Ddl Alfano, il bavaglio

Ddl Alfano, OVVERO il bavaglio
Lorenzo Galeazzi, “il Fatto Quotidiano” 22 luglio 2010

ED ALTRI…

QUESTO POST CONTINUERA’ AD ESSERE AGGIORNATO:
25, 26, 27, 28, 29 LUGLIO 2010

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L’esame degli emendamenti al ddl intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera si è concluso con un voto bipartisan. L’opposizione, meno l’Italia dei Valori, ha infatti dato il via libera all’emendamento del governo sull’istituzione della cosiddetta udienza filtro, un meccanismo con cui il gip, d’intesa con pm e avvocati, deciderà quali intercettazioni possono essere pubblicate dai giornalisti e quali no.

Canta vittoria il Partito democratico che ha votato l’emendamento dell’esecutivo e che per bocca del suo capogruppo in commissione alla Camera, Donatella Ferranti, dice: “Grazie alla nostra opposizione, la battaglia sulla libertà di stampa è stata vinta”. Secondo il Pd, ma anche secondo Repubblica, il bavaglio alla stampa è caduto. “Ora – come sottolinea ancora la Ferranti – ci concentreremo sulla legalità in modo che il ddl non ostacoli il lavoro dei magistrati”. [La posizione del Pd non è confermata da altre fonti di stampa: vedi per esempio, in fondo a questo post, che cosa scrive “la Repubblica” sulle dichiarazioni di alcuni partiti].

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Più che di bavaglio caduto si dovrebbe però parlare al massimo di bavaglio allentato.

Rispetto al testo di partenza ciò che cambia è che i giornalisti non dovranno più aspettare la fine dell’udienza preliminare prima di poter pubblicare le notizie, ma, al contrario, l’udienza filtro, in cui il giudice, il pm e gli avvocati decideranno cosa è rilevante ai fini delle indagini e cosa invece vada secretato. Come però sostiene l’avvocato Katia Malavenda, esperto di diritto dell’informazione, all’udienza filtro “Non ci sarà certo il giornalista” a valutare dal suo punto di vista l’importanza delle carte delle indagini. Il problema è proprio questo: non è assolutamente detto che i documenti scartati, perché in quel momento ritenuti penalmente irrilevanti, non siano delle notizie di grande rilievo sociale e dunque, per un giornalista, doverosamente da pubblicare.

Cosa avrebbe detto, ad esempio, il giudice per le indagini preliminari del “bacio in fronte” che, durante le intercettazioni sulle scalate bancarie del 2005, Giampiero Fiorani voleva dare all’allora direttore di Bankitalia Antonio Fazio? Quel gesto era magari penalmente non rilevante ma racchiudeva una verità inquietante. Il sistema dei furbetti del quartierino e le relazioni con quello che doveva essere un arbitro, ma in realtà era un giocatore in campo. Quell’intercettazione sarebbe stata secretata oppure no? Ma soprattutto il brano in questione racchiudeva una notizia che la gente aveva il diritto di sapere e che il giornalista il dovere di raccontare?

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Al contrario questo emendamento mette la rilevanza giornalistica nelle mani di terzi. E se con la prima formulazione del ddl calava il sipario sull’informazione, ora saranno i magistrati a decidere cosa possono pubblicare i giornali.

A quanto pare al Pd, e a tutti quelli che cantano vittoria, questo concetto sfugge o va bene. Il segretario democratico Pierluigi Bersani ha detto che l’udienza filtro era una loro proposta e che il Pd ha costretto il governo a fare marcia indietro.

Chi non ci sta invece è l’Italia dei Valori che per bocca di Antonio Di Pietro denuncia come il partito sia contrario “Alla logica del menopeggio, perché morire con un colpo di pistola o con iniezioni di cianuro non cambia molto”. Nonostante il leader dell’Idv parli di resa dei democratici, forse neppure lui tiene a mente che, quando erano al governo assieme, i contenuti del ddl che portava il nome del Guardasigilli Clemente Mastella, alla voce libertà d’espressione, era forse peggio della legge bavaglio. Quel provvedimento fu votato alla Camera da tutti, con l’eccezione di pochi astenuti.

