1° marzo 2010

1° marzo 2010

Quarto Stato - Dario Fo - 2010

A loro la parola…

Buon Primo Marzo !!
Dario Fo per “il Fatto Quotidiano”
[clicca sull’immagine per ingrandirla]
TUTTA LA GIORNATA IN DIRETTA TV:
[quest’ultimo, però, non è annunciato sul relativo sito]
[Da “la Repubblica”, in formato pdf]
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 1/3/2010 ORE 14,02
Enzo Apicella - PRIMO MARZO

La vignetta “fulminante” che è pervenuta nella mia mailbox da Enzo Apicella

poco fa. Autore di fumetti, designer, pittore e giornalista, Apicella ha collaborato e tuttora collabora con quotidiani e riviste di fama internazionale come il «Guardian», l’«Observer»,
«il manifesto», «Punch», l’«Economist», «Private Eye» e «Harpers & Queen».
È designer e grafico, architetto e decoratore. Ma soprattutto cartoonist: il profilo di un creativo che ha scelto di stare con i più deboli. Da Cuba alla Palestina.
Dal 1954 vive a Londra.
Lunedì 1° marzo 2010 vi sarà il primo “sciopero degli immigrati”, in Italia, Francia, Spagna e Grecia. E in queste ore è stato anche pubblicato un manifesto dedicato ai rom schedati, agli africani di Rosarno perseguitati e a tutte le vittime anonime del razzismo: è l’iniziativa “Non toccare il mio amico” (www.nontoccareilmioamico.net) lanciata dall’ONG SOS Razzismo, che ha diffuso il Manifesto contro il razzismo in Italia, sottoscritto da Oliviero e Lola Toscani, autori dell’immagine della campagna, una Gioconda di colore. Il Manifesto chiede che non sia assimilato il problema del razzismo alla questione dell’immigrazione, perché è un modo di giustificare tutte le violenze commesse impunemente contro gli stranieri e gli immigrati, denuncia con decisione le leggi relative all’immigrazione in Italia, uniche in Europa per il loro carattere xenofobo, che fanno di persone integrate nella società italiana dei veri paria. E poi: richiama tutti i cittadini, le associazioni, i sindacati e gli uomini politici alla vigilanza contro i discorsi razzisti, fa appello a tutti i partiti rispettosi dei Diritti dell’Uomo perché respingano per principio ogni alleanza con la Lega Nord e con qualsiasi altra formazione razzista e xenofoba, e alla società civile e allo Stato perché lottino contro il razzismo e l’antisemitismo mobilitando l’educazione, il diritto e la cultura. Il manifesto è stato già sottoscritto da moltissimi firmatari tra cui Dario Fo, Moni Ovadia, Gino Strada, Beppe Grillo, Roberto Saviano e molti altri. Propongo qui di seguito l’articolo di Fabrizio Gatti sull'”Espresso” del 25 febbraio. Inoltre, l’elenco delle iniziative nelle varie città d’Italia.
Il primo marzo di tutti noi
di Fabrizio Gatti
l’Espresso” 25 febbraio 2010

I miei compagni di classe alla scuola materna dicevano che non dovevo parlare con Elio. Eravamo bambini di quattro e cinque anni. Elio aveva un cognome lombardo, era discendente di una famiglia lombarda da generazioni. Ma aveva una colpa per la quale doveva essere escluso dai nostri giochi: Elio abitava con i terroni.

