Per ricordare i morti di Reggio Emilia – 7 luglio 1960

Per ricordare
i morti di Reggio Emilia

Compagno cittadino fratello partigiano
teniamoci per mano in questi giorni tristi
Di nuovo a Reggio Emilia di nuovo là in Sicilia
son morti dei compagni per mano dei fascisti

Di nuovo come un tempo sopra l’Italia intera
Fischia il vento infuria la bufera

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti

Son morti sui vent’anni per il nostro domani
Son morti come vecchi partigiani

Marino Serri è morto è morto Afro Tondelli
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti
Compagni sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue nervi dei nostri nervi
Come fu quello dei Fratelli Cervi

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna
Ed il nemico attuale è sempre ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale la canzone che abbiamo da cantare
Scarpe rotte eppur bisogna andare

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli
e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli
Dovremo tutti quanti aver d’ora in avanti
voialtri al nostro fianco per non sentirci soli

Morti di Reggio Emilia uscite dalla fossa
fuori a cantar con noi Bandiera Rossa!

 

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Il pomeriggio del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia polizia e carabinieri con mitra e moschetti sparano centinaia di proiettili, per quasi tre quarti d’ora, contro manifestanti pacifici: muoiono cinque operai comunisti, i feriti sono centinaia. Quel giorno dalle 12 alle 24 era in corso uno sciopero generale indetto dalla Camera del Lavoro per i fatti dei giorni precedenti di Licata in Sicilia e Porta San Paolo a Roma, dove la polizia aveva aggredito i manifestanti antifascisti causando un morto e diversi feriti. A Reggio Emilia erano avvenuti scontri con la polizia intervenuta a difesa della sede del Movimento Sociale Italiano, il partito costituitosi nel ’46 erede del fascismo, durante i quali molti dimostranti e diversi agenti erano rimasti contusi, la sera del 4 luglio, al termine di una manifestazione antifascista promossa dal Consiglio Federativo della Resistenza per protestare contro lo svolgimento del Congresso Nazionale del MSI a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. La convocazione del congresso missino a Genova aveva suscitato sdegno popolare, a cominciare dalla città dei portuali, e stava provocando scioperi e grandi manifestazioni. La piazza di Genova fu concessa dal Governo al MSI in seguito all’ingresso dei fascisti nella maggioranza stessa alla guida dell’Italia. Ad aprile 1960 era infatti stato varato un Governo monocolore della Democrazia Cristiana presieduto dal democristiano Ferdinando Tambroni che si reggeva grazie ai voti del MSI. Un Governo clerico-fascista incline alla repressione, con sostegni nella parte più reazionaria del Paese, apparati e corpi separati dello Stato formati duranti il fascismo, ambienti conservatori del Vaticano e degli industriali, e che puntava al consenso di quei ceti medi che erano rimasti estranei alla Resistenza partigiana. Un Governo che aveva diviso la DC stessa al suo interno, con una polo più conservatore legato al centrismo e un polo riformista favorevole a una moderata apertura a sinistra, ai socialisti del PSI. Contro il Governo Tambroni la rivolta antifascista iniziata in giugno a Genova per il congresso del MSI si estende a tutta l’Italia, l’8 luglio, l’indomani dell’eccidio di Reggio, è sciopero generale nazionale indetto dalla CGIL, è un’imponente risposta popolare, che costa altri morti a Palermo e a Catania. Una nuova generazione, quella dei giovani dalla maglietta a strisce, di moda allora, riempie strade e piazze d’Italia. La deriva autoritaria del sistema politico-costituzionale viene bloccata. Tambroni è costretto alle dimissioni, che dà il 19 luglio. Ai funerali, il 9 luglio, dei morti di Reggio Emilia parteciparono oltre centomila persone.

Lauro Farioli aveva 22 anni, Ovidio Franchi 19, Marino Serri 41, Afro Tondelli 36, Emilio Reverberi 39. Oggi i familiari chiedono la revisione del processo che si era chiuso nel 1964 davanti alla corte d’assise d’appello di Milano con l’assoluzione con formula piena del vicequestore Giulio Cafari Panico e dell’agente Orlando Celani (per insufficienza di prove), accusato di aver sparato ad Afro Tondelli. Ad appoggiarli ci sono la Cgil di Reggio, l’Anpi e, per l’assistenza legale, l’avvocato Ernesto D’Andrea.

Per ricordare i morti di Reggio Emilia – 7 luglio 1960ultima modifica: 2010-07-07T14:05:00+02:00da paginecorsare
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6 pensieri su “Per ricordare i morti di Reggio Emilia – 7 luglio 1960