Sempre a proposito di censura, rimane anche il black out sulla Rete. La maggioranza ha infatti bocciato gli emendamenti delle opposizioni che volevano modificare l’obbligo di rettifica per siti Internet. Con la normativa in vigore tutti i siti, compresi i blog, saranno obbligati a pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta, la rettifica a notizie e opinioni ritenute false o lesive dell’altrui reputazione. In sostanza anche a tutti i liberi pensatori del web, verrà applicata la legge sulla stampa del 1948.


Questo ddl colpisce incredibilmente anche i blogger, malgrado questi, recentemente, abbiano incassato la sentenza a favore secondo la quale un blog non è equiparabile a un giornale. Non si capisce come mai, se non con la voglia di controllare e censurare, che questa parte della ddl intercettazioni vada a toccare proprio i siti internet, in particolare i blog. Proprio l’equiparazione di tutti i siti informatici alle professionali testate giornalistiche (che non hanno niente a che vedere con i blog) è il fulcro della questione. I blogger dovranno essere pronti ad eseguire, eventualmente, una rettifica su quanto scritto precedentemente, entro e non oltre le 48 ore dalla data di ricezione della richiesta. In caso contrario cosa succederà? I provider dovranno cancellare i contenuti incriminati, e per il blogger sanzioni varie, tra le quali 12milacinquecento euro di multa.

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Da “la Repubblica” del 23 luglio 2010:
Il ddl sulle intercettazioni continua a far discutere e se da una parte l’Udc si dichiara “parzialmente soddisfatta” per le ultime modifiche, dall’altra il disegno di legge così com’è continua a destare preoccupazioni tra le forze politiche di opposizione e a suscitare reazioni anche molto dure. “Grazie al lavoro costruttivo delle opposizioni – ha detto il deputato Udc Roberto Rao – il testo sulle intercettazioni è stato stravolto e visibilmente migliorato: segno che, come ha sottolineato anche il presidente Napolitano, il confronto e l’approfondimento parlamentare aiutano a migliorare i provvedimenti e non sono né uno spreco di tempo né un segnale di cattivo funzionamento delle istituzioni”. […]

Più radicale la posizione del Pd: “Così com’è, il ddl non lo voteremo mai“, ha dichiarato il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, secondo la quale le modifiche apportate altro non sono che uno specchietto per le allodole: “Berlusconi – ha detto – ha ceduto sul punto che per lui è meno costoso, perchè la parte a cui tiene di più è come limitare l’azione investigativa dei magistrati”. Il Pd chiede anche che venga corretta “l’impropria e inopportuna equiparazione dei blog alla carta stampata”, come ha precisato il deputato Pd e capogruppo in commissione Telecomunicazioni, Michele Meta. Il principale partito di opposizione invita governo e maggioranza a correggere quella che “rischia di determinare un freno insopportabile alla libertà di espressione e alla creatività di migliaia di blogger. Vista l’immediata e gratuita fruibilità di internet, i blog fanno del web una ‘piazza virtuale’ aperta, di confronto e arricchimento collettivo, sfidando spesso i grandi media pieni di risorse, sulla qualità e obiettività dell’informazione”.

Sulla stessa linea il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, secondo cui ”la Rete è uno degli ultimi rifugi delle voci libere e della libera informazione. Consapevoli dell’importanza rappresentata dal web continueremo la nostra battaglia contro il ddl bavaglio e, in particolare, contro l’obbligo per i blogger a pubblicare la rettifica entro 48 ore. E’ una battaglia in difesa della democrazia e della giustizia che porteremo avanti senza se e senza ma’‘.

verde.jpgAnche il mondo del web si mobilita e manda un appello al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e a quello della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno, perché venga eliminato dal ddl l’articolo che obbliga i blog alla rettifica, equiparando la loro situazione a quella dei giornalisti della carta stampata. Tra i firmatari dell’appello Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione, Vittorio Zambardino (Scene Digitali), Alessandro Gilioli (Piovono Rane), Filippo Rossi (Direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine), Arianna Ciccone (Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu), Stefano Corradino (Articolo 21). L’appello ricorda che l’altro ieri la presidente Bongiorno, all’inizio del voto sul ddl intercettazioni, ha dichiarato  inammissibili gli emendamenti presentati da Roberto Cassinelli (PDL) e da Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del ddl intercettazioni, chiedendone l’abrogazione.

“Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – spiega il documento – esattamente come se fosse un giornalista, sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici”. I firmatari dell’appello hanno chiesto al presidente Fini che in Aula possano essere discussi gli emendamenti dichiarati inammissibili in commissione. “L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo – conclude l’appello – si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi”.


25 luglio 2010
Cala il sipario sul web
“Il Fatto Quotidiano”, 26 luglio 2010

Avete un blog sul quale seguite l’attività politica della vostra città? Vi interessate di politiche ambientali e aggiornate il vostro sito con le novità che riguardano risparmio energetico e gestione dei rifiuti? Siete iscritti ad una mailing list di ricercatori precari nella quale vi confrontate sui tagli all’università? E ancora, siete tra quelli che, telecamera in spalla, vanno dai politici a chiedere conto delle loro scelte?

Se siete tra questi, o se comunque avete un vostro sito Internet, preparatevi: molto presto dovrete fare molta attenzione. Nella legge bavaglio che verrà approvata a breve in via definitiva, è contenuto un articolo che vi riguarda. E’ il comma 29 che recita: “ Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

Vuol dire che ogni sito web (blog, forum, pagina Facebook, canale YouTube, wiki, ecc), dovrà sottostare all’obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche. Se a qualcuno non va bene qualcosa che avete scritto, se ritiene falsa o tendenziosa una vostra frase o pensa che una vostra opinione ecceda il diritto di critica, potrà contattarvi ingiungendovi di pubblicare la sua versione dei fatti. Nel momento in cui nella vostra casella di posta arriverà una simile comunicazione, partirà un conto alla rovescia: avrete 48 ore per pubblicare la rettifica. Scaduto questo termine, non avendo rispettato la legge, rischiate una multa fino a 12mila euro.

Per la maggioranza di governo e persino per alcuni esponenti della blogosfera, il comma 29, è sacrosanto: “Sul web non si può scrivere ciò che si vuole” dicono. Per molta parte degli utenti della rete, per il Partito Democratico e Italia dei Valori, invece, il comma non tiene conto nella natura amatoriale di molti siti web e risulta perciò censorio. Da più parti viene anche sottolineato che il comma presta il fianco ad abusi: un sito web spesso non ha risorse, competenze e personale per analizzare nel merito ogni richiesta di rettifica. Juan Carlos De Martin, professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Torino, contattato dal “Fatto”, parla a riguardo di Chilling effect, una definizione utilizzata negli Usa per definire leggi che sopprimono opinioni o condotte attraverso la minaccia di ritorsioni; è di certo vittima del Chilling effect un cittadino che si autocensura per timore di una penalizzazione (nel nostro caso di una multa salata).

Su Internet è in corso una campagna contro il comma 29. L’associazione Valigia Blu – la stessa che si era fatta promotrice di una raccolta di firme per chiedere al Tg1 una rettifica sull’avvocato Mills prescritto e non assolto  – ha scritto una lettera aperta a Gianfranco Fini e Giulia Buongiorno: “Occorre reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame alla Camera” dicono esponenti della blogosfera, della cultura, della politica. “L’informazione in Rete – aggiungono – ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino: ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione”.



Dal sito di “Articolo 21”
28 luglio 2010
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I tempi ormai stringono: in settimana la Camera darà il via libera alla legge sulle intercettazioni. Quindi la maggioranza di governo, su esplicito diktat di Berlusconi, intende chiudere la pratica bavaglio al Senato entro le ferie estive.

La gabbia che si vuole costruire intorno all’attività di informazione vedrebbe infittirsi le sue maglie se con la legge bavaglio si rendesse possibile sanzionare un blogger per non avere tempestivamente pubblicato una rettifica. Non può certo pretendersi l’immunità dell’informazione via web. Chi diffonde notizie false e diffamatorie, quale che sia il mezzo usato, deve renderne conto. Ma la possibilità di una condanna per diffamazione è remora sufficiente ad assicurare la correttezza dell’informazione diffusa via internet. Aggiungere a questo limite la bardatura della rettifica significa privare l’informazione in rete del suo maggior pregio, che è l’agilità e la possibilità si essere diffusa senza necessità di strutture organizzative onerose, come quelle che sarebbero necessarie al vaglio e alla tempestiva pubblicazione delle rettifiche. Non c’è ragione di gonfiare ulteriormente il contenzioso che affligge il mondo dell’informazione, gravando sui già inceppati Tribunali.

