… Preferisco parlare di un eroe dei nostri tempi…

Scrive Roberto Saviano: «Mi viene da chiedere a chi in questo momento sta leggendo queste righe se ha mai sentito parlare di Federico Del Prete, sindacalista ucciso nel 2002 a Casal di Principe. Se ha mai sentito parlare di Marcello Torre, sindaco di Pagani ucciso nel 1980 perché cercava di resistere a concedere alla camorra gli appalti per la ricostruzione post terremoto. E di Mimmo Beneventano vi ricordate? Consigliere comunale del Pci, trentadue anni, medico, fu ucciso nel 1980 a Ottaviano per ordine di Raffaele Cutolo perché ostacolava il suo dominio sulla città. E di Pasquale Cappuccio? È stato consigliere comunale del Psi, avvocato, ucciso nel 1978 sempre a Ottaviano. E Simonetta Lamberti, uccisa a Cava dei Tirreni nel 1982. Aveva dieci anni e la sua colpa era essere la figlia del giudice che andava punito. Le scariche del killer raggiunsero lei al posto del loro obiettivo. Qualcuno di questi nomi vi è noto? Temo solo ad addetti ai lavori o militanti di qualche organizzazione antimafia. Questi nomi sono dimenticati. Colpevolmente dimenticati. Come, temo, lo sarà presto quello di Angelo Vassallo. Ai funerali di Antonio Cangiano, vicesindaco di Casal di Principe gambizzato dalla camorra nel giugno 1988 e da allora costretto sulla sedia a rotelle, non c’era nessun dirigente della sinistra».

… Preferisco parlare
di un eroe dei nostri tempi…
dopo un accenno al conflitto tra
presidente della Camera e presidente del Consiglio

bollito.jpg5 settembre 2010 – Ecco, dopo un battage pubblicitario degno di miglior causa – il “giorno di Mirabello” è arrivato e abbiamo potuto ascoltare l’atteso (?) discorso di Fini.

Più che un discorso, un comizio. Preceduto peraltro dalla “memoria” di Mirabello come luogo deputato, ai tempi, del passaggio del testimone al “delfino” – Gianfranco Fini, appunto – da parte nientemeno che di Giorgio Almirante in persona. E “chi era costui” penso non sia proprio il caso che lo ricordi a nessuno dei lettori di questo blog.

Fuori – dal Pdl. Ma dentro – al governo e alle sue poltrone. Cacciato con metodi “stalinisti” dalla casa comune. Ma pronto a far camminare ancora il Titanic del Caimano con una “terza gamba”: quella di Futuro e Libertà, a metà del guado se partito o no, ma tant’è, i tempi della politica sono questi. Il Mirabello-day – pur con tutte le sue nobili e inevitabili staffilate al capo-padrone – in realtà conferma solo una domanda, buona per Fini ma anche per tanti altri-troppi: in Italia si può davvero mollare Berlusconi?

Francamente, quella che molti commentatori definiscono una svolta epocale che sarebbe avvenuta con il discorso del presidente della Camera non l’ho rilevata. Anche perché le stesse problematiche ricordate a Mirabello, Fini le aveva già sollevate nei mesi precedenti, senza tuttavia ritenere utile e coerente far mancare l’approvazione parlamentare ai provvedimenti governativi, poiché i cosiddetti finiani hanno ripetutamente votato i provvedimenti stessi, anche i più infami, e perfino la fiducia al governo Berlusconi. Il che, se tutto ha una logica, significa che anche ‘sti finiani si sono sentiti perfettamente integrati nel Pdl, al punto da non divergere in alcun caso con le scelte in votazione.

Ripercorro brevemente il percorso dello stesso Fini e delle sue truppe: nel 1994, a sorpresa, fu “sdoganato” da Berlusconi. Da allora, sia come esponente di Alleanza nazionale – in cui si sciolse il Msi nel 1994 – sia come cofondatore (2009) del Pdl, (dopo che l’aveva definito “comica finale”) Fini e i suoi non una sola volta hanno contrastato alcuno dei disegni di legge proposti dai governi guidati da Berlusconi: neppure hanno avuto alcun ripensamento, come ho ricordato, ad approvare tutti i provvedimenti che il presidente del Consiglio ha promosso, sia quelli a tutela esclusiva dei propri interessi – sia personali sia aziendali – sia quelli scaturiti dalle perverse fantasie leghiste contro gli immigrati e per un federalismo del quale a tutt’oggi non si conoscono neppure il profilo attuativo, né tantomeno il costo.