Elio viveva in un caseggiato malmesso affacciato su un cortile polveroso. E i suoi vicini di casa erano famiglie di calabresi, siciliani, campani che si ammassavano nei bilocali senza bagno, una porta e una sola finestra in cambio di un lavoro come manovali, addetti alle pulizie, i più fortunati come operai nell’industria. Era il 1970 e Milano e la sua provincia avevano tre categorie di abitanti. C’erano i lombardi, baluardo dell’operosità e dell’onestà. C’erano i terroni del Nord, veneti e friulani, bravi, eh, onesti pure loro, ma non mancavano le suore e i parroci che mettevano in guardia i teenager del posto, mai fidanzarsi con venete e friulane che, si sa, sono ragazze di facili costumi. Poi c’erano i terroni terroni: quegli incoscienti che fanno figli come conigli, non sanno nemmeno parlare l’italiano, non si lavano, anzi puzzano, Dio santo come si fa a vivere così, tengono le galline in cucina, piangono miseria, affitti la casa a uno di loro e te la ritrovi piena di gente, in Comune hanno sempre la precedenza nelle liste per le case popolari, per i libri a scuola, non hanno voglia di lavorare e lo Stato li premia, sono mafiosi, rubano, violentano le donne, guarda le loro mogli, si vestono di nero e le vecchie sono obbligate a portare il velo, ma come si fa, sono così diversi da noi, mica possiamo accoglierli tutti questi terroni, non siamo razzisti per carità, ma perché non li aiutano a casa loro? Quei discorsi, respirati dai bambini, avevano condannato Elio all’esclusione. Perfino lui che era lombardo.

Ma oggi, quarant’anni dopo, quell’insulto, terrone, è praticamente scomparso. Chi fa più caso all’origine geografica di un cognome o di un nome? È bastata una generazione per cancellare gli effetti di questa segregazione. E grazie a quell’immigrazione interna dal 1970 l’Italia, la sua industria, la sua economia, la sua cultura, hanno potuto crescere. Adesso la sfida è la stessa: costruire una nuova unità, una nuova ricchezza del Paese. La sfida è mettere la generazione dei nostri figli nelle condizioni di considerare normale la differenza di pelle, di nome, di religione, al punto da non considerarla più una differenza. Ci vorrà tempo. Forse, come per il piccolo Elio e per tutti noi ex terroni, ci vorrà un’intera generazione. Ma le fondamenta perché questo avvenga dipendono da quello che noi facciamo oggi.

La segregazione tra italiani e stranieri è ancora feroce, ma il sistema xenofobo che l’ha voluta si avvia alla decomposizione. Non ha futuro. Il sistema di potere che l’ha prodotto è già morto, sta marcendo nel cancro delle tangenti, nelle complicità con la mafia, nella parodia dell’onestà e della buona amministrazione che dal 1994 in poi ha diviso l’Italia e l’ha ridotta al cadavere che è. Il capolinea di tutto questo è il 2013, forse anche prima. Poi ci sarà il vuoto. E tutti noi, cittadini onesti, che non ci riconosciamo nel marciume della corruzione, abbiamo l’obbligo di riempirlo. Anche semplicemente con la nostra presenza, con le nostre piccole azioni quotidiane. Ecco perché le manifestazioni di lunedì primo marzo sono un’occasione importante per esserci, per pretendere un Paese diverso, per rendere possibile una nuova unità nazionale dove la libertà di esistere non dipende dal passaporto del luogo dove ciascuno di noi è nato ma dallo Stato, dalla città, dal quartiere dove ora vive. Esserci è un dovere di solidarietà nei confronti di Ion Cazacu, ingenere e muratore, padre di due bimbe, bruciato vivo dal suo datore di lavoro. È un dovere nei confronti dei braccianti presi a fucilate a Rosarno. Ma è anche l’unico, ultimo mezzo che ci resta per far sapere che in questa Italia in cui la criminalità organizzata siede in Parlamento tutti noi, cittadini onesti, oggi siamo stranieri.

Fabrizio Gatti parteciperà alle manifestazioni di Milanol

* * *

13 maggio 2009:
“(…)
Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull’onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti. Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle.
(…) Il silenzio è calato nelle strade calabresi. Nessuno si ribella. Solo gli africani lo fanno. E facendolo difendono la cittadinanza per tutti i calabresi, per tutti gli italiani.”
Da Roberto Saviano, Gli africani contro i clan sono sempre più coraggiosi di noi, “la Repubblica” 9 gennaio 2010
“Contro le mafie gli immigrati sono più coraggiosi di noi”. Lo ha detto Roberto Saviano a proposito degli scontri di Rosarno, ricordando che quella calabrese «è la quarta rivolta degli africani in Italia contro le mafie: per questo non vanno criminalizzati ma scelti come alleati contro l’ illegalità». “La prima rivolta – ricorda lo scrittore – a Villa Literno nel 1989, la seconda a Castelvolturno nel 2008 e le ultime due a Rosarno, sempre dopo aggressioni subite da membri della comunità africana.
Gli immigrati sembrano avere un coraggio contro le mafie che gli italiani hanno perso poiché per loro contrastare le organizzazioni criminali è questione di vita o di morte”.