29 luglio 2010
Il popolo viola si gode la tregua: “Non molliamo”
DUECENTO PERSONE DI FRONTE A MONTECITORIO, SODDISFAZIONE PER LO SLITTAMENTO DELLA LEGGE
di Antonio Massari, “il Fatto Quotidiano”
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Il Popolo Viola si tiene per mano e sfila mentre ormai – siamo nel tardo pomeriggio – la legge bavaglio scivola verso settembre. “Non è ancora il caso di festeggiare. È meglio restare all’erta”, commenta Beppe Giulietti, parlamentare e direttore di Articolo 21. E infatti nessuno festeggia. Il presidio continua. La “catena umana” che dovrebbe cingere d’assedio Montecitorio è virtuale: nella realtà è soltanto un   girotondo. Un giro appena, dietro le transenne, che non pare un festeggiamento, anche se una tappa è raggiunta: del “bavaglio”, in Parlamento, si discuterà a settembre, peraltro in data da destinarsi, e davvero sembra un modo, per la maggioranza, di scrollarsi di dosso una partita persa. Il Popolo Viola urla “fuori la mafia dallo Stato”, canta “Bella ciao”, si mescola con i partigiani dell’Anpi, accoglie i segretari della Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti.
Alcuni sono arrivati in piazza ventiquattr’ore prima, da Bari e da Milano, e anche se non sono in tanti – circa duecento persone – continuano a presidiare e a mantenere la linea, iniziata con la manifestazione di piazza Navona, e lasciano intendere che non molleranno. “Siamo i nuovi partigiani”, urla dal microfono Nuccio Di Mundo, arrivato da Bari. “Il nostro è un giuramento alla Costituzione”, continua, mentre sotto il gazebo srotolano uno striscione viola. Una   giovane  blogger   avvicina Antonio Di Pietro: “Posso intervistarla? È per il mio blog”. Ha meno di vent’anni e microfono in mano inizia a domandare: “Ci abbandonerà?”, conclude. “Io mi sento viola dentro”, risponde Di Pietro e la video-camera del blog lo segue mentre si allontana.
“La Rete è una forza democratica”, dice nel frattempo Franco Siddi, segretario generale Fnsi, “una forza che chiede ascolto e in Parlamento non c’è stato ascolto sufficiente”. Anche i blogger possono tirare il fiato: rinviato a settembre anche il “comma 29”, quello che impone a tutti i siti informatici l’obbligo della rettifica, in 48 ore, pena 12.500 euro di multa. “Oggi siamo qui soprattutto per difendere la Rete”, dice Federico Ferme, architetto milanese di 40 anni. Sabato sarà a Perugia, il 2 agosto a Bologna: “Ho deciso di impiegare così le mie ferie – spiega – perché c’è ancora molto da lottare. Questo movimento è nato in Rete, s’è sviluppato con Facebook, ma con questa legge, al massimo, potremo ritrovarci   a giocare a Farmville: alla prima multa, qualsiasi blog, è destinato alla chiusura. È il peggiore degli emendamenti: la società civile, l’opinione pubblica, ormai, si forma su Internet: il Popolo Viola è nato così”.
E quindi: censurare il Web significa davvero imbavagliare la reazione delle forze più giovani. “Bisogna bloccare questa legge”, continua Siddi nel suo discorso, “perché i principi, una volta sbrecciati, non si recuperano più. E il dissenso, del quale Berlusconi   e la sua maggioranza hanno tanta paura, non nasce da quattro fomentatori, ma dall’opinione pubblica”. I manifestanti iniziano a organizzarsi per la “catena umana”. Un rappresentante dell’Anpi urla: “Vergogna”. Si rivolge ai “parlamentari che hanno ancora un briciolo di dignità”, perché facciano un passo indietro, su questa legge e non soltanto su questa, perché scendano “in piazza tra la gente”, per provare a “riconquistarne la fiducia”. Si discute della fabbrica di Pomigliano e della Fiat, di disoccupazione e cassa integrazione, e mentre il pomeriggio scorre, dinanzi a Montecitorio, scorre anche il film del paese reale. Non sembra il numero dei manifestanti, il dato più importante, ma la loro tenacia. Poi arriva la notizia, ancora ufficiosa: tutto rimandato a settembre. Nessuno festeggia.
Per dirla con le parole di Giulietti: “Bisogna continuare a presidiare le piazze. Se c’è un rinvio della legge, della sua discussione, dobbiamo continuare, fino al suo affossamento”.
Ddl Alfano, il bavaglioultima modifica: 2010-07-23T07:21:00+02:00da paginecorsare
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17 pensieri su “Ddl Alfano, il bavaglio

