Siamo tutti falsi invalidi, di Franco Bomprezzi

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Siamo tutti falsi invalidi

La manovra che il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, la più infame nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Contiene disposizioni discriminanti di dubbia costituzionalità.

La manovra eleva a 85 la percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza. Per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro. Un limite molto basso, quindi. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro.

La manovra, come emendata dal Governo, crea una illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80 per cento, non ha diritto a nulla.

La manovra fissa nuovi criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento – una indennità che non è assimilabile al trattamento né pensionistico né assistenziale e non attiene al reddito. Una indennità che è irraggiungibile se non ci si trova in stato vegetativo. Ci saranno dei nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno.

Siamo tutti falsi invalidi
di Franco Bomprezzi

franco-bomprezzi.jpgForse dovremo andare in giro con una maglietta, come si usa adesso, con la scritta: “Siamo tutti falsi invalidi!”. Sì, perché la misura, per me, è colma. Nel pieno di una crisi economica profonda e lenta, nel momento in cui si dovrebbe seriamente mettere mano agli sprechi e alle inefficienze della spesa pubblica, ripensando un modello complessivo di gestione delle risorse statali e regionali, il Governo, prima con Brunetta e ora con Tremonti, getta in pasto all’opinione pubblica, grazie a giornalisti compiacenti e alla loro evidente “prostituzione intellettuale”, cifre false e fuorvianti sul tema, nazionalpopolare, delle pensioni di invalidità.

Chi non è d’accordo sullo stanare i falsi invalidi? E cosa c’è di meglio che annunciare addirittura una “manovra etica”, che invece si configura come un primo serio tentativo di macelleria sociale? Al centro della disinformazione non c’è soltanto la farneticazione sui possibili risparmi legati allo smascheramento dei truffatori, ma soprattutto l’ultima idea, che sta passando in silenzio, e sembra addirittura in modo bipartisan: ossia legare l’indennità di accompagnamento (480 euro mensili) al reddito. Ovvero, se è questa l’ipotesi che circola, a un reddito che non deve superare i 15 mila euro annui, comprensivo di casa… Si capisce bene che l’ottanta per cento, forse più, delle persone disabili certificate al 100 per cento, perderanno da subito questo sostegno alla loro vita. Già non percepiscono la pensione di invalidità (quella stupenda pensione da 260 euro), e a questo punto dovranno arrangiarsi, per pagarsi l’automobile e la benzina (visto che i mezzi di trasporto accessibili non esistono se non nella fantasia), per mantenere una colf o magari almeno mezza badante, per fare la manutenzione degli ausili non coperta dai tempi di fornitura pubblica dei ricambi (ricordo che una carrozzina viene fornita al massimo ogni cinque anni…). L’indennità di accompagnamento è sempre stata sganciata dal reddito, perché nel nostro Paese è l’unico vero intervento economico, sia pure modesto, a favore delle persone disabili e delle loro famiglie. Nessun governo è riuscito a legarla alla dichiarazione dei redditi. Non foss’altro perché si sa quanto diffusa e endemica sia l’evasione fiscale, con il rischio evidente di punire gli onesti e di premiare i furfanti.

Forse stavolta ce la faranno, sotto la spinta emotiva di una opinione pubblica bombardata di messaggi falsi e fuorvianti.

Si stima che il costo per l’assistenza di un disabile grave non autosufficiente si attesti su una media mensile di 2500 euro a carico della persona o della famiglia. In queste situazioni anche l’indennità di accompagnamento rappresenta un sostegno, tutt’altro che sufficiente a compensare un carico assistenziale che rimane in larga misura sulle spalle del cittadino e della sua famiglia. Altri dati, raccolti con tenacia certosina da Carlo Giacobini in queste ore:

“Nel 2006 l’Italia ha speso il 25,7% del proprio PIL in queste prestazioni: il 50,8% se n’è andato in pensioni di anzianità e vecchiaia (previdenza), il 26,8% in spese per malattia (sanità), il 9,7% in pensioni di reversibilità, e il 5,9% in prestazioni economiche o in natura per invalidità (assistenza). La spesa per le pensioni, assegni e indennità agli invalidi e le pensioni sociali, rappresentano pertanto solo una parte marginale della spesa di protezione sociale. Scomponendo quel 25,7%, scopriamo che per l’invalidità il nostro Paese spendeva solo l’1,5% del proprio PIL, la stessa percentuale della Repubblica Ceca, e sopra a Malta, Bulgaria, Irlanda, Cipro, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania. Spendono di più dell’Italia, la Svezia (4,5%), la Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo (2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia (1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del PIL”.