Cosa succederà in Italia il Primo Marzo?
Roma
Alle ore 17, il corteo delle reti antirazziste si snoderà da Porta Maggiore, passando da piazza Vittorio Emanuele, Santa Maria Maggiore e piazza Esquilino. A questo punto il comitato migranti si unirà al corteo e tutti confluiranno in piazza Vittorio Emanuele, dove alle 18 si aprirà la manifestazione indetta dal comitato Primo Marzo. Sono previsti concerti, con l’esibizione dell’Orchestra multietnica di Piazza Vittorio e una serie di interventi.
Milano
1° marzo: Ritrovo alle 9.30 in Piazza della Scala (Palazzo Marino, sede del Comune); il corteo farà cerchio intorno attorno al Municipio milanese. Momento di dibattito con al centro i temi e i problemi del lavoro. Alle 13.00 srotoleremo tre grandi striscioni gialli in tre luoghi significativi per la vita degli immigrati a Milano: la Questura (“Permesso di soggiorno per tutti. Tempi di rinnovo più rapidi”), Tribunale (“Migrare non è reato”) e Via Corelli (“Basta silenzi. Chiudiamo i centri di identificazione ed espulsione”). Nel pomeriggio, raduno in piazza Duomo dalle ore 17.30. Terremo, in Piazza, lezioni di lingue straniere in Italiano e per gli Italiani; saremo con Franca Rame e Dario Fo alle 18; lancio dei palloncini alle ore 18.30. Partenza del corteo in direzione di piazza Castello alle 19: microfono aperto con una serie di interventi e chiusura con musica da vivo.

Incontro pubblico: 1° Marzo dalle ore 11 alle ore 13.30 presso l’Auditorium di via U. Dini 7 (Piazza Abbiategrasso MM2) organizzato dalle Associazioni “NonUnodiMeno” e “Centro Comunitario Puecher” insieme alle scuole: Allende, Torricelli e Varalli. – Presiede: Giuseppe Deiana – Presidente Centro Comunitario Puecher – Saluti dei dirigenti scolastici degli istituti: Allende, Torricelli, Varalli – Introduce: Giansandro Barzaghi – Presidente Associazione “NonUnodiMeno” – Monologo di Modou Gueje – Associazione Maschere Nere – Intervento di Don Giancarlo Quadri – Responsabile Pastorale dei migranti – Intervento di Pap Khouma – scrittore senegalese – Testimonianza di Giorgio Bezzecchi – Segretario Opera Nomadi – Performance teatrale a cura di Silvano Piccardi – attore e regista – Suoneranno musicisti Rom.
Palermo
“Ventiquattr’ore con noi presenti e visibili”. Appuntamento domenica 28 febbraio alle ore 16 in piazza Castelnuovo (Politeama) per la presentazione dell’iniziativa e concerto. A partire dalle ore 21 ci si sposterà nel mercato di Ballarò per la “Notte nera”. Il 1° marzo appuntamento in piazza Bolognini, raduno e partenza del corteo.

Genova
Appuntamento ore 18 dalla commenda di Prè per la partenza del corteo, arrivo piazza Matteotti per manifestazione, festa e concerto ore 20.

Brescia
Giornata di mobilitazione in piazza della Loggia, con presidio dalle ore 10 alle 14. Ci saranno presidi in vari mercati della provincia (ad esempio a Rovato dove confluiranno le donne), davanti alle scuole e alle fabbriche.

Napoli
Partenza del corteo alle ore 11 da piazza Garibaldi.