  1. Cara Angela, da una parte viene da dire: Sono politici, cosa vuoi pretendere?
    Dall’altra, viene da dire: beh, in fondo è un altro sopruso, tanto ormai…
    Ma dove esplodiamo, è quando ci ricordiamo degli anni ’70, quando la sinistra contava qualcosa e quei politici e i sindacati si facevano valere, tutti schierati dalla parte dei lavoratori e dei più deboli.
    Ora, i politici, sono tutti lontani da tutti noi. Ed oltre questo, sembra che ci vogliono anche levare la possibilità di protestare. Tu sai che non capisco molto di politica e quindi posso sbagliare, ma quello che vedo, è solo un cielo nero sulle teste di noi tutti. Non so come sia successo tutto questo, ma è questo che vedo come realtà.
    Speriamo bene? No, non credo che basti! Io credo che qualche cosa la dobbiamo fare; cosa, non lo so, ma rimanere fermi mentre il leone si avvicina, non risolve la situazione.
    Antonio.

  2. Buongiorno Angela tutto bene? Il Pd deve starsi bello zitto, perchè se la legge bavaglio è diventata bavaglino non è merito suo ma di Fini, poi, questa udienza filtro quando si farà? Quanto durerà? E poi le rettifiche dei blogger, a questo il Pd non ha pensato, si dovrebbero vergognare tutti! Buon fine settimana!

  3. BUON GIORNO ANGELA , TUTTO OK ?
    .
    ……… E MENO MALE CHE ERAVAMO NOI QUELLI CHE FACEVANO “DISINFORMAZIONE” , GLI “STRILLONI” , QUELLI CHE FANNO “AMMUINA”……….
    .
    IO HO LA MEMORIA LUNGA E SO ASPETTARE ………. HO GIA’ PRONTO UN VAGONE DI “LETAME” , DA SCARICARE .
    .
    DURANTE LE TRASCORSE SCARAMUCCE AVUTE CON I FINIANI E LORO “FIANCHEGGIATORI” , IO DISSI CHE PER IL BAVAGLIO ALL’ INFORMAZIONE GIORNALISTICA , SECONDO ME , LA STRETTA SI SAREBBE ALLENTATA , ANCHE SE RIMANE ANCORA . MA QUESTO , NON PER LA TENACIA DI QUALCUNO ……….. O PER LA SUA , MIRACOLOSA SVOLTA DEMOCRATICA , MA UNICAMENTE PERCHE’ , SIA L’ AMERICA CHE L’ UNIONE EUROPEA , AVEVANO ESPRESSO PREOCCUPAZIONI .
    .
    …. E POI , ERA TROPPO GROSSA , PER ESSERE VERA …… , AL PUNTO CHE ERA EVIDENTE CHE L’ OBIETTIVO ERA UN’ALTRO .
    .
    TUTTA QUESTA STORIA E’ NATA , SOPRATTUTTO , PER IMBAVAGLIARE IL WEB , COSA CHE FA COMODO SIA AL PD, CHE AL PDL ……….. , PER METTERE FRENO ALLE GRILLATE , AI VIOLA E A TUTTE LE VOCI LIBERE , CHE SI BATTONO CONTRO LA CASTA .
    .
    RAI PER UNA NOTTE HA SEGNATO UN PUNTO DI NON RITORNO ,PER LORO . IL NEMICO FORTE , QUELLO DA IMBAVAGLIARE , E’ IL WEB .
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    QUEL WEB CAPACE DI CUMUNICARE E DI ORGANIZZARSI IN MOBILITAZIONE ……, DI DENUNCIARE E DI “STRILLARE” , IL WEB CAPACE DI FARE “AMMUINA” .
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    LA BATTAGLIA HA ANCORA QUALCHE MARGINE ………. SUBITO IL “REFERENDUM” .
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    GRAZIE PER QUESTO POST , DOMANI FARO’ UN POST SUI “PIROMANI” , QUELLI CHE VANNO IN GIRO AD APPICCARE FUOCO ……………. “SUGLI ALTRI”, AL SUO INTERNO PROVERO’ AD ALLACCIARMI ANCHE A QUESTO TUO DISCORSO .
    .
    LA “PIROMANIA POLITICA” , QUELLA CHE ATTACCA GLI ALTRI , PER IMBAVAGLIARLI .
    .
    UN GRANDE ABBRACCIO ……… E VIVA LA TUA ” DISINFORMAZIONE ” …….. SAREBBE UN BEL MONDO , SE FOSSERO IN TANTI A FARE QUESTO TIPO DI “DISINFORMAZIONE” .