Che il Pdl fosse un partito padronale, nel quale hanno trionfato finora l’impunità assoluta per il padrone e un conflitto di interessi elefantiaco, Fini e i suoi lo sapevano da sempre. C’è chi dice “meglio tardi che mai”, senza però porsi il quesito di quali siano le motivazioni reali di un tale – tardivo – ravvedimento. E anche per gli ulteriori “paletti” che ora Fini pone a un proseguimento della propria azione all’interno del Pdl (che dichiara peraltro “inesistente”, anche se è pronto a costituirsi in “terza gamba” del centrodestra – una bella contraddizione, se vogliamo), non mi pare si discostino da quanto ripetutamente denunciato da altre parti politiche: quelle di opposizione dall’Idv ai “grillini”, al “popolo viola”, a FdS, SeL e perfino, pare incredibile a dirsi, da molti esponenti del Partito democratico.

“Certo, la novità sta nel fatto che un ex alleato faccia tali denunce, ma è anche vero che le fa quando si accorge che la barca affonda e i topi devono saltare”, ha scritto “Zag(c)” nel gruppo di discussione “Lista Sinistra”. Che ha scritto (e condivido) di vedere nei contenuti del discorso finiano soltanto “marketing politico”. E ha aggiunto: “Ho visto rispolverare i vecchi vestiti da un armadio stantio, rispolverati dalla polvere e dalla naftalina e presentati come nuovi, dell’identità del vecchio Msi sia pure in chiave moderna e post fascistizzata. La visione di una cosiddetta ‘moderna destra liberale’ è vecchia come il cucco. In campo istituzionale è la stessa di cinquant’anni fa, con il presidenzialismo come fulcro, il sistema maggioritario secco, e la candidatura del premier-presidente eletto dal popolo. In campo sociale, sappiamo come la pensa sia con la legge contro la droga, sia per gli immigrati, (legge Bossi Fini) e in campo economico, altro che moderno liberale, è uno statalista che trae le sue origine dal sistema della repubblica sociale di Salò, e dalle teorie della cosiddetta ‘economia sociale'”.

* * *

Angelo VassalloPreferisco in ogni caso ricordare qui, oggi 6 settembre, quello che è un vero eroe dei nostri tempi: Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, nel Salento, ucciso perché contrastava la camorra. Un uomo, come dice Alfredo Greco, il pm che sta conducendo le indagini su questo barbaro assassinio, “ucciso con modalità brutte e pesanti, un’esecuzione cattiva con troppi colpi sparati per un omicidio”, aggiungendo che “negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l’illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava”. Un’uccisione feroce, fatta per colpire chi, forse, aveva scoperto qualcosa che non doveva scoprire. “Non hanno ucciso solo un uomo”, ha detto il sostituto procuratore di Vallo della Lucania. “Hanno ucciso una speranza per il Cilento. Era un simbolo di legalità. Chi lo ha ucciso ha voluto colpire chi si opponeva alla illegalità”.

Rieletto alle ultime comunali di Pollica-Acciaroli, che si sono tenute qualche mese fa in coincidenza con le elezioni regionali, Angelo Vassallo era un iscritto al Partito democratico. Nato ad Acciaroli il 22 settembre del 1953, era stato eletto per la prima volta sindaco il 3 aprile del 2005. Era detto il ‘sindaco pescatore’, dato la sua attività imprenditoriale nel settore ittico gestita insieme al fratello, e le sue battaglie per la legalità e il rispetto dell’ambiente, su cui aveva investito come amministratore pubblico, avevano fruttato alla località costiera del Cilento riconoscimenti quali le ‘bandiere blu’ e un rilancio turistico.


“l’Unità” ricorda Angelo Vassallo
6 settembre 2010
Intervista al sindaco di Pollica,
di Marco Giovannelli

«Le alici sono un pesce intelligente, per questo a luglio sono venute qui a branchi enormi. Proprio ad Acciaroli. Non succedeva da decenni che ne arrivassero così tante. E con loro i pescherecci da ogni parte del Tirreno. La sera il mare era illuminato da centinaia di lampare, e la mattina all’alba vedevi scaricare le casse piene». Angelo Vassallo se ne intende perché andava per mare da quando aveva i pantaloni corti. Lo chiamano tutti il «sindaco pescatore». Non perché è appassionato, ma perché era davvero il suo lavoro.