Dunque dati falsi, altro che falsi invalidi. C’è sempre tempo e modo per snidare i truffatori, ma se in anni di indagini a campione, di commissioni mediche (costose) convocate per rivedere le pensioni assegnate in passato, sono solo 18.840 le pensioni revocate o ridimensionate su un monte di 200 mila controlli decisi dall’Inps, ci sarà qualche riflessione da fare, o no? Sono profondamente indignato, e preoccupato. Questa volta non c’è nessuno che possa arginare la piena populista. E questa è davvero una sporca manovra, altro che manovra etica.

Franco Bomprezzi – Giornalista professionista e scrittore, classe 1952 vive e lavora in carrozzina in seguito agli esiti di una malattia congenita, l’Osteogenesi Imperfetta. E’ Presidente nazionale della UILDM, Unione Lotta alla Distrofia Muscolare e direttore responsabile di DM, il periodico di quella associazione. Fino a pochi anni fa era caposervizio al “Mattino di Padova”; ha lasciato il quotidiano veneto per trasferirsi a Milano e per svolgere, da libero professionista, un impegno continuativo per diffondere una “cultura della normalità” che favorisca la vera integrazione e la pari dignità (diritti-doveri) dei disabili. Ha collaborato, come responsabile della comunicazione, alla realizzazione di una importante manifestazione fieristica di ausili per la vita quotidiana. Attualmente è anche responsabile della comunicazione sociale per il Comitato Telethon Fondazione Onlus. Ha partecipato a numerosi programmi radiofonici e televisivi, fra cui “Il coraggio di vivere”, “Costanzo Show”, “I fatti vostri”, “Check-up”, “Casa per casa”, “Unomattina”, “Quelli che…”, “La notte dei misteri”, “3131”, “Diversi da chi?”. E il direttore di Mobilità.

VEDI ANCHE:

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Notizie in breve

Brancher dai giudici «Mi dimetto da ministro»
Il ministro, giunto nell’aula del tribunale di Milano al processo che lo vede imputato in uno stralcio del caso Antonveneta, ha dichiarato la sua «decisione irrevocabile di dimettersi da ministro» (VIDEO) Brancher ha chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato.
l’Unità” e “La Stampa

L’altro bavaglio, sms dal lager nel deserto: noi innocenti, non fateci morire
Un appello disperato, una angosciante richiesta di aiuto. Non ascoltarla significa essere complici dei carnefici. Poche righe che danno conto di una situazione drammatica. Quella dei 200 eritrei deportati nel lager di Brak, nel sud della Libia. «Signore, signori, questo messaggio di disperazione proviene da 200 eritrei che stanno morendo nel deserto del Sahara, in Libia. Siamo colpiti da malattie contagiose, la tortura è una pratica comune e, quel che è peggio, siamo rinchiusi in celle sotterranee dove la temperatura supera i 40°. Stiamo soffrendo e morendo. Questi profughi innocenti stanno perdendo la speranza e rischiano la morte. Perché dovremmo morire nel deserto dopo essere fuggiti dal nostro Paese dove venivamo torturati e uccisi? Vi preghiamo di far sapere al mondo che non vogliamo morire qui e che siamo allo stremo. Vogliamo un luogo di accoglienza più sicuro. Vi preghiamo di inoltrare questo messaggio alle organizzazioni umanitarie interessate».
l’Unità

Crolla la spesa mensile delle famiglie. Si tira la cinghia anche sugli alimenti
Le famiglie italiane tirano la cinghia e se le cose vanno male, risparmiano anche sul bene primario: gli alimentari, arrivando perfino a comprare meno pane. Secondo il rapporto dell’Istat sui consumi del 2009, la spesa media mensile è calata dell’1,7%, e si assesta sui 2.442 euro al mese.
La Stampa

Polonia, l’europeista Komorowski è il nuovo presidente
Komorowski, 58 anni, candidato del partito al governo Piattaforma Civica (Po, liberal conservatore), in base ai risultati dello spoglio del 95% delle schede, ha ottenuto il 52,6% dei voti. Lo sfidante Kaczynski, fratello gemello del defunto presidente Lech, morto nell’incidente aereo di Smolensk, in Russia, del 10 aprile scorso, ha ottenuto il 47,4%.
Il Messaggero

Siamo tutti falsi invalidi, di Franco Bomprezziultima modifica: 2010-07-05T17:02:00+02:00da paginecorsare
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2 pensieri su “Siamo tutti falsi invalidi, di Franco Bomprezzi