  4. ANGELA………… IL VIDEO E’ TROPPO BELLO ……… E’ SCANDALOSAMENTE BELLOooooooooooooooooooo .
    .
    STO RIDENDO DA PIU’ DI 15 MINUTI ……… DOPO LO VADO A PRENDERE ………….. ANZI NO …….. FACCIO IN MODO DIVERSO .
    .
    UN GRANDE ABBRACCIO .

  5. Buon dì, Angela. Passo a salutare e ringraziare. Purtroppo ho avuto meno tempo e possibilità del previsto di accedere e stare in internet, come testimonia il fatto che non ho ancora pubblicato nulla nel mio blog nell’ultimo mese. Ho avuto più impegni/distrazioni del previsto. Appena disponibile, mi farò vivo nel mio blog, qui e nelle pagine del Corvo. A presto.

  6. X ANGELA .
    .
    SE DOVESSE PASSARE LA LEGGE …………… E DICO “SE” , PERCHE’ ESISTE UN PICCOLO SPIRAGLIO ………………………… BERLUSCONI VUOLE ROMPERE CON FINI .
    .
    MENTRE BOCCHINO , FINIANO D.O.C. ………… DICE GIUSTAMENTE , CHE LORO NON HANNO MAI FATTO MANCARE IL PANE AL GOVERNO , DANDOGLI SEMPRE LA FIDUCIA , COSA CHE ACCADRA ANCORA CON LA MANOVRA “”””””””SCORRETTINA”””””””””” …………….. ALMENO SEMBRA , PARE CHE BERLUSCA , SIA INTENZIONATO A ROMPERE DEFINITIVAMENTE CON FINI ………………ADESSO………………… .
    .

    QUESTO APRIREBBE SVARIATI SCENARI POLITICI , CHE POTREBBERO BLOCCARE TEMPORANEAMENTE , I LAVORI ALLA CAMERA .
    .
    QUINDI NON FINI CHE VUOLE ROMPERE CON LA MAGGIORANZA , MA SAREBBE BERLUSCA , A ROMPERE CON FINI ………………….. .
    .
    MA QUESTO LO VEDREMO ………
    .
    IN OGNI CASO , BISOGNA VEDERE IN CHE MODO LA LEGGE VIENE APPLICATA ………………. SE A PARTIRE DALLA SUA ENTRATA IN VIGORE , O SE INVECE , DIVETA RETROATTIVA …………………………………. . IN UN TALE CASO , DOBBIAMO NON SOLO SPOSTARE I NOSTRI BLOG , SU ALTRE ZONE DEMOCRATICHE , MA TRASLARE ANCHE NOI …………… .
    .
    INTANTO DOBBIAMO RIPULIRE TUTTI I BLOG ………………. , DA NOTIZIE DATE , FILMATI E FOTO ………………… PRESUMIBILMENTE INFAMANTI ……………. QUESTO SIGNIFICA CHE DOBBIAMO AZZERARE TUTTI I BLOG ………………..
    .
    POI , DOBBIAMO ORGANIZZARE UNA STRATEGIA COMUNE ………….. SPORTARE SU ALTRE NAZIONI , CHIEDENDO ASILO POLITICO E CREANDO UN GHETTO ?
    .
    UTILIZZARE UN LINGUAGGIO ALTERNATIVO , CHE CI PERMETTE DI DIRE LE STESSE COSE , SENZA ANDARE AD INCIAMPARE NELLA NUOVA LEGGE ?
    ……………DIVENTARE TANTI PASQUINI ?
    .
    QUESTO LO VEDREMO A GIORNI ………………. FORSE .
    .
    UN GRANDISSIMO ABBRACCIO .