«Sai quanti pesci spada ho preso? Gli scampi davano soddisfazione, ora se ne trovano sempre meno. Il tonno è il più difficile perché lotta fino alla fine, mentre la spigola è la più intelligente e furba. Non la trovi mai nelle reti». Da qualche tempo con il suo piccolo gozzo ha ripreso ad alzarsi alle cinque e va per mare. Lo trovo sulla banchina del porto. È appena rientrato e sorride felice con in mano due aragoste. «Queste le porto a mio figlio che ha un ristorante qui in paese». Acciaroli non fa comune. Insieme con Pioppi al mare, e quattro frazioni di collina, fa parte di Pollica. Una realtà unica al mondo. Una sfilza di premi di ogni tipo, soprattutto ambientali. Da alcuni anni è paese Slow con il cacioricotta a fare da bandiera. E a proposito di bandiere, sulla spiaggia sventolano quelle blu e quella delle cinque vele di Legambiente e del Touring, perché Acciaroli e Pioppi sono considerate le località con i parametri migliori di tutta la costa italiana.

«Questo paese ha preso coscienza. Se raggiungiamo il 70% di raccolta differenziata non può essere solo merito dell’amministrazione. I cittadini hanno capito che il territorio è la nostra prima ricchezza, e così noi abbiamo pianificato e scelto di non crescere come abitanti. Le case consumano territorio, e questo non deve più succedere. Non vogliamo che ci sia una politica delle seconde abitazioni. Non portano niente a nessuno». Angelo Vassallo è stato per sette anni anche presidente della Comunità montana e ora è uno degli amministratori del parco del Cilento, istituito nel 1993. «L’Italia è un paese di matti. Lo vedi il porto? Noi lo abbiamo ristrutturato, abbiamo fatto dei mutui per quarant’anni, ci lavorano tanti nostri giovani; e lo Stato cosa fa? Vorrebbe che lo gestissero i privati.

Così loro ci fanno profitti e basta. Noi invece i soldi li investiamo in progetti sociali, e nei servizi per i nostri cittadini. Abbiamo costruito un caffè letterario nel paese più piccolo. Abbiamo realizzato un lungomare pedonale a Pioppi, dove altrimenti la gente non sapeva nemmeno dove incontrarsi. Stiamo costruendo un centro nautico che gestiranno dei ragazzi disabili. Ed entro la prossima estate rifaremo tutto il piazzale a fronte del porto. Per avere la concessione della struttura, che ci costa un sacco di soldi, abbiamo dovuto fare causa allo Stato. Cose da pazzi». Lo provoco sul federalismo e lui non si tira certo indietro. «Questa è un’amministrazione di sinistra, ma noi siamo leghisti. La nostra salvezza viene proprio dalla Lega e confidiamo nella Lega per le riforme delle autonomie. Noi lo vogliamo il federalismo.

L’Italia siamo noi, la somma dei comuni, e il danno della politica a livello nazionale, è che non conosce i territori e non sa più ascoltare. Noi non vogliamo niente dallo Stato, ma almeno ci lasci le nostre cose». Angelo Vassallo ha un’energia e una passione travolgente e quando inizia a raccontare incanta. «La dieta mediterranea è nata qui con Ancel Keys, l’inventore della famosa razione K, che costituì la base per l’alimentazione di sussistenza dei militari americani. Lo scienziato è morto a 101 anni e visse qui per quasi tre decenni in una località che chiamò Minnelea, in omaggio alla sua città di Minneapolis e alla vicina polis magnogreca di Elea, patria di Parmenide e Zenone. Keys mise insieme un gruppo di scienziati dell’alimentazione e le sue ricerche hanno portato benefici in tutto il mondo». A lui, il «sindaco pescatore», lo chiamano da tutta Italia per sapere come fa.

Altri video de “la Repubblica” del 6 settembre 2010
LEGGI IL BELLISSIMO (E ISTRUTTIVO) INTERVENTO DI ROBERTO SAVIANO NEL SUO SITO WEB

… Preferisco parlare di un eroe dei nostri tempi…ultima modifica: 2010-09-06T23:57:00+02:00da paginecorsare
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6 pensieri su “… Preferisco parlare di un eroe dei nostri tempi…

  1. Cara Angela, leggo, tornato dalle cosiddette vacanze, il tuo post e concordo con quello che dici; e tuttavia sono convinto che la svolta di Fini sia positiva, nel senso che può dare un contributo a buttar fuori berlusconi dalla politica o, almeno, diminuire il suo potere. Quindi non disprezziamo questa opportunità, non rifiutiamola. Poi una volta che la vergogna berlusconi sia stata eliminata o almeno ridimensionata si potrà con più facilità procedere nella ricostruzione dell’Italia malmenata dal ducetto di Arcore.
    Ciao, buona settimana.