Siracusa e Catania
Alle sei del mattino del 1° marzo gli aderenti ai comitati di Catania e Siracusa faranno un pellegrinaggio in pulmino nei luoghi del caporalato nella campagna attorno a Cassibile. Insieme parteciperanno anche al corteo indetto dagli studenti di Siracusa (partenza ore nove) e al pranzo in solidarietà a padre Carlo D’Antoni, ancora agli arresti domiciliari.
A Catania è previsto un presidio nella zona in cui si concentrano i venditori senegalesi (piazza Stesicoro). Alle 18 una delegazione sarà ricevuta in prefettura, la sera ci sarà una festa etnica. A Siracusa, a conclusione del corteo, ci sarà un momento di intrattenimento, con attività varie, cucina etnica e coinvolgimento degli studenti. Alle 17 ci sarà un dibattito pubblico, la sera un concerto.

Perugia
In programma, a partire dalle 14.30, un raduno in piazza Italia, da qui partirà un corteo in direzione di corso Vannucci che confluirà a piazza IV novembre dove cominceranno gli interventi dei responsabili delle Associazioni e della società civile. Seguiranno momenti di musica, lancio dei palloncini gialli, uso di fumogeni gialli e presidio della piazza fino alle 18.30.

Bologna
Appuntamento per lunedì 1° marzo, dalle 16 alle 19 in piazza del Nettuno. In piazza sarà allestita una mostra fotografica con i volti dei nuovi cittadini italiani. Chiunque volesse può fermarsi, farsi fotografare e far inserire il proprio ritratto.

Pordenone
A Pordenone l’appuntamento per il primo marzo è in piazza XX settembre a partire dalle ore 10 “per colorare la piazza di giallo”. Durante il sit-in ci saranno una lezione all’aperto, giochi e momenti di animazione per i più piccoli.

Bergamo
Sciopero e manifestazione pacifica per i diritti degli stranieri davanti al Comune di Bergamo (palazzo Frizzoni) alle ore 18.

Trento
Presidio dalle ore 10 alle 12 di lunedì 1° marzo di fronte all’Ospedale santa Chiara con le lavoratrici delle imprese delle pulizie. In serata è prevista una festa con la partecipazione dell’Orchestra terrestre. Varie iniziative in programma a Rovereto e nelle valli.

Bari
Due i momenti più significativi in programma nel capoluogo pugliese. Alle ore 10, presso l’aula IX – III piano dell’ateneo, è prevista l’assemblea pubblica “Il paradosso degli invisibili”. Dalle 18.30, in piazza del Ferrarese, sono in programma le iniziative promosse dal comitato locale: lettura di testi sui temi della giornata, testimonianze e racconti delle comunità migranti di Bari.

Bolzano
Appuntamento in piazza della Mostra lunedì 1° marzo dalle 11 alle 20: stand informativi, concerti di gruppi musicali locali, attività teatrali,laboratorio di pittura per bambini. Il momento principale sarà alle ore 18 con il lancio di palloncini gialli.

Oristano
Appuntamento alle 11.30 in piazza Eleonora con un sit-in e diffusione di volantini. Alle 17.30 è previsto il lancio collettivo dei palloncini mentre alle 18.30, presso il centro servizi culturali (via Carpaccio, 9), è in programma “1+1 – che odore può avere un disegno?”, storia vera di undici migranti perduti nell’Oceano Atlantico raccontata e messa in scena dalla compagnia “Hanife Ana-teatrojazz”. A seguire, alle 19.30, proiezione di documentari sulla migrazione italiana.

Venezia
Lunedì 1° marzo, dalle ore 9, appuntamento davanti al municipio di Mestre (via Palazzo) per la manifestazione degli studenti. Alle ore 17, appuntamento in piazza Ferretto a Mestre.

Forlì Cesena
Essendo giorno di mercato, la mattina del 1° marzo si cercherà di coinvolgere le bancarelle facendo volantinaggio e distribuzione di fiocchetti gialli. Alle ore 16.30 appuntamento in piazza Saffi con gazebo e tavoli: animazione per bambini, concerto e lancio in aria di palloncini gialli (alle 18.30). Alle ore 20 in programma una conferenza, dibattito e testimonianze.

Trieste
Alle ore 15 ritrovo in piazza Sant’Antonio e partenza di una “squadra” che andrà a cancellare le scritte razziste dai muri delle città. A partire dalle 13, in piazza Ponterosso, banchetti informativi e partenza, alle ore 17, di un corteo.