    Scritto da : IL CORVO | 28/07/2010

  7. CIAO ANGELA , IL TUO COMMENTO DI IERI E’ GIUSTO E SACROSANTO ……..
    .
    QUEL COMMENTO IO LO CONDIVIDO , PRIMA CON IL CUORE E POI , COME GIUSTA ANALISI POLITICA .
    .
    SONO STATO IN ATTESA DEGLI AVVENIMENTI …….. HO TEMPOREGGIATO , PER POTERE AVERE LE IDEE PIU’ CHIARE ………, ANCHE SE , GIA’ STAMATTINA SONO PARTITO CON UN NUOVO POST , CHE APRE LE PORTE PER POTERE FARE UN’ ANALISI PIU’ CONCRETA .
    .
    OGGI LA CRISI NEL CENTRO-DESTRA ?
    .
    UNA CRISI LIMITATA ……… POI VEDREMO , UNA CRISI PIENA DI APERTURE RECIPROCHE …………. DA DOMANI VERIFICHEREMO SE CAMBIA QUALCOSA ……… .
    .
    INTANTO OGGI , NON E’ CAMBIATO NIENTE . LA FIDUCIA ALLA MANOVRA E IL VOTO FAVOREVOLE , ALLA RIFORMA GELMINI , SULL’UNIVERSITA’ ………. SONO REGOLARMENTE ARRIVATI .
    .
    L’ UNICO DATO SOSTANZIALE , E’ CHE IL DECRETO BAVAGLIO , SEMBRA ESSERE RINVIATO A SETTEMBRE ……… QUESTO MI FA MOLTO RIFLETTERE .
    .
    UN ABBRACCIO E UN GRANDE ……… SOGNI D’ ORO .

  8. BUON GIORNO ANGELA , TUTTO OK ?
    .
    PARE CHE VOGLIONO RIMETTERE IN PISTA IL PROCESSO BREVE ……………
    .
    QUELLA BRAVA PERSONA DI CICCHITTO LO HA AFFERMATO STAMANI ………..
    .
    VOGLIONO SALVARE IL RE , A TUTTI I COSTI .
    .
    VEDREMO ……… PREVEDO UN AUTUNNO MOLTO CALDO .
    .
    UN ABBRACCIO .

  9. Beh, adesso myblog non me l’ha pubblicato per la quarta volta SUL BLOG DEL CORVO: lo sto riportando ora qui, sul mio blog

    Ciao Bruno,
    “E’ molto probabile che in autunno la Corte dichiari l’incostituzionalità del legittimo impedimento e che Berlusconi rimanga senza scudo. A quel punto Napolitano chiederà al presidente del Consiglio di fare un passo indietro. Sarà a quel punto che il co-fondatore del Pdl, in nome della continuità politica e del rispetto del mandato popolare, chiederà e otterrà dal presidente della Repubblica il mandato per formare un nuovo governo, questa volta senza Silvio Berlusconi”.
    La previsione non è mia ma di uno dei fedelissimi del fetentissimo capo del “partito dell’ammore”: quello Stracquadanio che due giorni fa ha insultato la giornalista dell’Unità che poneva domande inevitabili a Denis Verdini.
    Fini avrebbe così il ruolo di un Badoglio del XXI secolo Come Badoglio disse che la guerra sarebbe continuata al fianco dell’alleato tedesco, così Fini ha dichiarato che resterà fedele al governo ed agli elettori: la storia ci ha rivelato (e probabilmente ci rivelerà) che tutti e due mentono. Se le cose andranno come teme Stracquadanio la sceneggiata moralisteggiante di Fini avrebbe un esito da lui imprevisto e per questo non facilmente gestibile.
    Nel frattempo, c’è già il nuovo gruppo parlamentare finiano: “Futuro e libertà per l’Italia”. Tra due minuti inizia una conferenza stampa di Fini (Radio radicale la trasmette in diretta). Se vi sarà qualche novità tornerò a commentare.
    C’è comunque da rallegrarsi del fatto che questo casino abbia intanto messo a riposo la legge-bavaglio e mi complimento molto con tutti quelli (in particolare con IL BLOG DEL CORVO) che hanno condotto questa battaglia di libertà, non risparmiandosi un istante.
    Grazie del commenti sul mio blog e un saluto da Angela.