  1. QUESTO E’ UN TRAFILETTO CHE HO INSERITO NEL MIO PRECEDENTE POST ………………. IL CORVO DI MYBLOG ………… :
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    38mila Down perdono pensione, ma i parlamentari con 2 anni di contributi no

    38mila Down perdono pensione, ma i parlamentari con 2 anni di contributi no
    Ecco le pensioni dei parlamentari: soli 2 anni e mezzo di “lavoro” per averne diritto. Sono 1.377 ex deputati, 861 ex senatori, oltre a mille vitalizi di reversibilità pagati ai familiari di parlamentari scomparsi, a percepire una pensione che va da 3mila a oltre 9mila euro mensili….
    Di:Associazione Italiana Psichiatri
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    QUESTA E’ LA RISPOSTA CHE HO DATO , AD UN COMMENTATORE DEL POST ….. :
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    SECONDO TE , FARE IL PARLAMENTARE E’ TANTO USURANTE , CHE SI DEVE AVERE DIRITTO ALLA PENSIONE DOPO 2 ANNI ?
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    NO , ADESSO TE LA FACCIO IO UNA VERA RIFORMA DELLE PENSIONI ………… .
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    ABBASSARE IL MASSIMO A 2 MILA EURO PER TUTTI …………. PENSO CHE 2 MILA EURO BASTANO PER VIVERE DIGNITOSAMENTE ED ALZARE I MINIMI A MILLE EURO ………………………. , INASPRIRE I CONTROLLI E ANDARE A SCOVARE TUTTE LE TRUFFE E I FALSI INVALIDI , VOLUTI DALLE CLIENTELE POLITICHE , CHE PER ANNI NE HANNO FATTO UN POLMONE DI VOTI …………. E LASCIARE IN PACE DI VIVERE IN MODO DIGNITOSO , CHI HA DIRITTO ALL’ ASSISTENZA .
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    INOLTRE , PER RECUPERARE RISORSE ………… E TANTE , STOP ALLE AUTO BLU , TUTTI CON LE BICICLETTE BLU …………… PEDALA CHE TI FA BENE …………… , BASTA CON LA MENSA AGLI ONOREVOLI ……………… BASTA UN ONOREVOLE PANINO ……………………… , BASTA CON CINEMA , VIAGGI ED ALTRO GRATIS …………… PAGA IL BIGLETTO CHE DI SOLDI NE HAI …………. LO STIPENDIO AI POLITICI , NON PUO’ SUPERARE QUELLO DI UN IMPIEGATO DI ALTO LIVELLO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE …………………… MASSIMO 4 MILA EURO AL MESE ……………… A TUTTI I LIVELLI , SIA NAZIONALI CHE TERRITORIALI ……………. RIDURRE LE COMMISSIONI INUTILI , LE FONDAZIONI AD ALTRE FONTI DI SPRECHI INUTILI …………………….. DASTA CON LE CONSULENZE , CHI VIENE ELETTO DEVE AVERE LE COMPETENZE GIUSTE ………………………. ALTRO CHE BRUNETTA …………. CHI FA IL PARLAMENTARE NON PUO’ SVOLGERE ALTRE ATTIVITA’ .
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    E VIA SU QUESTA STRADA …………… VEDRAI CHE RESTANO ANCHE I SOLDI PER ANDARE TUTTI A FARE UNA PIZZA CON BERLUSCONI .

    Scritto da : CORVO710 | 03/07/2010
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    VOGLIONO RECUPERARE RISORSE , SPARANDO NEL MUCCHIO …………. FANNO TRAPELARE SUI TG. E SULLA STAMPA , VOLUTAMENTE QUALCHE CASO ………. ABNORME , PER DARE UNA GIUSTIFICAZIONE AD UNA ENNESIMA PORCATA ……..
    CI SARA’ PURE QUALCHE FALSO INVALIDO , MA QUESTO NON GIUSTIFICA LE ACCETTATE, SCAGLIATE CONTRO TUTTI …….. .
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    POI MI CHIEDO , MA CHI E’ PREDISPOSTO A VALUTARE E CONTROLLARE , E’ COLLUSO O NON SA FARE IL PROPRIO LAVORO ?
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    IO PENSO CHE SI STA STRUMENTALIZZANDO , CON L’ UNICO INTENTO DI DISTRUGGERE PEZZO PEZZO , LO STATO SOCIALE .
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    UN ABBRACCIO ANGELA .