  1. IL VIDEO LO PRESO ……….. TROPPO BELLO ………….. IL POST , LO CONDIVIDO ……….. SU FACEBOOK .
    .
    X ANGELA .
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    SULLA TUA STIMA NON HO DUBBI E MAI NE HO AVUTI …………………….. DI QUESTO SONO VERAMENTE ONORATO .
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    AVERE UNA AMICA COME TE , E’ PER ME UN VANTO .
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    QUELLE PERSONE DI CUI PARLI TU , SONO DELLE CONTROFIGURE ………………… DEI NEGATIVI MAL RIUSCITI .
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    GENTE FALSA , CHE SI SPACCIA DI SINISTRA E CHE CERCA IL DIBATTITO E IL CONFRONTO ………….. TRA DIFFERENTI COLORI , CON L’ UNICO SCOPO DI FAR CONVERGERE IL DISCORSO SULLA BONTA’ DI FINI , CERCANDO DI SPOSTARE L’ ASSE DI GRADIMENTO , DELL’ OPINIONE PUBBLICA , VERSO IL GIANFRANCO …………… EROE NAZIONALE .
    .
    QUESTI SI CHIAMANO …………… INFILTRATI POLITICI ………………………….. IO SONO NEL MIRINO DI QUESTE PERSONE , PERCHE’ HO INTUITO IL GIOCO ………….. QUINDI , TUTTO L’ ACCANIMENTO CHE DA MESI STANNO AVENDO NEL CERCARE DI DEQUALIFICARMI E LE TRAPPOLE CHE MI TENDONO , SONO FINALIZZATE A CERCARE DI ELIMINARMI DALLA PIATTAFORMA MYBLOG .
    .
    UN ABBRACCIO ANGELA .

    Scritto da : CORVO710 | 08/07/2010

  2. Grazie, Bruno, anch’io sono onorata dalle tue parole nei miei confronti. Oltretutto, ti conosco (e già ti apprezzavo) da quando, quasi in solitario, gestivi “Sindacato e rock”: il tuo primo commento sul mio blog è del novembre 2008 e – forse non te l’avevo mai detto – su tutte, le tue parole sui morti di Avola mi avevano profondamente toccato.
    Sulla gente falsa concordo totalmente: eppure, non dovrebbe essere difficile praticare la sincerità nell’ambito di un blog, non c’è oggettivamente alcun interesse in gioco, nulla da perdere né da guadagnare, non ho mai pensato che “molti commenti molto onore”, altrimenti considererei onorevoli anche alcuni che non lo sono stati mai (già, dimenticavo che “onorevoli” sono anche tutti quanti i nostri parlamentari molti dei quali, quanto a onore … non conoscono probabilmente neppure il significato della parola).
    Nei blog si trovano parecchie persone “mascherate”, alle quali strappare un post o un commento realmente sentito è impresa quasi disperata; si trovano persone che sarebbero palesemente monche se infilassero una mano nella “Bocca della verità”.
    Altre ancora che tendono a “riscrivere la storia” rifacendosi a una tendenza comune a molti autori ex-fascisti.
    Altre che negano ottusamente l’evidenza, come nel caso del comma 29 del ddl sulle intercettazioni, o che invitano a non costruire alcun futuro giacché – suggeriscono – non occorre avere alcuna memoria di ciò che è stato nel nostro Paese e non solo.
    E non ho dubbi neppure sul loro opportunismo: anche in questa occasione hanno colto la palla al balzo per darti addosso, e questo testimonia la loro acredine e il loro opportunismo. Cialtroni erano, e cialtroni restano.
    Per farsene un’idea è sufficiente leggere ciò che scrivono nei loro post oltreché nei commenti ad altri blog: mai come in questo caso destra e sinistra vengono fatte coincidere, creando volutamente confusione. Che sia il new deal della propaganda politico-ideologica che intendono diffodere?
    Si cita a sproposito la coerenza parlando di quel campione di incoerenza che è Fini, per esempio. E poiché chi li legge spesso “non conosce” o non ha materialmente il tempo per informarsi meglio… il gioco è fatto: i pareri di questi bei tomi vengono presi per oro colato. E discussi con la “seriosità” di chi stia per commentare Aristofane o Eschilo.
    Ho letto recentemente su un blog di questa piattaforma giudizi sui rom che neanche Bossi avrebbe potuto tranciare, e su un altro edulcorati pareri su Gianfranco Fini che si è permesso (incredibile ma vero – in una democrazia!?) di criticare il capo senza peli sulla lingua. Grande modernizzatore, ‘sto Fini, ipocrita, spergiuro, difensore della famiglia – anzi, delle proprie famiglie – e insuperabile opportunista.
    Per me, che non rinuncerò mai ad avere memoria, Fini rimarrà sempre quello che con i suoi camerati del movimento giovanile del Msi usciti dal covo di via Mancini, a Milano incitava i blindati della polizia a rincorrere i manifestanti del Movimento studentesco: Giannino Zibecchi fu ucciso quel 17 aprile 1975, investito su un marciapiedi di corso XXII marzo da uno di quei blindati…
    Un abbraccio e buona giornata da Angela

  3. Su ciò che mi hai detto non posso che darti ragione. Sarebbe la stessa cosa che direi ad un mio amico nella mia stessa condizione… però, forse quando ci si è dentro non si riesce a fare sempre la cosa giusta. Ma sono solo intoppi della crescita, che non penso rallentino ma anzi possono aggiungere qualcosa…
    A presto… con un nuovo post per verificare la crescita intellettuale 🙂
    ciao!

  4. Ciao Nadia,
    più che a pietre preziose, che non rappresentano per me elementi del tutto positivi – anche se la tua immagine è davvero suggestiva -, preferisco, quanto a trasparenza, ispirarmi a messaggi come quello del filmato che ti segnalo:
    http://www.youtube.com/watch?v=_5ZQXJNH8q4
    Il testo è rigorosamente quello di Matteo. In questo caso, sento il Cristo come mio vero, sublime amico, poiché, con piglio realmente rivoluzionario, mi mette in guardia da sentimenti e comportamenti negativi e decisamente da respingere e da condannare.
    Buon fine settimana e un saluto da Angela

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