    P.S. – Nel frattempo la conferenza stampa c’è stata. Fini ha parlato pochi minuti per confermare quanto accaduto e ribadire che il ruolo di Presidente della Camera non è “nella disponibilità del Presidente del Consiglio”…

    P.S. 2 – Dopo che questo commento è apparso qui (sul mio blog) e apparso anche (magia di myblog) sul tuo blog, Bruno… in coda a un mio precedente breve commento. Fantastico myblog, mi sa che non andrò a cercare un provider in Islanda…

  10. CIAO ANGELA , IL COMMENTO E’ SUL MIO BLOG ……… HO PROVVEDUTO AD AGGIUNGERLO A QUELLO DA TE LASCIATO ………… SPESSO MYBLOG FA DI QUESTI SCHERZI ( A ME ) , PIU’ VOLTE HO DOVUTO FARE ANALOGA OPERAZIONE CON ALTRI AMICI E FREQUENTEMENTE , CON ANTONIO ……………… E’ DIVENTATA QUASI NORMALE AMMINISTRAZIONE .
    .
    HO SEGUITO UN PO’ LE VICENDE ACCADUTE TRA IERI E OGGI , E MI PARE , ANCHE SE SI TRATTA SOLO DI UNA PRIMA SENSAZIONE , CHE I FINIANI APPOGGERANNO IL GOVERNO BERLUSCA , TRA ALTI E BASSI , FINO E ALLA FINI/E …………… DELLA LEGISLATURA .
    .
    LE MOTIVAZIONI POSSONO ESSERE PIUTTOSTO CHIARE E PIU’ IN LA , QUANDO IL QUADRO SARA’ MAGGIORMENTE DELINEATO , SPIEGHERO’ MEGLIO CIO’ CHE PENSO .
    .
    UNA COSA VA PERO’ DETTA SUBITO ……………….. AD OGGI , FINI NON PUO’ IN ALCUN MODO TIRARSI FUORI DALL’ESSERE RESPONSABILE DELLE PORCATE FATTE DA QUESTO ESECUTIVO , VISTO CHE I FINIANI , LE HANNO VOTATE TUTTE .
    .
    UN ABBRACCIO .

  11. … su questo non ci piove, caro Bruno.
    I giannizzeri di Fini (e lui stesso) sono altrettanti “Giano bifronte”: hanno continuato a rilasciare dichiarazioni in chiave critica su tutto (al punto di apparire “di sinistra” – e ahimè molti ci sono cascati come polli), poi si sono disciplinatamente allineati (compreso Bocchino e Granata, detti “i rivoluzionari del menga”), e hanno votato qualsiasi cosa, compresa la recentissima, schifosissima manovra, contraddicendo continuamente loro stessi. Comprese tutte le norme ad personam (a oggi sono quarantacinque!), i condoni fiscali e quelli edilizi, le odiose norme sul “testamento biologico” (per ora approvate solo dal Senato). E Fini, con Bossi, è l’autore della legge contro gli immigrati (peggiore perfino della Turco-Napolitano, che è tutto dire!), che tra l’altro funziona in senso contrario a quello da loro auspicato. E non è vero che gli sbarchi sono terminati: non avvengono più a Lampedusa, oggi rilanciata turisticamente dall’improbabile ministra. Avvengono “regolarmente” e continuamente a Otranto…
    Sì, stiamo a vedere, caro Bruno. Un saluto da Angela

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