  2. Cara Angela, viviamo in un paese dove i mafiosi vengono dichiarati eroi e siedono al parlamento, e Magistrati che indagavano, venivano fatti saltare in aria con esplosivi. La quasi totalità dell’informazione è in mano ad un tizio che da almeno 15 anni tenta di sottrarsi ai suoi processi in modi vergognosi, e ti lamenti se non vengono ricordati i veri eroi uccisi dalla mafia?
    Qui andrà a finire che daranno il nome a delle strade, tipo Via Provenzano, Via Totò Riina, e non dico un altro nome, perchè forse non è nemmeno degno di essere paragonato ai due.
    Almeno quelli, facevano del male, ma vivevano nascosti…
    Antonio.

  3. CIAO ANGELA , SCUSA LA MIA ASSENZA ………… FORSE SONO GIUSTIFICATO.

    QUEST’ESTATE SONO STATO DA QUELLE PARTI ………….SONO POSTI STUPENDI E VERAMENTE LA GENTE DI QUESTI LUOGHI E’ ACCANITA NELLA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE .

    HO ASCOLTATO ALCUNE INTERVISTE, FATTE A DEI GIOVANI, CHE ESPRIMEVANO IL LORO DOLORE PER IL BRUTALE ATTO ……….. HO POTUTO SENTIRE QUANTO QUESTO SINDACO, UOMO ECCEZIONALMENTE PARTICOLARE, ERA AMATO ………………. UN UOMO GIUSTO, IN UN PAESE, L’ ITALIA, DI INGIUSTIZIE.
    .
    E’ STRAORDINARIA LA RABBIA CHE SI SVILUPPA, OSSERVANDO QUESTE COSE E QUALE SENSO DI IMPOTENZA SI GENERA …….. ASCOLTANDO.

    UN VOLTO VERO, UN VOLTO LEALE, UN VOLTO BUONO …………….. SEGNATO DAL VENTO E MODELLATO DALLA SALSEDINE ……….. UN VOLTO DA PESCATORE ………… VOLTI CHE IO, CHE AMO IL MARE, CONOSCO BENE …………. UN FRATELLO PESCATORE.

    UN ABBRACCIO.

  4. BUON GIORNO ANGELA ,TUTTO OK ?
    .
    TI RIPORTO UNA PRIMA RISPOSTA AI TUOI COMMENTI .
    .
    X ANGELA ……….. IL TUO PRIMO COMMENTO .
    .
    DEJA VU’ ……………… MI E’ GIA’ CAPITATO DI VEDERE UTILIZZARE QUESTE STRATEGIE ……………….. 77/78 , FRANCESCO LO RUSSO E GIORGINA MASI …………………… G8 DI GENOVA – 2001 , CARLO GIULIANI .
    .
    QUANDO SI VUOLE ISOLARE LA PROTESTA , SI GENERA LA VIOLENZA …………… QUANDO SI VUOLE GESTIRE UN ‘ INEA DI CAMBIAMENTO , SI CREANO I PRESUPPOSTI , PER GENERARE IL ” TERRORISMO ” ?
    .
    SI , IL COSSIGA INSEGNA …………………… E DA QUESTO INSEGNAMENTO , BISOGNA PRENDERE LE DOVUTE MISURE , PER NON CADERE NELLA TRAPPOLA .
    .
    MA E’ ANCHE VERO , CHE NON SI PUO’ SPEGNERE QUALSIASI FUOCO , PER PAURA DI …………………….. , SIGNIFICHEREBBE AUTOCENSURARSI …………….. RESTARE COSTANTEMENTE FERMI ED INERMI ……………… ACCETTARE QUALSIASI COSA , PER NON CORRERE DEI RISCHI .
    .
    LA PROTESTA E’ IN EVOLUZIONE …………….. LA RABBIA E’ TANTA ……………… IL PESO DELLA PREVARICAZIONE E DELL’ ARROGANZA , STA DIVENTANDO INSOSTENIBILE …………… PER TANTI .
    .
    QUELLO RACCONTATO DAI MEDIA , NON E’ IL PAESE REALE …………….. NON SIAMO SULL’ ISOLA DEI FAMOSI , CHI NON RIESCE PIU’ A SOPRAVVIVERE , NON SI SENTE RACCONTATO E VUOLE GRIDARE .
    .
    RIBELLARSI E’ GIUSTO .
    .
    UN ABBRACCIO .

    Scritto da : IL CORVO | 10/09/2010

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