  2. Ciao Bruno,
    sì, ho sempre letto e apprezzato i tuoi commenti sul tuo blog. A Milano sono da lungo tempo in contatto con un gruppo di ciechi per i quali tra l’altro ho tenuto in collaborazione con la Bocconi corsi gratuiti di alfabetizzazione informatica, oltre ad avere prodotto con loro per otto anni una rivista su Internet. Così come sono amica di alcune famiglie che hanno figli Down, quelli maggiormente penalizzati da questa ignobile manovra economica. So bene come vi siano assessorati regionali e comunali “specializzati” in pratiche del tutto illegali, che hanno anche medici compiacenti per eludere le norme previste dall’Inps. Fa parte dell’ampio giro di corruzione e di malaffare che impera nella nostra classe politica perfino ai più bassi livelli. Dovrebbero essere sanzionati proprio quei funzionari che si dedicano al “commercio” e allo “scambio” di favori (chiamiamoli così…).
    Chi ripete quello che ci passano la Tv e i giornali secondo me non ha alcuna esperienza diretta né si occupa o si preoccupa di questioni sociali, e neppure conosce le condizioni di chi “accetta” questo tipo di favori, anzi, di ricatti: spesso quei duecentocinquanta euro sono l’unico “reddito” percepito da una famiglia, a sua volta “tenuta in pugno” da chi ha interessi elettorali e di bottega.
    O forse soltanto ci si preoccupa di mantenere i propri contatti (e pareri) all’unisono con i “camerati” che si frequentano, lì probabilmente si trova la propria (tristissima) sintonia. Neppure ci si perita di fare una ricerca (eppure la documentazione c’è, e in abbondanza) che chiarisca quali sia la realtà intorno a questo tipo di problemi.
    L’Italia è uno degli otto (o nove) Stati più ricchi del mondo (o almeno così è considerata nel consesso internazionale) e chi guida il nostro Paese dovrebbe vergognarsi che vi siano ancora sacche di povertà e di indigenza tanto gravi sui quali speculano quelli che hanno più “pelo sullo stomaco”, che esista ancora l’analfabetismo e che si debba vivere in condizioni insopportabili per un essere umano, bianco, nero e giallo che sia.
    Sono casi però che vengono dati in pasto alla cattiva stampa e ai cattivi lettori; quelli, per intenderci, che evito accuratamente poiché non vi è alcuna possibilità di civile confronto. Partono dai “si dice”, vivono di frasi fatte e di chiacchiere tra comari (o compari o, appunto, camerati). E’ un po’ quello che accade per i Rom, descritti sempre come tutti delinquenti e tutti ladri di bambini; oppure come gli stereotipi creati nei confronti degli immigrati, per cui per esempio “rumeno” diventa sinonimo di “stupratore”.
    Di quando ero ragazzina ricordo ancora l’astio e le maldicenze nei confronti di coloro che lasciavano i loro paesi nel Sud Italia per trovare lavoro al Nord, letteralmente stradicati dalla propria terra, spesso dalla propria famiglia, per guadagnarsi un tozzo di pane.
    Per avere termini di confronto rispetto alla situazione italiana che riguarda i più poveri o i più sfortunati come i disabili o gli invalidi sarebbe sufficiente anche soltanto dare un’occhiata alle legislazioni di Paesi molto più civili del nostro, come quelli del Nord europeo, nei quali la sensibilità sociale è uno dei valori più rispettati e radicati nelle coscienze.
    Che si voglia distruggere in Italia lo stato sociale, caro Bruno, non è una novità. Quello che ancora mi meraviglia invece è che vi sia scarsa volontà di contrasto da parte del 90 per cento dei cittadini italiani che vivono (con crescenti difficoltà) del proprio lavoro. O che addirittura il lavoro non ce l’hanno, o perché l’hanno perso o perché le condizioni lavorative sono sempre più precarie. Mentre l’altro 10 per cento, che detiene il monopolio della ricchezza del Paese, creata con lo sfruttamento e più spesso di quanto si pensi con l’evasione fiscale, gongola e si dedica allo sport preferito: quello di denigrare chiunque gli capiti a tiro.

    Interessante il tuo attuale post. Spero fortemente che le ipotesi di “larghe intese” – sia pure per mettere fuori gioco SB o quell’altro demente immarcescibile che lo sostiene a spada tratta (e si può immaginare perché) – vadano tutte ampiamente a farsi fottere. Tra l’altro, conosco troppo bene le troppe giravolte di Fini per avere anche soltanto un embrione di fiducia nei suoi confronti. Sarebbe in effetti la definitiva scomparsa, almeno a livello di rappresentanza, di quel simulacro che in Italia chiamiamo ancora sinistra.
    Ricambio l’abbraccio.
    Angela

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