Taranto
In piazza Immacolata a partire dalle ore 17.30 e fino alle 21.30 è prevista un’assemblea di strada gestita dalle comunità migranti. Proiezioni video e musica dal vivo a cura della comunità senegalese.

Vicenza
Sabato 27 febbraio, sciopero della spesa; presidio / piazza tematica dalle ore 16; Spettacolo teatrale ORE 20.30 “Parto! Scene di ordinaria dis-integrazione”, Teatro San Giuseppe, via del Mercato Nuovo – Lunedì 1° marzo, ore 8.30, Piazzale della Stazione FS: Manifestazione studentesca aperta a tutti. Alle 19.30 raduno partenza della fiaccolata da via Tecchio per richiedere il ritiro della delibera comunale sull’idoneità di alloggio.

Como
“Con il giallo accendi l’accoglienza, spegni la violenza”. Questo lo slogan del presidio in programma a Cantù (largo XX settembre) dalle ore 17.30 alle 20.

Reggio Emilia
Il primo marzo vedrà la presenza di un presidio in piazza Casotti, dalle ore 10 alle 18. Un altro momento di mobilitazione è previsto dalle 10 alle 12 davanti alla prefettura (corso Garbali, 45). “Per dire di no al razzismo e alla legge Bossi-Fini, per la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro”.

Campobasso
Conferenza stampa il 25 febbraio di presentazione delle iniziative del Comitato Primo Marzo 2010. Lunedì 1° marzo appuntamento in piazza San Francesco per la manifestazione cittadina.

Lucca
Presidio dalle 10 di mattina in piazzale Ricasoli (stazione ferroviaria) con gazebo e banchetto con materiale informativo e raccolta firme. poi nel pomeriggio concentramento e partenza in corteo verso il centro cittadino per arrivare sotto la prefettura dove ci fermeremo per presidiare con tanto di microfono aperto a tutti i partecipanti.

neri-celebri.jpg

Lecco
Ritrovo alle ore 18 davanti alla stazione. A seguire un corteo che si snoderà lungo via Dante, piazza Manzoni, via Roma, piazza Garbali.

Varese
Lunedì 1° marzo il Comitato offrirà una cena etnica ai detenuti e ai secondini del carcere di Varese. Presidio e corteo in piazza XX Settembre dalle 16 alle 20. Verrà distribuita una lettera aperta alla cittadinanza che sarà anche letta in tutte le scuole.

Monza e Brianza
Sabato 27 febbraio appuntamento a Desio, in via Monte Sabotino (ore 9.30): “Dedicato a Rashid”, commemorazione dei morti sul lavoro”. Ore 10.30, in piazza Don Giussani, sit in sul tema del lavoro. A Monza, presso la sede Cisl (via Dante 17/a) incontro di presentazione del Comitato Primomarzo, ore 11.30.
Domenica 28 febbraio, alle 16 partirà una manifestazione per le vie del centro, partenza e arrivo da piazza Trento e Trieste. Lunedì 1° marzo volantinaggi scuole e luoghi di lavoro; dalle 8.30 alle 11 presidio alla sede Inps di via Correggio.

Ancona

Corteo nelle vie del centro da corso Carlo Alberto a piazza Roma. Partenza alle ore 9.30.

Firenze
Lunedì 1° marzo si svolgerà un presidio in piazza SS Anunziata, dalle 16 alle 20. È previsto un corteo in mattinata (organizzato dai Cobas) che confluirà nella piazza.

Rimini
In mattinata volantinaggio in piazza Cavour (a partire dalle 11) e ritrovo alle 17, presso la stazione FS, per la partenza del corteo che sfilerà per le vie del centro. Alle 19, presso la Vecchia Pescheria “Sound meticcio” aperitivo tematico.

Udine
l cuore della giornata sarà una manifestazione/sit-in che si svolgerà in piazza S. Giacomo dalle ore 17.,0, e che alternerà gli interventi al microfono (fra cui quello del sindaco Furio Honsell).

