Genocidio cattolico dei nativi americani in Canada – 1 / 3

Genocidio cattolico dei nativi americani in Canada

1 / 3

I misfatti della Chiesa sui bambini – 50 mila bambini indigeni morti  nelle scuole gestite dalla Chiesa cattolica canadese. Gli omicidi e gli abusi sono stati nascosti e insabbiati dal governo canadese e dalla Santa Sede

Un ringraziamento a Giorgio Di Costanzo
che mi ha fatto conoscere questa terribile pagina e mi ha
autorizzato a riproporla

Dal blog di GDC “In sonno e in veglia“, 9 aprile 2010

genocidio-canada.jpg

Abusi sessuali, sterilizzazioni di massa, decine di migliaia di bambini morti nelle scuole cattoliche del Canada dal 1922 al 1984. Un caso che sta per arrivare a Roma
di Marco Cinque
il manifesto“, 4 aprile 2010

IL MENÙ DELLE TORTURE
Dai capelli strappati alle bastonature, dall’isolamento all’acqua ghiacciata

Decine e decine di sopravvissuti provenienti da dieci diverse scuole residenziali degli stati canadesi della British Columbia e dell’Ontario hanno descritto, tutti sotto giuramento, le seguenti torture, inflitte fra il 1922 ed il 1994, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di solo cinque anni di età:

stringere fili e lenze da pesca attorno al pene dei bambini;
inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene;
tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi;
costringerli a mangiare cibo pieno di vermi o rigurgitato;
dire loro che i genitori erano morti o che stavano per essere uccisi;
denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente o sessualmente;
costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a quando non crollavano;
immergerli nell’acqua ghiacciata;
costringerli a dormire all’aperto durante l’inverno;
strappare loro i capelli dalla testa;
sbattere ripetutamente le loro teste contro superfici in muratura o in legno;
colpirli quotidianamente senza preavviso tramite fruste, bastoni, finimenti da cavallo, cinghie metalliche decorate, stecche da biliardo e tubi di ferro;
estrarre loro i denti senza analgesici;
rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua né cibo;
somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla testa, ai genitali e agli arti.

IL CASO CANADESE
Dal consiglio delle tribù sette domande al Vaticano

Le richieste rivolte al Papa Ratzinger e ai vertici vaticani da dodici anziani del Consiglio
che rappresentano le nazioni Cree, Squamish, Halda e Metis

1. Identificare il posto dove sono sepolti i bambini morti in queste scuole cattoliche, e ordinare che i loro resti vengano restituiti ai loro familiari per una degna sepoltura.

2. Identificare e consegnare le persone responsabili per queste morti.

3. Divulgare tutte le prove riguardanti questi decessi e i crimini commessi nelle scuole residenziali, consentendo il pubblico accesso agli archivi del Vaticano ed altri registri delle altre Chiese coinvolte.

4. Revocare le bolle pontificie “Romanus Pontifex” (1455) e “Inter Catera” (1943), e tutte le altre leggi che sanzionarono la conquista e la distruzione dei popoli indigeni non-cristiani nel Nuovo Mondo.

5. Revocare la politica del Vaticano, in parte formulata dall’attuale Papa, che richiede che vescovi e preti tengano segrete le prove degli abusi subiti da bambini indigeni nelle loro chiese invitando le vittime al silenzio.

6. Venire in Canada di persona per visitare i quartieri più poveri, dove abitano i sopravvissuti
delle scuole residenziali, e chiedere perdono a queste persone per il genocidio e per la politica
messa in atto dalla sua Chiesa nei loro confronti, e giurare pubblicamente che tali azioni e politiche non si ripeteranno mai più.

7. Presentarsi davanti al Tribunale Internazionale sui Crimini di Guerra e sul Genocidio in Canada per rispondere alle accuse che lui e la sua chiesa siano responsabili per la distruzione
e la morte di milioni di Nativi Americani.

Hidden from History:
The Canadian Holocaust
The Untold Story of the Genocide of Aboriginal Peoples by Church and State in Canada

VEDI:
canadiangenocide.nativeweb.org
hiddenfromhistory.org
nativiamericani.it
hunkapi.com
associazioneilcerchio.it

video su Arcoiris TV – «Unrepentant»

