governo, vorrebbe sancire una vittoria della storia contro le forze della sinistra di classe che in Italia si opposero frontalmente alla strategia stragista e alla guerra di bassa intensità.

Quello che tutti sapevano e che nessuno voleva dire

La presentazione del Quaderno “sulla strage lunga quarant’anni” è stata poi arricchita da alcune rivelazioni inedite. Una volta chiusa la stampa del quaderno, gli autori hanno ricevuto da una fonte alcune informazioni “sensibili” delle audizioni del giudice Salvini davanti alla Commissione Parlamentari sulle Stragi nel 1997. Buona parte dei quei 21 minuti di sedute segrete della Commissione di cui il Quaderno lamentava l’impossibilità di sapere, hanno avuto così la possibilità di essere riempiti.

Il quadro che ne emerge chiama direttamente in causa nella strategia delle stragi i servizi segreti militari USA, soprattutto quelli di stanza nella base del comando FTASE di Verona, i quali attraverso i loro agenti italiani (Digilio, Minetto, Soffiatti) agivano in modo coordinato con le cellule neofasciste di Ordine Nuovo e con gli apparati dello stato italiano nella “guerra sul fronte interno” contro i comunisti, i sindacati e i settori della DC recalcitranti a trasformare la “guerra fredda in guerra civile”. L’americano supervisore della rete degli uomini neri ha il nome di Joseph Longo ed è l’agente che cooptò nella guerra di bassa intensità anche alcuni criminali nazisti come Karl Hass (con cui Longo si fa fotografare insieme in un matrimonio). Gli “uomini neri” cioè gli autori delle stragi non erano più di venticinque/trenta persone organizzate su cinque cellule collocate a Milano e quattro nel Nordest.

Insomma l’inchiesta del giudice Salvini ha portato alla luce tutto o gran parte di quello che c’era da sapere dietro e dopo la strage di Piazza Fontana sul piano giudiziario. Ma la sentenza del 2005 per un verso e la complice inerzia della politica (inclusi i partiti della sinistra eredi del Pci) dall’altro, hanno scientemente perseguito l’obiettivo di lasciare impunita la strage di Stato e di depistare l’attenzione su mille piste diverse che hanno confuso quella giusta. La verità sui mandanti era scomoda per il potere democristiano ma anche per l’opposizione che scelse il compromesso storico con la Dc e la subalternità agli Usa e alla Nato. Quando nel primo governo Prodi (1996-2001) ci fu la possibilità di fare chiarezza, prevalse la decisione di lasciare la verità seppellita negli archivi e in sentenze assolutorie. Di questo occorre essere consapevoli e da questo occorre partire per una battaglia di verità storica e politica sulla strage di Stato che non deve e non può fare sconti a nessuno.

Il Quaderno “Piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anni” sarà presentato in diverse città italiane e crescono di giorno in giorno le richieste. C’è da augurarsi che prenda corpo un percorso attivo e collettivo che cominci a demolire la storia rovesciata in cui hanno cercato di manipolare la conoscenza storica e la verità politica nel nostro paese.

12 dicembre: piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anniultima modifica: 2009-12-11T17:50:00+01:00da paginecorsare
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4 pensieri su “12 dicembre: piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anni

  1. Ciao Angela e buona serata. Commento qua perché nel tuo ultimo post si ripropone il problema verificatosi di recente. Manca il form dei commenti.

    A proposito del tuo commento “deduttivo” lasciato da me: incredibile e meraviglioso!!! Hai individuato alla perfezione il soggetto del mio post: il Vaticano!! Complimenti dovuti (Dalai ha parlato di “gara” impari, veramente!!!)

    Riprenderò l’argomento in futuro… oggi, purtroppo, l’attenzione è stata “deviata” su tutt’altro genere di notizia. Brutto momento, secondo me. Non ci voleva!!

    A proposito di Piazza Fontana… pochi giorni fa ho visto un documentario, su history channel, che parlava di “Gladio” e ad un certo punto è saltato fuori che la stessa era un’organizzazione stay-behind della NATO, usata nel più vasto programma NATO di “contrasto” al’espansione del comunismo in Europa e per la “difesa” da possibili invasioni russe. Ora, è stato accertato che dietro l’attentato di piazza Fontana ci sono soggetti legati a Gladio. Ma se Gladio è legata alla NATO, vuol dire che la NATO, come organizzazione, potrebbe non essere all’oscuro delle strategie messe in atto in Italia per creare quella “tensione” che poi sfociò in Piazza Fontana ma anche nella strage alla Stazione di Bologna (anche lì c’è l’ombra di Gladio). Strategia creata apposta per accrescere nell’opinione pubblica il sentimento anti-comunista.

    Ti rendi conto che mostruosità fu messa in atto all’epoca??? Per giunta, altre organizzazioni stay-behind gestite dalla NATO sembra siano dietro altri gravi attentati in Germania e Belgio.

  2. COMPLIMENTI ANGELA , HAI RISPOSTO AL PRIMO COLPO AL QUESITO DI CARLO .
    IO HO SPARATO LONTANO , ANCHE PERCHE’ , NON IMMAGINAVO COSTASSE TANTO L’ ACQUA ……….. SANTA .
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    CARLO E’ UN TACCAGNO ………. NON VUOLE SACRIFICARSI PER LA FEDE .
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    UN GRANDISSIMO SALUTO ANGELA .

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