Da “Trasumanar e organizzar” di Pier Paolo Pasolini

DA
Trasumanar e organizzar
di Pier Paolo Pasolini
Garzanti, Milano 1971

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La poesia della tradizione

Oh generazione sfortunata!
Cosa succederà domani, se tale classe dirigente –
quando furono alle prime armi
non conobbero la poesia della tradizione
ne fecero un’esperienza infelice perché senza
sorriso realistico gli fu inaccessibile
e anche per quel poco che la conobbero, dovevano dimostrare
di voler conoscerla sì ma con distacco, fuori dal gioco.
Oh generazione sfortunata!
che nell’inverno del ’70 usasti cappotti e scialli fantasiosi
e fosti viziata
chi ti insegnò a non sentirti inferiore –
rimuovesti le tue incertezze divinamente infantili –
chi non è aggressivo è nemico del popolo! Ah!
I libri, i vecchi libri passarono sotto i tuoi occhi
come oggetti di un vecchio nemico
sentisti l’obbligo di non cedere
davanti alla bellezza nata da ingiustizie dimenticate
fosti in fondo votata ai buoni sentimenti
da cui ti difendevi come dalla bellezza
con l’odio razziale contro la passione;
venisti al mondo, che è grande eppure così semplice,
e vi trovasti chi rideva della tradizione,
e tu prendesti alla lettera tale ironia fintamente ribalda,
erigendo barriere giovanili contro la classe dominante del passato
la gioventù passa presto; oh generazione sfortunata,
arriverai alla mezza età e poi alla vecchiaia
senza aver goduto ciò che avevi diritto di godere
e che non si gode senza ansia e umiltà
e così capirai di aver servito il mondo
contro cui con zelo «portasti avanti la lotta»:

era esso che voleva gettar discredito sopra la storia – la sua;
era esso che voleva far piazza pulita del passato – il suo;
oh generazione sfortunata, e tu obbedisti disobbedendo!
Era quel mondo a chiedere ai suoi nuovi figli di aiutarlo
a contraddirsi, per continuare;

vi troverete vecchi senza l’amore per i libri e la vita:
perfetti abitanti di quel mondo rinnovato
attraverso le sue reazioni e repressioni, sì, sì, è vero,
ma soprattutto attraverso voi, che vi siete ribellati
proprio come esso voleva, Automa in quanto Tutto;
non vi si riempirono gli occhi di lacrime
contro un Battistero con caporioni e garzoni
intenti di stagione in stagione
né lacrime aveste per un’ottava del Cinquecento,
né lacrime (intellettuali, dovute alla pura ragione)
non conosceste o non riconosceste i tabernacoli degli antenati
né le sedi dei padri padroni, dipinte da
– e tutte le altre sublimi cose
non vi farà trasalire (con quelle lacrime brucianti)
il verso di un anonimo poeta simbolista morto nel
la lotta di classe vi cullò e vi impedì di piangere:
irrigiditi contro tutto ciò che non sapesse di buoni sentimenti
e di aggressività disperata
passaste una giovinezza
e, se eravate intellettuali,
non voleste dunque esserlo fino in fondo,
mentre questo era poi fra i tanti il vostro dovere,
e perché compiste questo tradimento?
per amore dell’operaio: ma nessuno chiede a un operaio
di non essere operaio fino in fondo
gli operai non piansero davanti ai capolavori
ma non perpetrarono tradimenti che portano al ricatto
e quindi all’infelicità
oh sfortunata generazione
piangerai, ma di lacrime senza vita
perché forse non saprai neanche riandare
a ciò che non avendo avuto non hai neanche perduto:

povera generazione calvinista come alle origini della borghesia
fanciullescamente pragmatica, puerilmente attiva
tu hai cercato salvezza nell’organizzazione
(che non può altro produrre che altra organizzazione)
e hai passato i giorni della gioventù
parlando il linguaggio della democrazia burocratica
non uscendo mai della ripetizione delle formule,
ché organizzar significar per verba non si poria,
ma per formule sì,
ti troverai a usare l’autorità paterna in balia del potere
imparlabile che ti ha voluta contro il potere,
generazione sfortunata!
Io invecchiando vidi le vostre teste piene di dolore
dove vorticava un’idea confusa, un’assoluta certezza,
una presunzione di eroi destinati a non morire –
oh ragazzi sfortunati, che avete visto a portata di mano
una meravigliosa vittoria che non esisteva!

Da “Trasumanar e organizzar” di Pier Paolo Pasoliniultima modifica: 2010-10-10T01:35:00+02:00da paginecorsare
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2 pensieri su “Da “Trasumanar e organizzar” di Pier Paolo Pasolini

  1. Cara Angela, per me, Pasolini per certi versi era fuori del suo tempo; forse ora sarebbe stato più epprezzato e capito. Però c’è da chiedersi se fosse vissuto in questi tempi, probabilmente sarebbe stato fatto fuori in tempi più brevi.
    Per un altro verso, lui è vissuto nel tempo perfetto, dove c’era ancora la possibilità di “vedere”, “aprire gli occhi”; e se la gioventù di allora (noi compresi) gli avesse dato l’ascolto che meritava, sicuramente ora non saremmo nella popò che ci ritroviamo.
    A quei tempi, purtroppo c’erano le auto veloci, le moto giapponesi, la droga del calcio, la voglia di “essere diversi”, ma diversi, lo siamo diventati in peggio, ed ora paghiamo per gli errori che abbiamo fatto in passato.
    Non ci siamo accorti, a quei tempi che avevamo un Mahatma Gandhi anche noi in Italia.
    Un abbraccio.

  2. CIAO ANGELA ……… TUTTO OK ?
    oh generazione sfortunata,
    arriverai alla mezza età e poi alla vecchiaia
    senza aver goduto ciò che avevi diritto di godere
    e che non si gode senza ansia e umiltà
    e così capirai di aver servito il mondo
    contro cui con zelo «portasti avanti la lotta»:
    .
    COSA SI PUO’ DIRE ?
    .
    NIENTE , SOLO LEGGERE E CAPIRE .
    .
    UN SALUTO

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