* * *

Dal sito nativiamericani.it

Domenica, 4 aprile 2010, in Piazza S. Pietro a Roma, Kevin Annett e la delegazione di Nativi Americani, dovevano tenere un servizio commemorativo fuori dal Vaticano, come previsto nel tour italiano organizzato da varie persone e associazioni italiane. Il ritrovo per tutti era davanti all’hotel Columbus, lato sinistro di Via della Conciliazione andando verso San Pietro ore 10.30. All’appuntamento, è mancata la presenza di Clarita Vargas, mentre c’era Charles Cook, e naturalmente Kevin Annett, sua moglie, Vittorio Delle Fratte dell’Associazione “Il Cerchio” e altre persone giunte da varie zone dell’Italia per unirsi alla delegazione in questo momento di preghiera. Ma più che la pioggia, comunque insistente, è stata la polizia a presentarsi al gruppo, prima due agenti, poi altri, bene informati poiché hanno chiesto chi era Kevin Annett e chi il responsabile accompagnatore della delegazione; la loro “preoccupazione” era l’aver saputo che dovevano essere esibiti dei cartelli o degli striscioni, quindi hanno proceduto, nonostante le ovvie rimostranze pacifiche, a prendere i nomi a tutti, intimando di spostarsi da una parte per fare una cosa “tranquilla”, e che al primo striscione o cartello che usciva fuori sarebbero stati tutti quanti denunciati. Così è stato fatto, ma Kevin ha deciso, nonostante il “beneplacito” della polizia a procedere, di non fare più niente. Il servizio commemorativo è stato fatto l’indomani mattina, stavolta senza impedimenti, in un proseguimento ideale di quello compiuto l’anno scorso nel medesimo luogo, l’11 ottobre 2009.

Più tardi, sempre in piazza San Pietro, si è svolto un particolare servizio in memoria dell’amico di Kevin Annett, e compagno attivista, in prima linea nella lunga lotta per la giustizia per i bambini scomparsi e uccisi nelle scuole residenziali indiane in Canada, Dawson Johnny, per gli amici Bingo, sopravvissuto alle violenze subite nella scuola residenziale di Alert Bay della Chiesa Anglicana, deceduto il 14 dicembre 2009 per lesioni interne in seguito a gravi percosse di alcuni ufficiali VPD. L’invito che rivolgiamo a chi era presente è quello di scrivere qui le proprie impressioni, anche sulla poco simpatica intrusione delle forze di polizia, il cui timore e la cui preoccupazione francamente ci pare esagerata e fuori da un lecito contesto di puro mantenimento dell’ordine pubblico.

IN QUESTO POST DI NATIVIAMERICANI.IT HA COMMENTATO MARZIA:

Buonasera a tutti. Io sono stata presente a tutti e TRE gli incontri. Si, TRE e non DUE. Ora vi spiego: Domenica mattina siamo stati identificati dalla polizia, anche Charles Cook, e dopo lungo peregrinare ci siamo trovati un po’ dispersi e un po’ bagnati e Kevin ha deciso di rimandare. Potrei dire molto (e dirò) su questa domenica pasquale un po’ surreale e molto triste, ma ora mi preme fare un quadro generale.

Lunedì mattina, tutta altra aria. Niente polizia, niente controlli, siamo di meno e già mi dispiace, ma mi dispiace ancora di più che non ci siano Charles e Clarita, per vari motivi. Anche qui lunga attesa, ma alla fine questo servizio commemorativo è stato fatto. In cerchio, Kevin ricorda le vittime di queste scuole così simili ad enormi buchi neri che sembrano voler inghiottire innocenti a manciate. Lascia la parola a tutti noi (siamo in sette, in totale, contro una quindicina del giorno prima) ed ognuno dice la sua, esprime la propria preghiera. Un bel momento, intenso, però mi sembra assurdo che manchino proprio coloro che più di tutti avrebbero diritto e ragione di parlare.

Mercoledì mattina: incontro Charles e Clarita di mattina presto, parliamo a lungo, vengono spiegate molte cose e poste molte domande e dopo tanto parlare sono io a fare una domanda a loro: ma voi – chiedo – avreste voluto farla quella preghiera per i bambini, i vostri bambini, i nostri bambini, perduti? Mi rispondono di siì Detto fatto. Insieme anche a Vittorio torniamo in Vaticano. Sono sereni, tranquilli, è una limpida e calda giornata di sole. Charles legge dal suo libro di preghiere, ha con sè le sue piume d’aquila e la sua sweetgrass. Poi, mentre siamo in cerchio (siamo in quattro, ma Charles dice che il numero non ha la minima importanza), tocca a Clarita. Si commuove, ma è una donna forte, dice quello che sente, parla dei bambini ma anche dei suoi figli e nipoti. Poi Charles ci dice di prenderci per mano e ci abbraccia. Ci abbracciamo tutti.
Questo è quello che è accaduto in Vaticano.

[SEGUE]

Genocidio cattolico dei nativi americani in Canada – 1 / 3ultima modifica: 2010-04-16T09:10:00+02:00da paginecorsare
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “Genocidio cattolico dei nativi americani in Canada – 1 / 3

  1. Ciao Angela, ti rispondo solo ora perchè prima ero fuori. Sono d’accordo con te ed ho postato qualcosa di simile che riguarda le torture di fondamentalisti. Ho pure firmato per Emergency di cui s’è occupato ieri Anno zero. Grazie per il tuo intervento. Teniamoci in contatto. A presto. Corinina

  2. Una dottrina nata sull’imposizione e la violenza (io sono il signore dio tuo, non avrai altro dio fuori che me) non poteva che sfociare in bagno di sangue.

    Rappresentano al meglio “la ricchezza senza lavoro” e se vengono messi a nudo, puntano il dito contro il resto del mondo.

    Ma quanto è ignorante l’umanità?
    Perchè ha bisogno di sentirsi schiava di qualcuno o qualcosa?
    Buona giornata Angela

Lascia un commento