Reggio Calabria
Volantinaggio a tappeto nei tre giorni che precedono la giornata del primo marzo con distribuzione dell’appello multilingue redatto dal comitato e delle fasce gialle. Il 28 febbraio una delegazione sarà presente all’elezione della consulta comunale degli stranieri. Lunedì 1° marzo chi può non aprirà la bancarella al mercato comunale mentre gli altri lavoratori che non potranno scioperare indosseranno la fascia gialla. È inoltre previsto un corteo che partirà da piazza Garibaldi alle ore 15 mentre in piazza Duomo verrà allestito un “Villaggio dell’accoglienza e dell’integrazione”.

Torino
Volantinaggio e informazione alla Questura/stranieri, corso Verona 4, ritrovo ore 06.00 a cura del coordinamento – Sciopero della fame per una giornata promosso dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta per chiedere la riduzione dei tempi per l´ottenimento dei documenti necessari per il soggiorno in Italia – Volantinaggio e informazione presso Lingotto 8 gallery, a cura RdB-Cobas-SDL,ore 15.00 – Presidio/protesta fronte prefettura Torino, piazza Castello ore 16.00 – 16.30, a cura dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Presidio di massa, fronte Porta Nuova, ore 17.00, a cura del Coordinamento.

Sassari

Piazza Sant’Antonio ore 17, corteso e sit-in in piazza d’Italia.
Prato
Ore 15 sit-in in piazza del Comune.

Padova
Tutto il giorno in Prefettura: ore 10, Lezioni di clandestinità; ore 11, Assemblea dei docenti delle scuole; ore 13, Cibi dal mondo (pranzo); ore 15.30, Incontro con il Prefetto per la moratoria sugli sfratti (contemporaneamente lezioni di arte del liceo artistico e spettacolo teatrale); ore 17, Corteo; ore 22, Carovana in Zona industriale. Hanno formalmente lanciato lo sciopero per tutto il giorno: TNT di Limena, TNT di Monselice, CPS Carraro di Campodarsego, GLS di Padova, Cartotecnica Postumia, Dab Pumps. Per qualche ora Dhl, Michelen

Alte Ceccato
Fiaccolata contro delibera ideneità d’alloggio; ore 19,30, ritrovo via Tecchio (vicino Bertozzo Sport, Statale 11).

Verona
Appuntamento in Piazza alle ore 11, Piazza S. Toscana – Porta Vescovo.

Treviso
Happening antirazzista in Piazza Borsa a Treviso ore 17.

Modena
Appuntamento alla stazione alle 14,15 per andare tutti insieme all’appuntamento di Bologna, Piazza del Nettuno (dalle ore 16).

Messina
Il primo marzo si apre la ‘Primavera Antirazzista’, una campagna nazionale che si svolgerà dal 1° al 21 marzo e ha l’obiettivo di difendere e promuovere i diritti dei migranti, valorizzandone ruolo e presenza in Italia. A Messina la ‘Primavera Antirazzista’ si fonderà con la solidarietà nei confronti della popolazione Rom da anni residente in città. Il 2 Febbraio scorso, infatti, i vigili urbani hanno effettuato l’identificazione e la schedatura dei residenti nel campo Rom di S. Ranieri, rendendo palese l’intenzione di realizzarne lo sgombero senza garantire una soluzione abitativa e giuridica ai circa 70 abitanti, di cui metà bambini. Alle ore 10,30 del primo marzo, presso il Municipio di Messina (Palazzo dei leoni – Provincia, Saletta delle Commissioni) vi sarà una conferenza stampa delle organizzazioni del fronte sociale cittadino che promuove l’appello di solidarietà e la prima simbolica consegna delle firme raccolte. Nel pomeriggio, alle ore 14, verrà organizzato un sit-in dinanzi ai locali della Prefettura di Messina, e alle 18, a Piazza Cairoli, si terrà un presidio per sensibilizzare i cittadini e sarà presentato il video “Terra estrema” di Enrico Montalbano.
Abbiategrasso
Dalle 11.00 alle 13.30, presso l’Auditorium di Via U. Dini 7 (Piazza Abbiategrasso MM2), incontro pubblico promosso dalle associazioni “Non Uno Di Meno” e “Centro Comunitario Puecher”, insieme alle scuole Allende, Torricelli e Varalli. Interverranno: Giuseppe Deiana, i dirigenti degli istituiti scolastici, Pap Khouma, Don Gino Rigoldi, Giorgio Bezzecchi (Opera Nomadi), Modou Gueye (Associazione Maschere Nere). Si concluderà con una performance teatrale a cura di Silvano Piccardi e con musica dal vivo offerta dai Musicisti Rom.

Reggio Emilia
Il programma della giornata prevede un presidio permanente in Piazza Casotti dalle ore 9 alle 18 dove si alterneranno a microfono aperto più interventi, testimonianze, letture e performance da parte di stranieri, italiani, artisti, musicisti e scrittori e un presidio dalle 10 alle 11 davanti alla Prefettura di Reggio Emilia. Il presidio davanti alla prefettura sarà occasione per riaffermare il diritto al soggiorno per tutti gli immigrati che hanno presentato domanda di regolarizzazione con la sanatoria 2009 ed attraverso i decreti flussi. Persistendo nel rifiuto al rilascio dei permessi di soggiorno si permette che i migranti continuino ad essere vittime di delinquenti ed organizzazioni mafiose che lucrano sul lavoro nero e l’irregolarità.
Il comitato per il Primo Marzo presenta anche i dati dello sciopero: in quasi tutte le aziende metalmeccaniche della provincia sono previsti momenti di mobilitazione che coinvolgeranno centinaia di lavoratori immigrati e italiani. Le modalità di adesione andranno dallo sciopero di 8 ore alla fermata con momenti informativi promossi dalle rappresentanze sindacali delle aziende; riportiamo alcuni esempi: – Terim di Rubiera: 8 ore di sciopero per i 180 dipendenti – Ipcleaning di Rubiera: 4 ore di sciopero per 160 dipendenti – RCF di Reggio Emilia: 1 ora di sciopero per i 200 dipendenti – Zincatura Padana della Val d’Enza: nei tre turni sono previste 4 ore di sciopero per ogni turno – Corghi di Correggio e Faba di s. Ilario: fermata di ½ ora con i lavoratori immigrati che si astengono dal lavoro per tutto il giorno – Tecnogas di Gualtieri e Cuccolini di Reggio Emilia: fermata con momento informativo ed assemblea – Nuova SPC di Reggio: ¼ d’ora di fermata per 60 dipendenti

Parma
Alle ore 17.30, presidio, con volantinaggio a cura dei ragazzi del MFE, in Piazza Garibaldi promosso dalla Cgil, Libera, Emergency, MFE e molti altri. Sciopero di un’ora (ultima ora) organizzato dalle RSU delle ditte SMA Serbatoi, Trancerie Emiliane, Praxair, Matthews Int, Casappa, Crown. Sciopero di 2 ore (ultime ore) organizzato dalla RSU TAS PR.

Pavia
Presidio dalle ore 18.00 in piazza della Vittoria, con interventi di lavoratori immigrati e rappresentanti di associazioni. Lancio di palloncini alle 18.30.

Pistoia
Dal Coordinamento antirazzista: il 1° marzo invitiamo tutte e tutti a rendere visibile il rifiuto di ogni complicità con provvedimenti normativi che legalizzano pregiudizio, paura e intolleranza, indossando un braccialettino o un nastrino giallo e partecipando alla festa, organizzata presso lo Spazio Liberato ex Breda est di Viale Pacinotti 9, che inizierà alle ore 20 con una cena autogestita e proseguirà con interventi musicali, testimonianze e filmati.
immigrati01.jpg

Alle 18.30, in tutte le città d’Italia, saranno lanciati in cielo palloncini gialli (in lattice biodegradabile): il cielo si colorerà di giallo!
SCIOPERTO DEGLI IMMIGRATI – 1° MARZO 2010
QUESTA PAGINA VERRA’ AGGIORNATA CON NUOVE ADESIONI
1° marzo 2010ultima modifica: 2010-02-27T12:10:00+01:00da paginecorsare
Reposta per primo quest’articolo

8 pensieri su “1° marzo 2010

  1. penso che anche qui nella mia città,Pisa,si faccia qualche manifestazione oggi,io purtroppo sono impedito a partecipare ma con il cuore ci sono.Gramsci è anche una mia passione,quando leggo le sue lettere dal carcere resto sempre meravigliato e commosso per quella grandezza d’animo che mostra.

  2. E può succedere anche in questa Italia, in questa Genova. Un segnale netto, spontaneo, un momento, come non si ricordava da tempo, di fratellanza e solidarietà. Genova si è risvegliata oggi diversa. Genova ha ribadito la consapevolezza di questa diversità. E come un abbaglio di emotività urbana ha dato luce, con i 5 mila manifestanti di tutte le età e di tutti i paesi, alla rappresentazione del mondo che verrà. Un mondo che da ieri ha nuovamente una dignità.

    E anche chi si ostina a non vedere l’orizzonte del futuro, da ieri ha un nuovo stimolo con il quale confrontarsi. Lo sciopero del primo marzo, è importante ribadirlo, è partito da un esempio, la giornata senza immigrati promossa in Francia. Un esempio preso in prestito da 4 persone volenterose ed idealiste.

    Idealiste nel non accettare passivamente e con frustrazione lo stato di cose presente.

    Questa è una storia che per le modalità con le quali si è sviluppata, proietta tutti i partecipanti nel futuro. L’Italia ha fatto un balzo in avanti come non faceva da anni, il futuro è già qui, anche se in molti si ostinano ad ignorarlo, per ideologia, per calcolo politico o per sfruttamento economico. Lo sciopero del primo marzo è rappresentativo del futuro sotto due profili, il terzo, quello della multiculturalità, è stato l’oggetto stesso della manifestazione.

    Il primo punto è il mezzo attraverso il quale si è potuta coordinare e dirigere un’esigenza collettiva di reazione alla xenofobia popolare e al razzismo istituzionale: questo mezzo è stato in primis Facebook, un social network, un nuovo media. Le sue potenzialità si sono rivelate concretamente tenendo in rete quasi 50 mila persone, fornendo la possibilità di dibattere, confrontare idee e posizioni, raggiungere un percorso comune condiviso perché frutto di effettiva discussione. La realtà, poi, chiaramente, si è decisa per le strade e non sui computer, ma lo stimolo è partito dalla rete, come una scintilla in un pagliaio di malriposta accettazione e incontenibile sdegno. E gli stessi che su Facebook si confrontavano hanno portato il digitale all’analogico, la voce di bit alla voce della parola, una mano tesa a tutti quelli che vivono sulla loro pelle lo sfruttamento quotidiano e la lingua infame della discriminazione razziale.

    Il secondo punto che emerge nella proiezione del futuro sull’oggi e il ruolo svolto dai partiti e dai sindacati. Questa è stata una manifestazione apartitica e asindacale. E questo è il futuro delle rivendicazioni politiche popolari.

    Apartitica perché sino ad oggi nessun partito è riuscito a porre un freno alla deriva in corso in questo paese e tutto l’arco parlamentare ne porta oggi le responsabilità.

    Asindacale perchè i sindacati confederali e su tutti la CGIL hanno manifestato sin dall’inizio timori che un evento del genere potesse fallire, timori di appoggiare una massa, a loro vista informe, di individui uniti da qualcosa che trascende il diritto del lavoro, e che allo stesso tempo lo contestualizza all’interno dei diritti umani.

    Asindacale perché gli stranieri iscritti alla CGIL non hanno sino ad oggi trovato nella rappresentanza sindacale uno strumento che potesse far acquisire loro lo status di cittadini. L’immigrato è un lavoratore, non un cittadino. Il sindacato non ha mai tentato di spezzare questo vincolo. E in tanti si domandano dove fosse e quale debba essere il ruolo del sindacato nel momento in cui dei lavoratori, non importa se italiani o stranieri, manifestino la necessità di scendere in piazza. A Genova la CGIL ha patrocinato l’evento, ma non ha aderito. Ci si interroga ancora sul peso, le cause e le conseguenze di tale posizione, in termini di rapporti di forza fra le istituzioni nel rappresentare la propria base legittimamente o nel rappresentare un ulteriore e indebito strumento di controllo.

Lascia un commento